Patereccio erpetico
Il patereccio erpetico è un'infezione da herpes localizzata a un dito. Somiglia talmente a un patereccio batterico comune che spesso finisce per essere…
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Medicinali comunemente utilizzati per Patereccio erpetico
Solo a scopo informativo. Consulta sempre un medico prima di assumere qualsiasi medicinale.
Forma farmaceutica: TABLET, 800 mgPrincipio attivo: aciclovirProduttore: Pharmex Advanced Laboratories S.L.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: INJECTABLE PERFUSION, 250 mgPrincipio attivo: aciclovirProduttore: Laboratorio Reig Jofre, S.A.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: TABLET, 800 mgPrincipio attivo: aciclovirProduttore: Laboratorios Cinfa S.A.Prescrizione richiesta
Patereccio erpetico
Il patereccio erpetico è un'infezione da herpes localizzata a un dito. Somiglia talmente a un patereccio batterico comune che spesso finisce per essere drenato chirurgicamente, ed è esattamente ciò che non va fatto: l'incisione non aiuta e può favorire la diffusione dell'infezione e una complicanza batterica. Per questo, qui, la cosa essenziale è saperlo riconoscere.
Sintomi
- all'inizio pizzicore, formicolio e dolore al dito, a volte uno o due giorni prima che si veda qualsiasi cosa;
- compaiono poi vescicole piccole e raggruppate, con liquido trasparente, su una base arrossata;
- le vescicole restano in gruppo e spesso confluiscono in una più grande dai bordi festonati;
- dolore intenso, spesso pulsante, che disturba il sonno;
- il dito si gonfia e arrossa, soprattutto vicino all'unghia e sul polpastrello;
- possono comparire linfonodi ingrossati alla mano e al gomito e un po' di febbre;
- le vescicole si asciugano formando croste e guariscono in 2-3 settimane senza lasciare cicatrice.
Come distinguerlo da un patereccio batterico
È la domanda chiave, e la differenza sta in pochi dettagli:
- erpetico: più vescicole piccole raggruppate a contenuto chiaro; il liquido non è denso; la tensione dei tessuti è moderata; spesso c'è stato formicolio prima dell'eruzione; frequentemente si sono già avuti episodi simili sullo stesso dito;
- batterico: un unico focolaio con pus denso; il dito è teso, "sul punto di scoppiare", con la cute lucida; il dolore cresce senza sosta; non ci sono vescicole raggruppate.
L'errore costa caro in entrambe le direzioni: il patereccio batterico ha bisogno del drenaggio chirurgico, mentre quello erpetico con un'incisione non fa che peggiorare.
Chi ne viene colpito
- bambini con gengivostomatite erpetica: portano il virus al dito succhiandoselo o mordendosi le unghie. È il meccanismo più frequente;
- personale sanitario: dentisti, infermieri, anestesisti; da qui il vecchio nome di "dito dell'infermiera". Il rischio si annulla lavorando con i guanti;
- persone con herpes labiale: il virus passa al dito attraverso la mano, tanto più se c'è una ferita o una pellicina morsicata;
- persone con dermatite atopica e cute delle mani danneggiata;
- persone con difese immunitarie ridotte: il quadro risulta più severo.
Quando rivolgersi al medico
- sono comparse vescicole raggruppate su un dito con dolore intenso;
- non si è sicuri se sia herpes o un'infezione purulenta: è un motivo per mostrare il dito, non per aspettare;
- il dito è molto gonfio, il dolore aumenta e si vede pus denso;
- compaiono febbre o strie rosse sulla mano o sull'avambraccio;
- le lesioni si estendono oltre il dito;
- è coinvolta la zona intorno all'occhio oppure c'è dolore oculare: è un'urgenza;
- gli episodi si ripetono;
- le difese immunitarie sono ridotte;
- si tratta di un bambino con lesioni in bocca.
Come si arriva alla diagnosi
Di solito bastano l'aspetto e il racconto del formicolio che ha preceduto l'eruzione. Se serve, si preleva materiale da una vescicola per la PCR, che conferma il virus in modo affidabile. Se restano dubbi su un'infezione batterica, si esegue una coltura.
Trattamento
- antivirali per via orale: aciclovir o valaciclovir; l'effetto è massimo se si comincia entro le prime 48 ore;
- analgesia: paracetamolo, antinfiammatori non steroidei;
- medicazione asciutta e pulita, che protegge anche gli altri dal contenuto contagioso delle vescicole;
- non aprire e non incidere: è la regola principale;
- antibiotici soltanto se si aggiunge un'infezione batterica;
- terapia antivirale preventiva nelle recidive frequenti, su indicazione del medico.
Che cosa si può fare da soli
- coprire il dito con una medicazione e cambiarla appena si inumidisce;
- lavarsi bene le mani; non toccarsi gli occhi e non usare lenti a contatto finché ci sono lesioni;
- non mordersi l'unghia e non staccare le croste;
- in fase acuta, non baciare i bambini e non cucinare senza medicazione;
- usare un asciugamano personale;
- nei bambini: unghie corte e qualche distrazione perché non si succhino il dito;
- personale sanitario: non assistere pazienti senza guanti e parlarne con il proprio responsabile.
Domande frequenti
È contagioso? Sì, finché ci sono vescicole ed erosioni umide. Una volta formate le croste il rischio cala molto.
Tornerà? Può succedere: il virus resta nel ganglio nervoso. Le recidive di solito sono più lievi del primo episodio e compaiono nello stesso punto.
Posso bucare la vescicola? No. Non accelera la guarigione e aumenta il rischio di diffusione.
Serve una pomata? Gli antivirali topici sul dito rendono poco; le compresse funzionano molto meglio.
Consulto online
Nel consulto online il medico aiuta, partendo dalle fotografie, a distinguere un patereccio erpetico da uno batterico — e con questo a evitare un'incisione inutile —, prescrive l'antivirale mentre ha ancora il massimo dell'effetto e spiega come non contagiare i propri familiari.
Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.
Revisionato dal punto di vista medico da
Revisionato il 30 lug 2026
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