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Medicinali comunemente utilizzati per Chinetosi
Solo a scopo informativo. Consulta sempre un medico prima di assumere qualsiasi medicinale.
Forma farmaceutica: TABLET, 10 mgPrincipio attivo: cetirizineProduttore: Laboratorios Normon S.A.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: TABLET, 10 mg cetirizine dihydrochloridePrincipio attivo: cetirizineProduttore: Laboratorios Cinfa S.A.Prescrizione non richiestaForma farmaceutica: TABLET, 10 mg cetirizine dihydrochloridePrincipio attivo: cetirizineProduttore: Sandoz Farmaceutica S.A.Prescrizione richiesta
La chinetosi è quel misto di nausea, capogiro e malessere che coglie in automobile, in nave, in aereo o su una giostra. La si chiama comunemente mal d'auto o mal di mare, benché con il mare abbia a che fare non più di quanto ne abbia con il sedile posteriore di una macchina. Non è una malattia né una debolezza: è la risposta di un sistema dell'equilibrio del tutto sano quando il movimento che percepisce non coincide con ciò che gli occhi vedono. In misura diversa può capitare quasi a chiunque, dipende solo da quanto si muove il mezzo. La buona notizia è che quasi tutto si risolve prima, mentre si sta ancora bene, e la maggior parte delle misure non costa nulla.
Come comincia e come finisce
La nausea non arriva per prima. Di solito tutto inizia in sordina: vengono gli sbadigli, si ha sonno, si perde interesse per la conversazione, il viso impallidisce, compaiono sudore freddo sulla fronte e sopra il labbro e più saliva in bocca. Molti in quel momento non hanno ancora capito che cosa stia succedendo, ed è proprio l'istante in cui è più facile intervenire.
Poi arriva il peso alla bocca dello stomaco, quindi la nausea, il mal di testa e la sensazione che intorno tutto scivoli leggermente. Si può arrivare al vomito; dopo si sta meglio per poco, ma se il movimento continua il ciclo ricomincia. Una caratteristica sgradevole e poco conosciuta è la spossatezza apatica che resta ancora per qualche ora dopo l'arrivo, quando la nausea è passata da un pezzo.
In genere tutto si risolve entro dieci-trenta minuti da quando il movimento cessa. Dopo una traversata lunga capita il contrario: la terraferma continua a ondeggiare per un giorno o due, sensazione fastidiosa ma innocua che passa da sola.
Perché succede e a chi capita di più
Il cervello ricava la posizione del corpo da tre fonti insieme: gli occhi, l'orecchio interno e i segnali provenienti da muscoli e articolazioni. Finché le tre dicono la stessa cosa, va tutto bene. Quando si legge in auto, gli occhi vedono una pagina ferma mentre l'orecchio interno registra curve e frenate: le informazioni non coincidono e il cervello risponde con la nausea. Lo stesso accade in una cabina senza oblò o nella cabina di un aereo, dove il corpo viene mosso e lo sguardo non ha nulla a cui aggrapparsi.
Esiste anche la situazione opposta: con un visore per la realtà virtuale, su un simulatore o in una sala cinematografica con schermo largo, gli occhi vedono un movimento rapido che il corpo non avverte. Il risultato è identico.
Ne soffrono di più i bambini, all'incirca dai due anni all'adolescenza, mentre ai lattanti quasi non capita. Le donne ne risentono più degli uomini, in particolare in gravidanza e in certi giorni del ciclo. Un gruppo a sé è quello di chi soffre di emicrania: fra loro la chinetosi è molto più frequente e il viaggio finisce spesso non solo con la nausea ma con un attacco di mal di testa. La predisposizione è ereditaria, quindi "in famiglia ne soffriamo tutti" non è un'esagerazione. E chi guida ne soffre di rado, non per abitudine: sa in anticipo dove sta per girare l'auto, e il cervello non ha di che stupirsi.
Che cosa aiuta durante il viaggio
La prima regola è guardare lontano, verso qualcosa di fermo. L'orizzonte, una collina distante, la strada che viene incontro: va bene tutto ciò che non tremola. Guardare le auto che sfilano, i pali sul ciglio o le onde in arrivo, al contrario, peggiora la situazione.
La seconda è ridurre il movimento stesso. In auto significa il sedile anteriore; in pullman, le file davanti; in treno, sedersi nel senso di marcia; in aereo, le file vicino all'ala; in nave, la parte centrale e un ponte basso. La testa conviene tenerla ferma, appoggiata al poggiatesta: meno viene sballottata, più tranquillo resta l'orecchio interno.
Il resto sono dettagli che sommati contano parecchio. Aria fresca e fresca davvero: un finestrino socchiuso, la bocchetta rivolta al viso. Respirazione lenta e profonda a occhi chiusi. Qualche sorso di acqua fredda, un cracker o una caramella alla menta. Lo zenzero, in qualunque forma, non funziona per tutti, ma è innocuo e vale la prova. Parlare, ascoltare musica o un audiolibro distrae molto meglio che stringere i denti in silenzio. E ciò che è meglio evitare: leggere, guardare il telefono, mangiare piatti pesanti o unti per strada, restare in un abitacolo chiuso accanto a odori intensi di benzina, cibo o profumo. Nei viaggi lunghi aiutano le soste ogni ora o ora e mezza, anche solo per scendere, camminare e respirare.
Come prepararsi prima di partire
Molto si decide prima di mettersi in strada. Viaggiare a stomaco vuoto è deleterio quanto viaggiare dopo un pasto abbondante: è sensato mangiare qualcosa di leggero un'ora o un'ora e mezza prima e lasciar perdere grassi e piccante. L'alcol della sera prima, e a maggior ragione quello durante il viaggio, peggiora nettamente le cose, e la carenza di sonno ancora di più: dormire bene prima di un tragitto lungo è più utile di qualunque pastiglia.
Il posto conviene sceglierlo in anticipo invece di accontentarsi di quello rimasto: sul traghetto una cabina nella parte centrale della nave, in pullman le prime file. Portate acqua, un sacchetto in caso di vomito, salviette e una maglietta di ricambio: con i bambini non è eccesso di prudenza ma normale previdenza.
Se la chinetosi si presenta sempre e in forma pesante, ha senso abituare il corpo al movimento a piccole dosi: tragitti brevi, altalene, giostre tranquille, una barca con mare calmo. Il sistema dell'equilibrio si allena davvero, e nella maggior parte degli adulti la tolleranza migliora con il tempo. Non è rapido, ma funziona più stabilmente di qualsiasi altra cosa.
Che cosa si può comprare in farmacia
I farmaci contro la chinetosi funzionano d'anticipo: si prendono da mezz'ora a un'ora prima di partire, non quando la nausea è già iniziata. È la cosa principale da sapere, perché una compressa presa nel pieno del malessere rende molto meno.
Il gruppo di base è quello degli antistaminici a effetto sedativo, fra cui dimenidrinato, cinnarizina e meclozina. Si vendono senza ricetta ed esistono formulazioni per bambini. L'effetto indesiderato comune è la sonnolenza, quindi dopo averli presi non si guida e non si associano all'alcol. L'altra possibilità è il cerotto alla scopolamina, che si applica dietro l'orecchio qualche ora prima della partenza; dura alcuni giorni ed è comodo in crociera. In cambio dà secchezza della bocca, a volte vista annebbiata e sonnolenza; dopo averlo applicato bisogna lavarsi le mani per non portarne agli occhi, e non si usa in caso di glaucoma o di difficoltà a urinare. I limiti di età di questi prodotti sono diversi fra loro e sono indicati nel foglietto illustrativo: con i bambini conviene chiedere al farmacista o al medico di famiglia, e in gravidanza qualunque di essi si assume solo su indicazione medica.
I braccialetti che premono su un punto del polso sono innocui, ma non ci sono prove convincenti che servano. Un'ultima cosa: i rimedi abituali per la nausea di altra origine, per esempio quelli prescritti dopo un'intossicazione alimentare o un intervento, nella chinetosi sono di norma inutili; qui servono farmaci che agiscano proprio sul sistema dell'equilibrio.
I bambini in viaggio
Con i bambini vale esattamente lo stesso, solo che è più difficile mettersi d'accordo. L'età di massima frequenza va all'incirca dai sei ai dodici anni; verso l'adolescenza la maggior parte supera il problema da sé, e ai genitori conviene saperlo per non disperare.
La parte più ardua è togliere telefono e libro, perché sono proprio loro a innescare la nausea, e in viaggio il bambino si annoia. Un ricambio c'è: audiofiabe, canzoni, chiacchiere, giochi tipo cercare oggetti fuori dal finestrino; occupano senza costringere a guardare in basso. Sistemate il bambino in modo che veda la strada davanti, non copritelo troppo, socchiudete il finestrino. Prima di partire fatelo mangiare poco e non dolce; nei tragitti lunghi fermatevi più spesso di quanto serva agli adulti.
Se comunque vomita più volte di seguito, tenete d'occhio i liquidi: acqua a piccoli sorsi e spesso. Devono preoccupare labbra e lingua asciutte, l'assenza di urina per sei-otto ore e una sonnolenza o un abbattimento insoliti: con questi serve un medico in giornata.
Quando il problema non è il viaggio
La chinetosi è sempre legata al movimento: comincia in viaggio e passa poco dopo la fermata. Se il quadro è diverso, diversa è anche la causa.
Chiamate subito un'ambulanza (in Italia, Spagna, Portogallo, Polonia e Ucraina il numero unico europeo è 112) se compaiono all'improvviso:
- vertigine intensa insieme a visione doppia, parola impastata, debolezza o intorpidimento di un braccio e di una gamba;
- incapacità di stare in piedi o di camminare, con sbandamento da un lato;
- un mal di testa improvviso e violentissimo, diverso dai soliti;
- vomito con febbre alta, fastidio alla luce e dolore nel piegare la testa in avanti.
Vale la pena ricordare a parte una situazione rara ma pericolosa: se in auto si sentono male tutti insieme — nausea, mal di testa, ottundimento — e all'aria aperta tutti migliorano rapidamente, la causa può essere il monossido di carbonio da uno scarico o da un riscaldamento difettosi. In quel caso occorre fermarsi subito, uscire dal veicolo, arieggiarlo e chiedere aiuto, invece di attribuire tutto al mal d'auto.
Senza fretta ma senza rimandare, conviene farsi vedere se le crisi di vertigine capitano anche a riposo, se si accompagnano a rumore in un orecchio o a calo dell'udito, se nausea e vertigine sono comparse per la prima volta in età adulta in chi non ne aveva mai sofferto, oppure se un bambino ripete crisi di vomito identiche e lunghe ore senza alcun viaggio di mezzo.
Consulto online
Un medico a distanza qui è utile in due casi. Il primo, quando c'è un viaggio in vista e la volta precedente è andata male: capire che cosa stia succedendo davvero, scegliere un prodotto tenendo conto dell'età, di un'eventuale gravidanza, degli altri farmaci e del fatto che dobbiate guidare o no, e uscirne con un piano chiaro su che cosa prendere, quando e che cosa mettere in borsa.
Il secondo caso pesa di più. Non tutto quello che viene chiamato mal d'auto lo è: sotto quell'etichetta comoda finiscono attacchi di vertigine, emicranie con nausea, malattie dell'orecchio interno e perfino l'ansia da volo. Dalla descrizione — quando è iniziato, quanto dura, che cosa è successo all'udito e al mal di testa, se la stessa cosa capita anche a casa — il medico dirà se assomiglia a una chinetosi comune o se è il momento di approfondire. I limiti del formato sono evidenti: visitare, valutare equilibrio e udito attraverso uno schermo non si può, e di fronte a una vertigine improvvisa e intensa con debolezza, visione doppia o parola impastata non serve una telefonata ma un'ambulanza.
Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.
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