Candidosi orale (mughetto orale)
Il fungo candida vive nella bocca di quasi una persona sana su due senza dare alcun segno: lo tengono a bada la saliva, i batteri vicini e le difese…
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Medicinali comunemente utilizzati per Candidosi orale (mughetto orale)
Solo a scopo informativo. Consulta sempre un medico prima di assumere qualsiasi medicinale.
Forma farmaceutica: CAPSULE, 150 mgPrincipio attivo: fluconazoleProduttore: Aurovitas Spain, S.A.U.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: CAPSULE, 50 mgPrincipio attivo: fluconazoleProduttore: Tarbis Farma S.L.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: ORAL SOLUTION/SUSPENSION, 10 mg/mlPrincipio attivo: fluconazoleProduttore: Vinci Farma, S.A.Prescrizione richiesta
Il fungo candida vive nella bocca di quasi una persona sana su due senza dare alcun segno: lo tengono a bada la saliva, i batteri vicini e le difese immunitarie. La candidosi comincia dove questo equilibrio si rompe: dopo un ciclo di antibiotici, per colpa di un inalatore, per secchezza della bocca, per una protesi che non calza bene o per una malattia che ha indebolito le difese. Per questo curare solo il fungo serve a poco: se la causa resta, la patina torna nel giro di un mese o due. E c'è un altro motivo per questa pagina: il bianco in bocca non è sempre candidosi, e alcune «macchie bianche» sono pericolose e vanno trattate in tutt'altro modo.
Che aspetto ha e che cosa si sente
L'immagine più riconoscibile sono placche bianche o giallastre simili a ricotta o a latte cagliato. Stanno sulla lingua, sulla faccia interna delle guance, sul palato e a volte sulle gengive e in gola. Il tratto che le identifica: la patina si stacca — con una garza, con il bordo di un cucchiaio, con lo spazzolino — e sotto resta una mucosa rossa viva, infiammata, che a volte sanguina un poco. Se la macchia bianca non si lascia raschiare, non è candidosi, e se ne parla più avanti.
La patina però può anche mancare. La seconda forma è quella rossa: la lingua diventa liscia, come verniciata, e dolente, e sotto una protesi mobile il palato appare arrossato in modo uniforme, esattamente fino al bordo della placca. Questa forma passa inosservata per anni, perché il bruciore viene attribuito ai nervi o al cibo piccante.
Che cosa avverte di solito la persona:
- bruciore o dolore in bocca, soprattutto con cibi acidi, piccanti e caldi;
- il gusto si è attenuato, è comparso un sapore sgradevole o metallico;
- secchezza e sensazione di avere del cotone in bocca;
- dolore nel mangiare e nel bere, che costringe a scegliere cibi insipidi e tiepidi;
- ragadi e crosticine agli angoli della bocca, lente a guarire.
Da persona a persona la candidosi orale dell'adulto non si trasmette: il fungo ce l'hanno tutti, la questione non è il contagio ma le condizioni.
Nei neonati e nelle madri che allattano
Nei lattanti la candidosi è frequente e, nei primi mesi di vita, di per sé non indica nulla di brutto: le difese della bocca si stanno ancora regolando. I genitori notano placche bianche su lingua e guance, irrequietezza al seno, rifiuto della poppata e a volte, in contemporanea, un'ostinata dermatite da pannolino: è lo stesso fungo dall'altra estremità.
La domanda principale dei genitori è se sia patina o residuo di latte. Distinguerli è semplice: il latte sta solo sulla lingua, si toglie con una garza umida e sotto c'è mucosa rosa normale. La patina della candidosi si stacca con fatica, si trova anche sulle guance e sotto lascia rossore.
Madre e bambino si passano il fungo a vicenda, perciò vanno curati insieme anche se i disturbi ce li ha uno solo. Nella donna la candidosi del capezzolo dà un dolore trafittivo o urente che comincia durante la poppata e continua dopo, irradiandosi in profondità nel seno; il capezzolo può avere aspetto normale oppure apparire lucido e desquamato. Non serve interrompere l'allattamento: serve curarsi in due.
Il bianco in bocca non è sempre candidosi
Questa è la parte più importante della pagina. Ci sono condizioni dall'aspetto simile che si curano in modo diverso, e una di esse è pericolosa:
- leucoplachia: una macchia o placca bianca che non si raschia. Gli antimicotici non le fanno nulla. Una parte di queste lesioni con il tempo degenera, perciò le esamina il dentista e, se serve, esegue una biopsia;
- tumore della mucosa orale: macchia bianca o rossa, ulcera che non si chiude, indurimento o dolore che durano più di tre settimane. Fumo e alcol aumentano il rischio. È il caso in cui non si può aspettare;
- lichen planus orale: striature bianche a merletto sulle guance, spesso simmetriche sui due lati, a volte con erosioni dolorose;
- lingua a carta geografica: isole rosate dal contorno mutevole con un bordo chiaro; innocua e senza bisogno di cure;
- afte: piccole ulcere tonde isolate, con fondo bianco e alone rosso, molto dolorose, che guariscono in una o due settimane. Con il fungo non c'entrano nulla.
La regola è semplice: una patina che non si stacca, o una macchia che dura più di tre settimane, è un motivo per farsi vedere dal dentista o dal medico, non per provare l'ennesima pomata.
Perché il fungo prende il sopravvento
La candidosi è quasi sempre conseguenza di qualcos'altro. Le cause più frequenti:
- antibiotici, soprattutto in cicli lunghi: eliminano i batteri che trattenevano il fungo;
- inalatori con cortisone per asma e BPCO, se dopo l'erogazione non si sciacqua la bocca: il farmaco si deposita sulla mucosa;
- protesi mobili, soprattutto se portate di notte, pulite male o diventate lente e sfreganti;
- secchezza della bocca da farmaci, disidratazione, radioterapia di testa e collo o sindrome di Sjögren. La saliva porta via il fungo, e senza di lei il fungo ha campo libero;
- diabete con glicemia alta, cortisone in compresse, chemioterapia e ogni condizione di immunità indebolita;
- carenza di ferro, di vitamina B12 o di acido folico, fumo, alimentazione povera e monotona.
Merita un discorso a parte l'adulto in cui la candidosi compare senza causa visibile, oppure torna una volta dopo l'altra, oppure occupa mezza bocca. Non è «avere poche difese» in senso generico: è un motivo per controllare la glicemia e per discutere con il medico gli accertamenti sulle condizioni che indeboliscono l'immunità, HIV compreso. Una candidosi così risulta spesso il primo segno visibile.
Con che cosa si cura
La base della cura sono gli antimicotici ad azione locale: una sospensione o un gel da distribuire sulla mucosa e da tenere in bocca il più a lungo possibile prima di deglutire, perché il farmaco agisca dove serve. Il ciclo si prosegue per qualche giorno dopo la scomparsa della patina, altrimenti torna. Uno dei gel impiegati interferisce con i farmaci che fluidificano il sangue e con alcuni medicinali per il colesterolo, perciò l'elenco completo di quello che si assume va detto al medico in anticipo.
Se la patina è estesa, non risponde alla cura locale, oppure la persona è in chemioterapia o ha le difese indebolite, si prescrive un antimicotico in compresse. Farmaco, dose e durata li sceglie il medico.
La cura non finisce con il medicinale. Per quei giorni la protesi si toglie di notte e si disinfetta a parte, altrimenti il fungo supera il ciclo sulla plastica e ritorna sulla mucosa. Tettarelle e biberon si sterilizzano. Madre e bambino si curano insieme. E soprattutto si affronta la causa: si corregge la tecnica dell'inalatore, si mette in ordine la glicemia, si aggiusta la protesi, si cerca una carenza di ferro. Se è prevista una radioterapia di testa e collo, le cure dentali vanno completate prima di iniziare: dopo, qualsiasi intervento sulla mascella diventa molto più rischioso.
La cura quotidiana che le impedisce di tornare
- lavare i denti due volte al giorno e, se non ce ne sono più, passare uno spazzolino morbido su gengive, palato e lingua;
- sciacquare la bocca e sputare dopo ogni erogazione dell'inalatore cortisonico; il distanziatore riduce il deposito del farmaco sulla mucosa;
- togliere la protesi di notte, spazzolarla e tenerla in una soluzione disinfettante; se balla, andare dal dentista invece di imbottirla;
- sciacquare la bocca dopo i pasti e dopo aver preso i medicinali;
- bere a sufficienza in caso di bocca secca e rivedere con il medico i farmaci che la provocano;
- smettere di fumare: riduce in modo evidente le ricadute;
- sterilizzare tettarelle e biberon e non mettere in bocca il ciuccio prima di darlo al bambino;
- andare dal dentista con regolarità, anche senza più denti propri;
- tenere sotto controllo le malattie croniche, il diabete in primo luogo.
Quando andare dal medico senza rimandare
Bisogna consultare il medico in giornata se:
- è diventato doloroso deglutire, o si ha la sensazione che il cibo si fermi dietro lo sterno: il fungo può scendere nell'esofago, e questo si cura già con le compresse;
- la candidosi compare in un adulto senza motivo chiaro o torna per la terza volta;
- la patina si estende, è salita la febbre, oppure la persona è in chemioterapia o in terapia che sopprime le difese;
- una macchia bianca o rossa non si raschia e dura da più di tre settimane;
- in bocca c'è un'ulcera che non guarisce, un indurimento o un dolore che va verso l'orecchio.
Nel neonato i segnali d'allarme sono altri: rifiuta seno e biberon per più poppate di seguito, bagna meno pannolini del solito, è fiacco, ha la bocca asciutta e la fontanella infossata. Sono segni di disidratazione e richiedono aiuto urgente; se peggiora in fretta, chiami l'ambulanza (in Spagna, Italia, Portogallo, Polonia e Ucraina il 112).
Consulto online
La candidosi orale è proprio il tema in cui il consulto online torna utile. Dalla descrizione e da una fotografia il medico distingue la patina simile a ricotta dai residui di latte e da una macchia che non si raschia, dice che cosa fare oggi e soprattutto ricostruisce da dove è venuto tutto: rivede l'elenco dei farmaci, controlla la tecnica dell'inalatore, chiede della glicemia, della protesi e degli antibiotici recenti. È particolarmente utile alle madri che allattano: il dolore al seno durante la poppata viene spesso attribuito a un attacco scorretto, e il colloquio aiuta a capire che le persone da curare sono due.
Ciò che il consulto online non sostituisce: l'esame della bocca quando la patina non si stacca o la macchia dura da più di tre settimane; la visita dal dentista se il problema è la protesi; gli esami, se il medico cerca la causa. E davanti a segni di disidratazione in un bambino non serve una chat, serve l'ambulanza.
Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.
Medici online per Candidosi orale (mughetto orale)
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