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Medicinali comunemente utilizzati per Croup
Solo a scopo informativo. Consulta sempre un medico prima di assumere qualsiasi medicinale.
Forma farmaceutica: PULMONARY INHALATION, 0.12% w/v SALBUTAMOL SULFATEPrincipio attivo: salbutamolProduttore: Laboratorio Aldo Union S.L.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: PULMONARY INHALATION, 500 mgPrincipio attivo: salbutamolProduttore: Glaxosmithkline S.A.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: PULMONARY INHALATION, 0.2400 gPrincipio attivo: salbutamolProduttore: Laboratorio Aldo Union S.L.Prescrizione richiesta
Il croup è un gonfiore delle vie aeree appena sotto le corde vocali. Al bambino provoca una tosse aspra e abbaiante e un respiro rumoroso in entrata; ai genitori, la sensazione che stia soffocando. Quasi sempre la causa è un banale virus e quasi sempre tutto si risolve in un paio di giorni. Due cose però vale la pena saperle prima: il croup risponde benissimo a una sola dose di farmaco, e alcune condizioni suonano identiche ma richiedono l'ambulanza.
Una tosse che non si confonde
Comincia come un raffreddore qualsiasi: un paio di giorni di naso che cola, poca febbre, qualche colpo di tosse. Poi, di solito verso sera o nel cuore della notte, la voce se ne va e la tosse cambia: diventa secca, brusca e cavernosa. La si paragona al latrato di un cane o al verso di una foca e, una volta sentita, la si riconosce subito la volta successiva.
- tosse abbaiante che si sente dalla stanza accanto;
- voce rauca e spenta; nel lattante, un pianto graffiante;
- un fischio o un cigolio quando il bambino tira il fiato, chiamato stridore; all'inizio compare solo mentre piange o corre;
- respiro più rapido del solito e preferenza per la posizione seduta invece che sdraiata.
Due particolari disorientano le famiglie. Il primo: il croup peggiora di colpo la notte e si placa di giorno, così alla visita del mattino il bambino sembra spesso in perfetta salute. Non vuol dire che ve lo siate immaginato: raccontate al medico com'è andata. Il secondo: più il bambino piange, più il passaggio dell'aria si restringe e più forte diventa il rumore, per cui un adulto tranquillo accanto a lui fa parte della cura.
Colpisce soprattutto i bambini fra i sei mesi e i tre anni, più di rado fino ai cinque o sei. La fase acuta dura due o tre notti, mentre la raucedine e la tosse residua si trascinano per circa una settimana.
Perché il passaggio dell'aria si restringe
Dietro al croup c'è quasi sempre un virus: il più frequente è il parainfluenzale, ma se la cavano bene anche l'influenza, il virus respiratorio sinciziale e i comuni virus del raffreddore. Il gonfiore nasce nel punto più stretto della via aerea, sotto le corde vocali, dentro un anello di cartilagine che non è in grado di allargarsi.
Da qui tutta la differenza fra un adulto e un bambino: nell'adulto lo stesso gonfiore darebbe al massimo un abbassamento di voce, mentre in un bambino di tre anni quel tratto ha il calibro di una matita e un millimetro di infiammazione ne toglie quasi metà, così l'aria passa rumorosamente e ogni inspirazione costa fatica.
A parte c'è la variante chiamata croup spasmodico: il bambino va a letto sano, si sveglia nel cuore della notte con tosse abbaiante e stridore, non ha febbre e al mattino sta di nuovo bene. Questi episodi si ripetono volentieri, sono più comuni nei bambini con tendenza allergica e spaventano allo stesso modo, ma si comportano e si trattano esattamente come il croup classico.
La prima notte a casa
Se il medico ha visitato il bambino e l'episodio è lieve, il resto si gestisce in casa. Quello che serve davvero:
- tenete il bambino in braccio o mettetelo ben sollevato sui cuscini: da seduto si respira meglio che da sdraiato;
- tranquillizzatelo, distraetelo e parlategli con voce piana; interrompere il pianto toglie spesso metà del rumore;
- fategli bere poco e spesso: acqua tiepida, succo diluito, quello che accetta;
- in caso di febbre o fastidio date paracetamolo o ibuprofene in formulazione pediatrica, con la dose per peso indicata nel foglietto illustrativo;
- la prima notte dormite nella stessa stanza e alzatevi a controllare come respira.
Quello che invece è meglio evitare:
- non chiudetevi in bagno con il vapore né fategli respirare il vapore di una pentola: non è mai stato dimostrato che serva, mentre le ustioni da acqua bollente dopo questo consiglio sono all'ordine del giorno;
- non cercate di guardargli la gola con un cucchiaio o con un dito e non forzategli la bocca: in casi rari ma gravi questo scatena la chiusura completa delle vie aeree;
- non date sciroppi «per la tosse» né antistaminici: sul gonfiore sotto le corde vocali non agiscono, e i sedativi della tosse non sono comunque adatti ai bambini piccoli;
- gli antibiotici nel croup non servono, perché la causa è virale. L'aria fresca di una finestra aperta, invece, dà sollievo a molti bambini: prove convincenti non ce ne sono, ma nemmeno danni, purché il bambino non si raffreddi.
Una sola dose che cambia il decorso
Il croup si cura con il cortisone, e funziona molto bene. Una dose unica di glucocorticoide per bocca, di solito desametasone e talvolta prednisolone, sgonfia le vie aeree nel giro di poche ore, accorcia la malattia e riduce sensibilmente la probabilità di finire in ospedale.
Non è riservata ai casi gravi: il vantaggio si vede anche nelle forme lievi. Perciò un bambino alla prima tosse abbaiante con stridore della sua vita andrebbe visitato lo stesso giorno, invece di aspettare «lunedì, se non passa». Si tratta di una dose, non di un ciclo, e i timori abituali verso il cortisone qui non c'entrano.
Quando il gonfiore è importante, in ospedale si aggiunge adrenalina per aerosol. Agisce in pochi minuti ma dura poco, quindi dopo il bambino resta un po' in osservazione anziché tornare subito a casa. Se necessario si somministra ossigeno. Solo una minoranza dei bambini viene ricoverata e di norma basta una notte.
Quando chiamare l'ambulanza
Chiamate il 112 o portate il bambino al pronto soccorso se compare anche solo uno di questi segni:
- il bambino fatica a respirare: rientrano gli spazi fra le costole e l'incavo sotto di esse, si allargano le narici, la pancia si muove in modo marcato;
- lo stridore si sente mentre il bambino è tranquillo e non piange; oppure, al contrario, il rumore si è attenuato mentre respirare è chiaramente diventato più faticoso: uno stridore che si spegne mentre lo sforzo aumenta significa che passa pochissima aria;
- pelle, labbra o lingua appaiono bluastre, grigie, pallide o chiazzate; sulla pelle scura si nota meglio sui palmi, sulle piante dei piedi e sulla mucosa della bocca;
- il bambino è insolitamente assonnato, difficile da svegliare, molle e non reagisce come al solito;
- il bambino è stranamente silenzioso e immobile: nel croup questo preoccupa più del pianto;
- il bambino è agitatissimo, respira male e non c'è verso di calmarlo;
- saliva più del solito, deglutire fa male o è impossibile, e il bambino sta seduto piegato in avanti e rifiuta di sdraiarsi.
In una situazione simile non mettetevi al volante: lungo la strada nessuno potrebbe sorvegliare il bambino. Fatevi accompagnare o chiamate l'ambulanza, e portate con voi tutti i farmaci che il bambino assume. Un discorso a parte: la tosse abbaiante in un lattante sotto i sei mesi richiede sempre una valutazione medica, anche se l'episodio sembra lieve.
Ciò che somiglia al croup senza esserlo
La maggior parte dei «croup» è davvero croup, ma alcune condizioni si travestono da esso e non vanno lasciate sfuggire.
- Epiglottite, cioè l'infiammazione della linguetta che chiude l'ingresso della laringe. Il bambino peggiora rapidamente, con febbre alta, mal di gola intenso, saliva che cola, impossibilità a deglutire e voce ovattata, e proprio senza tosse abbaiante; sta seduto dritto, piegato in avanti e con il collo teso. Serve l'ambulanza immediatamente. Oggi è rara grazie al vaccino contro l'Haemophilus influenzae di tipo b, che in tutti i nostri Paesi si somministra nel primo anno di vita;
- Corpo estraneo inalato: tosse e respiro rumoroso iniziano di colpo in un bambino sano, senza raffreddore né febbre, spesso mentre mangia o gioca. Non si aspetta, è un'emergenza;
- Tracheite batterica: parte come un croup, ma il bambino peggiora di ora in ora, la febbre è alta e né il cortisone né l'adrenalina danno il sollievo consueto. Si cura in ospedale con antibiotici;
- Gonfiore allergico: compare in pochi minuti dopo un alimento, un farmaco o una puntura d'insetto, spesso con orticaria e gonfiore di labbra e palpebre. È anafilassi e richiede l'ambulanza;
- Pertosse e bronchiolite cominciano anch'esse come un raffreddore. Nella pertosse ci sono accessi di tosse fino al vomito con una inspirazione rumorosa alla fine di ogni accesso; nella bronchiolite del lattante si sentono sibili in espirazione, il respiro è rapido e il bambino rifiuta il cibo.
Resta una situazione di cui quasi non si parla: il croup che torna di continuo. Se la tosse abbaiante con stridore si ripete molte volte, soprattutto dopo i sei anni o in un bambino che nei primi giorni di vita è stato intubato, la laringe merita un esame a parte: dietro può esserci un restringimento congenito o cicatriziale, e non una successione di virus.
Consulto online
A distanza si risolvono due questioni. La prima: che tosse è questa. Il medico vi chiederà di avvicinare il telefono al bambino, ascolterà la tosse e l'inspirazione, chiederà come è iniziato tutto e dirà se si tratta di croup o di altro. La seconda: che cosa fare adesso, cioè se serve una visita in giornata per la dose di cortisone, quali segni sorvegliare durante la notte e a che punto chiamare l'ambulanza. Online è comodo anche rivedere gli episodi notturni che si ripetono. Difficoltà respiratoria, colorito bluastro, torpore o impossibilità a deglutire invece non si affrontano in consulto: in quei casi si chiama subito il numero di emergenza.
Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.
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