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Medicinali comunemente utilizzati per Giardiasi
Solo a scopo informativo. Consulta sempre un medico prima di assumere qualsiasi medicinale.
Forma farmaceutica: INJECTABLE PERFUSION, 5 mg/mlPrincipio attivo: metronidazoleProduttore: Laboratorios Serra Pamies S.A.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: INJECTABLE INFUSION, 500 mgPrincipio attivo: metronidazoleProduttore: B Braun Medical S.A.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: TABLET, 250 mgPrincipio attivo: metronidazoleProduttore: Laboratorios Fidia Farmaceutica S.L.Prescrizione richiesta
La giardia è un parassita formato da una sola cellula che si insedia nell'intestino tenue e gli impedisce di assorbire grassi e zuccheri. La malattia che ne deriva non è clamorosa, ma è ostinata: scariche liquide dall'odore penetrante, un gonfiore che tende la pancia, eruttazioni che fanno voltare la testa dall'altra parte mentre si parla e qualche chilo perso senza accorgersene. La terapia dura pochi giorni; quello che si allunga sono i dubbi successivi, e il più frequente riguarda il motivo per cui la pancia impiega tanto a calmarsi. A questo è dedicata più avanti una sezione intera.
Come la giardia arriva nell'intestino
Il parassita esce con le feci di una persona o di un animale infetti sotto forma di cisti, capsule resistenti che restano vive per settimane in acqua fredda. La clorazione abituale le scalfisce appena, per cui l'acqua del rubinetto nei paesi con acquedotti poco affidabili e l'acqua delle piscine sono fonti reali e non teoriche. Ci si contagia così:
- bevendo da un ruscello, da un pozzo o da una sorgente e, in viaggio, dal rubinetto o con il ghiaccio nel bicchiere;
- facendo il bagno in un lago, in un fiume o in piscina e ingoiando qualche sorso;
- mangiando verdure, erbe aromatiche o frutti di bosco lavati con quell'acqua, oppure un piatto preparato da chi non si è lavato le mani dopo il bagno;
- vivendo accanto a un malato: asciugamano condiviso, vasino, maniglie, asilo nido e scuola materna;
- nei rapporti sessuali con contatto orale o anale.
La dose infettante è minima, bastano una decina di cisti, ed è per questo che l'infezione gira con tanta facilità dentro una casa o una classe. Un cane, un vitello o un castoro possono essere la fonte in teoria, ma di solito ci si contagia da altre persone e dall'acqua: cercare il colpevole fra gli animali domestici porta raramente da qualche parte.
Che cosa si avverte
Fra il contagio e i primi disturbi passano una o due settimane. Poi compaiono:
- scariche frequenti dall'odore acido molto marcato, spesso untuose e difficili da mandare via con l'acqua;
- gonfiore e gorgoglii, con dolore crampiforme nella parte alta dell'addome;
- eruttazioni che sanno di uovo marcio, un dettaglio che i pazienti descrivono quasi con le stesse parole;
- nausea, rifiuto dei cibi grassi, appetito che se ne va;
- calo di peso e spossatezza quando la cosa va avanti da più di qualche giorno.
Conta altrettanto ciò che la giardiasi non fa. Sangue e muco nelle feci, febbre alta e stimoli continui e dolorosi non sono la sua grafia: davanti a quei disturbi il medico cercherà un'altra causa. C'è poi una caratteristica scomoda: una persona infetta può non avvertire assolutamente nulla e continuare a eliminare cisti per mesi. È esattamente così che l'infezione si mantiene nelle famiglie e negli asili.
Nei bambini tende a durare di più. Qui a preoccupare non è la diarrea in sé, ma la curva di peso e statura che si appiattisce: un intestino occupato dal parassita non restituisce al bambino quello che mangia.
Quando farsi visitare senza rimandare
Meglio essere visti in giornata se:
- la diarrea supera la settimana o ritorna proprio quando sembrava finita;
- compaiono segni di disidratazione: urina scarsa e scura, bocca asciutta, capogiro nell'alzarsi; nel bambino pianto senza lacrime, fontanella infossata, sonnolenza insolita;
- c'è sangue nelle feci, le scariche diventano nere, sale la febbre oppure il dolore addominale è forte e non dà tregua;
- il peso cala in modo evidente o un bambino ha smesso di crescere;
- siete in gravidanza, assumete farmaci che abbassano le difese o state facendo una terapia oncologica.
L'ambulanza, in Europa attraverso il numero unico 112, serve per altro: quando la persona non si riesce a svegliare o è confusa, quando il vomito continuo non lascia trattenere nemmeno un sorso d'acqua, quando l'addome diventa duro come una tavola e il dolore è insopportabile. Tutto il resto è lavoro di una visita normale, e chiamare l'emergenza per questo non è soltanto inutile: rimanda la cura che serve davvero.
Come si conferma la diagnosi
Si esaminano le feci. Le cisti vengono eliminate a ondate e non in modo costante, perciò un singolo risultato negativo non esclude nulla: di norma si consegnano due o tre campioni in giorni diversi. Più affidabili della microscopia classica sono i test che cercano nelle feci l'antigene del parassita o il suo materiale genetico; se disponibili, si comincia da lì.
Merita un capoverso a sé ciò che invece non serve. L'esame del sangue con gli anticorpi contro la giardia, che qualche laboratorio privato propone volentieri, non consente di fare la diagnosi: gli anticorpi restano a lungo dopo un'infezione ormai guarita e mancano in parecchi di quelli che ce l'hanno adesso. Le terapie prescritte sulla base di quell'unico referto sono la cura inutile più ripetuta in questa malattia.
Se i disturbi persistono mentre gli esami delle feci restano cocciutamente negativi, il medico può proporre un'endoscopia con prelievo del contenuto duodenale oppure un ciclo di prova. È una decisione che si prende in visita, non da soli.
Con che cosa si cura
La giardia non è un batterio e i comuni antibiotici non la toccano. Si usano antiparassitari con ricetta, di solito del gruppo dei nitroimidazoli, e ci sono alternative per chi non migliora con il primo o lo tollera male. Il ciclo è breve, di norma pochi giorni.
Conviene saperlo in anticipo:
- sapore metallico in bocca, nausea e mal di testa accompagnano spesso la terapia e se ne vanno insieme al ciclo;
- l'alcol non si mescola ai nitroimidazoli: la reazione può essere pesante, e l'astensione va prolungata di qualche giorno oltre l'ultima compressa;
- in gravidanza la scelta del farmaco e il momento di iniziare li decide il medico, e un quadro lieve a volte si gestisce aspettando;
- i conviventi vengono studiati e curati se hanno disturbi; quando l'infezione gira in tondo dentro casa, si trattano anche quelli che non sentono nulla.
Una parte dei pazienti non guarisce con il primo ciclo: allora lo si ripete, si cambia farmaco o se ne associano due. È un decorso previsto, non il segnale di qualcosa di grave.
Perché la pancia non si calma subito
La diarrea può proseguire quando il parassita non c'è più, e quasi sempre una spiegazione esiste.
- Intolleranza al latte. La giardia danneggia i villi dell'intestino tenue e l'enzima che scinde lo zucchero del latte impiega settimane, a volte mesi, a riprendersi. In quel periodo il latte da solo gonfia e slega. Basta toglierlo per un po' e reintrodurlo gradualmente; i formaggi stagionati e i fermentati di solito si tollerano.
- Intestino irritabile dopo l'infezione. Le scariche restano imprevedibili e la pancia brontola anche con esami puliti. Passa con il tempo.
- Nuovo contagio. Se la fonte è l'acqua di casa o un convivente non curato, tutto ritorna nel giro di qualche settimana.
- Resistenza al primo farmaco. Si risolve cambiando schema.
E una causa va nominata senza giri di parole, per quanto sia rara. Una giardiasi che ritorna in continuazione, o che non cede dopo due cicli di fila, può essere il primo segno visibile di una carenza di anticorpi: deficit selettivo di IgA o immunodeficienza comune variabile. In un bambino che per giunta non cresce di peso si cercano altre cause di cattivo assorbimento, fra cui la celiachia e la fibrosi cistica. Perciò una giardiasi cocciuta è un motivo per allargare gli accertamenti, non per cercare una pastiglia più forte.
Che cosa fare a casa e come non contagiare gli altri
La cura domestica principale è bere. Poco e spesso; in farmacia si trovano le bustine per la soluzione reidratante, che con scariche frequenti valgono più dell'acqua semplice. Il riferimento è semplice: l'urina deve essere chiara. Il cibo è quello di sempre, secondo l'appetito, senza grassi e senza fretta. Al lattante si continua a dare seno o biberon come al solito.
Perché l'infezione non faccia il giro della casa:
- lavatevi le mani con acqua e sapone dopo il bagno e prima dei pasti; il gel alcolico non distrugge le cisti e qui non sostituisce nulla;
- tenete un asciugamano personale e lavate la biancheria a temperatura alta;
- pulite il pulsante dello sciacquone, i rubinetti, le maniglie e l'asse del water;
- finché c'è diarrea, non cucinate per gli altri;
- restate a casa e tenete il bambino lontano dal nido finché non sono passati due giorni dall'ultima scarica liquida;
- niente piscina per due settimane dopo la guarigione: le cisti si eliminano anche quando ci si sente benissimo;
- in viaggio bevete acqua in bottiglia o bollita, rifiutate il ghiaccio e sbucciate voi la frutta.
Consulto online
A distanza si risolvono bene due cose. La prima è se valga la pena cercare la giardia: il medico ripercorre l'aspetto delle scariche, che cosa avete mangiato e bevuto nelle ultime settimane, dove siete stati in viaggio e chi altro sta male in casa, poi indica quali esami delle feci hanno senso e su quali spendereste i soldi per nulla. La seconda è che cosa fare con una pancia che non si è calmata dopo la terapia: è proprio lì che si accumulano farmaci superflui invece di chiarire la causa. È anche il momento buono per rileggere insieme esami già eseguiti. I segni di disidratazione in un bambino e il dolore addominale forte e continuo non si valutano attraverso uno schermo: quelli richiedono una visita di persona.
Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.
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