Dito della mano rotto o fratturato
Un dito sembra una sciocchezza, ed è per questo che le sue lesioni sono quelle che più spesso si sopportano senza farsi vedere: schiacciato dalla porta…
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Medicinali comunemente utilizzati per Dito della mano rotto o fratturato
Solo a scopo informativo. Consulta sempre un medico prima di assumere qualsiasi medicinale.
Forma farmaceutica: TABLET, 1 gPrincipio attivo: paracetamolProduttore: Laboratorio Stada S.L.Prescrizione non richiestaForma farmaceutica: TABLET, 1 g paracetamolPrincipio attivo: paracetamolProduttore: Teva Pharma S.L.U.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: TABLET, 1000 mgPrincipio attivo: paracetamolProduttore: Mabo Farma S.A.Prescrizione non richiesta
Un dito sembra una sciocchezza, ed è per questo che le sue lesioni sono quelle che più spesso si sopportano senza farsi vedere: schiacciato dalla porta, colpito da un pallone, sbattuto contro lo stipite, impigliato in una caduta. Eppure su quelle ossa poggia quasi tutto il lavoro fine delle mani, e qui la trascuratezza si paga più cara che in una frattura di un osso grande. Un dito consolidato storto dà fastidio ogni giorno: non entra nel guanto, si impiglia in tasca, perde forza di presa. Le fratture della mano guariscono bene, ma solo se vengono viste per tempo e ridotte come si deve, e a occhio nudo una frattura non si distingue da una lussazione o da una forte contusione.
Come capire se il dito è rotto
Senza radiografia non si può affermarlo con certezza, ma l'insieme dei segni parla da sé:
- il dito si gonfia e diventa scuro in fretta, la pelle si tende e l'anello non esce più;
- il dolore è acuto e puntiforme, e aumenta provando a piegarlo o premendo lungo l'asse del dito;
- il dito resta storto, deviato di lato, oppure non si estende completamente;
- sotto l'unghia si forma una macchia scura di sangue in tensione;
- stringere qualcosa nel pugno o reggere una tazza diventa impossibile.
Esiste una verifica semplice per la rotazione dei frammenti. Piegate lentamente e senza forzare tutte le dita, come per afferrare una palla, e guardate la mano di lato. Normalmente tutte le punte convergono verso un unico punto, alla base del pollice. Se un dito scavalca il vicino e gli passa sopra, i frammenti hanno ruotato attorno al proprio asse. Uno spostamento del genere non si corregge da solo e richiede quasi sempre l'intervento del medico, anche quando in radiografia la frattura sembra modesta.
Quando serve subito il medico
Bisogna andare in pronto soccorso o dall'ortopedico di guardia senza aspettare il mattino se:
- il dito è diventato pallido, bluastro o insensibile, e la pelle è fredda;
- il dito forma un angolo innaturale oppure appare chiaramente più corto degli altri;
- nella ferita si vede dell'osso, o la ferita si trova proprio sopra la frattura;
- un anello si è conficcato nel dito gonfio e non si riesce a sfilare;
- l'emorragia non si arresta con la compressione;
- la ferita sopra la nocca è nata colpendo il viso o i denti di qualcuno.
L'ultimo punto sorprende, ma si tratta di una delle lesioni più insidiose della mano. Il segno di un dente sopra l'articolazione sembra un graffio ed è in realtà la puntura di un'articolazione con un oggetto sporco. Nel giro di uno o due giorni vi si sviluppa un'infezione grave, che a quel punto si tratta con la chirurgia e con antibiotici per via endovenosa. Una ferita così si mostra al medico lo stesso giorno, per quanto piccola appaia. Per lo stesso motivo non si rimanda mai una ferita da morso alla mano.
Tre lesioni che sfuggono più spesso
Una frattura scomposta si vede in radiografia, mentre queste lesioni vengono spesso scambiate per una distorsione, e si perde il momento in cui sarebbero ancora facili da correggere.
- Dito a martello. Dopo un colpo sulla punta del dito teso — un pallone, l'angolo di una coperta mentre si rifà il letto — il tendine si stacca dall'ultima falange, spesso con una scaglia d'osso. La punta del dito cade e non si raddrizza da sola, anche se si riesce ancora a piegarla. Si cura con un tutore che tiene la punta perfettamente dritta per sei-otto settimane senza una sola interruzione: se lo si toglie per lavarsi la mano e si lascia piegare il dito, il conteggio riparte da zero. Una lesione non riconosciuta lascia la punta piegata per sempre e deforma tutto il dito.
- Pollice dello sciatore. Cadendo con il bastoncino in mano, o con uno strappo del pollice verso l'esterno, si rompe il legamento laterale alla sua base. Il gonfiore è modesto, non c'è frattura, e si convive con il problema per mesi. Il risultato è una pinza debole: sfuggono la chiave, la penna, un foglio. A volte l'estremità lacerata del legamento si ripiega in modo tale da non poter più cicatrizzare, e serve un intervento. Perciò il dolore alla base del pollice dopo un trauma, soprattutto con la sensazione che l'articolazione «balli», è motivo di visita e non di attesa.
- Lesione del letto ungueale. Il sangue sotto l'unghia preme e fa molto male, e sotto di esso si nasconde spesso una lacerazione del letto e una frattura dell'ultima falange. Il medico fa uscire il sangue attraverso l'unghia e il dolore cessa quasi subito. Non conviene forare l'unghia da soli: introdurre un'infezione è più facile di quanto sembri. Se il letto è lacerato e non viene suturato, l'unghia nuova ricresce storta o sdoppiata.
Le prime ore: cosa fare da soli
- togliete subito tutti gli anelli da quella mano: fra un'ora sarà già impossibile;
- fissate il dito colpito a quello sano accanto con cerotto o benda, mettendo fra i due un po' di tessuto morbido; il pollice non si immobilizza così;
- tenete la mano più in alto del cuore e di notte appoggiatela su un cuscino: è l'unico modo davvero efficace di ridurre il gonfiore;
- applicate il freddo attraverso un panno per 15–20 minuti ogni due o tre ore;
- lavate la ferita sotto l'acqua corrente e copritela con una medicazione pulita;
- per il dolore va bene il paracetamolo; sugli antinfiammatori chiedete al medico.
Non tirate il dito e non provate a raddrizzarlo, non mobilizzatelo «attraverso il dolore» e non fasciate stretto tutt'intorno un dito gonfio, perché la benda bloccherebbe la circolazione. Se è possibile un intervento, meglio non mangiare e non bere prima della visita.
Cosa farà il medico
Si comincia dalla radiografia della mano in due o tre proiezioni: mostra la rima di frattura, lo spostamento e se la lesione entra nell'articolazione. Si esaminano anche le dita vicine, perché un colpo raramente ne coinvolge una sola.
Se i frammenti si sono spostati, il dito viene anestetizzato con un'iniezione alla base e l'osso rimesso a posto manualmente. Poi si immobilizza: con un tutore, con una doccia di gesso sulla mano oppure semplicemente fasciandolo al dito accanto, soluzione che ha il pregio di lasciarlo muovere invece di irrigidirlo.
L'intervento serve nelle fratture che entrano nell'articolazione, quando i frammenti sono ruotati, nelle fratture pluriframmentarie ed esposte e ogni volta che l'osso non resta in posizione. I frammenti si fissano con fili sottili o con viti minuscole. Una ferita aperta viene pulita, se necessario si prescrivono antibiotici e si controlla quando è stata fatta l'ultima vaccinazione antitetanica.
Dopo una o due settimane si ripete di norma la radiografia: nei primi giorni le piccole ossa della mano scivolano facilmente sotto la fasciatura.
Guarigione e recupero del movimento
L'osso di un dito consolida in circa sei-otto settimane, anche se l'immobilizzazione si toglie di solito prima, a tre o quattro. La forza di presa è l'ultima a tornare: servono tre-quattro mesi, a volte di più.
Il nemico principale qui non è la frattura ma l'immobilità. Le articolazioni delle dita perdono escursione in pochi giorni e ne impiegano mesi a riprenderla, perciò l'orientamento attuale è immobilizzare esattamente quanto serve e cominciare a muovere il prima possibile. Non tenete la fasciatura oltre il tempo indicato «per sicurezza»: un dito rigido dà più fastidio di un dito che non si estende del tutto. Tutto ciò che resta fuori dalla medicazione — le altre dita, la mano, il polso — deve muoversi fin dal primo giorno.
Il gonfiore dura più di quanto si immagini: un certo rigonfiamento e l'ispessimento dell'articolazione possono persistere per sei mesi, e il dito resta a lungo sensibile al freddo. È fastidioso, ma normale.
Conviene tornare dal medico se dopo qualche giorno dolore e gonfiore non calano, se tolta la fasciatura il dito non si estende o devia chiaramente di lato, se chiudendo il pugno scavalca il vicino, e anche se attorno alla ferita il rossore si allarga, compare una tensione pulsante, esce pus o sale la febbre.
Consulto online
Il consulto a distanza aiuta a sciogliere il dubbio principale delle prime ore: andare subito a fare una radiografia oppure poter aspettare tranquillamente il mattino. Dalla descrizione del trauma e da una fotografia del dito il medico valuterà quanto è probabile una frattura, se ci sono segni di rotazione o di rottura tendinea, e spiegherà come immobilizzare il dito fino alla visita. Se la radiografia è già stata fatta, esaminerà il referto e indicherà quando togliere la fasciatura e come recuperare il movimento. Vale la pena scrivere anche più avanti, se il dito non si estende, ha perso forza o ostacola il lavoro: prima lo vede un medico, maggiori sono le probabilità di evitare la sala operatoria.
Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.
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