Vaginosi batterica
La vaginosi batterica è la causa più frequente di perdite vaginali diverse dal solito nelle donne in età fertile.
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Medicinali comunemente utilizzati per Vaginosi batterica
Solo a scopo informativo. Consulta sempre un medico prima di assumere qualsiasi medicinale.
Forma farmaceutica: TABLET, 250 mgPrincipio attivo: metronidazoleProduttore: Laboratorios Fidia Farmaceutica S.L.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: INJECTABLE PERFUSION, 5 mg/mlPrincipio attivo: metronidazoleProduttore: Altan Pharmaceuticals SaPrescrizione richiestaForma farmaceutica: VAGINAL SUPPOSITORY/CAPSULE/TABLET, 500 mgPrincipio attivo: metronidazoleProduttore: Laboratorios Fidia Farmaceutica S.L.Prescrizione richiesta
La vaginosi batterica è la causa più frequente di perdite vaginali diverse dal solito nelle donne in età fertile. Non è un'infezione che arriva dall'esterno: a cambiare è l'equilibrio dei batteri propri della vagina. I lattobacilli si riducono e al loro posto si moltiplicano microbi che vivono senza ossigeno. Circa metà delle donne non avverte nulla e la vaginosi viene scoperta per caso, in un tampone eseguito prima di una procedura o durante un controllo.
Che cosa cambia all'interno
Una vagina sana si regge su un ambiente acido: i lattobacilli producono acido e in quell'ambiente i batteri estranei fanno fatica. Nella vaginosi di lattobacilli non ne restano quasi, l'acidità si sposta verso il neutro e sulla parete cresce una pellicola densa di batteri anaerobi, con la gardnerella e le sue vicine. Quella pellicola spiega la caratteristica principale del disturbo: l'antibiotico elimina i batteri che circolano liberi, mentre la comunità incollata alla mucosa sopravvive al ciclo di cura e si riforma.
Come ci si accorge
Di solito la prima cosa a cambiare è l'odore, non il modo in cui ci si sente.
- le perdite diventano fluide, omogenee, di colore bianco grigiastro e rivestono la parete in modo uniforme;
- compare un odore forte, descritto quasi sempre come di pesce; si accentua dopo i rapporti e durante le mestruazioni, perché l'ambiente alcalino libera le sostanze odorose;
- la quantità è spesso maggiore del solito, ma può anche restare invariata;
- di regola non ci sono prurito, bruciore, dolore o arrossamento.
Perché viene scambiata per candida
Entrambe modificano le perdite, ma si curano con farmaci diversi e sbagliare costa settimane.
- Vaginosi: perdite grigie e fluide, odore forte, nessun prurito.
- Candida: perdite bianche e dense, a grumi, prurito intenso, arrossamento e bruciore, odore lieve.
- Trichomoniasi: perdite abbondanti, giallo verdastre e schiumose, bruciore, fastidio a urinare; questa è un'infezione sessualmente trasmessa e anche il partner ha bisogno di cura.
- Dopo la menopausa prevalgono secchezza e assottigliamento della mucosa, non l'odore.
Clamidia e gonorrea spesso non danno segni particolari e convivono in silenzio con la vaginosi. Perciò, quando le perdite cambiano per la prima volta, ha più senso fare gli esami che scegliere un ovulo dalla descrizione trovata in rete.
Che cosa conta davvero
La vaginosi non è conseguenza di scarsa igiene: semmai è più frequente in chi si lava in modo particolarmente accurato e si sciacqua all'interno.
- lavande vaginali e lavaggi interni con acqua, erbe o antisettici: portano via i lattobacilli;
- saponi profumati, gel, deodoranti intimi e salviette;
- un partner nuovo, più partner, rapporti senza preservativo;
- una partner donna: nelle coppie di donne la vaginosi è spesso presente in entrambe;
- la spirale, soprattutto nei primi mesi dopo l'inserimento;
- il fumo;
- un recente ciclo di antibiotici preso per altro.
Si presenta anche in donne che non hanno mai avuto rapporti e a volte non si trova alcuna causa. La vaginosi non si trasmette come un'infezione sessuale, ma il legame con la vita sessuale esiste: il rapporto può rompere l'equilibrio, il che non equivale a essere contagiate dal partner.
Che cosa si rischia lasciandola stare
Di per sé la vaginosi non è una malattia grave e qualche episodio si risolve senza farmaci. Il punto è che l'ambiente acido fa parte delle difese e senza di esso la mucosa regge molto peggio.
- è più probabile contrarre clamidia, gonorrea, trichomoniasi, herpes genitale e HIV;
- aumenta il rischio di infiammazione dell'utero e delle tube dopo l'inserimento della spirale, un'interruzione di gravidanza, un raschiamento o un'isteroscopia: per questo prima di tali procedure la vaginosi si cura anche se non disturba;
- in gravidanza è associata a parto pretermine, aborto tardivo, rottura precoce delle membrane e loro infiammazione.
La maggior parte delle gravidanze con vaginosi procede normalmente, ma perdite che cambiano in gravidanza vanno riferite subito al medico o all'ostetrica.
Quando rivolgersi al medico senza aspettare
- dolore al basso ventre o dolore profondo durante i rapporti, febbre, brividi: la vaginosi non si comporta così, sono segni di infiammazione dell'utero e delle tube;
- perdite di sangue fuori dal ciclo o dopo i rapporti;
- perdite con pus o sangue, ulcerazioni, vescicole o ferite sulla mucosa;
- qualsiasi cambiamento delle perdite in gravidanza;
- sintomi comparsi dopo un rapporto non protetto con un partner nuovo;
- episodi che si ripetono più di tre volte l'anno.
Come si arriva alla diagnosi
La diagnosi nasce da più elementi, non da una riga su un referto. Alla visita si valuta l'aspetto delle perdite, si misura l'acidità con una striscia e si preleva un tampone dalla parete vaginale. Al microscopio si cercano cellule della mucosa ricoperte di batteri e si controlla quanti lattobacilli restano. A volte si aggiunge una goccia di sostanza alcalina, che accentua l'odore tipico.
La coltura per la gardnerella da sola serve a poco: si ritrova anche in donne sane e senza disturbi, quindi il solo riscontro non è una diagnosi. I pannelli molecolari che quantificano i batteri aiutano nei casi dubbi, ma si leggono insieme alla visita e non al posto di essa. Nella stessa occasione si controllano clamidia e gonorrea.
Come si cura
Funzionano gli antibiotici attivi sui batteri anaerobi: i derivati del nitroimidazolo e la clindamicina. La forma varia, compresse per bocca oppure gel, crema o ovuli per via vaginale; i risultati sono confrontabili e la scelta riguarda soprattutto tollerabilità e comodità. Schema e durata li stabilisce il medico.
- durante l'assunzione per bocca dei nitroimidazoli, e per qualche giorno dopo, si evita l'alcol: è possibile una reazione intensa con nausea, palpitazioni e calo della pressione;
- la crema con clindamicina rovina il lattice, quindi in quei giorni preservativo e diaframma non sono affidabili;
- il ciclo si porta a termine, anche se l'odore sparisce il secondo giorno;
- la vaginosi senza sintomi non si cura sempre: di norma si tratta in gravidanza e prima di procedure ginecologiche.
A lungo si è ritenuto inutile trattare il partner maschile stabile. Oggi esistono dati secondo cui, quando la vaginosi torna di continuo, trattare contemporaneamente il partner riduce le recidive; la decisione spetta al medico. Per una partner donna gli accertamenti si valutano a parte.
Quando torna di nuovo
Il ritorno è più la regola che l'eccezione: entro un anno la vaginosi si ripresenta in più della metà delle donne trattate. Non è segno di una cura sbagliata né una questione di pulizia; la spiegazione sta in quella pellicola sulla mucosa e nella lentezza con cui i lattobacilli si ricostituiscono.
Con episodi frequenti il medico ripete il ciclo e poi prescrive applicazioni di gel diradate per qualche mese, riconsidera la spirale se tutto è cominciato dopo l'inserimento e cerca insieme alla paziente con che cosa coincidono le riacutizzazioni: il ciclo, i rapporti, i lavaggi interni. I prodotti con lattobacilli e quelli che acidificano la vagina si discutono come aggiunta: prove convincenti che prevengano il ritorno non ce ne sono e l'antibiotico non lo sostituiscono.
Cura di ogni giorno
- lavare solo esternamente, con acqua tiepida o un detergente delicato senza profumo;
- niente lavande vaginali e niente da introdurre per pulire;
- mettere da parte gel profumati, bagnoschiuma, deodoranti e salviette;
- doccia al posto di bagni lunghi con additivi e antisettici;
- biancheria di cotone, lavata con detersivi senza profumo;
- preservativo con un partner nuovo, che protegge anche dalle infezioni;
- smettere di fumare.
Consulto online
Nel consulto online il medico ripercorrerà l'aspetto delle perdite e il momento in cui sono cambiate, aiuterà a distinguere la vaginosi dalla candida e dalle infezioni che richiedono altri farmaci, indicherà quali esami conviene fare e se serve una visita e, se gli episodi si ripetono, imposterà un piano per i mesi successivi.
Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.
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