Incontinenza urinaria
L'incontinenza urinaria è la perdita di urina contro la propria volontà. È un problema tanto frequente da riguardare milioni di persone e tanto imbarazzante…
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- Due tipi principali, e perché è la prima domanda del medico
- Quando non è solo incontinenza
- Che cosa succede alla visita
- Esercizi del pavimento pelvico: conta più la tecnica dell'impegno
- Incontinenza da urgenza: allenare la vescica e che cosa bere
- Che altro pesa: peso corporeo, intestino, farmaci
- Quando si aggiungono farmaci e chirurgia
- Consulto online
Medicinali comunemente utilizzati per Incontinenza urinaria
Solo a scopo informativo. Consulta sempre un medico prima di assumere qualsiasi medicinale.
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L'incontinenza urinaria è la perdita di urina contro la propria volontà. È un problema tanto frequente da riguardare milioni di persone e tanto imbarazzante da raccontare che, in media, dal primo episodio alla prima visita passano diversi anni. In tutto quel tempo si comprano assorbenti, si smette di correre, si rinuncia ai viaggi e si individua il bagno appena entrati da qualche parte. Vale la pena dirlo chiaramente: l'incontinenza non è una parte inevitabile dell'invecchiare né il prezzo di aver avuto figli, si cura, e la maggior parte delle persone riesce a eliminarla o a ridurla a un fastidio minimo. Ma non si comincia dagli assorbenti, si comincia da un inquadramento: la strategia dipende dal tipo di incontinenza, e i tipi sono più di uno.
Due tipi principali, e perché è la prima domanda del medico
Quasi tutta l'incontinenza rientra in due forme, e la differenza fra loro decide tutto il resto.
- Incontinenza da sforzo: l'urina sfugge nel momento in cui la pressione sulla vescica sale di colpo, con la tosse, gli starnuti, le risate, il sollevamento di pesi, la corsa, i salti e a volte semplicemente alzandosi da una sedia. «Sforzo» qui indica il carico fisico, non i nervi. La quantità è di solito piccola, ma arriva nel momento peggiore. Dietro ci sono muscoli del pavimento pelvico e sfintere uretrale indeboliti o danneggiati: dopo il parto, dopo interventi sull'utero o sulla prostata, con il peso in eccesso, con la tosse cronica, in menopausa.
- Incontinenza da urgenza: uno stimolo improvviso e irresistibile, fra il quale e la perdita passano pochi secondi. Spesso scatta su un segnale: il rumore dell'acqua che scorre, il freddo, la chiave nella porta di casa. Fa di solito parte della vescica iperattiva, in cui il muscolo vescicale si contrae da solo, e allora si aggiunge la necessità di urinare spesso, anche di notte.
La forma mista è la più comune: ci sono entrambe e una prevale. A parte c'è l'incontinenza da rigurgito, o ritenzione cronica: la vescica non si svuota mai del tutto, si distende e l'urina gocciola di continuo; sembra di non aver finito, il getto è debole e bisogna spingere. Non è un dettaglio: una vescica sempre piena mette a rischio i reni, e va affrontata con il medico, non con gli esercizi.
Quando non è solo incontinenza
Di solito non c'è fretta e la visita si può programmare con calma. Ma alcune situazioni non aspettano.
- Sangue nelle urine, anche una volta sola, anche senza dolore. Il sangue indolore nelle urine va sempre indagato: così può annunciarsi un tumore della vescica o del rene.
- Dolore a urinare, febbre, dolore lombare: qui si parla di infezione, non di muscoli deboli. In una persona anziana un'incontinenza che peggiora all'improvviso insieme a confusione può essere l'unico segno di un'infezione delle vie urinarie.
- Incontinenza comparsa di colpo insieme a sintomi neurologici: debolezza, formicolii o perdita di sensibilità, andatura incerta, visione doppia o annebbiata. Va approfondita in fretta: a volte è così che esordiscono le malattie del sistema nervoso.
- Ritenzione con gocciolamento. Se non si riesce a urinare come si deve e nonostante questo la biancheria è sempre umida, è molto probabile un rigurgito e serve il medico in giornata. L'impossibilità totale di urinare con la vescica dolorosamente distesa è un'emergenza: la vescica va svuotata con un catetere.
- Perdita di sensibilità al perineo e alla faccia interna delle cosce, debolezza alle gambe, perdita del controllo intestinale: qui serve l'ambulanza, numero unico europeo 112, subito e senza «aspetto domattina». Questa combinazione indica una compressione dei nervi alla fine del midollo spinale, e il recupero dipende da quanto in fretta si arriva in sala operatoria.
Che cosa succede alla visita
Niente di cui vergognarsi: il medico sente queste cose ogni giorno. Le domande sono semplici — quando esattamente si perde, se si fa in tempo ad arrivare in bagno, quante volte ci si alza di notte, che cosa e quanto si beve, quali farmaci si prendono, se ci sono stati parti o interventi.
Poi di solito viene proposto un diario minzionale di tre giorni: che cosa e quanto si è bevuto, quando e quanto si è urinato, quante perdite ci sono state e che cosa le ha precedute. Compilarlo è noioso, ma è quello che più spesso fa la diagnosi: dal diario si vede subito se l'incontinenza è da sforzo o da urgenza e se al giorno entrano due litri di caffè.
La visita è breve: nelle donne ginecologica, per vedere se c'è un prolasso delle pareti vaginali e valutare come lavora il pavimento pelvico; negli uomini l'esplorazione rettale per la prostata. Le urine si esaminano sempre, per escludere infezione, sangue e zucchero. Se si sospetta uno svuotamento incompleto, dopo la minzione si fa un'ecografia per misurare il residuo: indolore e questione di un minuto. Esame urodinamico e cistoscopia non servono a tutti: si prescrivono se la cura semplice non ha funzionato o se il quadro non è chiaro.
Esercizi del pavimento pelvico: conta più la tecnica dell'impegno
Sono la base della cura nell'incontinenza da sforzo e in quella mista e funzionano nella maggior parte delle persone, a due condizioni: fatti bene e a lungo. Fatti male non danno nulla, ed è lì che ci si scoraggia.
I muscoli giusti sono quelli con cui si trattengono urina e aria. Stringeteli e osservate: pancia, glutei e cosce restano rilassati e il respiro non si blocca. Se contraete gli addominali o stringete le ginocchia, stanno lavorando altri muscoli. Si allenano contrazioni rapide e lente: alcune contrazioni brevi e secche di seguito, poi un mantenimento che si allunga poco a poco da due secondi a dieci. Un programma abituale è di circa otto contrazioni tre volte al giorno, portato avanti per almeno tre mesi.
Tre errori frequenti. Il primo è smettere dopo due settimane perché «non funziona»: i primi cambiamenti arrivano dopo un mese, un mese e mezzo, e l'effetto pieno dopo alcuni mesi. Il secondo è allenarsi interrompendo il getto in bagno; come verifica occasionale va bene, come abitudine no, perché così la vescica impara a non svuotarsi del tutto. Il terzo è procedere alla cieca. Se dopo un mese non cambia niente, o non siete sicuri di sentire quei muscoli, chiedete di essere indirizzati a un fisioterapista del pavimento pelvico: verificherà che si contragga la cosa giusta e imposterà il programma. A chi non percepisce affatto la contrazione aiutano gli apparecchi con biofeedback e l'elettrostimolazione.
Incontinenza da urgenza: allenare la vescica e che cosa bere
Anche qui gli esercizi servono, ma la cura principale è un'altra: il training vescicale. L'idea è allungare poco a poco l'intervallo fra lo stimolo e l'andata in bagno. Il percorso dura almeno sei settimane. Quando arriva lo stimolo non correte: fermatevi, stringete rapidamente il pavimento pelvico più volte, distraetevi e aspettate che l'onda passi, poi andate con calma. L'abitudine di andare «per sicurezza» fa invece danno: la vescica si abitua a volumi piccoli e reclama più spesso.
Caffeina e alcol aumentano l'urgenza, ed è la cosa più semplice da cambiare già da oggi. Il caffè pesa di più, ma la caffeina c'è anche nel tè, compreso quello verde, nella cola e negli energy drink. Molti notano l'effetto anche delle bevande gassate, dei dolcificanti e dei cibi piccanti o acidi. Toglietele una alla volta e guardate sul diario qual è la vostra.
Quello che invece non si deve fare è ridurre bruscamente i liquidi. È la prima cosa che si tenta da soli ed è un errore che peggiora tutto. L'urina concentrata irrita di più la vescica e l'urgenza diventa più frequente, non meno; in più arriva la stitichezza, che di per sé peggiora l'incontinenza. Bevete normalmente, all'incirca sei-otto bicchieri al giorno se il medico non ha detto diversamente. Se il problema sono i risvegli notturni, spostate la maggior parte dei liquidi nella prima metà della giornata, ma non rinunciate a bere.
Che altro pesa: peso corporeo, intestino, farmaci
- Perdere peso è una delle misure più efficaci nell'incontinenza da sforzo. Il grasso addominale preme sulla vescica in continuazione; anche un calo moderato riduce parecchio le perdite e a volte le elimina.
- La stitichezza peggiora tutto insieme: spingere distende il pavimento pelvico e un retto pieno preme sulla vescica. Più fibre, liquidi a sufficienza, movimento, mai rimandare lo stimolo — e parlarne con il medico se non basta.
- Fumo. La tosse cronica di chi fuma colpisce il pavimento pelvico diverse centinaia di volte al giorno, e nessun esercizio compensa questo.
- Il tipo di attività fisica. Salti, corsa e i classici addominali durante la cura conviene sostituirli con pilates, nuoto e lavoro sul core. E prima di sollevare qualcosa di pesante si contrae il pavimento pelvico e solo dopo si solleva.
- Farmaci. È proprio quello che quasi nessuno controlla da sé. Diuretici, alcuni farmaci per la pressione, sonniferi e tranquillanti, una parte degli antidepressivi e i medicinali con effetto essiccante che rendono più difficile svuotare la vescica possono provocare o peggiorare l'incontinenza. Non sospendeteli da soli: portate al medico l'elenco completo, compreso quanto comprate senza ricetta; a volte basta cambiare l'orario di assunzione o trovare un'alternativa.
- Assorbenti e biancheria assorbente sono un sostegno temporaneo, non una cura. Usarli è normale e comodo, ma se non si fa nient'altro l'incontinenza resta per sempre. E usate assorbenti urologici appositi, non quelli mestruali: sono costruiti in modo diverso e trattengono meglio l'odore.
Quando si aggiungono farmaci e chirurgia
Se in qualche mese il trattamento conservativo non ha dato abbastanza, si passa al gradino successivo, e qui le strade dei due tipi si separano del tutto.
Nell'incontinenza da urgenza si prescrivono farmaci che rilassano il muscolo vescicale: antimuscarinici o beta-3 agonisti. Non agiscono subito; l'effetto si valuta dopo circa un mese. Con gli antimuscarinici sono tipici secchezza delle fauci, stitichezza e vista annebbiata, e negli anziani possono peggiorare memoria e lucidità, per cui in età avanzata si preferisce di solito l'altro gruppo. Alle donne dopo la menopausa spesso giova l'estrogeno locale in crema o ovuli. Se le compresse non vanno bene, esistono le iniezioni di tossina botulinica nella parete vescicale e le tecniche di stimolazione dei nervi che governano la vescica.
Nell'incontinenza da sforzo il passo successivo è di solito chirurgico: interventi con sling, colposospensione, iniezioni di agenti volumizzanti e, negli uomini operati di prostata, lo sfintere artificiale. A chi non è adatto o non vuole operarsi si propone talvolta un farmaco che aumenta il tono dello sfintere. Sull'intervento due cose contano. Se avete in programma una gravidanza è più sensato rimandarlo: il parto può vanificarne il risultato. E l'uso delle reti è limitato in diversi paesi, quindi chiedete in anticipo quale materiale verrà impiegato e quali alternative esistono. Tenete la lettera di dimissione con il nome esatto dell'intervento: servirà se anni dopo qualcosa non andrà per il verso giusto.
Consulto online
Dell'incontinenza è spesso più facile parlare senza avere il medico seduto di fronte, ed è esattamente il caso in cui il consulto online abbatte la barriera principale. Dalle vostre risposte il medico capisce se si tratta di incontinenza da sforzo, da urgenza o mista, indica quali accertamenti valgono la pena e rivede con voi il diario minzionale. Mostrate senz'altro l'elenco dei farmaci che assumete: qualcuno può esserne la causa. Online è comodo controllare la tecnica degli esercizi, costruire un piano di training vescicale, decidere quali bevande togliere e valutare se è il momento di parlare di farmaci o di chirurgia. Sangue nelle urine, febbre con dolore lombare, impossibilità di urinare e incontinenza improvvisa con debolezza o perdita di sensibilità richiedono invece una visita in presenza, e urgente; la perdita di sensibilità al perineo con gambe deboli richiede l'ambulanza.
Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.
Medici online per Incontinenza urinaria
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