Astigmatismo

L'astigmatismo non è una malattia ma una caratteristica ottica dell'occhio: le sue superfici rifrangenti sono curvate in modo diverso nelle varie direzioni, i…

Valutazione prescrizione online

Valutazione prescrizione online

Un medico valuterà il tuo caso e rilascerà una prescrizione se medicalmente appropriato.

Parla con un medico online

Parla con un medico online

Discuti i tuoi sintomi e i possibili prossimi passi con un medico online.

Questa pagina fornisce informazioni generali e non sostituisce il parere di un medico. Se i sintomi sono gravi o in peggioramento, rivolgiti a un servizio medico di emergenza o chiama i servizi di soccorso.

L'astigmatismo non è una malattia ma una caratteristica ottica dell'occhio: le sue superfici rifrangenti sono curvate in modo diverso nelle varie direzioni, i raggi non si raccolgono in un punto solo ma in due e la nitidezza si perde a ogni distanza. Un astigmatismo lieve è presente nella maggior parte delle persone e non dà fastidio. Merita attenzione in tre casi: quando ostacola la vista, quando affatica gli occhi fino al mal di testa e quando cambia in fretta.

Perché l'immagine si forma in due punti

Il grosso della rifrazione spetta alla cornea, la membrana trasparente davanti all'occhio. Se la sua curvatura è uguale in tutte le direzioni, i raggi convergono in un solo punto sulla retina. Nell'astigmatismo un meridiano rifrange di più e quello perpendicolare di meno: al posto di un punto si formano due linee focali a profondità diverse e l'immagine non ha nessuna posizione nitida. Più di rado lo squilibrio nasce dal cristallino. Nella prescrizione degli occhiali questo si riassume in due numeri: la potenza del cilindro in diottrie e l'asse in gradi.

L'astigmatismo può essere regolare o irregolare. Nel regolare la superficie è liscia e gli occhiali bilanciano lo squilibrio. Nell'irregolare la cornea è curvata in modo disordinato, per una cicatrice o un assottigliamento, e gli occhiali servono a poco. Da qui dipende la scelta della correzione.

Come ci si accorge

Quasi nessuno lo descrive come «vedo sfocato». Di solito il racconto è altro:

  • lettere e contorni con un'ombra o con un bordo doppio;
  • bisogna socchiudere gli occhi e inclinare la testa per agganciare il fuoco;
  • pesantezza agli occhi, pressione sopra le sopracciglia, mal di testa dopo la lettura o un lungo tratto di guida;
  • attorno a lampioni e fari si aprono raggi e aloni e la sera si vede molto peggio che di giorno;
  • allontanare il testo, come nell'ipermetropia, non serve: non c'è nitidezza a nessuna distanza.

I bambini non dicono quasi mai di vedere male: non hanno un termine di paragone. Si nota invece altro: il bambino evita di leggere, perde il rigo, avvicina il libro al viso, tiene la testa piegata. Se l'astigmatismo è forte e riguarda un occhio solo, il cervello smette di servirsene e compare l'ambliopia, un calo stabile della vista che oltre una certa età non si recupera più. Per questo nei bambini non si aspetta.

Una distinzione va tenuta a mente: se le linee dritte appaiono ondulate e al centro del campo visivo compare una macchia, non è astigmatismo. Così si comporta la retina, e un quadro del genere si valuta a parte e in fretta.

Da dove nasce e che cosa non c'entra

Di regola la forma della cornea è data dalla nascita, si ripete in famiglia e cambia poco nel tempo. L'astigmatismo acquisito compare quando qualcosa deforma la cornea:

  • una cicatrice dopo un trauma, un'ulcera o una grave infiammazione corneale;
  • il cheratocono, un assottigliamento e una sporgenza progressivi della cornea;
  • la congiuntiva che cresce sulla cornea o una formazione sulla palpebra che preme sull'occhio dall'esterno;
  • interventi precedenti: asportazione della cataratta, trapianto di cornea, correzione laser;
  • nei bambini, una palpebra stabilmente abbassata che copre parte della pupilla.

Leggere sdraiati, la luce scarsa e gli schermi non modificano la forma della cornea: causano affaticamento, che con l'astigmatismo arriva prima, ma sono cose diverse. Gli occhiali non rovinano la vista; senza di essi si vede semplicemente peggio. La ginnastica oculare allena i muscoli, non la curvatura della cornea, quindi la promessa di togliere l'astigmatismo con gli esercizi non poggia su nulla.

Il cheratocono, quello da non lasciarsi sfuggire

È l'unico scenario dell'astigmatismo in cui il tempo conta. La cornea si assottiglia e sporge in avanti a forma di cono, l'astigmatismo aumenta e l'asse ruota. Comincia di solito prima dei trent'anni e spesso in modo asimmetrico: un occhio precede l'altro. A mettere in allarme non è l'astigmatismo in sé, ma il suo comportamento:

  • la prescrizione va cambiata ogni pochi mesi e con gli occhiali nuovi si vede peggio dei precedenti;
  • il cilindro cresce e l'asse si sposta da un controllo all'altro;
  • con gli occhiali non c'è nitidezza da nessuna parte, mentre con una lente a contatto rigida ricompare di colpo;
  • di notte attorno alle fonti di luce si allarga una scia molto evidente;
  • la persona si sfrega gli occhi con forza e di continuo, o ha un'allergia o una dermatite atopica.

Saperlo conta per due motivi. La progressione si arresta con una procedura che rinforza la cornea, ma questa fissa la forma già presente senza restituire la nitidezza di prima: prima lo si individua, migliore è l'esito. Il secondo è che con il cheratocono la correzione laser è controindicata, perché accelera il cedimento di una cornea già assottigliata. Proprio per questo, prima di operare, si esegue una mappa della curvatura e non ci si limita alle lenti.

Quando prenotare una visita e quando non aspettare

Conviene rivolgersi all'oculista se:

  • la vista è sfocata e socchiudere gli occhi non basta più;
  • occhiali e lenti a contatto non soddisfano più e vanno cambiati sempre più spesso;
  • il bambino piega la testa e perde il rigo, o non ha mai fatto un controllo della vista;
  • c'è stato un colpo all'occhio, un'infiammazione della cornea o un intervento: dopo di essi la forma della cornea cambia.

Occorre cercare aiuto lo stesso giorno se la vista cala di colpo, soprattutto in un occhio; se compaiono dolore oculare, forte arrossamento, fotofobia; se attorno alle luci si vedono cerchi iridescenti con dolore e annebbiamento; se dopo un trauma dell'occhio la vista è cambiata. A parte va la visione doppia che sparisce appena si chiude uno dei due occhi: lì non si tratta più di ottica ma di nervi e muscoli, e va affrontata subito in pronto soccorso.

Che cosa succede durante la visita

Prima uno strumento misura la rifrazione, poi il medico prova a mano le lenti con il cilindro e verifica con quale potenza e asse si vede meglio; è questo che finisce in prescrizione. La cheratometria e la topografia danno la mappa della curvatura corneale: sono loro a distinguere un astigmatismo comune dal cheratocono e da una cicatrice, mentre lo spessore della cornea dice se resta margine per la correzione laser.

Nei bambini la rifrazione si misura dopo gocce che rilassano l'accomodazione. Senza di esse il bambino regola il fuoco senza volerlo, i valori risultano più bassi del reale e gli occhiali sbagliati.

Con che cosa si corregge

  • Occhiali con lenti cilindriche. La soluzione principale a qualsiasi età e l'unica per i bambini piccoli.
  • Lenti a contatto morbide toriche. Devono restare stabili sull'occhio, altrimenti l'asse si sposta e la nitidezza svanisce. Dormire con le lenti e sciacquarle con l'acqua del rubinetto porta dritti all'infiammazione della cornea.
  • Lenti rigide gas permeabili e sclerali. La via d'uscita nell'astigmatismo irregolare e nel cheratocono: la lente crea davanti all'occhio una superficie rifrangente regolare.
  • Correzione laser. Se ne parla quando la rifrazione è stabile, lo spessore corneale sufficiente e la topografia normale; la decisione spetta al chirurgo dopo gli accertamenti.
  • Lente intraoculare torica. Si impianta durante l'intervento di cataratta e al tempo stesso compensa l'astigmatismo.

Occhiali e lenti a contatto non cambiano la forma dell'occhio, la compensano soltanto: l'astigmatismo in sé non sparisce né aumenta per colpa loro. Ai nuovi occhiali con il cilindro bisogna abituarsi: nei primi giorni il pavimento può sembrare inclinato e gli oggetti allungati, e di solito passa in qualche giorno. Se non passa dopo due settimane o se il mal di testa resta, quegli occhiali non vanno sopportati ma ricontrollati: quasi sempre il difetto sta nell'asse o nella centratura delle lenti.

Consulto online

Nel consulto online il medico chiarirà da quanto e con quale rapidità sta cambiando la vista, esaminerà le prescrizioni precedenti con la potenza del cilindro e l'asse, valuterà se il quadro rientra in un astigmatismo comune o se c'è motivo di cercare un cheratocono e indicherà quali esami eseguire. A distanza non si può misurare la rifrazione né rilasciare una prescrizione: per questo servono gli strumenti.

Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.

Rimani aggiornato su Oladoctor

Novità su nuovi servizi, aggiornamenti del prodotto e contenuti utili per i pazienti.