Febbre gialla

La febbre gialla è un'infezione virale trasmessa dalle zanzare. Esiste soltanto in due aree del mondo: l'Africa tropicale e i tropici dell'America…

Valutazione prescrizione online

Valutazione prescrizione online

Un medico valuterà il tuo caso e rilascerà una prescrizione se medicalmente appropriato.

Parla con un medico online

Parla con un medico online

Discuti i tuoi sintomi e i possibili prossimi passi con un medico online.

Questa pagina fornisce informazioni generali e non sostituisce il parere di un medico. Se i sintomi sono gravi o in peggioramento, rivolgiti a un servizio medico di emergenza o chiama i servizi di soccorso.

La febbre gialla è un'infezione virale trasmessa dalle zanzare. Esiste soltanto in due aree del mondo: l'Africa tropicale e i tropici dell'America meridionale e centrale. La maggior parte dei malati la attraversa come un'influenza pesante e guarisce in pochi giorni, ma in una parte di essi la malattia passa a una seconda fase, ben più grave, con ittero ed emorragie. Non esiste un farmaco che uccida il virus. Esiste invece un vaccino che protegge praticamente per tutta la vita dopo una sola dose.

Dove ci si contagia

Il virus entra nel sangue con la puntura di una zanzara. Non si trasmette direttamente da persona a persona con la tosse o con il contatto.

Le zone a rischio sono la fascia tropicale dell'Africa a sud del Sahara e una parte dell'America meridionale e centrale: il bacino del Rio delle Amazzoni, l'interno di Brasile, Perù, Bolivia e Colombia, oltre a Trinidad e Tobago. In Europa, Asia, Australia e Oceania la febbre gialla non c'è, anche se ogni anno si registrano casi importati in viaggiatori non vaccinati.

Un particolare pesa molto: le zanzare che diffondono il virus nelle città pungono di giorno, con un picco dopo l'alba e uno prima del tramonto. La logica abituale del "basta la zanzariera di notte" qui non regge.

Come si sviluppa la malattia

Fra la puntura e i primi sintomi passano di solito da tre a sei giorni. L'esordio è brusco: la febbre sale in poche ore e si aggiungono mal di testa, dolori muscolari soprattutto lombari, brividi, nausea, vomito e mancanza totale di appetito. A volte si osserva un abbinamento insolito: febbre alta con polso lento.

Dopo tre o quattro giorni la febbre cala e la persona sta chiaramente meglio. Per la maggioranza finisce lì. Ma in alcuni la febbre torna un giorno dopo questa guarigione apparente, e a quel punto si tratta di un'altra malattia per gravità: il virus colpisce fegato e reni, compare l'ittero (da cui il nome), la coagulazione si altera e cominciano le emorragie. Fra chi arriva a questa fase muore circa la metà.

Non si può prevedere in chi la malattia prenderà la via grave. Per questo il ritorno della febbre dopo la "guarigione" è un segnale d'allarme.

Quando l'ospedale non può aspettare

Se vi trovate nei tropici dell'Africa o dell'America meridionale, o siete appena rientrati, cercate assistenza urgente subito a uno qualsiasi di questi segni:

  • la pelle o il bianco degli occhi sono diventati gialli;
  • l'urina si è scurita fino al colore del tè carico, oppure ce n'è molta meno;
  • la febbre è tornata dopo che stavate migliorando;
  • è comparso sangue: dal naso, dalle gengive, nel vomito (simile a fondi di caffè) o nelle feci (nere e catramose);
  • dolore forte sotto le costole di destra, vomito che non si ferma;
  • confusione, sonnolenza insolita, convulsioni, svenimento.

Non sono sintomi da rimandare al mattino o alla fine del viaggio. La febbre gialla grave si cura solo in ospedale, e l'esito dipende dalla rapidità con cui ci si arriva. Dite sempre al medico in quale paese siete stati e quando siete rientrati: senza questo dato la diagnosi verrà cercata dove non è.

Che cosa allevia e che cosa può fare danno

Contro la febbre gialla non esiste un antivirale. La cura consiste nel sostenere l'organismo mentre si difende da solo: liquidi per bocca o per via endovenosa se c'è disidratazione, controllo della febbre, riposo e, nei casi gravi, trasfusione di emocomponenti e dialisi. Febbre e dolore si gestiscono con il paracetamolo alle dosi consuete.

Ed ecco che cosa non va fatto: nella febbre gialla, e in qualsiasi febbre inspiegata riportata dai tropici, non si prendono né l'aspirina né gli antinfiammatori come ibuprofene, naprossene e diclofenac. Ostacolano il lavoro delle piastrine e irritano la mucosa dello stomaco, mentre la coagulazione è già alterata dalla malattia stessa: aumentano cioè il rischio esattamente di quell'emorragia che uccide nelle forme gravi. Il consiglio "paracetamolo o ibuprofene" che si legge negli articoli sul raffreddore qui non va bene.

Gli antibiotici non agiscono sul virus: si danno solo se sopra si è aggiunta un'infezione batterica.

Il vaccino e il certificato internazionale

Il vaccino è vivo e attenuato, e si somministra in un'unica iniezione nel braccio. La protezione impiega una decina di giorni a formarsi, quindi occorre vaccinarsi almeno dieci giorni prima della partenza. Una dose basta per tutta la vita alla grande maggioranza delle persone: il richiamo di routine non è più previsto. Si vaccina chiunque viaggi verso un paese a rischio, a partire dai nove mesi di età.

Il documento rilasciato dopo è il certificato internazionale di vaccinazione. Vale per tutta la vita, compresi i vecchi moduli stampati con una scadenza a dieci anni: quella dicitura ha smesso da tempo di avere valore. Può rilasciarlo solo un centro autorizzato, motivo per cui questo vaccino non si somministra in un ambulatorio qualunque. Alcuni paesi lo richiedono all'ingresso, a volte soltanto a chi proviene da un paese endemico, anche in transito; i requisiti cambiano, conviene verificarli poco prima di partire.

A chi non si somministra e in chi va valutato con attenzione

Un vaccino vivo non è adatto a tutti. Non si somministra:

  • ai bambini sotto i sei mesi;
  • a chi ha un'immunità gravemente compromessa: leucemie e linfomi, chemioterapia, alte dosi di corticosteroidi sistemici, trapianto d'organo;
  • in caso di malattia del timo o dopo la sua asportazione;
  • in caso di allergia grave a un componente, proteine dell'uovo comprese, o di reazione grave a una dose precedente dello stesso vaccino.

La vaccinazione si valuta a parte in gravidanza, nelle donne che allattano un bambino di meno di nove mesi, nei bambini fra sei e nove mesi, nelle persone oltre i sessant'anni e in chi vive con l'HIV mantenendo un buono stato immunitario: la decisione è individuale e si vaccina se il viaggio non è annullabile.

Gli effetti abituali del vaccino sono lievi — mal di testa, dolori muscolari, un po' di febbre, fastidio nel punto dell'iniezione — e passano in qualche giorno. Molto raramente provoca un danno grave al sistema nervoso o agli organi interni; il rischio è maggiore dopo i sessant'anni, con immunodepressione e con malattia del timo. Se dopo la vaccinazione state improvvisamente peggio, con febbre, confusione o ittero, rivolgetevi subito a un medico.

Quando il vaccino è controindicato ma il paese pretende il certificato, il centro vaccinale può rilasciare un'esenzione scritta per motivi medici. Non viene accettata ovunque, perciò va richiesta con anticipo.

Come non farsi pungere dalle zanzare

Il vaccino protegge dalla febbre gialla ma non da dengue, chikungunya, Zika e malaria, trasmesse dalle stesse zanzare o da specie vicine. La protezione dalle punture serve anche a chi è vaccinato.

  • Di giorno indossate abiti chiari e larghi, con maniche lunghe e pantaloni lunghi.
  • Applicate un repellente sulla pelle scoperta, a base di dietiltoluamide, icaridina od olio di eucalipto citrato, ripetendo secondo le istruzioni.
  • Abiti e attrezzatura si possono trattare con permetrina, che non va mai messa sulla pelle.
  • Dormite sotto una zanzariera impregnata di insetticida, anche di giorno, e tenete porte e finestre chiuse o con le zanzariere.
  • Non lasciate acqua ferma vicino all'alloggio: secchi, sottovasi, copertoni. È lì che le zanzare si riproducono.

Consulto online: prima del viaggio e al ritorno

Prima della partenza il medico di Oladoctor può chiarire in videochiamata se il vostro itinerario comporta un rischio di febbre gialla, se vi verrà chiesto il certificato, quando programmare il vaccino e se le vostre malattie croniche o i farmaci che assumete complicano la scelta. Al ritorno il consulto è utile se compare febbre entro un mese dal viaggio o se dopo il vaccino persistono sintomi insoliti.

Il formato online non sostituisce l'assistenza urgente. Con ittero, sanguinamento, urine scure o ritorno della febbre dopo un miglioramento bisogna andare in ospedale e non aspettare una risposta scritta.

Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.

Rimani aggiornato su Oladoctor

Novità su nuovi servizi, aggiornamenti del prodotto e contenuti utili per i pazienti.