Psoriasi
La psoriasi si presenta come zone di pelle ispessita ricoperte di squame dure, sui gomiti, sulle ginocchia, nel cuoio capelluto, sulla parte bassa della…
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Medicinali comunemente utilizzati per Psoriasi
Solo a scopo informativo. Consulta sempre un medico prima di assumere qualsiasi medicinale.
Forma farmaceutica: OINTMENT, 1mg/gPrincipio attivo: mometasoneProduttore: Glenmark Arzneimittel GmbhPrescrizione richiestaForma farmaceutica: INJECTABLE, 130 mgPrincipio attivo: ustekinumabProduttore: Fresenius Kabi Deutschland GmbhPrescrizione richiestaForma farmaceutica: INJECTABLE, 90 mgPrincipio attivo: ustekinumabProduttore: Biosimilar Collaborations Ireland LimitedPrescrizione richiesta
La psoriasi si presenta come zone di pelle ispessita ricoperte di squame dure, sui gomiti, sulle ginocchia, nel cuoio capelluto, sulla parte bassa della schiena. Non è contagiosa: non si prende con una stretta di mano, con un asciugamano condiviso o in piscina, ed è la prima cosa da sapere e da dire a chi sta intorno. Riguarda circa due persone su cento e comincia di solito o poco dopo i vent'anni o vicino ai sessanta. Qui di seguito: che aspetto ha e da dove nasce, quali sue forme non richiedono un appuntamento ma l'ambulanza, con che cosa si cura oggi e che cosa accade nel frattempo al di là della pelle.
Che cosa compare sulla pelle
L'immagine classica è una placca secca e rilevata dal bordo netto. Sulla pelle chiara appare rosa o rossa con squame bianche o argentee; sulla pelle olivastra e scura vira al violaceo o al marrone intenso e le squame sembrano grigie, ed è per questo che sulla pelle scura la psoriasi viene riconosciuta più tardi. Sollevando con cautela una squama, sotto compare una superficie rosa e lucida da cui affiorano goccioline di sangue.
Le sedi preferite sono prevedibili: la faccia esterna di gomiti e ginocchia, il cuoio capelluto, la regione lombare, la zona intorno all'ombelico, la pelle dietro le orecchie. Ma le placche possono spuntare ovunque: all'inguine, sotto il seno, sui palmi, sui genitali.
Le sensazioni cambiano da persona a persona. C'è chi non avverte altro che secchezza; ad altri le placche prudono o fanno male, e la pelle sopra le articolazioni si screpola fino a sanguinare. Uno sguardo a parte meritano le unghie: in circa metà delle persone con psoriasi compaiono piccole depressioni puntiformi, come segni d'ago, la lamina si opacizza, ingiallisce, si ispessisce o si stacca dal letto. Spesso le unghie sono l'unico indizio quando la pelle è quasi pulita.
La psoriasi procede a ondate: settimane o mesi di calma, poi una riacutizzazione, poi di nuovo sollievo. Prevederle del tutto non si può, ma con il tempo quasi tutti capiscono che cosa le innesca.
Perché la pelle si rinnova più in fretta del dovuto
Normalmente una cellula nasce nello strato più profondo della pelle, risale, muore e si sfalda senza che nessuno se ne accorga: l'intero percorso richiede tre o quattro settimane. Nella psoriasi ne bastano da tre a sette giorni. Le cellule immature non fanno in tempo a staccarsi e si accatastano una sull'altra: quel cumulo è la placca squamosa.
A spingere la catena di montaggio è il sistema immunitario della persona stessa. I linfociti T, il cui compito è cercare batteri e virus, scambiano la pelle sana per un nemico e la mantengono costantemente infiammata. Perciò la psoriasi non è «pelle sporca» né conseguenza di scarsa igiene, e una pomata con antibiotico non la risolve.
La predisposizione è ereditaria: avere un parente stretto colpito aumenta le probabilità. Ma non esiste un gene unico, sono decine, e portarne una combinazione sfavorevole non significa che la malattia si manifesterà. Di solito serve una spinta dall'esterno.
I diversi tipi di psoriasi
La forma determina sia l'aspetto delle lesioni sia l'impostazione della cura, e per questo viene indicata nella diagnosi.
- A placche. La più comune, nove casi su dieci. Sono le placche spesse e squamose di gomiti, ginocchia e regione lombare.
- Del cuoio capelluto. Una variante della precedente. Squame spesse tra i capelli, che spesso sconfinano sulla fronte e dietro le orecchie e si confondono facilmente con una forfora ostinata. I capelli possono diradarsi in modo temporaneo, quasi sempre per il grattamento e non per la malattia in sé.
- Guttata. Una pioggia improvvisa di piccole lesioni sotto il centimetro su tronco, braccia e gambe. Compare soprattutto in bambini e giovani una o tre settimane dopo una faringite e in molti casi scompare del tutto in qualche settimana.
- Inversa o delle pieghe. Chiazze rosse lisce e lucide, senza squame, alle ascelle, sotto il seno, all'inguine e tra i glutei. Attrito e sudore la peggiorano, e assomiglia tanto a una micosi da restare per mesi curata con la cosa sbagliata.
- Pustolosa palmoplantare. Vescicole giallastre piene di pus su palmi e piante che si seccano in croste brune. Quel pus è sterile, non è un'infezione. Si sopporta male ed è strettamente legata al fumo.
- Ungueale. Può essere l'unica manifestazione. Ed è quella che più spesso annuncia il coinvolgimento delle articolazioni.
Quando serve il soccorso urgente
Due forme rare di psoriasi mettono in pericolo la vita, e conviene riconoscerle per tempo.
- Eritrodermia. Quasi tutta la pelle arrossa e comincia a desquamarsi. Attraverso una pelle così il corpo perde calore, acqua e proteine, perciò compaiono brividi, oscillazioni della temperatura, gonfiore, debolezza e battito accelerato. Gli anziani la tollerano particolarmente male.
- Psoriasi pustolosa generalizzata. Nell'arco di ore o giorni su ampie superfici cutanee spuntano minuscole pustole che confluiscono in laghi di pus. Nello stesso tempo sale la febbre, arrivano i brividi e uno sfinimento profondo.
In entrambi i casi serve il ricovero e non una visita dermatologica fra due settimane: chiamate un'ambulanza (in Italia, Spagna, Portogallo, Polonia e Ucraina vale il numero unico europeo 112). Tenete a mente anche una causa frequente di simili riacutizzazioni: la sospensione brusca dei cortisonici sistemici. È proprio per questo che nella psoriasi non si prescrivono cortisonici in compresse o iniettati, perché alla sospensione la malattia torna molto peggiore. Se questi farmaci vi sono stati prescritti per altro motivo, non interrompeteli di vostra iniziativa.
Che cosa scatena una riacutizzazione
L'innesco cambia da persona a persona, ma la lista dei responsabili abituali è breve:
- un danno alla pelle: un taglio, un'abrasione, un tatuaggio, una puntura, una scottatura solare; una o tre settimane dopo compare una placca proprio in quel punto;
- una faringite da streptococco, soprattutto in adolescenti e giovani;
- stress intenso o prolungato e sonno insufficiente;
- fumo e alcol abituale, che per di più ostacolano il funzionamento della cura;
- il peso in eccesso: il tessuto adiposo alimenta di per sé l'infiammazione;
- i cambiamenti ormonali della pubertà, del parto e della menopausa;
- alcuni farmaci: litio, betabloccanti, antimalarici, ACE-inibitori e la sospensione dei cortisonici sistemici;
- l'aria fredda e secca dell'inverno e il riscaldamento in casa.
Riconoscere i propri fattori scatenanti è più facile se per un paio di mesi si annota che cosa ha preceduto ogni peggioramento. L'elenco dei farmaci va rivisto con il medico e non interrotto da soli: il beneficio di un betabloccante dopo un infarto può contare più di una pelle rovinata.
Come si cura
La diagnosi si fa a occhio, dall'aspetto e dalla sede delle lesioni; la biopsia serve di rado. Una guarigione definitiva non esiste, ma oggi la maggior parte delle persone arriva ad avere la pelle pulita o quasi. La cura si sceglie in base alla forma, alla superficie coinvolta e a quanto la malattia pesa nella vita di tutti i giorni.
- Trattamenti locali. Prima linea quando la superficie è limitata. Cortisonici in crema o unguento di potenza diversa, analoghi della vitamina D, loro associazioni, preparati con acido salicilico per ammorbidire le squame, catrame minerale. Sul viso, nelle pieghe e sui genitali non si applicano cortisonici potenti: lì si usano quelli deboli per cicli brevi, oppure gli inibitori della calcineurina. L'effetto non si giudica prima di un mese o un mese e mezzo.
- Fototerapia. Esposizione della pelle a ultravioletti a banda stretta in ambulatorio, di norma due o tre volte a settimana per un ciclo. Funziona bene con lesioni estese e con la forma guttata. La lampada abbronzante non la sostituisce: lo spettro è diverso e il rischio per la pelle più alto.
- Farmaci sistemici in compresse. Nelle forme gravi: metotrexato, ciclosporina, il retinoide acitretina e farmaci più recenti che spengono l'infiammazione dall'interno. Tutti richiedono esami del sangue periodici e controllo di fegato e reni. Metotrexato e acitretina danneggiano il nascituro: dopo la sospensione deve passare del tempo prima di cercare una gravidanza, e gli intervalli sono diversi per uomini e donne. Se una gravidanza è possibile, ditelo prima della prima ricetta e non dopo.
- Farmaci biologici. Iniezioni che bloccano in modo mirato singoli anelli dell'infiammazione. Li prescrive lo specialista quando le linee precedenti non sono bastate. Prima di iniziare si escludono tubercolosi latente ed epatiti, e durante la cura qualsiasi infezione con febbre alta va mostrata al medico prima del solito.
La cura quotidiana
Fra un ciclo e l'altro a tenere in ordine la pelle è la routine, e conta più di quanto sembri.
- Gli emollienti sono la base di tutto. Applicateli in abbondanza e ogni giorno, anche a pelle pulita: una placca idratata prude di meno, si screpola di meno e risponde meglio ai farmaci. Dopo la doccia, nei primi minuti e sulla pelle ancora umida.
- Lavatevi con acqua tiepida e non calda, e sostituite il sapone comune con un detergente senza profumo.
- Ammorbidite le squame con la crema invece di staccarle: danneggiare la pelle genera una placca nuova.
- Il sole moderato aiuta molte persone, ma una scottatura peggiora il quadro senza eccezioni.
- Vale la pena smettere di fumare: nella forma palmoplantare a volte è l'unica cosa che cambia il corso.
- Perdere peso migliora in modo evidente sia la pelle sia la risposta ai farmaci.
- Proseguite la cura come è stata prescritta anche quando va meglio: usarla a tratti è la ragione più frequente per cui «la pomata non fa più effetto».
Articolazioni, vasi e umore
La psoriasi non vive solo nella pelle. In circa una persona su cinque le articolazioni finiscono per infiammarsi: è l'artrite psoriasica, e i danni che lascia sono permanenti se la si trascura. Parlatene al medico e chiedete l'invio al reumatologo se compare anche solo una di queste cose:
- dolore e gonfiore di un'articolazione che durano più di sei settimane;
- rigidità al mattino per più di mezz'ora che migliora muovendosi;
- un dito della mano o del piede gonfio per intero, come un salsicciotto;
- dolore al tallone o alla pianta subito accanto al tallone;
- mal di schiena lombare che stringe di notte e verso il mattino, sveglia e si scioglie entro mezzogiorno.
La psoriasi si accompagna inoltre a un rischio un po' più alto di ipertensione, diabete e malattie cardiache, perciò ha senso controllare con regolarità pressione, glicemia e colesterolo. E c'è ancora una cosa di cui non sempre si parla ad alta voce: una malattia che si vede colpisce l'autostima. L'ansia e l'umore basso qui non sono debolezza ma una parte frequente del quadro, e si affrontano come si affronta la pelle.
Consulto online
Molto di ciò che la psoriasi solleva non richiede una visita di persona. Online è comodo mostrare le lesioni in una foto e capire se assomigliano a una psoriasi o piuttosto a un eczema o a una micosi; capire perché la pomata non funziona, se è il farmaco a non bastare o il modo in cui viene applicato; valutare se chiedere la fototerapia o l'invio dal dermatologo per una cura sistemica; verificare se la riacutizzazione coincide con un farmaco nuovo; decidere che fare con le articolazioni e a chi rivolgersi. La visita di persona serve comunque se le lesioni cambiano in modo insolito, e l'ambulanza se quasi tutta la pelle arrossa all'improvviso o se compare un'eruzione con pustole e febbre.
Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.
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