Costole rotte o contuse
Le costole si rompono per motivi del tutto quotidiani: una caduta di fianco, un urto contro il volante, il bordo della vasca o lo stipite di una porta, e dopo…
In questa pagina
- Contusione, incrinatura o frattura: la differenza conta meno di quanto sembri
- Come si manifesta di solito
- Quando serve il soccorso e non la pazienza
- Conviene fare una radiografia?
- I primi giorni: togliere il dolore è cura, non un capriccio
- Respirare a fondo è la cosa più utile che potete fare
- Quando una costola si rompe per un nulla
- Quanto tempo serve e quando tornare allo sforzo
- Consulto online
Medicinali comunemente utilizzati per Costole rotte o contuse
Solo a scopo informativo. Consulta sempre un medico prima di assumere qualsiasi medicinale.
Forma farmaceutica: ORAL SOLUTION/SUSPENSION, 600 mgPrincipio attivo: ibuprofenProduttore: Kern Pharma S.L.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: EFFERVESCENT TABLET, 1 gPrincipio attivo: paracetamolProduttore: Accord Healthcare S.L.U.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: CAPSULE, 400 mgPrincipio attivo: ibuprofenProduttore: Aurovitas Spain, S.A.U.Prescrizione richiesta
Le costole si rompono per motivi del tutto quotidiani: una caduta di fianco, un urto contro il volante, il bordo della vasca o lo stipite di una porta, e dopo i sessant'anni a volte basta cadere dalla propria altezza. Questa frattura si distingue da tutte le altre per un particolare: la costola non si può immobilizzare. Si muove a ogni respiro, all'incirca ventimila volte al giorno, e nessun gesso può impedirlo. Per questo tutta l'assistenza non punta a fissare l'osso, ma a fare in modo che respirare faccia meno male.
Contusione, incrinatura o frattura: la differenza conta meno di quanto sembri
Al tatto e come sensazione le tre condizioni sono quasi indistinguibili, e il trattamento è lo stesso. La costola si salda da sola perché la tengono ferma i muscoli e le costole vicine, e di norma non c'è nulla su cui intervenire.
Quello che conta non è la linea sull'osso, ma altre due domande: se sia stato colpito qualcosa che sta sotto le costole e se la persona riesca a respirare a fondo. È a queste che il medico cerca risposta durante la visita, non alla domanda se sia rotta o soltanto contusa.
Come si manifesta di solito
- il dolore è concentrato in un punto che si può indicare con un dito, e premendo lì si accende di colpo;
- inspirare, tossire, starnutire, ridere e girarsi nel letto sono i momenti peggiori;
- la pelle sopra l'urto si gonfia e in un giorno o due compare un livido, che a volte scende lungo il fianco;
- nelle fratture al momento del trauma si sente o si avverte uno scricchiolio;
- il respiro diventa corto e superficiale: il corpo si sottrae al dolore da solo.
Il secondo giorno il dolore di solito non cala, anzi si accentua: è l'andamento normale, il gonfiore cresce fino al terzo giorno circa.
Quando serve il soccorso e non la pazienza
Chiamate il servizio di emergenza se dopo un trauma al torace compare anche solo una di queste cose:
- affanno che aumenta, respiro rapido e superficiale, aria che manca anche a riposo;
- dolore al petto che non si attenua ma cresce di ora in ora;
- tosse con sangue o con schiuma rosata;
- dolore addominale, soprattutto sotto le costole a destra o a sinistra, oppure dolore che si irradia alla spalla: così si annunciano le lesioni di fegato e milza;
- una zona della parete toracica che rientra durante l'inspirazione invece di sollevarsi;
- pallore, sudore freddo e appiccicoso, capogiri, svenimento, confusione;
- il trauma è stato grave di per sé: un incidente stradale, una caduta dall'alto, un urto ad alta velocità, uno schiacciamento del torace.
Tutto questo significa che non ha sofferto solo la costola. Il sangue o l'aria nella cavità toracica, la rottura della milza, la contusione polmonare progrediscono nel giro di ore, quindi qui non si contano i giorni. In queste condizioni non si guida: fatevi accompagnare o chiamate un'ambulanza.
Conviene fare una radiografia?
La normale radiografia del torace non vede affatto tutte le fratture costali: le incrinature sottili e le rotture nella parte cartilaginea le sfuggono con regolarità. E comunque il risultato non cambia quasi nulla nella cura, perché una frattura confermata e una non confermata si gestiscono allo stesso modo.
L'esame si fa per un altro motivo: verificare che non ci siano aria o liquido nella cavità pleurica e che il polmone sia integro. Per la stessa ragione, davanti a un trauma importante, a più costole rotte o a chi ha una malattia polmonare, il medico può richiedere una tomografia computerizzata, che risponde a domande alle quali la radiografia semplice non può rispondere.
I primi giorni: togliere il dolore è cura, non un capriccio
Qui l'antidolorifico svolge un compito pienamente medico: finché il torace fa male, la persona non riesce a riempire i polmoni, ed è da lì che nascono tutti i guai. Per questo nei primi giorni il farmaco si assume a orari fissi, senza aspettare che il dolore diventi insopportabile.
- la base è il paracetamolo, prescritto con regolarità e a orario;
- si aggiunge un antinfiammatorio non steroideo per un ciclo breve, ma non per tutti: con ulcera, malattie renali, scompenso cardiaco o in età avanzata questa classe va discussa con il medico;
- se il dolore continua a impedire il respiro profondo, il medico può prescrivere qualcosa di più forte per qualche giorno oppure proporre un blocco anestetico dei nervi intercostali, che non è né raro né una misura estrema;
- il freddo attraverso un panno, quindici o venti minuti più volte al giorno, aiuta nelle prime quarantotto o settantadue ore;
- le prime notti si riposa meglio semiseduti, con un cuscino sotto il fianco dolente.
Non bisogna fasciare stretto il torace né usare fasce compressive. Una volta si faceva, poi si è visto che la fasciatura impedisce al polmone di espandersi e aumenta direttamente il rischio di polmonite.
Respirare a fondo è la cosa più utile che potete fare
La catena con cui finiscono quasi tutti i casi gravi è questa: fa male respirare, respiro poco, le basi polmonari smettono di aprirsi, il catarro non viene espulso e al quarto o quinto giorno comincia una polmonite. Chi finisce in ospedale con una costola rotta ci finisce quasi sempre per questo, non per l'osso.
Spezzare la catena è semplice, ma va fatto ogni ora della giornata:
- dieci respiri lenti e profondi, trattenendo l'aria un paio di secondi al culmine di ciascuno;
- poi tossire di proposito stringendo un cuscino o una coperta piegata contro il punto dolente: si sopporta molto meglio;
- alzarsi e camminare per casa invece di restare sdraiati tutto il giorno; muovere anche le spalle;
- non fumare per tutto il periodo di guarigione: il fumo peggiora la tosse e ostacola la pulizia dei bronchi.
Vale soprattutto per chi ha più di sessantacinque anni, per i fumatori, per chi ha una malattia polmonare cronica e per chi si è rotto più costole insieme: in loro il rischio di polmonite è di parecchie volte superiore.
Quando una costola si rompe per un nulla
Capitolo a parte è la frattura che avviene senza un vero trauma: per un colpo di tosse, per un abbraccio, girandosi nel letto o dopo una spinta leggera. Un osso sano non si rompe così, e in quel caso ciò che va cercato non è tanto la costola quanto il motivo della sua fragilità.
Il più delle volte dietro c'è l'osteoporosi, e allora la frattura è il primo segnale che porta a scoprire la malattia. Più di rado, ma con ben altra gravità, la costola viene distrutta da un focolaio tumorale: una metastasi o un mieloma. Devono far riflettere il dolore osseo già presente prima della frattura e peggiore di notte, il calo di peso senza spiegazione e più fratture di questo tipo una dopo l'altra.
Dite sempre al medico se la costola si è rotta per un urto lieve, e anche se assumete cortisonici da lungo tempo, se la menopausa è arrivata presto o se fratture simili sono già capitate. Questo cambia l'ampiezza degli accertamenti.
Quanto tempo serve e quando tornare allo sforzo
Il dolore principale si attenua in tre-sei settimane. Quello residuo, con i movimenti bruschi, gli starnuti o dormendo sul fianco colpito, può trascinarsi due o tre mesi, e non è ancora il segno che qualcosa sia andato storto: a quel punto l'osso è già solido e a dolere sono i tessuti intorno.
Il ritorno alle attività si regola sulle sensazioni: camminare piano dai primi giorni, il lavoro abituale appena il dolore lo consente, sollevare pesi e praticare sport di contatto di regola non prima di sei settimane. Il criterio è semplice: se un movimento provoca dolore acuto, è presto.
Bisogna tornare dal medico se dopo due o tre settimane il dolore non ha cominciato a calare, se compare febbre, se arriva una tosse con catarro denso o se uno sforzo prima facile ora lascia senza fiato.
Consulto online
Nel consulto online il medico ricostruisce come è avvenuto il trauma e che disturbi avete, aiuta a distinguere una comune contusione da una situazione che richiede visita di persona e radiografia, imposta la terapia del dolore tenendo conto delle vostre malattie croniche e degli altri farmaci, mostra come eseguire correttamente gli esercizi respiratori e spiega quali segni nei giorni successivi indicano che non si può più aspettare.
Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.
Medici online per Costole rotte o contuse
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