Bronchiectasie
In questa malattia i bronchi sono dilatati e deformati in modo irreversibile: invece di tubi elastici che spingono da soli il muco verso l'esterno, restano…
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Medicinali comunemente utilizzati per Bronchiectasie
Solo a scopo informativo. Consulta sempre un medico prima di assumere qualsiasi medicinale.
Forma farmaceutica: EFFERVESCENT TABLET, 600 mgPrincipio attivo: acetylcysteineProduttore: Kern Pharma S.L.Prescrizione non richiestaForma farmaceutica: PULMONARY INHALATION, 2.5 mg/2.5 mlPrincipio attivo: salbutamolProduttore: Neutec Inhaler Ireland LimitedPrescrizione richiestaForma farmaceutica: EFFERVESCENT TABLET, 600 mgPrincipio attivo: acetylcysteineProduttore: Teva Pharma S.L.U.Prescrizione richiesta
In questa malattia i bronchi sono dilatati e deformati in modo irreversibile: invece di tubi elastici che spingono da soli il muco verso l'esterno, restano sacche larghe dalla parete cedevole, dove il muco ristagna. Lì i batteri si insediano volentieri, l'infiammazione continua a covare, la parete bronchiale si danneggia ancora di più e il cerchio si chiude. Restituire ai bronchi la forma di un tempo non è possibile; spezzare quel cerchio, invece, lo è eccome, e da quanto la persona lo fa con cura giorno dopo giorno dipende quasi tutto.
Come si manifesta
Il disturbo principale è una tosse che non passa per mesi e quasi sempre con catarro. Ce n'è parecchio, fino a una tazza al giorno, ed è tipico che se ne elimini di più al mattino e cambiando posizione.
- espettorato denso, dal trasparente e bianco al giallo e verde; durante una riacutizzazione aumenta e si scurisce;
- le riacutizzazioni si ripetono: più volte l'anno si sta peggio per giorni o settimane;
- affanno per sforzi che prima si affrontavano senza problemi;
- sibili e fischi nel torace, a volte udibili anche senza fonendoscopio;
- striature di sangue nell'espettorato, cosa niente affatto rara in questa malattia;
- dolore toracico sordo, stanchezza costante, a volte calo di peso;
- nelle forme di lunga durata cambiano le dita: le falangi terminali si ispessiscono e le unghie si incurvano.
Il segnale non è la tosse in sé, ma la sua persistenza: dopo un raffreddore tossiscono tutti e passa in un paio di settimane. Una tosse che dura più di otto settimane, soprattutto con catarro, richiede sempre una spiegazione: prima si arriva alla diagnosi, meno bronchi fanno in tempo a rovinarsi.
Quando non si può aspettare
Chiamate subito il servizio di emergenza se:
- si espettora molto sangue, a boccate, in coaguli, rosso vivo e non in striature;
- respirare diventa di colpo difficile: manca l'aria a riposo e non si riesce a finire una frase;
- le labbra o le dita diventano bluastre;
- compare confusione o forte sonnolenza insieme all'affanno.
L'emorragia polmonare è la complicanza più pericolosa di questa malattia: le pareti dei bronchi dilatati sono avvolte da vasi fragili e proliferati. Capita di rado, ma progredisce in fretta e si arresta in ospedale, non a casa. In attesa dei soccorsi è meglio stare seduti che sdraiati.
Perché i bronchi si sono dilatati
La causa si individua in circa due terzi delle persone, e cercarla non è una formalità: alcune cause si curano a parte, e senza quello la malattia va avanti per quanto bene si puliscano i bronchi.
- una grave infezione polmonare passata — polmonite, tubercolosi, pertosse, morbillo; a volte risale all'infanzia, decenni prima dei primi disturbi;
- fibrosi cistica — malattia ereditaria con muco denso in tutto l'organismo; nelle forme lievi si scopre anche in età adulta;
- discinesia ciliare primaria — difetto congenito delle ciglia che spazzano via il muco dai bronchi; la tradiscono naso chiuso e otiti fin dall'infanzia;
- disturbi dell'immunità, compresa la carenza di proteine difensive del sangue: si trova con un esame semplice e risponde alla terapia sostitutiva;
- allergia a una muffa dentro i bronchi — compare nell'asma grave e si cura in modo del tutto diverso da una comune riacutizzazione;
- micobatteri non tubercolari — infezione a decorso lento che richiede uno schema lungo e specifico;
- broncopneumopatia cronica ostruttiva e asma grave;
- artrite reumatoide, malattie infiammatorie intestinali e altre malattie sistemiche;
- inalazione di sostanze corrosive e di fumo, e passaggio del contenuto gastrico nelle vie aeree;
- un corpo estraneo o un tumore che chiude un bronco: in tal caso la dilatazione resta circoscritta a una zona.
Se non si trova una causa evidente non è un vicolo cieco: negli anni il follow-up talvolta la fa emergere lo stesso, e nel frattempo la cura è la medesima.
Come si arriva alla diagnosi
La normale radiografia del torace in questa malattia appare spesso quasi nella norma, perciò con essa la diagnosi non si fa e non si esclude. A decidere è la tomografia computerizzata ad alta risoluzione: vi si vede che il lume del bronco è diventato più largo dell'arteria che gli corre accanto e che i bronchi si seguono quasi fino alla superficie del polmone.
Insieme a essa di solito si richiedono:
- l'esame colturale dell'espettorato, per sapere quali batteri vivono proprio nei vostri bronchi: da questo dipende la scelta dell'antibiotico nelle riacutizzazioni;
- una prova di funzionalità respiratoria con apparecchio, per misurare il passaggio dell'aria e seguirlo nel tempo;
- esami del sangue sullo stato immunitario e sui segni di allergia ai funghi;
- il test del sudore e l'indagine genetica se si sospetta una fibrosi cistica;
- talvolta la broncoscopia, se è colpita una sola zona e occorre capirne il motivo.
Il controllo qui è continuo e non isolato: di norma una visita almeno una volta l'anno con verifica delle prove respiratorie e della coltura.
Pulire i bronchi: il lavoro quotidiano che si fa da sé
È la base della cura e, per quanto incide sul modo in cui ci si sente, pesa più di qualsiasi farmaco: ogni giorno bisogna fare a mano ciò che i bronchi danneggiati non riescono più a fare.
La tecnica la insegna un fisioterapista respiratorio, ed è con lui che conviene impararla e non da una descrizione: le manovre sono diverse e si scelgono in base a dove esattamente i bronchi sono dilatati. Si usano cicli respiratori con espirazione forzata, posizioni del corpo che mettono in alto la zona colpita e piccoli dispositivi che creano vibrazione e resistenza durante l'espirazione.
- va fatto ogni giorno, di solito due volte al giorno per dieci-venti minuti, e più spesso durante una riacutizzazione;
- se l'espettorato è troppo denso, il medico può prescrivere un'inalazione di soluzione salina prima della seduta;
- camminare, nuotare e qualsiasi attività aerobica funzionano da complemento e aiutano a espettorare;
- con un affanno marcato si propone la riabilitazione respiratoria, un programma supervisionato il cui effetto è paragonabile a quello dei farmaci.
Nei giorni buoni gli esercizi si vorrebbero saltare, ma a ridurre il numero di riacutizzazioni è proprio la costanza: le settimane perse si vedono poi dalla quantità di catarro.
Farmaci e riacutizzazioni
Una riacutizzazione non si riconosce dalla febbre, che spesso manca, ma dall'espettorato: ce n'è nettamente di più, si è addensato, ha cambiato colore e odore, e sono aumentate tosse, affanno e debolezza. In genere si sviluppa nell'arco di qualche giorno.
Che cosa si impiega:
- antibiotici nella riacutizzazione, con cicli più lunghi che in una comune bronchite; la scelta si basa sulla vostra coltura precedente;
- una scorta di antibiotico in casa per chi ha riacutizzazioni frequenti, con istruzioni scritte del medico su quando iniziarla e con l'obbligo di avvisarlo appena si comincia;
- una terapia preventiva prolungata se le riacutizzazioni sono tre o più all'anno; richiede controlli, fra cui del ritmo cardiaco e dell'udito;
- inalatori che allargano i bronchi in caso di costrizione e sibili, spesso prima della seduta di pulizia;
- antibiotici per via inalatoria quando si isola con costanza un batterio difficile;
- ossigeno e, in rari casi gravi, un intervento su una zona limitata o il trapianto di polmone.
Le compresse che fluidificano il catarro non hanno mostrato qui un beneficio particolare e non devono sostituire la pulizia bronchiale quotidiana. I sedativi della tosse, al contrario, sono decisamente sconsigliati: qui la tosse è il modo per far uscire il muco, e spegnerla è pericoloso.
Che cosa riduce le riacutizzazioni
- smettere del tutto di fumare ed evitare gli ambienti pieni di fumo: la misura più efficace di tutte;
- la vaccinazione antinfluenzale annuale, quella antipneumococcica e le altre indicate dal medico di famiglia;
- lavarsi le mani e usare prudenza ragionevole nella stagione dei raffreddori;
- bere a sufficienza: un catarro denso si elimina peggio;
- proteine nell'alimentazione e mantenimento del peso, la cui perdita in questa malattia peggiora la prognosi;
- curare ciò che l'accompagna: sinusite, reflusso, asma, difese immunitarie basse.
Il decorso varia molto da persona a persona: in alcuni resta lieve per anni e quasi non ostacola la vita, in altri riduce a poco a poco la tolleranza allo sforzo. A decidere sono due cose: la causa individuata e trattata e la costanza nella pulizia quotidiana dei bronchi.
Consulto online
Nel consulto online il medico analizza la tosse di lunga durata e le caratteristiche del catarro, spiega quando serve la tomografia e perché qui la radiografia semplice non basta, aiuta a leggere referti e colture già eseguiti, verifica se tutte le cause sono state escluse e mette a punto con voi un piano d'azione per le riacutizzazioni.
Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.
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