Lipedema
È una condizione cronica in cui il tessuto adiposo cresce secondo uno schema tutto suo e doloroso: in modo simmetrico, quasi sempre sulle gambe e talvolta…
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È una condizione cronica in cui il tessuto adiposo cresce secondo uno schema tutto suo e doloroso: in modo simmetrico, quasi sempre sulle gambe e talvolta anche sulle braccia, lasciando intatti i piedi e le mani. Le gambe fanno male al tatto, pesano verso sera e si coprono di lividi al minimo urto. Non è sovrappeso e non è un edema, e alla dieta risponde pochissimo.
Il lipedema resta per anni senza nome. Alla donna si dice di dimagrire, lei dimagrisce, la parte alta del corpo si assottiglia, le gambe restano quelle di prima, e la colpa di «non essersi impegnata abbastanza» ricade di nuovo su di lei. Sapere che quella sproporzione ha un nome e una spiegazione dà di solito più sollievo di qualsiasi singolo trattamento.
Che aspetto ha e che cosa si sente
Il segno principale è lo scarto fra la metà superiore e quella inferiore. Vita, torace e spalle appaiono normali, mentre glutei, cosce e polpacci sembrano appartenere a un'altra persona. L'interessamento è sempre bilaterale e simmetrico: nel lipedema non capita che una gamba sia nettamente più grossa dell'altra.
Il secondo segno si vede alla caviglia. Il tessuto cresciuto si interrompe con un margine netto appena sopra il piede e forma una specie di polsino o di bordo sporgente, mentre il piede conserva le sue dimensioni normali. Lo stesso accade alle braccia: avambracci pieni e mani normali. Né l'obesità né il linfedema danno un confine così preciso.
Le sensazioni contano più dell'aspetto, perché sono loro a separare il lipedema da un problema estetico:
- dolore e dolorabilità alla pressione: a volte bastano un tocco, un abbraccio, la tracolla di una borsa appoggiata sulla coscia;
- pesantezza e tensione, che aumentano verso sera e con il caldo;
- lividi che compaiono al minimo urto o senza che si ricordi alcun trauma;
- piccoli noduli duri che si palpano sotto le dita, come granelli o piselli sotto la pelle;
- pelle spesso più fredda, nelle zone colpite, rispetto al resto del corpo;
- a volte una sensazione di tensione e un lieve formicolio.
L'intensità varia moltissimo. Per alcune si riduce alla scomodità di comprare i pantaloni; per altre il dolore impedisce di camminare e di dormire, e anni di «lei è semplicemente grassa» finiscono in demoralizzazione e nell'evitare i medici.
Perché non è «solo grasso» né un gonfiore qualunque
Queste tre cose si possono distinguere anche senza esami complicati, per pochi tratti.
- L'obesità si distribuisce sul corpo più o meno uniformemente, piedi e mani compresi, di solito non duole alla pressione e cede al calo di peso. Nel lipedema il peso scende soprattutto dalla parte alta, mentre il volume delle gambe cambia poco.
- L'edema da ritenzione di liquidi — cardiaco, renale, da farmaci — lascia la fovea: premendo con un dito sulla tibia e tenendo, l'impronta resta per un po'. Nel lipedema un'impronta persistente di norma non compare, perché non è questione di liquidi.
- Il linfedema coinvolge anche il piede, dita comprese, è spesso monolaterale, e la pelle alla base del secondo dito si ispessisce al punto da non poter essere sollevata in una plica. Nel lipedema quella plica si prende facilmente: è una verifica semplice, da fare a casa e da riferire al medico.
- L'insufficienza venosa si accompagna di solito a vene dilatate, a un imbrunimento della pelle sopra la caviglia e a un gonfiore che di notte si riduce.
Nulla di tutto ciò si esclude a vicenda: il lipedema può convivere con il sovrappeso, con le varici e, con gli anni, con un linfedema. Per questo la conclusione finale la trae il medico, non lo specchio.
Da che cosa dipende
Il meccanismo esatto non è noto. È chiaro però che non si tratta di mangiare troppo: il lipedema colpisce anche donne magre, e nessuna dieta elimina quel tessuto in modo selettivo.
Il ruolo più convincente è quello dei cambiamenti ormonali. Il quadro inizia o peggiora bruscamente quasi sempre in uno di tre momenti: la pubertà, la gravidanza e i mesi successivi, la menopausa. Alcune donne fanno risalire l'esordio all'inizio di una contraccezione ormonale. Anche il fatto che riguardi quasi soltanto le donne indica la stessa direzione; negli uomini è raro e compare di regola su un disturbo ormonale importante.
Si nota inoltre la familiarità: molte ricordano le stesse gambe nella madre, nella nonna o in una sorella. Di per sé non è una condanna, ma aiuta a riconoscere prima ciò che accade alla generazione successiva.
Che cosa succede con gli anni
Il lipedema avanza lentamente, per anni e decenni, e non in tutte arriva agli stadi gravi. Ma se lo si trascura si accumulano conseguenze più difficili da curare che da prevenire.
Il tessuto cresciuto finisce per sovraccaricare le vie linfatiche e al lipedema si somma un linfedema: allora cominciano a gonfiarsi anche i piedi e la pelle si ispessisce. Aumenta il carico sulle ginocchia, cambia il modo di camminare, compaiono dolori articolari e alla schiena. Nelle pieghe profonde la pelle si macera e si infiamma, e attecchiscono più facilmente infezioni da funghi e da batteri. Nelle fasi avanzate la mobilità si restringe e il cerchio si chiude: muoversi fa male, e senza movimento tutto peggiora.
La buona notizia è che la velocità di questo percorso dipende in larga parte dall'aver iniziato per tempo compressione e attività fisica.
Come si arriva alla diagnosi
La diagnosi è clinica: si basa sulla visita, sulla palpazione e sul racconto di come è cominciato tutto. Non esistono un esame del sangue o un'immagine che confermino il lipedema, e non serve aspettare che «lo mostri una risonanza».
Il medico guarderà la simmetria, il margine sopra il piede, la dolorabilità alla pressione e il legame dell'esordio con pubertà, gravidanza o menopausa. Gli accertamenti aggiuntivi non servono a confermare il lipedema, ma a escludere altre cause di gonfiore: il funzionamento di cuore, reni e tiroide e lo stato delle vene. Quando il dubbio è fra lipedema e linfedema aiutano l'ecografia e gli esami specifici del drenaggio linfatico.
Conviene preparare la visita: ricordare a che età sono cambiate le gambe, che cosa stava succedendo allora, se in famiglia ci sono gambe simili, quali diete si sono provate e che cosa è cambiato dopo. Utili anche le fotografie degli anni passati.
Che cosa aiuta davvero
Non esiste un rimedio che elimini il lipedema. Esiste però un insieme di misure che riducono dolore, pesantezza e tendenza ai lividi e ne rallentano visibilmente l'evoluzione.
- Il tutore elastocompressivo. È la base di tutto. Sostiene i tessuti, attenua il dolore e ostacola l'aggiunta del linfedema. È importante che sia scelto da uno specialista e realizzato su misura: nel lipedema serve di norma un tessuto compatto a maglia piatta, non calze prese a occhio che si incidono nella pelle e creano strozzature.
- Il movimento, soprattutto in acqua. Nuoto ed esercizi in piscina scaricano le articolazioni, e la pressione dell'acqua funziona già di per sé come una compressione dolce. Vanno bene anche la camminata, la cyclette e il nordic walking: qualunque attività regolare vale più del piano perfetto che non si realizza.
- Il drenaggio linfatico manuale e la terapia decongestiva completa eseguiti da un terapista formato, utili quando c'è una componente edematosa.
- La cura della pelle. Idratazione quotidiana, attenzione alle pieghe, trattamento tempestivo di irritazioni e micosi: la pelle lesa è la porta d'ingresso delle infezioni.
- L'alimentazione e il peso. Dimagrire non toglie il tessuto del lipedema, ma evita che vi si aggiunga un'obesità comune che peggiora tutto insieme. L'obiettivo sono abitudini stabili, non cicli duri di digiuno e ricadute.
- Il lavoro sul dolore e sull'umore. Il sostegno psicologico o la psicoterapia qui non sono un accessorio: l'abbattimento e la vergogna del proprio corpo sono frequenti in questa condizione e ostacolano le cure.
A parte, ciò che non funziona. I diuretici nel lipedema sono inutili, perché nei tessuti non c'è liquido in eccesso, e assunti a lungo senza indicazione fanno danno. Non aiutano neppure i bendaggi estetici, le creme «brucia grassi» e i cicli con apparecchiature che promettono di togliere volume in poche sedute.
La riduzione chirurgica del volume, cioè la liposuzione, nel lipedema si usa, ma non è l'intervento estetico della pubblicità. Si esegue con tecniche delicate, spesso in più tempi, e solo da un chirurgo che lavori proprio su questa condizione. Può ridurre dolore e volume, ma non elimina né la compressione successiva né il movimento, e indicazioni, disponibilità e costi cambiano da paese a paese. La decisione si prende insieme allo specialista quando le misure conservative sono state provate seriamente e per intero.
Quando il gonfiore impone di correre
Il lipedema si costruisce in anni, perciò tutto ciò che è comparso in fretta non gli appartiene e va valutato a parte.
Si rivolga al medico in giornata se si è gonfiata una gamba sola, soprattutto se è calda, arrossata, dolente al cammino o al polpaccio: così si manifesta una trombosi venosa profonda. Richiedono soccorso immediato, compresa la chiamata di un'ambulanza al numero unico europeo 112, un affanno improvviso, un dolore al torace o una tosse con sangue in presenza di una gamba gonfia: sono segni che il coagulo ha raggiunto il polmone.
Non rimandi nemmeno se si gonfiano entrambe le gambe nel giro di pochi giorni insieme ad affanno da sdraiati, risvegli notturni per urinare o un aumento rapido di peso: così si comportano le malattie di cuore e reni. Meritano una visita a sé un gonfiore iniziato poco dopo un farmaco nuovo, una ferita che non guarisce o un arrossamento con febbre.
Consulto online
Nel lipedema il consulto a distanza serve soprattutto a dare un nome a ciò che accade. Il medico ripercorrerà la sua storia per date, chiederà del dolore, dei lividi e del margine sopra il piede, spiegherà in che cosa il lipedema differisce dal sovrappeso, dal linfedema e dall'insufficienza venosa e indicherà quali accertamenti hanno senso e a quale specialista rivolgersi.
A distanza si risolvono bene anche le questioni quotidiane: come scegliere e come indossare il tutore compressivo, che attività fare se camminare fa male, come curare la pelle nelle pieghe, se valga la pena parlare di intervento e che cosa chiedere al chirurgo. Il medico aiuta a leggere referti già in mano e dissuade dallo spendere in prodotti che il lipedema non lo curano.
La visita in presenza serve per porre la diagnosi, per prendere le misure del tutore e per valutare le vene. E una gamba che si gonfia da un lato solo, all'improvviso o con dolore, va vista subito e di persona.
Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.
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