Dolore al coccige (coccigodinia)
Il coccige è un ossicino formato da alcune vertebre fuse, all'estremità inferiore della colonna, fra i glutei.
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Medicinali comunemente utilizzati per Dolore al coccige (coccigodinia)
Solo a scopo informativo. Consulta sempre un medico prima di assumere qualsiasi medicinale.
Forma farmaceutica: TABLET, 1000 mgPrincipio attivo: paracetamolProduttore: Galenicum Health S.L.U.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: TABLET, 650 mgPrincipio attivo: paracetamolProduttore: Laboratorios Alter S.A.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: TABLET, 650 mgPrincipio attivo: paracetamolProduttore: Laboratorios Normon S.A.Prescrizione non richiesta
Il coccige è un ossicino formato da alcune vertebre fuse, all'estremità inferiore della colonna, fra i glutei. Vi si ancorano i muscoli del pavimento pelvico e diversi legamenti, e la sua articolazione mobile con l'osso sacro lo lascia esposto: basta sedersi male e mancare la sedia per non trovare più una posizione comoda per mesi. Il dolore al coccige è fastidioso e logorante, ma quasi sempre benigno, e nella maggior parte delle persone se ne va da solo in qualche settimana o in qualche mese. Nelle donne compare molto più spesso che negli uomini, per la conformazione del bacino. Qui sotto trovate che cosa si può fare da soli e in quali casi dietro il dolore c'è qualcosa di più serio.
Da dove arriva
Nella maggior parte dei casi la causa è semplice e la persona la conosce già:
- Una caduta sui glutei. Una scala scivolosa, il ghiaccio, la sedia mancata. Il coccige può restare contuso e talvolta incrinato o spostato nella sua articolazione con il sacro.
- Il parto. Durante le spinte il coccige si piega all'indietro, e dopo il parto non è raro che faccia male per settimane o mesi, soprattutto dopo un travaglio lungo o molto rapido e con un bambino di peso elevato.
- Stare seduti a lungo e i carichi ripetuti. Il lavoro alla scrivania senza pause, i viaggi lunghi in auto, la bicicletta, il canottaggio, un sellino o un sedile duro e stretto. Qui non c'è un episodio: c'è un accumulo.
- Variazioni rapide di peso. Con il sovrappeso il coccige si piega di più quando ci si siede; con un dimagrimento marcato sparisce il cuscinetto di grasso e l'osso appoggia direttamente.
- Eccessiva mobilità dell'articolazione fra coccige e sacro, a volte nell'ambito di una ipermobilità articolare generale.
In una parte delle persone la causa non si trova affatto: il dolore è comparso senza cadute e senza sovraccarichi evidenti. Di per sé non è preoccupante, ma è proprio in questi casi che il medico visita con più attenzione, per i motivi spiegati più avanti.
Come si comporta
Il dolore sta in un punto solo, alla base della colonna, fra i glutei. Di solito è sordo e continuo, con fitte al movimento, e la sua caratteristica principale è di essere legato alle posizioni e ai gesti:
- peggiora da seduti, soprattutto su superfici dure e soprattutto appoggiandosi all'indietro;
- si acuisce nettamente nell'istante in cui ci si siede o ci si alza;
- aumenta inclinandosi indietro e provando ad appoggiarsi su un solo gluteo;
- l'evacuazione è dolorosa, in particolare con feci dure;
- può fare male durante i rapporti e, nelle donne, prima e durante il ciclo;
- sdraiati sulla schiena e in piedi di solito si sta meglio, mentre di notte il dolore impedisce di trovare posizione e di girarsi.
La zona può diventare dolente al minimo contatto: bastano la cintura dei pantaloni o lo schienale della sedia. Il fastidio può irradiarsi al sacro, alla parte posteriore delle cosce e alla regione anale, ma in una coccigodinia comune non ci sono un vero intorpidimento né perdita di forza nelle gambe.
L'essenziale: togliere peso al coccige
Tutto il resto viene dopo.
- Un cuscino con l'intaglio. Un cuscino a cuneo con un intaglio o un vuoto nella parte posteriore: il coccige resta sospeso e non tocca la superficie. Questa forma funziona meglio della classica ciambella, che a volte anzi aumenta la pressione. Portatelo con voi al lavoro, in auto, a casa d'altri.
- Stare seduti di meno e cambiare spesso posizione. Alzarsi ogni venti-trenta minuti e sbrigare una parte delle cose in piedi o camminando. Le ore consecutive da seduti sono il principale fattore che mantiene il problema.
- Inclinarsi un poco in avanti. Da seduti, portate il peso sulle cosce e il tronco leggermente in avanti anziché indietro: il coccige si scarica. Una sedia rigida con lo schienale dritto qui è meglio di un divano morbido e profondo.
- Sdraiarsi su un fianco. Il modo più semplice per far riposare il coccige quando stare seduti è ormai impossibile.
Come calmare il dolore
- Calore. Una borsa dell'acqua calda avvolta in un panno, una doccia o un bagno tiepidi rilassano il pavimento pelvico e in genere danno più sollievo del freddo. Nei primi giorni dopo una caduta conviene il contrario: una borsa del ghiaccio avvolta in un asciugamano, per una quindicina o una ventina di minuti.
- Antidolorifici. Aiutano il paracetamolo e i farmaci antinfiammatori non steroidei. Si assumono per cicli brevi e, in presenza di problemi di stomaco, reni o cuore, o se si prendono altri medicinali, conviene chiarire la scelta con il medico o in farmacia.
- Feci morbide. Se il momento peggiore è quello in bagno, il circolo si spezza con fibre, acqua e un lassativo emolliente di farmacia: con il coccige dolente non bisogna spingere.
- Lavorare sul pavimento pelvico. Muscoli pelvici contratti alimentano il dolore da soli. Un fisioterapista che si occupa di questa zona insegna a rilasciarli e ad allungarli con delicatezza e, se serve, applica tecniche manuali. È la parte più sottovalutata della cura, e spesso è proprio quella che sblocca la situazione.
Che cosa è meglio evitare
Alcune abitudini allungano i tempi di guarigione:
- restare seduti «finché non passa», sopportando appoggiati allo schienale;
- indossare abiti stretti e cinture rigide che premono sulla parte bassa della schiena e sui glutei;
- scaldare o frizionare la zona in presenza di rossore, gonfiore o febbre: quella non è una contusione, è un'infiammazione;
- accettare massaggi o manovre manuali in questa regione da chi non ha una formazione sanitaria;
- mettersi a letto per una settimana: il riposo assoluto indebolisce i muscoli e il dolore poi torna più facilmente. Camminare, al contrario, fa bene.
Quando rivolgersi al medico senza rimandare
La coccigodinia è quasi sempre innocua, ma il dolore in questa zona ha alcune cause da non lasciarsi sfuggire. Consultate un medico in giornata se:
- il dolore è comparso dopo un trauma importante — una caduta dall'alto, un urto in un incidente — oppure dopo la caduta non riuscite a stare seduti né in piedi;
- c'è febbre e la pelle sopra il coccige è arrossata o gonfia, secerne materiale purulento oppure si palpa un nodulo dolente;
- il dolore sveglia di notte e si accompagna a calo di peso, forte debolezza e sudorazione;
- il dolore è iniziato senza alcun motivo e, invece di attenuarsi, cresce settimana dopo settimana;
- in passato siete stati curati per un tumore.
In questi casi si escludono una frattura, un'infezione (una cisti pilonidale infetta, un'infezione dell'osso) e un tumore: nella regione del sacro e del coccige esistono neoplasie rare, e ciò che le tradisce è proprio un dolore tenace, ingravescente e notturno.
Va invece affrontato subito, chiamando un'ambulanza (in Spagna, Italia, Portogallo, Polonia e Ucraina è attivo il numero unico europeo 112) o recandosi al pronto soccorso, un quadro diverso: un intorpidimento che compare e si estende al perineo, intorno all'ano e sulla faccia interna delle cosce — la zona «a sella» —, la difficoltà a iniziare la minzione oppure, al contrario, la perdita del controllo di urina e feci, o una debolezza delle gambe che aumenta. Sono segni di compressione delle radici nervose nella parte bassa del canale vertebrale, e qui il tempo si conta in ore: dal quanto rapidamente la compressione viene tolta dipende il recupero delle funzioni.
Se il dolore va avanti per mesi
Quando i rimedi casalinghi e la fisioterapia non hanno dato risultati in qualche settimana, il medico visita la zona — anche per via rettale, che è il modo per valutare mobilità e dolorabilità dell'articolazione fra coccige e sacro — e all'occorrenza prescrive una radiografia o una risonanza; talvolta la radiografia si esegue da seduti, per vedere come il coccige si sposta sotto il peso del corpo.
Da lì in poi ci sono diverse possibilità:
- proseguire la fisioterapia con tecniche manuali sui muscoli del pavimento pelvico;
- un'infiltrazione di cortisonico con anestetico locale nell'articolazione fra coccige e sacro; a volte si preferisce il blocco del ganglio nervoso che raccoglie la sensibilità di questa zona. Queste infiltrazioni si ripetono un numero limitato di volte, e di norma bastano;
- farmaci rivolti al dolore di origine nervosa, se è diventato urente e «elettrico»;
- l'asportazione del coccige, misura estrema alla quale si ricorre di rado, solo per un dolore che ha resistito a tutto il resto e dopo un discorso onesto: non aiuta tutti e il recupero non è rapido.
La notizia incoraggiante è che all'intervento arrivano in pochissimi: la grande maggioranza guarisce senza, anche se a volte non in un mese ma in sei.
Consulto online
Il dolore al coccige è proprio il tipo di problema che si affronta bene a distanza. Il medico chiederà come è iniziato, che cosa lo peggiora e che cosa lo allevia, e per prima cosa passerà in rassegna i segnali d'allarme per escludere frattura, infezione o compressione nervosa: è questo il guadagno principale rispetto alla ricerca di risposte in un forum. Poi il discorso diventa pratico: come scegliere e usare bene il cuscino, come rivedere la postazione di lavoro e i viaggi lunghi, quale antidolorifico è adatto a voi viste le altre condizioni di salute, che fare con l'evacuazione dolorosa, a chi rivolgersi per il lavoro sul pavimento pelvico. Vale la pena parlare anche dei tempi: capire che fra un mese potrebbe ancora fare male e che è normale toglie già metà dell'ansia. E se il dolore dura da mesi, il medico indica quali accertamenti hanno senso e se è il momento di valutare un'infiltrazione.
Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.
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