Scabbia
La scabbia è un'infestazione della pelle da parte di un acaro microscopico che scava gallerie nello strato più superficiale.
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Medicinali comunemente utilizzati per Scabbia
Solo a scopo informativo. Consulta sempre un medico prima di assumere qualsiasi medicinale.
Forma farmaceutica: CREAM, 5 g permethrin / 100 gPrincipio attivo: permethrinProduttore: Galenicum Derma S.L.U.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: CREAM, 5 g permethrin / 100 gPrincipio attivo: permethrinProduttore: Unipharma S.A.Prescrizione richiesta
Scabbia
La scabbia è un'infestazione della pelle da parte di un acaro microscopico che scava gallerie nello strato più superficiale. Provoca un prurito fortissimo, che si accanisce di notte, e si trasmette con il contatto pelle a pelle prolungato. Con l'igiene non c'entra nulla. Si cura bene, ma due cose decidono l'esito: applicare il prodotto esattamente come indicato e trattare nello stesso giorno tutte le persone che vivono in casa, con o senza sintomi.
Sintomi
- prurito intenso, peggiore di notte e con il calore del letto: è il tratto più caratteristico;
- piccole papule rosse, spesso ricoperte da croste da grattamento;
- cunicoli sottili, grigiastri e ondulati, lunghi pochi millimetri, con un minuscolo rilievo a un'estremità;
- sedi tipiche: spazi tra le dita, superficie interna dei polsi, gomiti, ascelle, cintura, ombelico, glutei, genitali maschili e areole nelle donne;
- negli adulti risparmia il viso e il capo;
- nei lattanti e nei bambini piccoli invece coinvolge anche palme, piante, cuoio capelluto e viso, con vescicole e pustole;
- al primo episodio il prurito compare da due a sei settimane dopo il contagio, e in uno o tre giorni in chi ha già avuto la scabbia;
- capita spesso che più persone della stessa casa lamentino prurito.
Forme particolari
- scabbia nodulare: noduli rossastri persistenti su genitali, inguine e ascelle, che continuano a prudere per settimane dopo una cura efficace. Sono una reazione immunitaria, non acari vivi;
- scabbia crostosa: forma estremamente contagiosa con croste spesse e migliaia di acari, in persone con difese immunitarie molto ridotte, anziani fragili o con disabilità. Il prurito può essere minimo, e proprio per questo la diagnosi sfugge e nascono focolai nelle residenze assistite.
Come si trasmette
- contatto diretto pelle a pelle prolungato, di almeno dieci o quindici minuti: convivenza, dormire insieme, rapporti sessuali, assistenza a persone non autosufficienti;
- una stretta di mano o un abbraccio veloce raramente bastano;
- vestiti, asciugamani e biancheria da letto condivisi, soprattutto nella forma crostosa;
- lontano dalla pelle l'acaro sopravvive due o tre giorni;
- residenze per anziani, asili e case con molte persone sono gli ambienti in cui circola di più.
Quando rivolgersi al medico
- c'è prurito notturno intenso con eruzione nelle sedi tipiche;
- più persone in casa lamentano prurito;
- sono comparse croste giallastre, pus, rossore esteso o febbre: si è aggiunta un'infezione batterica;
- il prurito dura oltre quattro settimane dopo la terapia;
- riguarda un lattante, una donna in gravidanza o che allatta: la scelta del prodotto è specifica;
- le difese immunitarie sono indebolite;
- ci sono croste spesse ed estese;
- si è verificato un caso nella residenza o nella struttura dove si lavora.
Trattamento
- permetrina crema al 5 %: la scelta di riferimento nella maggior parte dei casi, bambini dai due mesi, gravidanza e allattamento compresi;
- ivermectina per bocca nelle forme estese, nei focolai collettivi, nella forma crostosa oppure quando la terapia locale non è praticabile;
- benzoato di benzile e zolfo precipitato come alternative;
- ripetere il trattamento dopo sette giorni: è indispensabile, perché i prodotti non uccidono tutte le uova;
- trattare contemporaneamente conviventi e contatti intimi anche se non hanno sintomi, nello stesso giorno: altrimenti l'infestazione rimbalza da una persona all'altra dentro casa;
- antistaminici e cortisonico locale per il prurito residuo;
- antibiotici in caso di infezione batterica.
Come applicare la crema
- su pelle pulita, fresca e asciutta; se ci si lava prima, va atteso che la pelle si raffreddi;
- coprire tutto il corpo dal collo in giù, senza saltare niente: tra le dita, sotto le unghie, che vanno tagliate prima, ombelico, genitali, glutei, piante dei piedi, dietro le orecchie;
- nei lattanti e nelle persone anziane anche viso e cuoio capelluto, evitando occhi e bocca;
- lasciare agire dalle otto alle dodici ore, di regola tutta la notte;
- se in quel lasso di tempo ci si lava le mani, la crema sulle mani va riapplicata;
- fare la doccia al termine delle ore indicate;
- a un adulto servono circa trenta grammi: una singola applicazione può consumare un tubo intero.
I vestiti e la casa
- lavare a 60 °C tutti gli indumenti, gli asciugamani e la biancheria da letto usati nei tre giorni precedenti, poi asciugarli ad alta temperatura;
- ciò che non si può lavare va chiuso in sacchi per sette giorni;
- passare l'aspirapolvere su materassi e divani;
- disinfestare l'abitazione non serve.
Il prurito dopo la cura
È la principale fonte di equivoci. Il prurito può resistere da due a quattro settimane dopo un trattamento efficace, perché è una reazione allergica ai residui dell'acaro e non un segno che gli acari siano ancora vivi. Non va ripetuta la terapia di propria iniziativa: servono piuttosto creme idratanti, antistaminici e un cortisonico blando. Il consulto serve invece se compaiono cunicoli nuovi o lesioni nuove, che sì indicano un fallimento della cura.
Domande frequenti
Dipende dalla scarsa igiene? No. Chiunque può prenderla.
La trasmettono gli animali? Gli acari degli animali possono dare un prurito passeggero, ma non si riproducono sulla pelle umana e non causano la scabbia.
È un'infezione a trasmissione sessuale? Passa anche per via sessuale, per via del contatto prolungato, però non soltanto per quella strada.
Si può andare al lavoro o a scuola? Si rientra ventiquattro ore dopo aver completato la prima applicazione.
Perché trattare chi non ha sintomi? Perché il prurito arriva dopo settimane: una persona può essere infestata e contagiare senza accorgersi di nulla.
Consulto online
Nel consulto online il medico valuta le fotografie e la distribuzione delle lesioni, aiuta a distinguere la scabbia dall'eczema e dalle punture di insetto, sceglie il trattamento in base all'età e all'eventuale gravidanza, spiega nel dettaglio come applicarlo e organizza la terapia simultanea di tutta la casa.
Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.
Revisionato dal punto di vista medico da
Revisionato il 5 lug 2026
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