Artrite settica
L'artrite settica è un'infezione batterica all'interno di un'articolazione. Si distingue dagli altri dolori articolari per due aspetti: di solito colpisce…
In questa pagina
- Perché non si può aspettare lunedì
- Che aspetto ha un'articolazione infetta
- Quando la febbre non c'è ma l'artrite sì
- Da dove arriva l'infezione e chi rischia di più
- «Sembra gotta» non è un motivo per aspettare
- L'articolazione artificiale è un discorso a sé
- Nel bambino: non appoggia la gamba
- Che cosa si fa in ospedale
- Consulto online
L'artrite settica è un'infezione batterica all'interno di un'articolazione. Si distingue dagli altri dolori articolari per due aspetti: di solito colpisce una sola articolazione e si instaura in fretta, nell'arco di ore o di uno o due giorni, non di settimane. È un'urgenza medica e va trattata come tale. I batteri e l'infiammazione che scatenano sciolgono la cartilagine articolare nel giro di giorni, e la cartilagine perduta non ricresce. Allo stesso tempo l'artrite settica risponde bene alle cure, a patto che la persona arrivi in ospedale subito e non dopo una settimana passata a osservare l'articolazione.
Perché non si può aspettare lunedì
L'interno di un'articolazione sana è sterile e non è attrezzato per difendersi dai microbi. Appena i batteri entrano, vi accorrono le cellule dell'infiammazione e il liquido articolare diventa una miscela di enzimi che corrode la cartilagine. Il processo comincia già il primo giorno. Dopo pochi giorni una parte del danno è irreversibile: anche a infezione guarita l'articolazione può restare rigida, dolente sotto carico e meno mobile di prima.
La seconda ragione di urgenza è il microbo stesso. Dall'articolazione passa nel sangue, e l'artrite settica si accompagna spesso a sepsi, un quadro che mette a rischio la vita.
Da qui una regola semplice: un'articolazione calda, gonfia e quasi immobile diventata tale in uno o due giorni è un motivo per andare in ospedale oggi, non per prenotare una visita nei giorni successivi. A casa una cosa simile non si cura in alcun modo: l'articolazione va punta con un ago, si preleva liquido per l'analisi, la si libera dal pus e nello stesso tempo si iniziano gli antibiotici in vena. Nessuno di questi passaggi è possibile in ambulatorio.
Che aspetto ha un'articolazione infetta
Il quadro è di solito molto evidente:
- dolore forte e continuo, presente anche a riposo completo, che diventa acuto al minimo movimento;
- l'articolazione è gonfia e la pelle sopra è calda e spesso arrossata;
- il movimento è quasi impossibile: la persona tiene da sé la gamba o il braccio in un'unica posizione e non lascia toccare l'articolazione;
- impossibilità di appoggiare il piede se sono interessati ginocchio, anca o caviglia;
- febbre, brividi, dolori diffusi e la sensazione di una malattia seria.
L'articolazione colpita più spesso è il ginocchio, poi l'anca, la spalla, la caviglia e il polso. Di regola è una sola. Se invece si infiammano più articolazioni insieme e la persona sta chiaramente male, la situazione non è meno urgente: al contrario, di solito significa che l'infezione è arrivata per via ematica.
Va chiamata l'ambulanza (in Italia, Spagna, Portogallo, Polonia e Ucraina il numero unico è il 112) se all'articolazione dolente si aggiungono confusione, respiro accelerato, debolezza estrema, tremore con brividi, pelle marezzata o grigiastra, urine molto scarse: sono segni di sepsi.
Quando la febbre non c'è ma l'artrite sì
È il motivo più frequente di ritardo. Da un'infezione ci si aspetta la febbre, e se il termometro segna 36,9 la persona conclude di avere solo forzato l'articolazione e prende un antidolorifico. La febbre però può mancare del tutto:
- negli anziani, nei quali un'infezione grave decorre spesso senza febbre e si manifesta invece con confusione, sonnolenza insolita, debolezza, rifiuto del cibo;
- in chi è in terapia immunosoppressiva per artrite reumatoide, psoriasi, malattie infiammatorie intestinali, trapianto d'organo o chemioterapia;
- in chi assume già cortisonici o antinfiammatori per altri motivi: attenuano sia la febbre sia il dolore, e l'arrossamento appare più modesto di quanto sia;
- in caso di diabete e malattia renale cronica.
Il riferimento quindi non è il termometro, ma l'articolazione. Una sola articolazione diventata in un giorno calda, gonfia e immobile basta per andare in ospedale, anche con temperatura normale e anche se lo stato generale sembra sopportabile.
Da dove arriva l'infezione e chi rischia di più
Le vie sono soltanto tre. Nella maggior parte dei casi il sangue porta i batteri da un altro focolaio: la pelle, le vie urinarie, i polmoni, un dente infetto. Più di rado entrano direttamente attraverso una ferita, un morso, un'escoriazione profonda, un'infiltrazione articolare o un intervento sull'articolazione. E molto raramente l'infezione si estende da un osso vicino.
Il rischio è maggiore nelle persone:
- con artrite reumatoide o altre malattie infiammatorie articolari: qui il pericolo è doppio, per la malattia e per la terapia, e soprattutto perché l'articolazione fa già male di suo e il cambiamento viene attribuito a una riacutizzazione;
- con una protesi articolare o con un intervento o un'infiltrazione recenti sull'articolazione;
- con difese immunitarie ridotte, diabete, malattia grave del fegato o dei reni;
- di età avanzata;
- con ulcere, ferite e lesioni cutanee infette, soprattutto ai piedi;
- che si iniettano droghe.
Un capitolo a parte è la gonorrea. Nei giovani sessualmente attivi il gonococco esce a volte dagli organi genitali e provoca infiammazione di articolazioni e tendini insieme a poche lesioni cutanee. Il quadro è più lieve dell'artrite settica classica e risponde bene, ma individuare la causa resta compito del medico.
«Sembra gotta» non è un motivo per aspettare
Un attacco di gotta, il deposito di altri cristalli nell'articolazione e l'artrite settica si presentano allo stesso modo: una sola articolazione, calda, rossa, molto dolente, a volte con febbre. Distinguerli con la visita e gli esami del sangue non è possibile. L'acido urico non aiuta: durante l'attacco acuto è spesso normale, e chi convive da anni con la gotta può avere in più l'articolazione infetta, perché una cosa non esclude l'altra.
L'unico modo per chiarirlo è prelevare liquido dall'articolazione: si osserva al microscopio in cerca di cristalli e si manda in coltura. Perciò, se l'attacco è più intenso del solito, ha colpito un'articolazione diversa da quella abituale, si accompagna a brividi o non risponde al farmaco che ha sempre funzionato, va risolto in ospedale lo stesso giorno anziché aumentando la dose a casa.
L'articolazione artificiale è un discorso a sé
L'infezione di un'articolazione protesica si comporta in modo diverso e si cura in modo diverso. Quella precoce, nelle prime settimane dopo l'intervento, si vede dalla ferita: trasuda, si arrossa, i margini si allontanano, compare secrezione. Quella tardiva, a mesi o anni di distanza, decorre spesso senza febbre: l'articolazione semplicemente smette di sentirsi propria, dolora in continuazione, fa male dai primi passi e di notte e non solo sotto sforzo, a volte dà una sensazione di instabilità. Qualsiasi altro focolaio nell'organismo, da un dente a un'infezione urinaria, può raggiungere la protesi.
Con i soli antibiotici non si guarisce quasi mai: i batteri vivono come una pellicola sulla superficie della protesi, dove il farmaco non arriva. Serve di norma un intervento: se l'infezione è recente si lava l'articolazione e si sostituiscono le parti mobili, se è di vecchia data la protesi va rimossa e sostituita in uno o due tempi. Ecco perché i tempi qui contano tanto: prima si interviene, maggiori sono le probabilità di conservare la protesi. Davanti a qualunque dolore, gonfiore o arrossamento nuovo attorno a un'articolazione artificiale, contattare il chirurgo che ha operato senza attendere il controllo programmato.
Nel bambino: non appoggia la gamba
Nei bambini l'articolazione colpita più spesso è l'anca, ed è più difficile accorgersene: è profonda e dall'esterno non si vedono né gonfiore né rossore. Bisogna guardare il comportamento:
- il bambino ha smesso di appoggiare la gamba, zoppica o chiede di essere preso in braccio;
- sta sdraiato con la gamba in un'unica posizione obbligata, un po' piegata e ruotata verso l'esterno, e urla se si prova a raddrizzarla o a ruotarla;
- nel lattante la gamba si muove meno dell'altra e il pianto compare durante il cambio dei vestiti e del pannolino;
- febbre, apatia, rifiuto di cibo e bevande.
Un bambino che rifiuta di appoggiare la gamba deve essere visitato da un medico lo stesso giorno: è una regola senza eccezioni. Esiste un quadro simile e molto più benigno, un'infiammazione transitoria dell'anca dopo un raffreddore recente, che si risolve da sola in pochi giorni. Ma a distinguerli sono i medici, con esami del sangue ed ecografia dell'articolazione, e fino ad allora ci si comporta pensando all'ipotesi peggiore.
Che cosa si fa in ospedale
La prima cosa è l'artrocentesi: il liquido viene mandato in coltura e al microscopio, e già il suo aspetto dice molto al medico. Subito dopo si iniziano antibiotici in vena senza aspettare l'esito della coltura, mirati ai germi più probabili; quando la coltura è pronta la terapia viene precisata. In parallelo l'articolazione viene ripulita, con prelievi ripetuti, con un lavaggio in artroscopia o con un intervento a cielo aperto se il pus è abbondante o l'articolazione è difficile da raggiungere.
Gli antibiotici in vena proseguono di solito per alcuni giorni o fino a due settimane, poi si passa alle compresse per altre settimane. Il ciclo va portato a termine anche quando il dolore è passato e sembra tutto risolto: un'infezione dell'osso e dell'articolazione curata a metà torna, e la seconda volta è più difficile da trattare. Quando l'infiammazione si attenua si comincia a mobilizzare con cautela l'articolazione, perché il movimento fa parte della cura: un'articolazione immobilizzata forma aderenze e perde escursione in fretta.
Consulto online
Su questo argomento il consulto a distanza serve soprattutto a una cosa: rispondere in fretta alla domanda «devo andare in ospedale adesso oppure posso osservare?». Il medico di Oladoctor chiederà quanto rapidamente è iniziato tutto, che cosa succede esattamente all'articolazione, quali malattie e farmaci ci sono alle spalle, e dirà con chiarezza se il quadro somiglia a un'infezione articolare e dove rivolgersi. È uno di quei casi in cui il consulto non sostituisce la visita di persona, ma evita di perdere una giornata nei dubbi. Online si possono affrontare anche le conseguenze: come assumere la terapia prescritta, che cosa fare con il dolore, quando tornare a caricare l'articolazione, come comportarsi se dopo le dimissioni si gonfia di nuovo. Se dalla descrizione emerge la necessità di cure urgenti, glielo diranno subito.
Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.




