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Medicinali comunemente utilizzati per Febbre reumatica
Solo a scopo informativo. Consulta sempre un medico prima di assumere qualsiasi medicinale.
Forma farmaceutica: ORAL SOLUTION/SUSPENSION, 400 mgPrincipio attivo: ibuprofenProduttore: Apotheke Laboratorios S.L.Prescrizione non richiestaForma farmaceutica: INJECTABLE PERFUSION, 400 mgPrincipio attivo: ibuprofenProduttore: B Braun Medical S.A.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: ORAL SOLUTION/SUSPENSION, 684 mgPrincipio attivo: ibuprofenPrescrizione non richiesta
La febbre reumatica, o febbre reumatica acuta, è una complicanza che compare qualche settimana dopo una faringite streptococcica non curata. È rara, e vale la pena conoscerla per due motivi. Il primo: quasi sempre si può evitare risolvendo per tempo un banale mal di gola. Il secondo: il segno che lascia non resta nelle articolazioni, per le quali la persona di solito si rivolge al medico, ma nel cuore — e si manifesta molti anni dopo, quando della febbre in sé nessuno si ricorda più.
Da dove arriva
Tutto comincia da una faringite causata dallo streptococco beta-emolitico di gruppo A. La gola guarisce, ma dopo due-quattro settimane, a volte fino a cinque, compare una malattia del tutto diversa: con febbre, articolazioni doloranti e a volte il cuore coinvolto.
La colpa non è del microbo: quando tutto comincia, di solito non è più nell'organismo. La colpa è della risposta immunitaria. Alcune proteine dello streptococco assomigliano a proteine proprie dell'uomo: quelle delle membrane e delle valvole del cuore, delle articolazioni, della pelle e di certe aree del cervello. Gli anticorpi prodotti contro l'infezione scambiano quei tessuti per estranei e cominciano ad attaccarli. Per questo l'infiammazione compare contemporaneamente in più sedi senza alcun legame fra loro.
Non si ammalano affatto tutti coloro che hanno avuto una faringite streptococcica: si tratta di pochi casi su molte migliaia, e perché proprio quelle persone non è del tutto chiaro; l'ereditarietà ha un suo ruolo. Colpisce soprattutto bambini e adolescenti, all'incirca fra i cinque e i quindici anni. In Europa è diventata rara da quando il mal di gola si cura con gli antibiotici, ma nel mondo resta una causa frequente di malattia cardiaca nei giovani.
Curare in tempo il mal di gola la previene
È la cosa più utile di tutta questa pagina. La febbre reumatica è una delle poche condizioni gravi che si prevengono davvero con una cura semplice e breve al passaggio precedente.
Con una precisazione importante: gli antibiotici non servono per qualunque mal di gola. La maggior parte delle faringiti è virale, l'antibiotico non ha effetto e prenderlo senza criterio fa danno. La domanda è un'altra: se quella faringite sia streptococcica o no. Depongono per lo streptococco la febbre alta, le placche sulle tonsille e i linfonodi del collo ingrossati e dolenti, insieme all'assenza di raffreddore e tosse. La risposta certa la dà un tampone faringeo o un test rapido eseguito in ambulatorio.
Se lo streptococco è confermato e il medico prescrive un antibiotico, da lì in poi conta una cosa sola: il ciclo va portato a termine. La gola smette di far male in un paio di giorni, ed è proprio lì che le compresse vengono abbandonate. Ma ciò che protegge dalla febbre reumatica non è il sollievo dei sintomi, bensì l'eliminazione completa dello streptococco, e per questo serve tutto il periodo prescritto. Un ciclo interrotto lascia esattamente la situazione da cui la malattia nasce.
Un altro motivo per non rimandare: la terapia iniziata anche qualche giorno dopo la comparsa del mal di gola previene comunque la febbre reumatica. Perciò se la faringite si prolunga, ha senso andare dal medico anche al quarto o al quinto giorno.
Come si riconosce
Due-quattro settimane dopo la faringite compare un insieme di segni, di cui il più caratteristico è il comportamento delle articolazioni.
- Dolore migrante nelle grandi articolazioni. Un'articolazione si gonfia, arrossa e fa così male che è difficile sfiorarla, e dopo un giorno o due si calma mentre lo stesso comincia in un'altra. Le più colpite sono caviglie, ginocchia, polsi e gomiti. Proprio questo «spostarsi» da un'articolazione all'altra nel giro di pochi giorni distingue la febbre reumatica da un'artrite comune e quasi non si vede in altre malattie.
- Febbre, debolezza, mancanza di appetito, sudorazione.
- Fiato corto, cardiopalmo, dolore o oppressione al petto e stanchezza rapida con lo sforzo abituale: sono segni che il cuore è coinvolto.
- Noduli sodi e indolori sotto la pelle, grandi come un pisello, di solito sui gomiti, sulle ginocchia, sulla nuca o lungo la colonna.
- Un'eruzione rosa pallido ad anelli o a linee ondulate sul tronco e alla radice degli arti, senza prurito, che compare e scompare. Sulla pelle scura si vede appena.
- Movimenti ampi e involontari, di cui si parla a parte più avanti.
La diagnosi si pone con l'insieme di questi segni più gli esami: indici di infiammazione, prova di un'infezione streptococcica recente e sempre un ecocardiogramma, perché il cuore può essere coinvolto senza dare alcun disturbo.
La corea: movimenti scambiati per capricci
È il segno più sottovalutato, e conviene che lo conoscano i genitori e gli insegnanti.
La corea compare più tardi del resto, a volte mesi dopo il mal di gola, quando il legame non è più evidente. Al bambino vengono movimenti improvvisi, ampi e aritmici di mani, piedi e viso, che non riesce né a prevedere né a fermare: fa smorfie, lascia cadere gli oggetti, gli peggiora la scrittura, il passo diventa goffo. I movimenti aumentano con l'emozione e scompaiono nel sonno. Insieme cambia l'umore: pianto facile, irritabilità, distrazione, rendimento scolastico in calo.
Da fuori assomiglia moltissimo a fare le boccacce, a un tic nervoso o a «ha cominciato a fare lo scemo», e i bambini vengono rimproverati per questo a casa e a scuola, a volte per mesi. In realtà è la manifestazione neurologica della febbre reumatica, e il bambino non può controllarla con la sola volontà.
Conta anche il fatto che la corea può essere l'unica manifestazione della malattia: a quel punto non ci sono più né articolazioni doloranti né febbre. Perciò qualsiasi movimento involontario nuovo in un bambino è motivo per farlo vedere a un medico, non per rimproverarlo. La corea di per sé passa in qualche mese e non lascia tracce, ma a quel momento il cuore può essere già coinvolto e va controllato.
Quando serve aiuto con urgenza
Si chiama l'ambulanza (in Europa il numero unico 112) se compaiono:
- fiato corto a riposo, o tale da non permettere di stare sdraiati e da costringere a mettersi seduti;
- dolore intenso al petto;
- battito rapido o irregolare con vertigini, oppure perdita di coscienza;
- gonfiore crescente delle gambe e dell'addome insieme al fiato corto.
Bisogna arrivare dal medico in giornata, senza rimandare, se un bambino o un adulto dopo una faringite recente ha dolore e gonfiore alle articolazioni con febbre, se un'articolazione è diventata calda e violentemente dolorosa, se sono comparsi movimenti involontari o se chi ha già avuto la febbre reumatica si ammala di nuovo di mal di gola. Una singola articolazione calda con febbre alta si valuta sempre con urgenza anche per un altro motivo: così può presentarsi un'infezione purulenta dell'articolazione, che è un'altra malattia e richiede un intervento immediato.
Come si cura
La cura ha tre parti, e servono tutte e tre insieme.
La prima è un antibiotico per eliminare lo streptococco, anche se la gola non fa male da tempo. La seconda è il trattamento antinfiammatorio: di solito farmaci antinfiammatori non steroidei, che tolgono in fretta il dolore articolare e la febbre; se l'infiammazione del cuore è grave si ricorre ai cortisonici. La terza è il riposo: lo sforzo fisico viene limitato e, con il cuore coinvolto, si sta a letto finché l'infiammazione non si spegne. Per la corea si aggiungono a volte farmaci che riducono i movimenti involontari.
Le articolazioni guariscono del tutto e non restano mai deformate: è una differenza importante rispetto ad altre artriti. La fase acuta dura in media circa tre mesi, a volte di più. Dopo di essa la persona si sente bene, ed è qui che comincia la parte più spesso sottovalutata.
Che cosa succede al cuore
L'infiammazione della febbre reumatica raggiunge le valvole cardiache, soprattutto la mitrale e più di rado l'aortica. Finché dura la fase acuta si può non avvertire nulla. Ma dove c'è stata l'infiammazione si forma via via tessuto cicatriziale: i lembi della valvola si ispessiscono, si deformano e si saldano fra loro. La valvola smette di aprirsi del tutto oppure di chiudersi ermeticamente, e il cuore deve lavorare sotto carico.
La caratteristica decisiva è il tempo. Il danno valvolare si costruisce in anni, a volte in decenni, e per tutto quel periodo la persona sta bene. I primi disturbi arrivano quando il cuore non ce la fa più: fiato corto sotto sforzo e poi a riposo, stanchezza, irregolarità del ritmo, caviglie gonfie verso sera. Non di rado è proprio allora che si scopre che all'origine c'era un mal di gola dell'infanzia.
Da qui una conclusione pratica: dopo una febbre reumatica bisogna restare in controllo cardiologico e ripetere periodicamente l'ecocardiogramma, per tutta la vita e non solo il primo anno. Se il danno valvolare si forma, si cura: oggi una valvola si può dilatare, riparare o sostituire, e prima lo si fa, migliore è il risultato. Un'altra cosa utile da sapere: una valvola alterata si infetta più facilmente se dei batteri entrano nel sangue, perciò per chi ha una valvulopatia reumatica denti sani e visite odontoiatriche regolari contano in modo particolare.
Perché gli antibiotici si prendono ancora per anni
È la parte che molti non conoscono o abbandonano a metà. Dopo una febbre reumatica l'antibiotico non si prescrive come ciclo breve, ma per anni, come profilassi continuativa.
Il ragionamento è questo. In chi ha avuto la malattia una volta, il sistema immunitario reagisce allo streptococco nello stesso modo sbagliato. Qualsiasi nuova faringite streptococcica può scatenare un altro episodio, e ognuno danneggia le valvole più del precedente. Il cuore soffre non tanto per la prima volta quanto per le repliche. La profilassi le interrompe.
Si fa con iniezioni di un antibiotico a lunga durata d'azione ogni poche settimane oppure con compresse quotidiane; la scelta si discute con il medico, e le iniezioni sono di solito più affidabili perché non dipendono dal ricordarsene. La durata dipende dal coinvolgimento del cuore e dall'età: si misura in anni e, con una valvulopatia già stabilita, può essere a vita. Tempi e farmaci precisi sono indicati nelle raccomandazioni nazionali e ve li dirà il vostro medico.
L'errore più frequente è semplice: la persona si sente bene e smette. Ma la profilassi funziona proprio perché la persona sta bene: non cura, impedisce alla malattia di tornare. Prima di sospenderla se ne parla sempre con il medico. E dite sempre di aver avuto la febbre reumatica a qualunque medico e a qualunque dentista vi rivolgiate.
Consulto online
Il motivo più utile per rivolgersi al medico è il primo in ordine di tempo: fa male la gola e non è chiaro se serva un antibiotico. Il medico chiederà della febbre, delle placche, della tosse e del raffreddore, valuterà quanto è probabile lo streptococco e dirà se conviene fare un tampone e con quale urgenza. È uno di quei casi in cui una conversazione breve cambia davvero l'esito.
A distanza si chiarisce bene anche il resto: che cosa significano gli esami già fatti, come funziona la profilassi prolungata se è stata prescritta e quando va ripetuto l'ecocardiogramma. Se un bambino ha movimenti involontari o se dopo una faringite si gonfiano le articolazioni, serve una visita di persona in giornata, e davanti ai segni dell'elenco qui sopra, l'ambulanza.
Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.
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