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Medicinali comunemente utilizzati per Calcoli renali
Solo a scopo informativo. Consulta sempre un medico prima di assumere qualsiasi medicinale.
Forma farmaceutica: MODIFIED-RELEASE TABLET, 0.4 mgPrincipio attivo: tamsulosinProduttore: Viatris LimitedPrescrizione richiestaForma farmaceutica: ORAL SOLUTION/SUSPENSION, 600 MGPrincipio attivo: ibuprofenProduttore: Zambon S.A.U.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: TABLET, 600 mgPrincipio attivo: ibuprofenProduttore: Kern Pharma S.L.Prescrizione richiesta
Un calcolo renale è un ammasso duro di cristalli che cresce nell'urina come il sale che precipita da una soluzione satura. Finché resta nel rene di solito non si avverte nulla. Il dolore comincia quando si sposta e si incastra nell'uretere, il condotto largo pochi millimetri lungo il quale l'urina scende in vescica. Circa una persona su dieci forma un calcolo almeno una volta nella vita, più spesso gli uomini e più spesso fra i trenta e i sessant'anni. Pericoloso non è il calcolo in sé, ma l'uretere ostruito: con un'infezione dietro diventa un'urgenza che si misura in ore, e quando ostruisce senza dolore può spegnere un rene in silenzio nel giro di poche settimane.
Come si fa sentire
I calcoli piccoli passano inosservati e si scoprono per caso, in un esame fatto per altro. La crisi che chiamiamo colica renale non si confonde con nulla. Il dolore arriva all'improvviso, spesso di notte o verso il mattino, nella regione lombare o nel fianco da un lato, e procede a ondate: mezz'ora insopportabile, poi allenta, poi ritorna. Il tratto distintivo è che la persona non riesce a stare sdraiata: cammina, cambia posizione e nessuna postura porta sollievo. Nelle malattie dell'addome accade l'opposto e il malato cerca di non muoversi.
Man mano che il calcolo scende, il dolore si sposta verso l'inguine: negli uomini si irradia al testicolo, nelle donne alle grandi labbra. Quasi sempre ci sono nausea e spesso vomito. L'urina può diventare rosata, ma più spesso il sangue si vede solo al microscopio e in circa un caso su dieci non c'è affatto. Quando il calcolo raggiunge l'imbocco della vescica si aggiungono urgenza e bruciore, e il quadro si scambia facilmente per una cistite. L'intensità del dolore non dice nulla sulle dimensioni: un frammento di due millimetri in un punto sfortunato mette fuori gioco una persona, mentre un calcolo grande che riposa tranquillo nella pelvi renale non fa male per niente.
Quando non si può aspettare domani
Bisogna chiamare l'ambulanza se al dolore al fianco si aggiungono febbre e brividi, quelli in cui si trema e non si riesce a scaldarsi. Questa combinazione significa che dietro l'uretere ostruito si è raccolta urina infetta. Gli antibiotici da soli non bastano: il pus sotto pressione va drenato con un tubicino, e va fatto nelle prime ore, altrimenti arriva la sepsi. Richiedono lo stesso intervento immediato anche la confusione mentale, il respiro rapido e superficiale, la pelle fredda e chiazzata e il calo della pressione.
Occorre farsi vedere in giornata se il dolore non cede con l'analgesico, se il vomito impedisce di trattenere acqua o compresse, se l'urina smette del tutto, e anche se avete un rene solo o trapiantato: in quel caso qualunque crisi si valuta in ospedale.
Merita un discorso a parte un errore che costa la vita. Un dolore violento al fianco che compare per la prima volta dopo i cinquant'anni, soprattutto in un fumatore iperteso, non è per forza una colica. Allo stesso modo inizia la rottura di un aneurisma dell'aorta addominale, che viene scambiata per un calcolo con una certa regolarità. Se il dolore si accompagna a debolezza, svenimento, pallore o a una sensazione pulsante nell'addome, si tratta di un intervento urgente e non delle vie urinarie.
I calcoli non sono tutti uguali
Dalla composizione dipendono sia il modo di toglierlo sia il modo di prevenire il successivo. Per questo il calcolo espulso non si butta: si porta ad analizzare.
- Di calcio: circa tre quarti dei casi, più spesso di ossalato e meno di fosfato. Sono densi e si vedono bene nelle immagini.
- Di acido urico: crescono in urine stabilmente acide e accompagnano gotta, obesità e diabete. Non si vedono nella radiografia semplice, ma sono gli unici che a volte si riescono a sciogliere con i farmaci.
- Infettivi (di struvite): li costruiscono batteri che scindono l'urea. Crescono in fretta e in pochi mesi possono riempire tutto il sistema collettore assumendo la forma di un corno di cervo. Un calcolo così si toglie per intero, perché qualsiasi frammento lasciato porta dentro i germi e tutto ricomincia.
- Di cistina: rari, conseguenza di un difetto ereditario dei tubuli renali. Si manifestano già nell'infanzia o nella giovinezza e tornano per tutta la vita, quindi questi pazienti sono seguiti da uno specialista.
Che cosa spinge il rene a formarli
La causa principale è la stessa per ogni tipo: poco liquido. L'urina concentrata è una soluzione satura e ai cristalli basta un appiglio qualsiasi. Da qui la stagionalità: con il caldo, nei lavori all'aperto e in chi suda molto i calcoli compaiono nettamente più spesso. Poi vengono le abitudini: il sale costringe il rene a eliminare più calcio, la carne aumenta l'acidità delle urine e l'acido urico e lascia meno citrato protettivo, le bibite zuccherate spingono nella stessa direzione. Obesità, diabete e gotta alzano il rischio di per sé, e la storia familiare lo raddoppia.
Alcune cause vale la pena cercarle perché hanno una terapia propria: l'iperparatiroidismo primario, con calcio nel sangue stabilmente alto; le malattie intestinali, le resezioni ampie dell'intestino e la chirurgia dell'obesità, dopo le quali si assorbe troppo ossalato; le diarree croniche; l'acidosi tubulare renale; le anomalie anatomiche che ostacolano il deflusso dell'urina. Anche l'immobilità prolungata dopo un trauma rientra nell'elenco.
Sui farmaci conviene essere precisi, perché intorno a loro c'è confusione. Aumentano il rischio i diuretici dell'ansa, l'acetazolamide e il topiramato, l'uso eccessivo di integratori di calcio e di vitamina D, alcuni antibiotici e antivirali e l'abuso di lassativi. I diuretici tiazidici fanno invece il contrario: si prescrivono proprio perché i calcoli non si riformino. L'aspirina con la formazione dei calcoli non c'entra.
Come si cerca il calcolo
L'esame delle urine mostra quasi sempre globuli rossi, mentre nitriti e globuli bianchi indicano che si è aggiunta un'infezione. Nel sangue si guardano la creatinina per valutare la funzione renale, il calcio e l'acido urico, e se si sospetta un'infiammazione l'emocromo e la proteina C reattiva.
Il calcolo lo mostra la tomografia computerizzata senza mezzo di contrasto a bassa dose: individua calcoli di qualunque composizione e fornisce dimensioni, sede esatta e segni di ostruzione; è l'esame che si fa all'adulto in crisi acuta. In gravidanza e nei bambini viene prima l'ecografia, che non irradia, e si passa alla tomografia solo se non se ne può fare a meno.
Se il calcolo non è il primo, se è comparso in giovane età, se il rene è unico o i calcoli sono in entrambi, si raccolgono le urine delle ventiquattro ore e si misurano volume, acidità, calcio, ossalato, citrato e acido urico; con il calcio alto nel sangue si studiano anche le paratiroidi. Senza questo la prevenzione diventa un indovinello.
La crisi e l'espulsione
Il dolore della colica risponde meglio di tutto agli antinfiammatori non steroidei, che in questa situazione superano gli oppioidi. Non vanno però bene per tutti: con funzione renale ridotta, storia di ulcera, terapia anticoagulante o in età avanzata si sceglie il paracetamolo, e in ospedale si aggiungono farmaci più forti se servono. A parte si prescrive qualcosa per la nausea. Lo schema lo decide il medico, perché contano sia lo stato del rene sia ciò che già assumete.
Il consiglio di bere tantissimo per lavare via il calcolo durante la crisi non funziona e può fare danno, perché dietro l'ostacolo la pressione sta già salendo. Bevete quanto vi va, e lasciate l'idratazione abbondante alla prevenzione. Per i calcoli nel tratto basso dell'uretere il medico aggiunge talvolta un alfa-bloccante che ne rilassa la parete.
Poi è questione di dimensioni. I calcoli sotto i cinque millimetri escono da soli quasi sempre, quelli fra cinque e dieci circa nella metà dei casi, quelli più grandi di rado. Ci vogliono da qualche giorno a poco più di un mese. In questo periodo conviene urinare attraverso un colino, per catturare il calcolo e farlo analizzare.
La regola più importante suona controintuitiva: la scomparsa del dolore non significa che il calcolo sia uscito. L'uretere può restare ostruito e il rene dietro spegnersi poco a poco senza dare alcun segnale. Per questo dopo la crisi si ripete un esame di immagine per accertarsi che la via sia libera.
Quando il calcolo si toglie
Si interviene se il calcolo è troppo grande, se non è uscito nel tempo previsto, se il dolore non si controlla, se la funzione renale cala o se il rene è unico. Con un'infezione dietro l'ostruzione l'ordine cambia: prima si ripristina d'urgenza il deflusso, con uno stent interno o un tubo attraverso la pelle, e il calcolo si toglie più avanti, quando l'infezione si è spenta.
- Litotrissia extracorporea. Un apparecchio concentra dall'esterno onde d'urto sul calcolo e lo frantuma in sabbia che poi esce con l'urina. L'anestesia generale di solito non serve, ma a volte occorrono più sedute e i frammenti possono allinearsi per un po' nell'uretere e provocare una nuova colica.
- Ureteroscopia. Un endoscopio sottile viene portato attraverso l'uretra e la vescica fino al calcolo, che si frantuma con il laser mentre i pezzi vengono estratti. È il metodo dal risultato più prevedibile in un solo intervento. Dopo si lascia spesso uno stent temporaneo, che per qualche giorno dà urgenza urinaria, fastidio e sangue nelle urine: è atteso e passa una volta rimosso.
- Nefrolitotomia percutanea. Attraverso una piccola puntura nella schiena si introducono gli strumenti nel rene e il calcolo si asporta intero o a pezzi. È la via per i calcoli grandi e a stampo. Richiede anestesia generale e qualche giorno di ricovero.
Con qualsiasi tecnica sono possibili complicanze: sanguinamento, infezione fino alla sepsi, lesione dell'uretere, frammenti residui. La chirurgia aperta oggi è rara, e i calcoli di acido urico a volte si risolvono senza toccarli, sciogliendoli con l'alcalinizzazione delle urine.
Come non far crescere il prossimo
A circa metà delle persone il calcolo torna entro cinque o dieci anni, ed è uno di quei casi in cui la prevenzione cambia davvero i numeri.
- Bere quanto basta a produrre circa due litri e mezzo di urina al giorno, di più con il caldo o sotto sforzo. Distribuite le bevute nell'arco della giornata e bevete qualcosa prima di coricarvi, perché di notte l'urina è la più concentrata. Il riferimento è un colore chiaro, paglierino.
- Aggiungere all'acqua succo di limone o di lime: il citrato lega il calcio nelle urine e impedisce ai cristalli di crescere. Le limonate zuccherate non hanno questo effetto.
- Togliere sale, che nei calcoli di calcio è il cambiamento alimentare più efficace, e moderare la carne senza rinunciare alle proteine.
- Non ridurre il calcio degli alimenti. È un errore antico e dannoso: il calcio del cibo lega l'ossalato dentro l'intestino stesso, e senza di esso se ne assorbe di più e i calcoli aumentano invece di diminuire. I latticini si mangiano normalmente. La prudenza riguarda solo gli integratori in compresse, soprattutto se presi lontano dai pasti.
- Gli alimenti ricchi di ossalato, come spinaci, rabarbaro, barbabietola, frutta secca, cioccolato e tè forte, non si limitano a tutti, ma solo a chi ha calcoli di ossalato accertati e ossalato alto nelle urine delle ventiquattro ore. E anche allora basta consumarli insieme a un latticino.
- Nei calcoli di acido urico si riducono carne rossa, frattaglie, frutti di mare e birra e si alcalinizzano le urine con il citrato, aggiungendo talvolta un farmaco che riduce la produzione di acido urico.
- Nei calcoli di calcio con eliminazione urinaria elevata di calcio si prescrive un diuretico tiazidico.
- Perdere peso e muoversi con regolarità spingono nella stessa direzione.
Notate che gli ultimi punti si contraddicono fra loro: ciò che aiuta in un tipo di calcolo è inutile in un altro. Perciò cambiare alimentazione alla cieca non conviene: prima la composizione del calcolo e le urine delle ventiquattro ore, poi la dieta.
Consulto online
Nel consulto online il medico valuterà se il vostro dolore corrisponde a una colica renale e se ci sono segni che impongono di andare in ospedale senza aspettare. Indicherà quali analisi e quale esame di immagine fare per primi, aiuterà a leggere referti e immagini già disponibili e spiegherà che cosa aspettarsi da un calcolo delle dimensioni e nella sede del vostro. Se i calcoli si ripetono il discorso cambia: quale approfondimento permetterà di trovare la causa, se valga la pena raccogliere le urine delle ventiquattro ore, che cosa fare del risultato dell'analisi del calcolo già espulso e come impostare bevande e alimentazione sul vostro tipo preciso di calcolo, invece che su consigli generici trovati in rete.
Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.
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