Epididimite
L'epididimo è un tubicino avvolto su sé stesso, lungo diversi metri, appoggiato dietro al testicolo; è lì che gli spermatozoi finiscono di maturare e vengono…
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Medicinali comunemente utilizzati per Epididimite
Solo a scopo informativo. Consulta sempre un medico prima di assumere qualsiasi medicinale.
Forma farmaceutica: TABLET, 500 mgPrincipio attivo: azithromycinProduttore: Tarbis Farma S.L.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: INJECTABLE PERFUSION, 500 mg azithromycinPrincipio attivo: azithromycinProduttore: Pfizer S.L.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: CAPSULE, 100 mgPrincipio attivo: doxycyclineProduttore: Laboratorio Reig Jofre, S.A.Prescrizione richiesta
L'epididimo è un tubicino avvolto su sé stesso, lungo diversi metri, appoggiato dietro al testicolo; è lì che gli spermatozoi finiscono di maturare e vengono conservati. Quando ci arriva un'infezione, si gonfia e fa male. Questa è l'epididimite: una malattia fastidiosa ma, nella stragrande maggioranza dei casi, guaribile con gli antibiotici, a patto che sia stata distinta da un altro dolore dello scroto in cui il tempo si conta in ore.
Come comincia e che cosa si sente
Di solito non arriva all'improvviso ma si costruisce nell'arco di qualche ora o di un paio di giorni. Prima compare un peso tirante in una metà dello scroto, poi il dolore aumenta, la pelle diventa rossa e calda e quella metà si ingrossa a vista d'occhio. A quel punto il confine tra testicolo ed epididimo non si palpa più bene, perché l'infiammazione spesso passa anche al testicolo.
Insieme a questo possono comparire:
- dolore in basso nell'addome o all'inguine dallo stesso lato, che a volte precede quello scrotale;
- febbre e brividi;
- bruciore quando si urina e stimolo frequente;
- secrezione dall'uretra, trasparente, bianca, giallastra o verdastra;
- liquido raccolto attorno al testicolo, che si palpa come un rigonfiamento morbido.
Circola l'idea che nell'epididimite il dolore si attenui sollevando lo scroto, mentre nella torsione no. È un segno poco affidabile e su di esso non si può fondare nessuna decisione.
Torsione del testicolo: la prima cosa da escludere
La torsione è il testicolo che ruota attorno al funicolo spermatico e strozza i propri vasi. Senza afflusso di sangue il tessuto muore, e per salvarlo restano poche ore: nelle prime sei circa il testicolo di solito si riesce a conservare, poi le probabilità calano in fretta. Per questo un dolore scrotale non lo si tiene mai sotto osservazione a casa.
Chiamate subito un'ambulanza o recatevi al pronto soccorso in presenza di questi segni:
- il dolore è arrivato all'improvviso, nel giro di minuti, ed è forte, spesso di notte o dopo uno sforzo;
- al dolore si sono aggiunti nausea o vomito;
- il testicolo è risalito più del solito o è disposto di traverso;
- dolore intenso allo scroto o all'addome in un adolescente o in un uomo giovane;
- scroto improvvisamente rosso e gonfio in un lattante o in un bambino.
In questa situazione non si guida: fatevi accompagnare oppure chiamate un'ambulanza, in Europa al numero 112. Non mangiate e non bevete lungo la strada, perché può servire un intervento urgente in anestesia. La torsione è più frequente negli adolescenti e nei giovani, ma va esclusa a qualsiasi età.
Da dove nasce l'infiammazione
La causa dipende molto dall'età e da ciò che è accaduto prima.
- Negli uomini sotto i trentacinque anni al primo posto ci sono le infezioni sessualmente trasmissibili, soprattutto clamidia e gonorrea. Spesso questa è la loro unica manifestazione: arrivano allo scroto senza aver dato prima alcun segnale.
- Negli uomini più avanti con l'età i responsabili sono di solito i batteri intestinali risaliti lungo le vie urinarie. A farli passare sono una prostata ingrossata, un restringimento dell'uretra, un catetere o un intervento recente alla prostata o alla vescica.
- Dopo un rapporto anale non protetto la flora intestinale diventa una causa probabile a prescindere dall'età.
- Gli orecchioni in una persona non vaccinata gonfiano testicolo ed epididimo qualche giorno dopo che si sono ingrossate le ghiandole salivari.
- Più di rado la causa è la tubercolosi: l'infiammazione allora si trascina per settimane, fa poco male e può aprirsi in una fistola sulla pelle dello scroto; questo quadro viene facilmente scambiato per un tumore.
- Un caso a parte è l'amiodarone, farmaco per i disturbi del ritmo cardiaco: provoca epididimite senza alcuna infezione e tutto si risolve quando il medico corregge la dose. In modo simile si comportano alcune malattie infiammatorie generali, come la malattia di Behçet.
- A volte l'infiammazione parte dopo un colpo all'inguine o uno sforzo intenso, quando l'urina refluisce nel dotto deferente.
Che cosa succede alla visita
Il medico osserva e palpa lo scroto, l'addome e i linfonodi inguinali e chiede della minzione, degli interventi recenti e della vita sessuale. Quest'ultima domanda non è curiosità: dalla risposta dipende direttamente la scelta dell'antibiotico.
Di norma si richiedono:
- esame delle urine e urinocoltura;
- esame del primo getto di urina o di un tampone uretrale per clamidia e gonococco;
- screening completo per le infezioni sessualmente trasmissibili se una di queste risulta confermata;
- ecografia dello scroto con studio del flusso, quando la visita non basta a escludere una torsione, quando si palpa un nodulo o quando la terapia non funziona;
- esplorazione della prostata negli uomini più avanti con l'età e, se gli episodi si ripetono, uno studio delle vie urinarie per trovare ciò che lascia passare i batteri.
La terapia e i tempi
La base della terapia sono gli antibiotici, scelti in base al germe probabile: lo schema per un'infezione sessualmente trasmissibile e quello per la flora intestinale non coincidono. A volte si comincia con un'iniezione e si prosegue con le compresse, a volte bastano le sole compresse. Il ciclo dura di solito da una settimana e mezza a due, e va portato a termine anche se dopo tre giorni si sta bene: un'infezione curata a metà torna e risponde peggio al secondo tentativo.
Se la causa risulta essere un'infezione sessualmente trasmissibile, curare una sola persona non serve a nulla. Vanno esaminati e trattati tutti i partner degli ultimi mesi, e i rapporti si rimandano finché entrambi non hanno finito il ciclo, più un'altra settimana dopo la fine.
Il miglioramento si avverte in genere in due o tre giorni. Il gonfiore duro, invece, si riassorbe lentamente: possono volerci uno o due mesi, a volte fino a tre, e di per sé questo non significa che la cura abbia fallito. Significa fallimento non stare meglio al terzo giorno, oppure peggiorare: allora bisogna farsi rivedere.
Che cosa aiuta a casa
Le misure casalinghe non sostituiscono l'antibiotico, ma rendono i primi giorni molto più sopportabili.
- Il primo giorno o i primi due conviene passarli a riposo e senza sollevare pesi.
- Indossate biancheria aderente che sostenga e, da sdraiati, mettete un asciugamano arrotolato sotto lo scroto: tenerlo sollevato riduce il gonfiore.
- Freddo attraverso un panno, quindici minuti più volte al giorno. Il ghiaccio non va messo direttamente sulla pelle e nemmeno si deve scaldare la zona.
- Per il dolore vanno bene il paracetamolo o gli antinfiammatori. Qui c'è un'avvertenza importante: se avete avuto crisi convulsive, associare gli antinfiammatori a certi antibiotici è sconsigliato, quindi chiedete al medico di famiglia o al farmacista che cosa prendere nel vostro caso.
- Bevete abbastanza acqua e non trattenete lo stimolo a urinare.
- Fino alla fine della terapia lasciate perdere il sesso, la palestra e la bicicletta.
Se non si risolve
A volte le cose non seguono il copione, e conviene conoscere in anticipo queste possibilità. Nell'epididimo può formarsi un ascesso: dolore e febbre allora resistono agli antibiotici e il contenuto va drenato. In una parte degli uomini resta un dolore sordo per mesi dopo che l'infezione è guarita; quello non si cura più con gli antibiotici ma con l'analgesia, la fisioterapia e il lavoro sul pavimento pelvico. L'infiammazione bilaterale peggiora di rado la qualità del liquido seminale, perciò chi cerca figli dopo un episodio grave farà bene a eseguire uno spermiogramma.
E il punto più importante. Se al termine della terapia nel testicolo resta un nodulo duro e indolore, non lo si può liquidare come «un residuo dell'infiammazione». Il tumore del testicolo è la neoplasia maligna più frequente nei giovani uomini e sa nascondersi dietro il quadro di un'epididimite. Qualunque nodulo, cambiamento di forma o di dimensione o senso di peso che persista dopo la guarigione è motivo per una nuova visita e un'ecografia. Individuato presto, si cura con risultati molto buoni.
Consulto online
A distanza il primo passo riesce bene: raccontare come e con quale rapidità è comparso il dolore e capire se rientra in un'epididimite o se somiglia a una torsione e bisogna correre in ospedale. Il medico indicherà quali esami fare prima della visita di persona, leggerà i risultati, esaminerà lo schema prescritto e la sua durata e risponderà alle domande imbarazzanti su partner e tempi di astinenza. È comodo anche tornare online dopo tre giorni per dire se è migliorato qualcosa e dopo un mese per discutere il gonfiore rimasto. Quello che per questa via non si può fare è palpare lo scroto ed eseguire l'ecografia. Perciò, davanti a un dolore forte e improvviso, al vomito o alla febbre alta, non scrivete al medico: chiamate l'ambulanza.
Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.
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