Emicrania retinica (emicrania oculare)
L'emicrania retinica è un attacco durante il quale la vista di un solo occhio si spegne, si annebbia o comincia a tremolare: di solito per dieci o venti…
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Medicinali comunemente utilizzati per Emicrania retinica (emicrania oculare)
Solo a scopo informativo. Consulta sempre un medico prima di assumere qualsiasi medicinale.
Forma farmaceutica: NASAL PRODUCT, 20 mg sumatriptanPrincipio attivo: sumatriptanProduttore: Glaxosmithkline S.A.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: TABLET, 50 mgPrincipio attivo: sumatriptanProduttore: Bluefish Pharmaceuticals Ab (Publ)Prescrizione richiestaForma farmaceutica: TABLET, 50 mg sumatriptan succinatePrincipio attivo: sumatriptanProduttore: Sandoz Farmaceutica S.A.Prescrizione richiesta
L'emicrania retinica è un attacco durante il quale la vista di un solo occhio si spegne, si annebbia o comincia a tremolare: di solito per dieci o venti minuti, più raramente per quasi un'ora. Poi la vista torna del tutto e subito dopo arriva quasi sempre il mal di testa. Il disturbo in sé è raro e non distrugge nulla. Il pericolo sta altrove: allo stesso identico modo cominciano diverse situazioni in cui il tempo si conta in ore, a volte in minuti, e a occhio non si distinguono.
Per questo è una diagnosi che si pone per ultima, quando tutto il resto è stato verificato ed escluso. Se sta leggendo questa pagina dopo il primo episodio della sua vita, la cosa più utile che troverà qui è non porsela da solo.
Com'è fatto un attacco
Comincia all'improvviso, nel mezzo di una giornata qualunque, senza preavviso. Ognuno lo racconta a modo suo: a qualcuno un occhio semplicemente «si spegne» e tutto diventa nero o grigio; ad altri compare una macchia scura che si allarga dal centro o avanza da un lato; ad altri ancora sull'immagine tremolano scintille, zigzag o un arco luminoso.
Nella maggior parte dei casi dura dieci-venti minuti e passa da sé. La vista torna esattamente com'era, senza lasciare traccia. Nell'ora successiva di solito comincia il mal di testa, in genere dallo stesso lato, pulsante, con fastidio alla luce e nausea. Ma il mal di testa può anche non arrivare affatto: in circa un terzo delle persone gli attacchi si esauriscono nei soli sintomi visivi, e questo non cambia la diagnosi.
Fra un attacco e l'altro l'occhio vede normalmente e l'oculista non trova nulla. La frequenza è molto variabile: da una o due volte l'anno a diverse volte al mese.
Un occhio o entrambi: come verificarlo e perché
È la distinzione pratica più importante di tutta la pagina, e quasi nessuno la fa bene al primo tentativo.
Nella comune emicrania con aura il tremolio non è «nell'occhio» ma nel campo visivo: viene meno o vibra la stessa metà dell'immagine in entrambi gli occhi insieme. La sensazione è che a dare fastidio sia un occhio, quello dal lato che si oscura. Nell'emicrania retinica invece a soffrire è davvero un occhio solo, mentre l'altro nello stesso momento vede benissimo.
La verifica va fatta durante l'attacco, coprendo gli occhi a turno con il palmo della mano. Chiuda un occhio e guardi con l'altro, poi al contrario. Se coprendo l'occhio «sano» quello che resta vede bene, allora il problema sta nel campo visivo ed è l'aura di una comune emicrania. Se il buio o il tremolio restano sempre nello stesso occhio con l'altro coperto, il disturbo è monoculare.
Lo si può accertare solo in quei pochi minuti in cui l'attacco è in corso; dopo restano i ricordi, e i ricordi ingannano. Dalla risposta dipende molto: un'aura che occupa la stessa metà del campo in entrambi gli occhi parla del cervello, una cecità di un occhio solo parla dell'occhio e dei vasi che lo raggiungono, e i due casi si studiano in modo completamente diverso.
Quando non si può aspettare
La prima perdita della vista da un occhio nella vita richiede una visita in giornata, anche se è passata in dieci minuti, la vista è tornata per intero e lei si sente benissimo. Non è eccesso di prudenza: nella maggior parte di questi episodi la causa non è emicranica.
Serve subito l'ambulanza (in Spagna, Italia, Portogallo, Polonia e Ucraina il numero è 112) se:
- la vista dell'occhio non è tornata entro un'ora, o è tornata solo in parte;
- insieme alla vista compaiono debolezza a un braccio o a una gamba, il viso storto da un lato, la parola impastata, oppure irrompe un mal di testa violentissimo mai provato prima;
- l'occhio fa male all'improvviso, diventa rosso, intorno alle luci compaiono aloni colorati e iniziano nausea e vomito.
Visita in giornata, meglio direttamente dall'oculista, se:
- ha più di cinquant'anni ed è la prima volta che le capita. A quell'età una cecità breve di un occhio fa pensare ad altro prima che all'emicrania;
- le duole la tempia, il cuoio capelluto è diventato dolente quando si pettina, la mandibola si affatica e fa male masticando, spalle e fianchi sono rigidi, e ci sono debolezza, calo di peso o febbre senza spiegazione. È il quadro dell'arterite a cellule giganti, un'infiammazione della parete delle arterie. In questa malattia una cecità che va e viene avvisa spesso con giorni di anticipo di una che non se ne andrà più, e la terapia si comincia subito, senza aspettare i risultati;
- davanti all'occhio scende una tenda scura o avanza un'ombra, preceduta da lampi e da nuovi corpi mobili: così si comporta il distacco di retina;
- gli attacchi sono diventati più frequenti, più lunghi o hanno cambiato aspetto;
- è incinta, ha partorito da poco o ha la pressione alta.
In questi casi non si metta alla guida: l'attacco può ripetersi per strada.
Che cos'altro ha lo stesso identico aspetto
L'elenco che segue non serve per diagnosticarsi da soli, ma per capire perché il medico non si accontenta della parola «emicrania».
- Cecità transitoria da restringimento della carotide. Un frammento di placca ostruisce per un istante l'arteria che nutre la retina. È esattamente il meccanismo dell'ictus e un avviso che potrebbe arrivare: carotidi e cuore vanno studiati in fretta, e la terapia riduce molto il rischio.
- Occlusione dell'arteria della retina. Lo stesso, ma il flusso non è ripartito. La vista si perde in modo irreversibile nel giro di poche ore, e l'aiuto conta solo se è molto precoce.
- Trombosi della vena della retina. Qui la vista cala nell'arco di ore o giorni anziché in un istante, e da sola non torna.
- Arterite a cellule giganti nelle persone anziane: la più amara fra le cause, perché risponde benissimo alla terapia iniziata per tempo.
- Distacco o rottura di retina — la tenda, i lampi, i corpi mobili, la perdita di una parte del campo visivo.
- Attacco acuto di glaucoma ad angolo chiuso — dolore intenso, occhio rosso, aloni intorno alle luci.
- Infiammazione del nervo ottico. La vista di un occhio cala nell'arco di ore o giorni, i colori si spengono e l'occhio fa male quando lo si muove.
Come si viene a capo
Quello che serve di più al medico è un racconto dettagliato, quindi lo prepari prima: quale occhio era e se ha verificato coprendo l'altro; quanti minuti è durato; che aspetto aveva davvero, buio, macchia o tremolio; che cosa è successo dopo; quanti episodi ci sono già stati e se sono tutti uguali.
Poi si esamina il fondo dell'occhio con la pupilla dilatata e si misurano pressione oculare e pressione arteriosa. Se si sospetta una causa vascolare, si eseguono l'ecografia delle carotidi, l'elettrocardiogramma e talvolta la registrazione del ritmo cardiaco nelle ventiquattr'ore, alla ricerca dell'origine dell'embolo. Al minimo sospetto di arterite si preleva sangue con urgenza per la velocità di sedimentazione e la proteina C reattiva. Si controllano glicemia e lipidi nel sangue. Se il quadro non è tipico o ci sono stati sintomi neurologici, si aggiunge una risonanza magnetica dell'encefalo.
La diagnosi di emicrania retinica si compone di attacchi ripetuti e simili fra loro nello stesso occhio, recupero completo della vista, retina normale fuori dall'attacco, mal di testa associato e assenza di tutto quanto elencato sopra. Un episodio solo non basta mai.
Che cosa si fa con gli attacchi
Durante l'attacco aiutano le cose semplici: interrompere quello che si sta facendo, sdraiarsi in una stanza silenziosa e al buio, aspettare che la vista torni. Per il mal di testa che segue di solito bastano il paracetamolo o un antinfiammatorio non steroideo; se la nausea è forte, il medico può aggiungere un antiemetico.
Un discorso a parte per i triptani e i derivati della segale cornuta. Sono i farmaci che molti prendono «per l'emicrania» e agiscono restringendo i vasi. Proprio per questo nell'emicrania retinica di regola non si prescrivono. Se ha già quelle compresse in casa, non le prenda durante un attacco oculare finché non glielo consente espressamente un medico che sappia dei suoi episodi monoculari.
Se gli attacchi sono frequenti si discute una terapia di prevenzione, che si assume ogni giorno e non al momento dell'attacco. Si usano calcioantagonisti, betabloccanti, alcuni antiepilettici e antidepressivi triciclici. La scelta dipende dall'età, dalla pressione, dalle altre malattie e dai progetti di gravidanza: parte di questi farmaci non si dà alle donne che possono restare incinte.
C'è un altro argomento che conviene sollevare per prima. La contraccezione ormonale combinata di regola non si usa in presenza di emicrania con aura né di emicrania retinica: l'associazione aumenta il rischio di ictus ischemico, soprattutto in chi fuma. Non è un motivo per restare senza contraccezione: esistono metodi con solo progestinico e metodi non ormonali. Parli del cambio con il medico invece di sospendere semplicemente la pillola.
Che cosa può fare lei
La cosa più utile è un diario. Di ogni attacco annoti data e ora, quale occhio, quanto è durato, che aspetto aveva, se poi è arrivato il mal di testa e com'era andata la vigilia: quanto ha dormito, quando ha mangiato, com'è stata la giornata, quali farmaci ha preso, in che giorno del ciclo è capitato. Dopo qualche mese da quelle note emerge una regolarità che altrimenti non si vede, e al medico quell'elenco dice più di un'ora di domande.
Poi vengono le cose noiose che però funzionano: coricarsi e alzarsi più o meno alla stessa ora, non saltare i pasti, bere acqua a sufficienza. Caffeina e alcol scatenano gli attacchi in una parte delle persone, ma tutt'altro che in tutte, quindi li verifichi con il diario invece di rinunciare a tutto alla cieca. Tenga sotto controllo la pressione arteriosa. E se fuma, questo è uno dei casi in cui smettere cambia davvero la prognosi, non è soltanto «una buona abitudine».
Consulto online
La visita a distanza in questo tema è efficace perché qui decide quasi tutto il racconto: quale occhio, quanto è durato, che aspetto aveva, che cosa c'era stato prima. Sono proprio questi dettagli a separare l'emicrania da una causa vascolare.
Il consulto online serve a ricostruire un episodio già avvenuto e capire che cosa possa essere stato; a decidere se occorre andare d'urgenza o si può prenotare con calma; a preparare l'elenco degli esami che ha senso nel suo caso specifico; a rivedere la terapia prescritta e controllare che non contenga farmaci a lei sconsigliati; a parlare di contraccezione se ha l'aura; e a imparare a tenere il diario degli attacchi per poi leggerlo insieme.
Per il consulto tenga pronti: la descrizione dell'ultimo attacco in ogni dettaglio, il diario se già lo tiene, l'elenco dei farmaci compresi contraccettivi e integratori, i suoi valori di pressione, i risultati di analisi ed esami del fondo oculare precedenti. Se l'attacco arriva prima del consulto, si copra subito un occhio per volta e annoti che cosa ha visto: quella sola frase vale più di tutto il resto.
Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.
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