Herpes labiale
Le vescicole sul labbro sono note più o meno a un adulto su due. Di solito sono fastidiose, antiestetiche e del tutto innocue: in una decina di giorni se ne…
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Medicinali comunemente utilizzati per Herpes labiale
Solo a scopo informativo. Consulta sempre un medico prima di assumere qualsiasi medicinale.
Forma farmaceutica: TABLET, 200 mgPrincipio attivo: aciclovirProduttore: Towa Pharmaceutical S.A.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: TABLET, 125 mgPrincipio attivo: famciclovirProduttore: Towa Pharmaceutical S.A.Prescrizione richiesta
Le vescicole sul labbro sono note più o meno a un adulto su due. Di solito sono fastidiose, antiestetiche e del tutto innocue: in una decina di giorni se ne vanno da sole, e l'unica cosa che davvero si chiede è di non seminare il virus in giro. Ma la stessa piccola piaga ha alcune situazioni in cui smette di essere una questione estetica: l'occhio, la pelle di chi soffre di eczema e un neonato. Di questo parla la parte finale del testo, ed è quella che conta di più.
Come procede, giorno per giorno
Il copione è quasi sempre lo stesso, e lo si riconosce prima ancora che si veda qualcosa:
- prima compare sul labbro o accanto un formicolio, un prurito, un bruciore o una sensazione di pelle tirata, che dura da qualche ora a un giorno: è il momento migliore per intervenire;
- poi la zona arrossa e nel giro di due giorni spuntano piccole vescicole, di solito a grappolo;
- le vescicole si rompono e lasciano un'erosione umida: è la fase più contagiosa;
- sopra si forma una crosta che tira e si screpola, soprattutto quando si allarga il labbro;
- la crosta cade e la pelle sotto si ricompone senza cicatrice.
L'intero ciclo dura circa dieci giorni, a volte due settimane. Il primo incontro della vita con il virus può essere più pesante: febbre, dolori diffusi, linfonodi ingrossati sotto la mandibola. Nei bambini quel primo incontro ha spesso tutt'altro aspetto: non una piaghetta sul labbro, ma ulcere sparse per tutta la bocca con le gengive gonfie e sanguinanti.
Somiglia, ma è un'altra cosa
Intorno alla bocca spunta di tutto, e ogni cosa si tratta a modo suo:
- un nodulo rosso e dolente con la testa di pus: un normale brufolo o un foruncolo;
- un'ulcera biancastra sul versante interno del labbro o della guancia, o sulla lingua: un'afta, con cui il virus non c'entra nulla;
- ragadi e umidità esattamente agli angoli della bocca: la cheilite angolare, dietro la quale stanno di solito un fungo, la saliva e una carenza di ferro o di vitamine del gruppo B;
- vescicole e piaghe che in un bambino si coprono in fretta di una crosta color miele: impetigine, un'infezione batterica con una cura tutta sua;
- prurito, gonfiore e un'eruzione fine su tutta la zona delle labbra dopo un rossetto o un dentifricio nuovo: una reazione da contatto;
- una piaga o un indurimento fermo nello stesso punto da mesi, che non si chiude e ogni tanto sanguina: quello di sicuro non è herpes e va fatto vedere.
Perché torna ogni volta
Il colpevole è il virus dell'herpes simplex, quasi sempre di tipo 1. La maggior parte delle persone lo incontra già da bambina, con il bacio di un parente o un cucchiaio e una tazza in comune. Dopo quel primo incontro il virus non se ne va: si stabilisce in un ganglio nervoso alla base del cranio e vive lì per tutta la vita senza dare segno di sé.
Ogni tanto qualcosa lo risveglia e lui ridiscende lungo il nervo fino allo stesso tratto di labbro. Da qui la costanza del punto: ognuno ha il suo angolo di bocca preferito. A spingerlo fuori sono un raffreddore o una febbre qualsiasi, il sole forte e le lampade abbronzanti, il vento e il gelo, il sonno scarso e lo stress, il ciclo, un intervento dal dentista, un trauma al labbro e le terapie che abbassano le difese. C'è chi ha due episodi in tutta la vita e chi ne ha diversi all'anno; con gli anni di solito si diradano.
Finché non è guarito, si contagia
Il contagio comincia con il primo formicolio e dura fino a quando la pelle si è chiusa del tutto, non fino a quando le vescicole si asciugano. Il virus passa con facilità sia agli altri sia alla propria pelle: a un dito, a una palpebra, ai genitali.
- Lavarsi le mani ogni volta che si tocca la lesione, e meglio ancora non toccarla affatto se non per applicare la crema.
- Niente baci finché la crosta non è caduta.
- Rimandare il sesso orale: il virus del labbro provoca l'herpes genitale.
- Non prestare rossetto, burrocacao, asciugamano, bicchiere o posate.
- Non strofinarsi gli occhi né maneggiare le lenti a contatto con quelle stesse mani.
E a parte, senza eccezioni: non baciare un neonato e non lasciare che lo baci chi ha una lesione sul labbro. In un bambino delle prime settimane l'herpes può non restare sulla pelle e interessare tutto l'organismo, e questa è una condizione che mette in pericolo la vita. Se in casa qualcuno ha una lesione, fino alla guarigione niente baci, mani lavate a fondo prima di prendere in braccio il piccolo e, se la lesione è della mamma, mascherina durante la poppata.
Che cosa aiuta e che cosa meno
Nulla elimina il virus dall'organismo, perciò l'obiettivo è più modesto: accorciare l'episodio e renderlo sopportabile.
- Le creme antivirali da farmacia funzionano solo se iniziate nelle prime ore, nella fase del formicolio, prima che escano le vescicole. Allora accorciano la vicenda di circa un giorno. Spalmarle su una crosta già formata serve a poco; e vanno picchiettate, non frizionate.
- Per il dolore e il bruciore vanno bene i comuni antidolorifici senza ricetta e le creme con anestetico locale. Ai bambini non si dà aspirina.
- I cerotti non velocizzano la guarigione, ma coprono la lesione, riducono gli sfregamenti e la rendono meno visibile.
- Il burrocacao con filtro solare, d'inverno come d'estate, è la misura più sottovalutata da chi va incontro a episodi scatenati dal sole.
- Bere se la bocca fa male e mettere da parte per qualche giorno cibi acidi, salati e piccanti.
- Gli apparecchi a luce o laser venduti per l'herpes non hanno prove convincenti a favore. Di solito non fanno neppure danni, ma i soldi rendono di più in una crema antivirale.
Se gli episodi sono frequenti, il medico può prescrivere antivirali in compresse: un ciclo breve a ogni riacutizzazione oppure, quando le recidive sono davvero ostinate, una terapia prolungata per prevenirle. Le pomate cortisoniche non si mettono da sole sull'herpes: calmano l'infiammazione, ma spianano la strada al virus.
Quando smette di essere estetica
Cercare aiuto in giornata se:
- l'eruzione compare sulla palpebra, all'angolo interno dell'occhio o sulla punta del naso, oppure se l'occhio diventa rosso, lacrima, fa male, non sopporta la luce o la vista si annebbia: il virus può colpire la cornea e lasciare una cicatrice che rovina la vista, quindi si va dall'oculista senza aspettare;
- in una persona con eczema o dermatite atopica le vescicole si allargano rapidamente sulla pelle oltre il labbro, la pelle fa male e sale la febbre: è così che si presenta una complicanza grave, che va curata subito;
- si ammala un lattante di meno di tre mesi: apatia, rifiuto del seno, febbre o vescicole sulla pelle sono un'urgenza;
- le difese sono ridotte da chemioterapia, trapianto, HIV o cortisone ad alte dosi, e la lesione non si chiude o continua ad allargarsi.
Non in giornata, ma nemmeno da rimandare a lungo: farsi vedere se la lesione non ha iniziato a guarire in dieci giorni, se è insolitamente grande e dolorosa, se gli episodi si ripetono più di una volta al mese, se un bambino ha la bocca gonfia e sanguinante e rifiuta di bere, oppure se si è in gravidanza e l'episodio capita vicino al parto.
Consulto online
A distanza si risolvono proprio le domande che incalzano nelle prime ore, quando spostarsi è più scomodo. Da una fotografia e dal racconto il medico può dire se si tratta di herpes o di qualcos'altro tra quelli elencati sopra, consigliare se convenga iniziare subito la crema antivirale e, quando le recidive sono frequenti, valutare le compresse e le misure che riducono davvero il numero degli episodi. A parte si affrontano le situazioni con un neonato in casa e quelle della gravidanza. Tutto ciò che riguarda l'occhio, un'eruzione che si allarga in chi ha l'eczema o un lattante che sta male non aspetta uno schermo: si vede di persona, in giornata.
Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.
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