Frattura della clavicola

La clavicola è un osso sottile e curvo teso fra lo sterno e la scapola, l'unico puntello rigido che tiene la spalla staccata dal tronco.

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La clavicola è un osso sottile e curvo teso fra lo sterno e la scapola, l'unico puntello rigido che tiene la spalla staccata dal tronco. Si rompe con facilità e spesso: basta cadere dalla bicicletta sulla spalla, prendere un colpo in una partita o atterrare male sulla mano tesa. È uno dei traumi più frequenti in adolescenti, sportivi e ciclisti, e nei neonati la clavicola si frattura talvolta durante il parto stesso. La buona notizia è che la grande maggioranza di queste fratture guarisce senza intervento. La cattiva riguarda il vicinato: proprio sotto la clavicola passano grossi vasi, il plesso nervoso diretto al braccio e l'apice del polmone.

Che aspetto ha e che cosa si sente

Di solito è chiaro quasi subito. La persona sorregge il braccio dolente con quello sano, lo tiene stretto al corpo e inclina la testa dal lato del trauma, perché così diminuisce la trazione dei muscoli.

  • dolore acuto sopra la clavicola, che aumenta a ogni tentativo di alzare il braccio;
  • sotto la pelle si palpa, o addirittura si vede, uno scalino, una sporgenza, un bordo affilato;
  • la spalla dal lato colpito appare abbassata e come accorciata;
  • gonfiore ed ematoma compaiono nelle prime ore e poi scendono verso il torace e il braccio;
  • a volte, muovendosi, si sente uno scroscio.

Più difficile con i bambini sotto i cinque anni: l'osso si spezza «a legno verde», non c'è deformità, e il piccolo semplicemente smette di usare il braccio e piange quando lo si prende sotto le ascelle. In un neonato la frattura si scopre a volte solo nella seconda settimana, quando sulla clavicola compare un ispessimento duro: è già callo osseo.

Quando il trauma è più pericoloso di quanto sembri

Le complicanze della frattura di clavicola sono rare, ma è proprio per loro che non conviene rimandare la visita. Chiamate il numero di emergenza 112 se dopo un trauma della spalla compare anche solo uno di questi segni:

  • mancanza d'aria, dolore al torace inspirando, tosse con sangue: possono indicare che è stato colpito l'apice del polmone;
  • il braccio dal lato della frattura è intorpidito o debole, le dita non rispondono oppure sono fredde e pallide;
  • il gonfiore sopra la clavicola cresce a vista d'occhio e la pelle è tesa e bluastra: così si manifesta il sanguinamento da un vaso lesionato;
  • l'osso tende la pelle dall'interno formando un cono biancastro, oppure l'ha già perforata.

L'ultimo punto è importante: anche con la pelle ancora integra, un frammento appuntito che la spinge dall'interno rende la situazione urgente, perché la cute tesa sull'osso muore in fretta e una frattura chiusa diventa esposta. In pronto soccorso bisogna andare anche senza questi segni, solo con meno fretta: una clavicola rotta richiede sempre una radiografia.

Cosa fare prima di arrivare dal medico

Il compito è uno solo: immobilizzare il braccio e impedire ai frammenti di muoversi.

  • sostenete l'avambraccio con un tutore a fascia o una sciarpa, gomito piegato ad angolo retto e mano un po' più alta del gomito;
  • tenete il braccio aderente al corpo, senza stringere, quel tanto che basta perché la spalla non oscilli camminando;
  • applicate il freddo attraverso un panno per 15–20 minuti, ripetendo ogni due o tre ore;
  • per il dolore va bene il paracetamolo; sugli altri antidolorifici chiedete al medico;
  • sfilate anelli e orologio da quella mano prima che il gonfiore aumenti.

Non provate a portare indietro le spalle per «rimettere a posto l'osso», non tirate il braccio e non verificate fin dove riesce ad alzarsi. Se in una ferita si vede dell'osso, copritelo con un panno pulito e non toccatelo. Finché non è chiaro se servirà un intervento, meglio non mangiare e non bere.

Cosa si fa in ospedale

La diagnosi si conferma con una radiografia semplice, che mostra a che altezza è la frattura, quanti frammenti ci sono e quanto si sono allontanati. La TAC serve di rado: nelle fratture dell'estremità sternale o quando la posizione dei frammenti è dubbia.

Nella maggior parte dei casi si prescrive poi un semplice tutore a fascia per due-tre settimane, antidolorifici e riposo della spalla. La clavicola consolida da sola in quella posizione: non è necessario tenere i frammenti perfettamente allineati, perché questo osso ha una notevole capacità di rimodellarsi.

Merita una parola a parte il bendaggio a otto, che tira le spalle all'indietro. Un tempo era molto usato, oggi è stato in gran parte abbandonato: non migliora la consolidazione, comprime i vasi e i nervi dell'ascella ed è tollerato peggio di un normale tutore a fascia. Se ve lo propongono, chiedete su che cosa si basi esattamente nel vostro caso.

Dopo una o due settimane si programma una radiografia di controllo. A quel punto il tutore di solito si comincia a togliere: prima in casa, poi per l'intera giornata.

Quando l'intervento serve davvero

Si opera una minoranza delle fratture di clavicola, e la decisione non dipende dall'aspetto della spalla ma da criteri precisi:

  • frattura esposta, o frammento che tende la pelle dall'interno;
  • lesione dei vasi o dei nervi del braccio;
  • frammenti molto distanti fra loro e clavicola visibilmente accorciata;
  • frattura contemporanea di clavicola e scapola dallo stesso lato;
  • frattura non consolidata dopo alcuni mesi, o consolidata in una posizione che ostacola la vita quotidiana e il lavoro.

L'osso si fissa con una placca e viti o con un chiodo introdotto al suo interno. L'intervento accelera il ritorno al carico e riduce il rischio di mancata consolidazione, ma porta con sé i propri inconvenienti: la cicatrice, l'intorpidimento della pelle sotto l'incisione e talvolta una seconda operazione per rimuovere la placca. Per questo se ne discute, invece di programmarlo automaticamente.

Recupero, la sporgenza e la mancata consolidazione

Negli adulti l'osso consolida di norma in sei-otto settimane, nei bambini in tre-quattro. Caricare pienamente la spalla, sollevare pesi, fare flessioni e tornare agli sport di contatto è consentito più tardi, il più delle volte a tre mesi e solo dopo una visita.

In tutto questo tempo non bisogna restare fermi. Finché il braccio è nel tutore, piegate ed estendete ogni giorno gomito, polso e dita: altrimenti, al momento di toglierlo, il gomito si estenderà peggio della sede di frattura. Quando il dolore si attenua, il medico aggiungerà i movimenti pendolari della spalla e li amplierà gradualmente. Dopo i cinquant'anni una lunga immobilità si trasforma facilmente in una rigidità persistente della spalla, e recuperarla poi costa più della frattura stessa.

Quasi tutti conservano un ispessimento duro e visibile nel punto della frattura. È il callo osseo: non è pericoloso, con il tempo si smussa un poco, ma di regola non scompare del tutto. Anche una lieve asimmetria fra le spalle spesso rimane e non incide sul funzionamento del braccio.

Deve invece preoccupare altro: se dopo due-tre mesi nel punto della frattura si avverte ancora movimento, se il dolore appoggiandosi sul braccio non passa e se in radiografia l'osso non è consolidato. Succede più spesso quando i frammenti erano molto distanti, nei fumatori e nelle persone con diabete. La mancata consolidazione si cura, ma di regola con un intervento, quindi non conviene aspettare che «maturi da sé». Smettere di fumare durante la guarigione è una delle poche cose che il paziente può davvero fare per il proprio osso.

Consulto online

Il consulto a distanza è utile sia prima sia dopo la radiografia. Il medico ricostruirà le circostanze del trauma e valuterà, dalla descrizione e da una fotografia della spalla, quanto il quadro somigli a una frattura di clavicola e se ci siano segni che impongono di andare subito. Se la radiografia è già stata fatta, aiuterà a leggere il referto: quanto si sono spostati i frammenti e su che cosa verta davvero la scelta fra tutore e intervento. Vale la pena scrivere anche se il dolore non diminuisce dopo due settimane, se il braccio comincia a intorpidirsi, se la spalla smette di sciogliersi dopo la rimozione del tutore o se non è chiaro quando si possa tornare ad allenarsi senza rischi.

Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.

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