Disforia di genere
Si chiama disforia di genere non l'identità di genere che non coincide con il corpo, bensì la sofferenza intensa provocata da quel disallineamento.
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Medicinali comunemente utilizzati per Disforia di genere
Solo a scopo informativo. Consulta sempre un medico prima di assumere qualsiasi medicinale.
Forma farmaceutica: INJECTABLE, Testosterone Propionate 25 mg/mlPrincipio attivo: testosteroneProduttore: Desma Laboratorio Farmaceutico S.L.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: TRANSDERMAL PATCH, 0.39 mg estradiol hemihydratePrincipio attivo: estradiolProduttore: Bexal Farmaceutica S.A.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: INJECTABLE, 10 mgPrincipio attivo: octreotideProduttore: Teva B.V.Prescrizione richiesta
Si chiama disforia di genere non l'identità di genere che non coincide con il corpo, bensì la sofferenza intensa provocata da quel disallineamento. La distinzione è essenziale. Ci sono persone la cui identità non coincide con il sesso registrato alla nascita e che vivono serene senza alcun bisogno di aiuto. E ce ne sono altre per le quali quel disallineamento diventa una tensione costante: ostacola lo studio e il lavoro, avvelena il rapporto con il proprio corpo, sfocia in ansia e depressione. La medicina si occupa della seconda situazione, cioè della sofferenza, e non dell'identità in sé.
Di che cosa si sta parlando
Conviene distinguere alcuni concetti che nelle conversazioni si confondono di continuo.
- Il sesso registrato alla nascita viene attribuito in base all'anatomia del neonato.
- L'identità di genere è la percezione interiore di sé, che nessuno sceglie e nessuno può modificare con la forza di volontà. Nella maggior parte delle persone coincide con il sesso registrato, e allora semplicemente non ci si pensa.
- Le identità non binarie riguardano chi non si riconosce affatto nella divisione fra «uomo» e «donna». Ognuno lo descrive a modo proprio e un vocabolario unico non esiste.
- L'orientamento sessuale è un asse del tutto diverso. Riguarda da chi si è attratti e non è legato in modo diretto all'identità di genere: fra le persone trans ce ne sono di eterosessuali, omosessuali, bisessuali e asessuali.
Un'altra precisazione importante: la disforia di genere non è una malattia mentale. I disturbi psichici in queste persone compaiono più spesso della media, ma sono la conseguenza di uno stress continuo, del rifiuto e delle prepotenze subite, non una manifestazione della disforia stessa.
Come si manifesta
Il quadro dipende molto dall'età.
Nei bambini. Un bambino può parlare con insistenza di sé al genere opposto, scegliere abiti, giochi e compagnie che nel suo ambiente si associano all'altro sesso, evitare gli spogliatoi e la piscina, mostrarsi turbato dal proprio corpo. Qui serve prudenza in entrambe le direzioni: di per sé un comportamento simile è molto comune e quasi sempre fa parte della crescita, e la maggior parte di quei bambini arriva all'età adulta senza alcuna disforia. La diagnosi in età infantile si pone di rado e soltanto in presenza di una sofferenza persistente, prolungata e marcata.
Negli adolescenti. La pubertà è spesso il punto di svolta: il corpo comincia a cambiare in una direzione che si sente estranea, e ciò che prima era vago diventa acuto. Compaiono i tentativi di nascondere i caratteri corporei — fasciature strette del torace, abiti larghi, rifiuto di farsi fotografare. È l'età in cui crescono di più ansia, umore depresso e isolamento.
Negli adulti. A quel punto la persona di solito capisce che cosa le sta accadendo, ma può nasconderlo per anni. Sono tipici il forte desiderio di liberarsi dei caratteri sessuali secondari, l'avversione per i propri genitali, un sollievo che arriva solo quando si riesce a vivere nel ruolo desiderato e la stanchezza di un autocontrollo permanente.
I segnali generali che una persona sta male sono gli stessi a ogni età: chiusura, calo dell'autostima, depressione, ansia, trascuratezza di sé, condotte a rischio, uso di alcol e di altre sostanze.
Quando serve aiuto urgente
Di questo si parla di solito per allusioni, e non va bene. Nelle persone con disforia di genere, e negli adolescenti in particolare, la frequenza di autolesionismo e di pensieri suicidari è nettamente più alta. Non rimandi la richiesta di aiuto se lei o una persona vicina:
- parla del desiderio di morire o del fatto che tutti starebbero meglio senza di lei;
- si procura lesioni;
- regala i propri oggetti, si congeda o mette in ordine le proprie cose senza un motivo chiaro;
- ha smesso di dormire, di mangiare e di uscire di casa.
Se il pericolo è immediato, chiami l'ambulanza o accompagni la persona al pronto soccorso: in Spagna, Italia, Portogallo, Polonia e Ucraina è attivo il numero unico europeo 112. Se non c'è una minaccia acuta ma i pensieri non se ne vanno, l'aiuto serve comunque, nei giorni successivi e non un giorno qualunque.
Che cosa si sa delle cause
La risposta onesta è che la causa non si conosce. La formazione dell'identità di genere è un processo complesso in cui entrano fattori biologici e sociali, ed è lungi dall'essere compreso per intero. Si sa invece che cosa non figura in quell'elenco. La disforia non nasce dall'educazione ricevuta, dal parlarne o da ciò che si legge in rete, e non è colpa di nessuno. E non si lascia «correggere»: i tentativi di convincere la persona o di costringerla a comportarsi diversamente non funzionano, e il danno che provocano è ben documentato.
Che cosa significa chiedere aiuto
Il primo passo di solito è lo stesso: parlare con un medico che ascolti e invii a un servizio specializzato. Questi servizi lavorano in équipe — psichiatra o psicologo, endocrinologo, all'occorrenza uno specialista della voce e del linguaggio, un assistente sociale. Lo scopo del primo incontro non è «verificare se lei è autentico», ma capire da quanto dura, quanto ostacola la vita, che cosa è già stato provato e se in parallelo ci sono una depressione, un disturbo d'ansia o altro che richieda a sua volta una cura.
La valutazione non sta in un solo appuntamento e di norma si distribuisce su alcuni mesi. In molti paesi le liste d'attesa sono lunghe, ed è bene saperlo in anticipo: aspettare è di per sé logorante, e per quel periodo ha senso organizzarsi un sostegno psicologico.
Come siano organizzati i servizi, chi e da quale età abbia diritto a questo o quell'intervento, se per i minori occorra il consenso di entrambi i genitori: tutto ciò cambia parecchio da paese a paese e si modifica nel tempo. Faccia riferimento alle regole vigenti dove vive.
In che cosa consiste l'aiuto
Non esiste un copione universale: a qualcuno bastano comprensione e sostegno, altri hanno bisogno di cambiamenti profondi. Di solito si tratta di una combinazione di più cose.
- Sostegno psicologico. Non per «far cambiare idea», ma per gestire lo stress, le relazioni, il coming out, l'ansia e la depressione.
- Transizione sociale: nome, pronomi, abbigliamento, documenti. Spesso è ciò che porta il sollievo maggiore ed è del tutto reversibile.
- Lavoro sulla voce e sul linguaggio con un logopedista; per le donne trans conta in modo particolare, perché gli ormoni non modificano la voce.
- Terapia ormonale: testosterone per la mascolinizzazione, estrogeno insieme alla soppressione degli ormoni propri per la femminilizzazione. I cambiamenti richiedono mesi; alcuni sono reversibili, altri no.
- Interventi chirurgici: chirurgia del torace, isterectomia, orchiectomia, vaginoplastica, falloplastica, interventi sul viso e sulle corde vocali. Non li affrontano tutti e non subito; i requisiti preliminari variano da centro a centro, ma di regola si chiede che le malattie croniche siano stabili e che si smetta di fumare.
- La soppressione della pubertà negli adolescenti è l'ambito più discusso. I dati sulla sicurezza e sull'efficacia a lungo termine sono scarsi, e ogni paese affronta la questione a modo suo: da qualche parte è accessibile con criteri rigorosi, altrove è limitata o offerta solo nell'ambito di ricerche. La decisione spetta a un'équipe, non a un singolo medico.
Vale la pena ricordare che la terapia ormonale non può tutto: statura, larghezza delle spalle, forma del bacino e caratteri scheletrici già formati non cambiano. Le aspettative si discutono prima, per non restare poi delusi dalla cura stessa.
Aspetti da curare a parte
La terapia ormonale di norma diventa permanente, e con essa arrivano alcune questioni che sfuggono facilmente.
- Fertilità. L'assunzione prolungata di ormoni può portare alla sterilità, anche definitiva. La possibilità di conservare ovociti o spermatozoi si discute prima di iniziare la cura, non dopo.
- Contraccezione. La terapia ormonale non è un metodo contraccettivo. Se gli organi corrispondenti sono conservati e c'è attività sessuale, una gravidanza resta possibile.
- Controlli. Servono esami periodici: livelli ormonali, emocromo, funzionalità epatica, lipidi. Fra i rischi noti figurano trombi, aumento dei globuli rossi, alterazione dei lipidi, aumento di peso, acne e diradamento dei capelli.
- Nessun ormone comprato in rete. Prodotti senza ricetta e senza controllo significano dosi ignote, assenza di esami e un rischio reale di trombosi. È un caso in cui il fai da te è più pericoloso dell'attesa.
- Screening in base agli organi, non ai documenti. Dopo il cambio dei dati anagrafici gli inviti agli esami di prevenzione possono smettere di arrivare. Se conserva collo dell'utero, tessuto mammario o prostata, lo screening di quegli organi la riguarda ancora: lo dica al medico di famiglia.
- Avverta il dentista e l'oculista che segue una terapia ormonale, perché può influire su ciò che le viene fatto.
Consulto online
Il consulto a distanza è utile soprattutto perché offre un luogo tranquillo per la prima conversazione. A molti riesce più facile cominciare da casa che in ambulatorio, e in quel tempo si può chiarire a quale specialista rivolgersi, come è organizzato il percorso nel suo paese, quali documenti serviranno e che cosa aspettarsi dal primo incontro con il servizio. Il medico aiuterà a separare ciò che appartiene alla disforia da ciò che richiede una cura propria: una depressione o un disturbo d'ansia non se ne vanno da soli con la transizione. Online è comodo seguire anche una terapia ormonale già avviata, discutendo esami, effetti collaterali, tempi e le questioni di fertilità e contraccezione. È inoltre un buon formato per parlare con i genitori di un adolescente e per preparare le domande all'endocrinologo o al chirurgo. L'unica cosa che non va affidata ai messaggi sono i pensieri suicidari acuti. Se una persona sta talmente male da pensare alla morte, ha bisogno subito di essere vista di persona.
Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.
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