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Medicinali comunemente utilizzati per Actinomicosi
Solo a scopo informativo. Consulta sempre un medico prima di assumere qualsiasi medicinale.
Forma farmaceutica: TABLET, 500 mgPrincipio attivo: azithromycinProduttore: Kern Pharma S.L.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: ORAL SOLUTION/SUSPENSION, 500 mgPrincipio attivo: azithromycinProduttore: Towa Pharmaceutical S.A.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: TABLET, 750 mgPrincipio attivo: amoxicillinProduttore: Sandoz Farmaceutica S.A.Prescrizione richiesta
L'actinomicosi è un'infezione rara e a decorso lento causata da batteri che vivono stabilmente nella bocca, nell'intestino e nelle vie genitali. Finché la mucosa è integra, sono innocui. La malattia comincia dove quella barriera si rompe: accanto a un dente distrutto, in una ferita chirurgica, in un tessuto traumatizzato. Si sviluppa nell'arco di settimane e mesi e la sua caratteristica principale è la capacità di somigliare a qualcos'altro, quasi sempre a un tumore. L'actinomicosi non si trasmette da persona a persona.
Perché i nostri stessi batteri diventano dannosi
Questi microrganismi tollerano male l'ossigeno, quindi hanno bisogno di tessuti densi e profondi privi di aria. Un graffio comune non crea quell'ambiente; un dente distrutto, l'alveolo dopo un'estrazione, una sutura addominale o un tessuto irradiato sì.
Che cosa apre loro la strada più spesso:
- carie profonda, infiammazione attorno alla radice del dente, estrazioni, fratture e traumi della mandibola;
- passaggio di cibo o di contenuto gastrico nelle vie respiratorie;
- interventi e perforazioni addominali, comprese quelle successive a un'appendicite;
- un dispositivo intrauterino tenuto in sede più a lungo del previsto;
- radioterapia della testa e del collo, che danneggia la mucosa e l'osso.
Il rischio è maggiore con diabete mal controllato, difese immunitarie indebolite, abuso abituale di alcol e denutrizione. In una persona sana e con una bocca curata la probabilità di ammalarsi è molto bassa.
Che aspetto assume
Il quadro dipende da dove l'infezione si è insediata. Tutte le forme hanno un tratto comune: un nodulo duro che cresce lentamente, all'inizio quasi indolore, che non si risolve con cicli brevi di antibiotico.
- Mandibola, guancia, collo. È la forma più frequente. Compare un rigonfiamento duro vicino all'angolo della mandibola, che ostacola l'apertura della bocca e la masticazione. La pelle sovrastante arrossa e assume una tinta violacea, poi si apre una fistola da cui esce pus. Nel pus si notano a volte piccoli granuli gialli: sono ammassi degli stessi batteri.
- Torace. Tosse prolungata, talora con espettorato e sangue, dolore toracico, fiato corto, sudorazioni notturne, calo di peso. La fistola può aprirsi all'esterno attraverso la parete toracica.
- Addome. Una massa dura, più spesso in basso a destra, dolore sordo, alterazione dell'alvo, febbre, perdita di peso. A volte la fistola si apre sulla parete addominale.
- Pelvi. Di solito legata a un dispositivo intrauterino in sede da molto tempo: dolore gravativo nel basso addome, perdite anomale, sanguinamento al di fuori del ciclo, un'area indurita nella pelvi.
Perché viene spesso scambiata per un tumore
È la caratteristica più importante della malattia e conviene conoscerla in anticipo. L'actinomicosi non tiene conto dei confini anatomici: si estende dritta attraverso muscolo, grasso e osso senza rispettare i piani tissutali, e nelle immagini sembra un tumore infiltrante. Né la tomografia computerizzata né la risonanza magnetica la distinguono con sicurezza da un cancro o da una tubercolosi.
Per questo non è raro che chi ne è affetto venga preparato a un intervento per una presunta lesione maligna e che la diagnosi vera emerga dopo, dall'esame del tessuto asportato. Capita anche l'errore opposto: un nodulo duro del collo viene trattato per mesi con cicli brevi di antibiotico, si riduce per poco e ricompare.
La conclusione pratica è semplice: se una massa dura o una fistola che non si chiude si comportano diversamente da quanto il medico si aspetta, si può chiedere con calma se sia stata considerata l'actinomicosi e se sia stato prelevato materiale per una coltura in assenza di ossigeno.
Quando rivolgersi al medico
- un indurimento sulla guancia, vicino alla mandibola o sul collo dura più di due o tre settimane;
- sulla pelle si è aperto un tramite da cui trasuda pus e che non si chiude;
- la tosse persiste oltre un mese, soprattutto insieme a dolore toracico e calo di peso;
- una massa dolente nell'addome si accompagna a febbre e a un cambiamento dell'alvo;
- compaiono perdite anomale o dolore nel basso addome e il dispositivo intrauterino è in sede da molto tempo.
Cercare assistenza senza indugio se sale la febbre alta con brividi, se il gonfiore del collo impedisce di aprire la bocca, deglutire o respirare, oppure se il dolore addominale peggiora di colpo. Un gonfiore del pavimento della bocca e del collo che avanza rapidamente è pericoloso di per sé, qualunque batterio lo provochi.
Come si conferma la diagnosi
La via più affidabile è la coltura del materiale prelevato dal focolaio in assenza di ossigeno, insieme all'esame del tessuto al microscopio. Entrambi i metodi hanno un'insidia che è utile conoscere.
La coltura cresce lentamente, fino a due settimane, e si compromette con facilità: se l'antibiotico è stato iniziato prima del prelievo, i batteri non crescono e il risultato arriva negativo pur in presenza di una malattia evidente. Anche un tampone dalla fistola aperta serve a poco, perché è pieno di flora estranea. Vale il materiale prelevato dal fondo del focolaio con un ago o durante l'intervento, prima di iniziare l'antibiotico.
La tomografia computerizzata o la risonanza magnetica servono a vedere le dimensioni del focolaio, i tramiti e gli ascessi, ma da sole non danno la diagnosi. Gli esami del sangue riflettono soltanto l'infiammazione.
Perché gli antibiotici si prendono per mesi
La terapia si fonda sugli antibiotici del gruppo delle penicilline, cui questi batteri sono sensibili. Nelle forme gravi si comincia per via endovenosa in ospedale e poi si passa alle compresse. In caso di allergia alle penicilline il medico sceglie un'alternativa di altri gruppi, il più delle volte tetracicline, lincosamidi o macrolidi.
Il ciclo è lungo, di norma diversi mesi. Il motivo non è la resistenza dei batteri, ma il fatto che si annidano in tessuto cicatriziale denso, in cui il farmaco penetra male. Il miglioramento visibile arriva molto prima che il focolaio sia bonificato, ed è proprio per questo che un ciclo interrotto in anticipo finisce così spesso con una ricaduta.
Il chirurgo serve quando c'è un ascesso voluminoso da drenare, tramiti fistolosi lunghi o tessuto necrotico. Nella forma pelvica il dispositivo intrauterino viene rimosso. Il medico può accorciare la durata se il focolaio è stato eliminato del tutto: è una decisione che si prende nel corso dei controlli.
Con una terapia tempestiva la prognosi è buona: la malattia guarisce, anche se richiede parecchia pazienza.
Che cosa riduce il rischio
Non esiste una prevenzione specifica, ma misure ordinarie che chiudono la porta d'ingresso.
- curare le carie, non trascinare un'infiammazione attorno a un dente, pulire ogni giorno i denti e gli spazi fra loro;
- non rimandare la visita dal dentista dopo un trauma della mandibola o un'estrazione complicata;
- sostituire il dispositivo intrauterino nei tempi indicati dal medico e non lasciarlo «ancora un paio d'anni»;
- tenere sotto controllo la glicemia in caso di diabete.
Consulto online
Nel consulto online il medico ripercorre da quanto tempo è presente il nodulo e come è cambiato, valuta se ci sono motivi per cercare un'infezione poco comune, spiega quali accertamenti abbia senso fare e in che ordine e indica a quale specialista rivolgersi di persona.
Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.
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