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Medicinali comunemente utilizzati per Emorroidi
Solo a scopo informativo. Consulta sempre un medico prima di assumere qualsiasi medicinale.
Forma farmaceutica: RECTAL SEMISOLID, 5 mg/g + 5 mg/gPrincipio attivo: hydrocortisoneProduttore: Laboratorio Reig Jofre, S.A.Prescrizione non richiestaForma farmaceutica: RECTAL SEMISOLID, 25 mg; 5 mg; 15 mg; 10 mgPrincipio attivo: hydrocortisoneProduttore: Laboratorios Cinfa S.A.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: SUPPOSITORY, 10 mg bisacodylPrincipio attivo: bisacodylProduttore: Opella Healthcare Spain S.L.Prescrizione non richiesta
Le emorroidi ce le hanno tutti: sono cuscinetti di vasi nella parete del canale anale che aiutano a trattenere il contenuto dell'intestino. Diventano una malattia quando si riempiono di sangue, si ingrossano e cominciano a sanguinare o a fuoriuscire. La crisi spesso si risolve da sola in pochi giorni, una volta corretto ciò che l'ha provocata. Ma il sangue durante l'evacuazione non va mai attribuito alle emorroidi per abitudine: prima bisogna accertarsi che la causa sia proprio quella.
Come si manifesta
- sangue rosso vivo, sulla carta igienica, a gocce nella tazza o a striature sulla superficie delle feci, ma non mescolato ad esse;
- un nodulo o un rigonfiamento molle vicino all'ano, che può comparire con lo sforzo e rientrare;
- prurito, umidità, tracce di muco sulla biancheria;
- la sensazione di non avere svuotato del tutto l'intestino;
- fastidio e bruciore, più di rado dolore vero e proprio.
Il dolore forte, proprio, non è tipico delle emorroidi. Se fa male davvero, di solito si tratta o della trombosi di un nodulo o di una malattia del tutto diversa.
Interne ed esterne: la differenza che decide la cura
Le emorroidi interne stanno sopra la zona dove ci sono le terminazioni del dolore. Per questo sanguinano ma quasi non fanno male. Si distinguono in base a quanto scendono: all'inizio non escono affatto, poi fuoriescono con lo sforzo e rientrano da sole, più avanti vanno riposizionate con la mano e, all'ultimo grado, restano fuori in permanenza. Da quel grado dipende direttamente se bastano pomate e fibre, se serve una procedura ambulatoriale o un intervento.
Le emorroidi esterne si trovano sotto la pelle del margine anale e sono sensibili al dolore. Il loro guaio principale è la trombosi: il sangue coagula dentro il nodulo e nel giro di poche ore compare al bordo dell'ano una tumefazione dura, bluastra e molto dolente. Il dolore è massimo nei primi due o tre giorni, poi si attenua, e il nodulo può riassorbirsi in due o tre settimane. È proprio in quei primi giorni che il medico può rimuovere il coagulo con una piccola manovra e togliere il dolore in fretta; dopo ha molto meno senso.
Discorso a parte per le marische, lembi molli di pelle che restano dopo una trombosi passata. Non fanno male, non sanguinano e non richiedono cure, ma ostacolano l'igiene e vengono spesso scambiate per «emorroidi che non guariscono».
Il sangue nell'evacuazione non è sempre emorroidario
Gli stessi identici disturbi compaiono in altre malattie, e alcune richiedono un approccio completamente diverso.
- Ragade anale. Dolore acuto, tagliente, durante l'evacuazione e a lungo dopo; il sangue è scarso e rosso vivo. Nella ragade il dolore è maggiore che nelle emorroidi, e di noduli può non essercene nessuno.
- Ascesso perianale e fistola. Dolore pulsante, gonfiore e indurimento accanto all'ano, febbre, fuoriuscita di pus. Qui serve il chirurgo, non una pomata.
- Prolasso del retto. Ciò che esce non è un singolo nodulo ma un anello di mucosa con le sue pieghe. La cura è del tutto diversa.
- Malattie infiammatorie intestinali. Sangue e muco con le feci, diarrea, dolore addominale, calo di peso.
- Polipi e tumori del colon e dell'ano. La causa più importante da escludere. Devono far sospettare: sangue scuro o mescolato alle feci; un cambiamento dell'alvo che dura più di qualche settimana; dimagrimento senza motivo; debolezza e pallore; stimolo continuo a evacuare; un sanguinamento comparso per la prima volta in età avanzata; tumori intestinali in familiari stretti. Avere le emorroidi non esclude nulla: le ha moltissima gente e possono benissimo convivere con un tumore.
Che cosa incide davvero
Le emorroidi non hanno una causa unica, ma l'insieme delle circostanze è ben noto:
- la stitichezza e lo sforzo durante l'evacuazione, il contributo principale;
- l'abitudine di restare a lungo seduti sul water, soprattutto con il telefono in mano;
- le feci liquide e le corse frequenti in bagno, che irritano non meno della stitichezza;
- la gravidanza e il parto: l'utero che cresce comprime le vene e le spinte provocano un brusco aumento della pressione;
- il lavoro sedentario e, all'opposto, il sollevamento regolare di pesi;
- poche fibre e pochi liquidi nell'alimentazione;
- il peso in eccesso;
- la tosse cronica.
Cibi piccanti, alcol e caffè non creano i noduli, ma in molti aumentano il bruciore e il prurito durante la crisi.
Quando serve aiuto urgente
Recarsi al pronto soccorso o chiamare un'ambulanza (in Spagna, Italia, Portogallo, Polonia e Ucraina il numero unico è il 112) se:
- il sanguinamento non si arresta, l'acqua nella tazza diventa rossa o escono grossi coaguli;
- compaiono capogiri, debolezza improvvisa, pallore, batticuore: segni di una perdita importante di sangue;
- il dolore è tale da impedire di stare seduti, dormire e muoversi;
- è comparsa febbre con brividi e il gonfiore e l'indurimento accanto all'ano stanno aumentando;
- il nodulo fuoriuscito non rientra ed è diventato violaceo o nero;
- l'urina ha smesso di uscire.
Dal medico nei giorni successivi se: il sangue è comparso per la prima volta; i rimedi casalinghi non aiutano entro una settimana; le crisi si ripetono; è cambiato l'alvo; assume farmaci che fluidificano il sangue.
Che cosa si può fare da soli
I rimedi casalinghi hanno un unico scopo: ammorbidire le feci e smettere di traumatizzare i noduli.
- aggiunga fibre ai pasti — verdura, frutta, cereali, crusca — aumentandole gradualmente, altrimenti compare il gonfiore addominale;
- beva acqua a sufficienza: senza, la fibra rende le feci solo più dure;
- non trattenga lo stimolo e non resti sul water più di qualche minuto;
- non spinga; è più facile con le ginocchia sollevate, quindi metta uno sgabello basso sotto i piedi;
- si lavi con acqua fresca invece di strofinare con la carta, e tamponi la pelle senza sfregare;
- un semicupio in acqua tiepida di dieci o quindici minuti allevia lo spasmo e il prurito;
- il freddo avvolto in un panno aiuta nelle prime ore di un nodulo trombizzato;
- un nodulo fuoriuscito si può riposizionare con delicatezza con un dito pulito e un po' di crema; se non rientra o fa male, non insista: serve il medico;
- si muova ogni giorno, ma durante la crisi lasci stare i pesi e la bicicletta.
In farmacia aiutano i lassativi delicati che aumentano il volume delle feci e le creme e supposte locali a effetto analgesico o antinfiammatorio. I preparati con cortisone si usano a cicli brevi, di pochi giorni: con l'uso prolungato la pelle si assottiglia. Gli antidolorifici con codeina non vanno bene, perché causano stitichezza. Gli antinfiammatori non steroidei è meglio non prenderli mentre le emorroidi sanguinano: aumentano il sanguinamento; il paracetamolo da questo punto di vista è più sicuro.
Che cosa propone il medico
Si comincia dalla visita: il medico osserva la regione anale, esegue l'esplorazione rettale e l'anoscopia, un breve esame del canale anale attraverso un tubo corto. Le emorroidi interne non si vedono dall'esterno e non sempre si palpano con il dito, perciò senza anoscopia il quadro resta incompleto. In presenza di segnali d'allarme, di un alvo cambiato o di un sanguinamento comparso in età avanzata si richiede una colonscopia: l'esame dell'ano non dice nulla su ciò che accade più in alto.
Se i rimedi casalinghi non bastano, esistono procedure ambulatoriali eseguibili in una sola seduta, con o senza anestesia locale:
- Legatura elastica: si applica un anellino alla base del nodulo interno, che si stacca dopo pochi giorni;
- scleroterapia: si inietta nel nodulo una sostanza che ne fa collassare i vasi;
- coagulazione a infrarossi: i vasi del nodulo vengono sigillati con un impulso luminoso.
Per noduli grandi che escono di continuo si propone l'intervento: asportarli, fissare la mucosa prolassata o legare le arterie che li alimentano sotto guida ecografica. La ripresa dopo l'asportazione può essere dolorosa e richiede alcune settimane, perciò a questa decisione si arriva quando le vie più delicate sono esaurite. Nessuna procedura elimina il lavoro sull'alvo: senza quello i noduli tornano.
Consulto online
Nel consulto online il medico valuta se i suoi disturbi rientrano nel quadro delle emorroidi o somigliano piuttosto a una ragade, a un'infezione o a qualcosa che richiede lo studio dell'intestino, spiega quali prodotti sono adatti in questo momento, aiuta a regolarizzare l'alvo e dice se serve una visita proctologica di persona e una colonscopia. È utile annotare prima com'è il sangue e quando compare, se c'è dolore e quanto è intenso, se l'alvo è cambiato nelle ultime settimane, se ci sono stati episodi simili e quali farmaci assume, soprattutto quelli che fluidificano il sangue.
Con un sanguinamento che non si ferma, un dolore intenso o la febbre con gonfiore accanto all'ano il consulto online non è la strada giusta: serve senza indugio un'assistenza di persona.
Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.
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