Colpo di frusta cervicale
Si chiama colpo di frusta la lesione del collo provocata da un movimento brusco della testa a pendolo: viene proiettata all'indietro e poi in avanti, o al…
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Medicinali comunemente utilizzati per Colpo di frusta cervicale
Solo a scopo informativo. Consulta sempre un medico prima di assumere qualsiasi medicinale.
Forma farmaceutica: TABLET, 650 mgPrincipio attivo: paracetamolProduttore: Laboratorios Normon S.A.Prescrizione non richiestaForma farmaceutica: INJECTABLE PERFUSION, 10 mg/mlPrincipio attivo: paracetamolProduttore: Baxter Holding B.V.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: TABLET, 500 mgPrincipio attivo: paracetamolProduttore: Tecnimede España Industria Farmaceutica S.A.Prescrizione non richiesta
Si chiama colpo di frusta la lesione del collo provocata da un movimento brusco della testa a pendolo: viene proiettata all'indietro e poi in avanti, o al contrario. La situazione classica è il tamponamento in auto, ma ci si fa male allo stesso modo cadendo, in uno sport di contatto o su una giostra. Il nome descrive il movimento, non il danno: la testa ha oscillato come la punta di una frusta. A risentirne sono i tessuti molli, cioè muscoli, legamenti e capsule delle piccole articolazioni del tratto cervicale. Ossa e midollo spinale di norma restano fuori, e nella grande maggioranza dei casi tutto finisce bene, anche se non in due giorni: i primi sono sgradevoli.
Che cosa si prova
L'essenziale è dolore e rigidità del collo: diventa difficile girare la testa, guardare di lato, piegarla indietro. Spesso si aggiunge il mal di testa, che di solito parte dalla nuca, insieme a dolore e spasmi muscolari alle spalle, fra le scapole e nella parte alta della schiena.
Più di rado, ma con assoluta normalità, compaiono altri disturbi: vertigini, ronzio alle orecchie, stanchezza, difficoltà di concentrazione, irritabilità, sonno cattivo, dolore alla mandibola masticando, vista poco nitida. Spaventano più di quanto meritino: accompagnano la tensione muscolare e il sonno interrotto, non indicano che si sia rotto qualcosa di serio, e se ne vanno insieme al dolore al collo.
Un dettaglio importante: subito dopo l'urto la persona di solito sta bene. Il dolore e la rigidità si sviluppano nelle ore successive, a volte solo il mattino dopo, perché sul momento l'adrenalina attenua le sensazioni. Quindi «appena dopo l'incidente non mi faceva male niente» non significa che non ci sia stata lesione, e il dolore comparso in serata non è qualcosa di nuovo e minaccioso.
Quando serve aiuto urgente
Il colpo di frusta in sé non è pericoloso, ma quello stesso movimento della testa danneggia di rado una vertebra, un vaso o un nervo. Lo si riconosce da segni piuttosto precisi. Chiamate un'ambulanza — in Spagna, Italia, Portogallo, Polonia e Ucraina il numero unico europeo è il 112 — se dopo il trauma compare anche solo uno dei seguenti:
- intorpidimento, formicolio o debolezza alle braccia o alle gambe, oppure una sensazione di scossa elettrica lungo la colonna;
- difficoltà a urinare o perdita del controllo degli sfinteri;
- dolore intenso esattamente sulla linea mediana del collo, sulle vertebre stesse, soprattutto se fa male anche solo sfiorarle;
- impossibilità di girare la testa da entrambi i lati;
- dopo un colpo alla testa: confusione, sonnolenza, peggioramento dello stato di coscienza, vomito ripetuto, convulsioni o mal di testa che aumenta;
- disturbi del linguaggio, visione doppia, andatura instabile, debolezza a metà del corpo.
Non mettetevi voi alla guida e non aspettate il mattino. In attesa dei soccorsi è ragionevole non muovere il collo di scatto, ma non serve immobilizzarlo con mezzi di fortuna.
Chi deve farsi vedere in ogni caso
La soglia per rivolgersi al medico si abbassa in due situazioni. La prima è l'età avanzata: con gli anni l'osso diventa più fragile e una vertebra cervicale può fratturarsi per un urto che in una persona giovane non avrebbe lasciato traccia. La seconda è l'assunzione di farmaci che fluidificano il sangue, cioè anticoagulanti e antiaggreganti: in queste persone, dopo un colpo alla testa, un sanguinamento dentro il cranio può svilupparsi lentamente, nell'arco di una giornata o più, con condizioni inizialmente accettabili. In entrambi i casi, dopo un trauma anche solo apprezzabile del collo o della testa bisogna farsi vedere dal medico, pure se non si avverte nulla di particolare.
A parte questo, conviene rivolgersi al medico in giornata, senza ambulanza, se l'urto è stato forte, se il dolore è molto intenso, se non si attenua affatto dopo qualche giorno o se a farsi male è stato un bambino.
Il collare e il riposo non curano
È la cosa principale da portarsi via da questo testo, perché la convinzione opposta resiste da decenni. Il collare cervicale morbido è ancora considerato una cura: lo si compra in farmacia di propria iniziativa, lo consigliano i conoscenti, ha un aspetto rassicurante e nelle prime ore sembra davvero dare sollievo.
Ma in un colpo di frusta comune il collare non accelera la guarigione: la rallenta. I muscoli del collo immobilizzati perdono forza in fretta, le articolazioni perdono escursione, e dopo una settimana con il collare girare la testa risulta più difficile del primo giorno. C'è poi il lato psicologico: il collare convince chi lo porta e chi gli sta intorno che si tratti di una lesione grave e che muoversi sia vietato, e da quell'idea è poi faticoso uscire. Lo stesso vale per il riposo a letto: passare una settimana sdraiati in silenzio è la cosa peggiore da fare a un collo dolorante.
Giusto è l'opposto: muoversi e tornare alla vita di sempre il prima possibile, già dai primi giorni. Senza forzare e senza strappi, ma anche senza risparmiare il collo a oltranza. Rotazioni e inclinazioni tranquille della testa nell'escursione disponibile, più volte al giorno; le solite faccende di casa; passeggiate; il rientro al lavoro senza una lunga pausa. Muoversi farà un po' male, ed è normale: non significa che vi stiate facendo del danno. Il collare ha senso solo quando lo prescrive il medico per un motivo preciso, per esempio una frattura confermata.
Che cosa fare nei primi giorni
- Antidolorifici. Vanno bene il paracetamolo o un antinfiammatorio non steroideo come l'ibuprofene, per un ciclo breve e tenendo conto delle controindicazioni riportate nel foglietto. Non si tratta di «resistere»: senza dolore ci si muove meglio, e il movimento qui è la cura. Se i farmaci da banco non bastano, il medico può prescrivere un antidolorifico più forte o, per pochi giorni, un farmaco che allenti lo spasmo muscolare.
- Calore. Una doccia calda, una borsa dell'acqua calda o un cuscinetto termico sulle spalle rilassano la muscolatura contratta. Ad alcuni il primo giorno giova di più il freddo: vale la pena provare entrambi.
- Il sonno. Un solo cuscino di altezza normale, in modo che il collo resti allineato con la colonna. Le costruzioni ortopediche speciali qui non risolvono nulla.
- La postazione di lavoro. Schermo all'altezza degli occhi e una pausa ogni ora per sciogliere collo e spalle. La posizione immobile prolungata davanti al computer peggiora il dolore più della fatica fisica.
- La guida. Si torna al volante quando si riesce a guardare liberamente oltre la spalla. Finché la rotazione della testa è limitata, guidare non è sicuro.
- Lo sport. Camminare, nuotare e l'attività leggera sono utili subito. Gli sport di contatto e i pesi conviene rimandarli al recupero della mobilità.
Quanto dura
La maggior parte delle persone guarisce completamente in qualche settimana, e quasi tutte le altre entro due o tre mesi. La violenza dell'urto e lo stato in cui è rimasta l'auto incidono poco sull'esito: il recupero dipende più da come ci si comporta dopo il trauma.
C'è un'osservazione che vale la pena conoscere: quello che una persona si aspetta è legato a quello che ottiene. Chi fin dall'inizio conta di guarire e continua la propria vita si rimette prima e meglio di chi è convinto che il dolore resterà per sempre e si limita in anticipo. Non è un invito a soffrire in silenzio né un'allusione al fatto che il dolore sia immaginario: il dolore è reale. Ma la paura del movimento e il controllo continuo per capire se le cose siano peggiorate allungano davvero il recupero e trasformano il dolore acuto in dolore cronico.
Se dopo alcune settimane non c'è miglioramento, non è motivo di allarme ma di passare allo stadio successivo. Di solito si tratta della fisioterapia: un programma mirato di esercizi per la mobilità e la forza del collo funziona meglio di qualsiasi metodo passivo. Quando il dolore si trascina per mesi, entra in campo lo specialista del dolore cronico e a volte un sostegno psicologico, non perché «sia tutto nella testa», ma perché il dolore persistente dopo un incidente si intreccia spesso con ansia, sonno disturbato e paura di risalire in macchina, e va sbrogliato tutto insieme.
Servono le radiografie?
In un colpo di frusta comune, di regola no. Radiografia e tomografia mostrano l'osso, mentre qui a soffrire sono tessuti molli che nell'immagine comunque non si vedono; un risultato normale non cambierà la cura e le radiazioni saranno state prese lo stesso. L'esame non si prescrive a tutti, ma quando ci sono segnali di allarme: dolore rigorosamente sulla linea mediana sopra le vertebre, sintomi neurologici, età avanzata, terapia anticoagulante, urto di grande energia, impossibilità di girare la testa. Se nulla di tutto ciò è presente, l'assenza di una radiografia non è trascuratezza ma la condotta corretta.
Consulto online
Dopo un incidente è comodo avere qualcuno con cui esaminare la situazione senza spostarsi con il collo dolorante. Nel consulto a distanza il medico chiede le circostanze dell'urto, quando è iniziato il dolore e dove si irradia e, soprattutto, passa in rassegna uno a uno i segni urgenti: intorpidimento e debolezza alle braccia, difficoltà a urinare, dolore sulla linea mediana, sintomi che vengono dalla testa. Da lì si capisce se bastano le misure casalinghe o se servono una visita di persona e un esame per immagini.
Online si può affrontare anche tutto il resto: quale antidolorifico è adatto a voi viste le altre malattie e gli altri farmaci, quali movimenti fare fin dai primi giorni, quando tornare a guidare e al lavoro, perché il collare è meglio lasciarlo nel cassetto e in che momento ha senso rivolgersi alla fisioterapia. I limiti sono evidenti: esaminare il collo e saggiare i riflessi a distanza non si può, e di fronte a uno qualsiasi dei segni urgenti elencati sopra non serve un consulto, serve l'ambulanza.
Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.
Medici online per Colpo di frusta cervicale
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