In questa pagina
Medicinali comunemente utilizzati per Gastroparesi
Solo a scopo informativo. Consulta sempre un medico prima di assumere qualsiasi medicinale.
Forma farmaceutica: TABLET, 10 mgPrincipio attivo: domperidoneProduttore: Esteve Pharmaceuticals S.A.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: ORAL SOLUTION/SUSPENSION, 1 mg/mlPrincipio attivo: metoclopramideProduttore: Kern Pharma S.L.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: TABLET, 10 mgPrincipio attivo: domperidoneProduttore: Towa Pharmaceutical S.A.Prescrizione richiesta
Uno stomaco sano non si limita a custodire il cibo: lo macina e lo spinge avanti a piccole dosi, nel duodeno. Funziona come un mulino con dosatore: la parete si contrae a onde, il piloro si socchiude quel tanto che basta a lasciar passare la massa triturata e nel giro di qualche ora lo stomaco è vuoto. Nella gastroparesi il mulino gira svogliato: ostacoli non ce ne sono, il passaggio è libero, eppure il contenuto ristagna. Da qui i disturbi: senso di pietra dopo due cucchiaiate, nausea, vomito di ciò che si è mangiato il giorno prima. La diagnosi viene posta meno spesso di quanto il problema si presenti, perché i sintomi si scambiano facilmente per uno «stomaco nervoso» o per una riacutizzazione di gastrite.
Che cosa succede dentro lo stomaco
Il ritmo delle contrazioni gastriche è dettato da particolari cellule segnapassi nella parete dell'organo e dal nervo vago, che scende dal cervello. Se il nervo è danneggiato e le cellule segnapassi si sono ridotte, la coordinazione si perde: il fondo dello stomaco si rilassa male per accogliere il cibo, le onde di contrazione si indeboliscono e il piloro, al contrario, va in spasmo. Il cibo solido resta dentro ore più del dovuto.
È importante capire in che cosa questo differisce da un'occlusione meccanica. Con un tumore, una cicatrice da vecchia ulcera o una compressione dall'esterno il quadro dei disturbi è quasi identico, ma lì esiste una barriera fisica e l'approccio terapeutico è del tutto diverso. Ecco perché la diagnosi di gastroparesi non si pone mai sui soli sintomi: prima ci si accerta che l'uscita dallo stomaco sia libera.
Come si avverte
Tutti i disturbi sono legati ai pasti e crescono verso sera, quando nella giornata si sono accumulate più porzioni non digerite.
- Sazietà dopo poche cucchiaiate, con l'impossibilità di finire il solito piatto.
- Nausea che si trascina per ore e dipende poco da che cosa si è mangiato.
- Vomito, a volte di cibo ingerito molte ore o perfino un giorno prima: segno inconfondibile di ristagno.
- Gonfiore e tensione nella parte alta dell'addome, talvolta visibile a occhio.
- Bruciore ed eruttazioni: il contenuto trattenuto preme verso l'alto e refluisce nell'esofago.
- Dolore sordo alla bocca dello stomaco, di rado forte ma sfiancante per la sua costanza.
- Calo di peso, disidratazione e carenze vitaminiche, se la cosa va avanti per mesi.
Chi ha il diabete presenta un tratto in più, facile da non cogliere: la glicemia comincia a comportarsi in modo imprevedibile. L'insulina viene iniettata prima del pasto, ma il cibo arriva all'intestino in ritardo, così il glucosio prima scende e poi risale di colpo. Un'altalena inspiegabile in una persona che non ha cambiato nulla della terapia è un motivo per pensare proprio allo stomaco.
Quando non si può aspettare
Chiami l'ambulanza se compare anche solo uno di questi segni:
- dolore addominale improvviso e intenso;
- vomito con sangue o con materiale scuro simile a fondi di caffè;
- vomito con odore di contenuto intestinale, che indica un'occlusione;
- da più di un giorno non riesce a trattenere nemmeno l'acqua, ha la bocca secca, urina pochissimo e le gira la testa quando si alza.
In Spagna, Italia, Portogallo, Polonia e Ucraina l'ambulanza si chiama con il numero unico europeo 112. Tutto il resto — nausea ostinata, vomito ripetuto, calo di peso, una tumefazione palpabile nell'addome — non richiede l'ambulanza, ma richiede un medico nei giorni successivi e non fra sei mesi.
Perché lo stomaco rallenta
La causa non sempre si riesce a individuare: una quota notevole dei casi resta senza spiegazione e viene detta idiopatica. Alcuni cominciano in modo acuto, dopo una comune infezione intestinale, e col tempo si attenuano poco a poco.
Fra le cause note il primo posto spetta al diabete. Anni di glicemia alta danneggiano i nervi sottili, compresi quelli che governano lo stomaco, con lo stesso meccanismo che colpisce i piedi e gli occhi. La seconda causa frequente è un intervento chirurgico in cui il nervo vago sia stato leso: operazioni sull'esofago, sullo stomaco e a volte sul polmone o sul cuore.
Merita una revisione a parte l'elenco dei farmaci, perché qui tutto è reversibile. Rallentano lo stomaco gli antidolorifici oppioidi, i farmaci ad azione anticolinergica, parte degli antidepressivi, alcuni trattamenti per la pressione, i medicinali per la malattia di Parkinson e anche i moderni farmaci per il calo di peso e per il diabete del gruppo degli agonisti del recettore del peptide simile al glucagone, per i quali frenare lo svuotamento fa parte del meccanismo d'azione. Se i disturbi sono iniziati poco dopo una nuova prescrizione, è la prima cosa da discutere con il medico di famiglia.
Più di rado dietro ci sono malattie sistemiche: sclerodermia e altre connettiviti, malattia di Parkinson, sclerosi multipla, amiloidosi. Anche la carenza di ormoni tiroidei frena la digestione e per giunta si corregge del tutto. Esiste poi una possibilità rara ma importante: un quadro simile può essere la prima manifestazione di un tumore, sia nello stomaco stesso o nel pancreas sia a distanza, quando il tumore innesca un attacco autoimmune contro i plessi nervosi dell'intestino. Proprio per scenari del genere una gastroparesi a esordio improvviso in chi non ha diabete né interventi alle spalle viene indagata seriamente.
Come si conferma
Prima si esclude tutto il resto. Si eseguono esami del sangue: glicemia ed emoglobina glicata, ormoni tiroidei, indici di infiammazione, ferro ed elettroliti. Poi si verifica che l'uscita dallo stomaco sia libera, e per questo si fa una gastroscopia, talvolta integrata da un'ecografia addominale o da una tomografia computerizzata.
Se ostacoli non ce ne sono, si misura la velocità di svuotamento. Il metodo principale è la scintigrafia: lei consuma un pasto standard con un marcatore sicuro e l'apparecchio conta per alcune ore quanto ne resta nello stomaco. Esistono anche una variante con breath test e una capsula che percorre il tubo digerente trasmettendo dati. Alla prova ci si prepara: si sospendono in anticipo i farmaci che agiscono sulla motilità e, in caso di diabete, si riporta la glicemia alla norma, perché un glucosio alto rallenta di per sé lo stomaco e falsa il risultato.
Cibo che passa più facilmente
L'alimentazione nella gastroparesi non è una misura accessoria ma la base della cura, e rende più della maggior parte delle compresse.
- Faccia quattro-sei piccoli pasti al giorno invece dei tre abituali: un volume ridotto lo stomaco lo spinge più volentieri.
- Riduca i grassi nei cibi solidi, perché sono ciò che ritarda di più lo svuotamento. In forma liquida il grasso si tollera assai meglio, e questo aiuta quando servono calorie.
- Diminuisca la fibra insolubile più grossolana: bucce, crusca, verdure filacciose, legumi, frutta secca. Non si tratta di rinunciare alla verdura, ma di cuocerla e frullarla.
- Nelle giornate peggiori passi a passati, minestre e bevande: i liquidi escono dallo stomaco anche quando il solido resta fermo.
- Mastichi lentamente, beva a piccoli sorsi e per almeno un'ora dopo il pasto non si sdrai: meglio una passeggiata.
- Elimini le bevande gassate, i superalcolici e il fumo: tutto ciò aggiunge gonfiore e ristagno.
Sulla fibra vale la pena spendere una parola a parte. In uno stomaco che ristagna le fibre a volte si compattano in una massa densa, il bezoar, che a sua volta ostacola il passaggio del cibo e talora va rimosso per via endoscopica. Perciò il consiglio di «mangiare più fibra», valido per quasi tutti, qui è dannoso. Se il peso cala, chieda l'invio a un dietista: scegliere gli integratori nutrizionali e calcolare se le bastano proteine, ferro e vitamine è difficile da soli.
Farmaci e interventi
Le possibilità farmacologiche sono più modeste di quanto si vorrebbe, e quasi tutti i medicinali hanno limiti di durata.
- I procinetici accelerano il transito del cibo. La metoclopramide si prescrive in cicli brevi, perché un uso prolungato può provocare movimenti involontari persistenti. Il domperidone agisce meno sul cervello, ma richiede attenzione al ritmo cardiaco e neppure lui è pensato per anni. A basse dosi si impiega anche uno degli antibiotici macrolidi, sebbene il suo effetto si esaurisca col tempo.
- Gli antiemetici alleviano la nausea, ma non accelerano lo stomaco. Si scelgono in base alla tollerabilità e, anche qui, tenendo d'occhio il ritmo cardiaco.
- Il controllo del dolore è un punto delicato. Gli oppioidi sembrano la scelta logica, ma rallentano ancora di più lo stomaco e chiudono la persona in un circolo vizioso. Si ricorre ad altre strade, fra cui basse dosi di farmaci che modificano la percezione del dolore.
- Nel diabete si parte dalla glicemia: controllo del glucosio e svuotamento gastrico si condizionano a vicenda, e non si sistema l'uno senza l'altro.
Quando tutto ciò non basta si parla di procedure. L'iniezione di tossina botulinica nel piloro viene praticata, ma gli studi ampi non ne hanno confermato l'utilità e il metodo resta discusso. La sezione endoscopica del muscolo pilorico aiuta una parte dei pazienti, soprattutto quelli con spasmo pilorico marcato. Esiste inoltre uno stimolatore gastrico impiantabile, che riduce soprattutto nausea e vomito. Nei casi più gravi si posiziona una sonda nell'intestino tenue, bypassando lo stomaco, perché la persona non perda peso e non si disidrati.
Consulto online
La gastroparesi è proprio una di quelle diagnosi in cui il consulto a distanza rende molto. Il medico esaminerà come i disturbi si legano ai pasti e in quale momento della giornata mordono di più, scorrerà l'elenco dei suoi farmaci e individuerà quelli che possono aver rallentato lo stomaco, spiegherà da quali accertamenti si comincia e perché prima di tutto si esclude un'occlusione. Un lavoro a sé è l'alimentazione: ripercorrere insieme una giornata qualsiasi, capire dove il cibo è troppo grasso o troppo grossolano, costruire uno schema per la settimana e decidere se servono integratori. Online è comodo condurre anche la terapia: sorvegliare la tolleranza ai procinetici, discutere per tempo la durata del ciclo, nel diabete esaminare le curve glicemiche e gli orari dell'insulina, decifrare il referto della scintigrafia e preparare le domande per il gastroenterologo. Questo formato non serve in un caso soltanto: quando il vomito contiene sangue, quando l'addome si contrae all'improvviso o quando da due giorni non trattiene liquidi. Allora occorre essere visti di persona, e in fretta.
Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.
Medici online per Gastroparesi
Parla con un medico di sintomi, possibili opzioni di trattamento e dei prossimi passi per Gastroparesi.














