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Medicinali comunemente utilizzati per Influenza
Solo a scopo informativo. Consulta sempre un medico prima di assumere qualsiasi medicinale.
Forma farmaceutica: TABLET, 500 mgPrincipio attivo: paracetamolProduttore: Galenicum Vitae S.L.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: TABLET, 650 mg paracetamolPrincipio attivo: paracetamolProduttore: Viatris Pharmaceuticals S.L.U.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: TABLET, 650 mgPrincipio attivo: paracetamolProduttore: Laboratorios Normon S.A.Prescrizione non richiesta
L'influenza non è un raffreddore forte ma un'infezione diversa, con un carattere tutto suo. Il raffreddore arriva in punta di piedi: oggi pizzica la gola, domani cola il naso, dopodomani si tossicchia, ma la vita va avanti come sempre. L'influenza stende nel giro di poche ore, e chi l'ha avuta ricorda a che ora precisa si è sentito male. Nella maggior parte dei casi tutto si chiude con una settimana in casa e un paio di settimane di debolezza residua, ma in alcune persone la malattia si aggrava, e riconoscere per tempo i segnali di allarme cambia molto.
Come distinguerla dal raffreddore
Il confine netto lo traccia solo un test, ma i due quadri si somigliano poco.
- L'esordio. Il raffreddore monta in un giorno o due; l'influenza crolla addosso in poche ore.
- La febbre. Nell'influenza è alta subito, con brividi, e dura tre o quattro giorni; nel raffreddore spesso non c'è affatto.
- Che cosa fa male. Il raffreddore resta nel naso e in gola. L'influenza colpisce tutto il corpo: dolgono muscoli e articolazioni, la testa martella, gli occhi bruciano guardando di lato.
- Le forze. Con un raffreddore in genere si riesce a lavorare. Con l'influenza i primi giorni si passano a letto e non si va oltre, ed è la differenza più sincera di tutte.
- La tosse. Nell'influenza è secca e sfibrante, compare presto e dura più di ogni altro sintomo, a volte per settimane.
Nei bambini il quadro è simile, ma si aggiungono più spesso mal d'orecchio, nausea, vomito e diarrea, mentre i più piccoli semplicemente si spengono e rifiutano il cibo. Negli anziani accade il contrario: la febbre può essere modesta e passano in primo piano debolezza, confusione e riacutizzazione delle malattie croniche, per cui a quell'età l'influenza si riconosce male.
Che cosa fare a casa
Per la maggior parte delle persone non esiste né serve una cura che tronchi l'influenza: il corpo se la cava da solo, e a noi tocca facilitargli il lavoro senza fare danni.
- State a letto, soprattutto nei primi giorni, invece di reggere in piedi. Si torna all'attività per gradi, quando la febbre è scesa.
- Bevete molto: acqua, tè leggero, brodo, succhi diluiti. Il riferimento è semplice, l'urina deve restare chiara.
- Per febbre e dolori vanno bene paracetamolo o ibuprofene. Non prendete insieme il paracetamolo semplice e una bustina per il raffreddore: quasi tutte quelle miscele lo contengono, il sovradosaggio si accumula senza che ce ne si accorga ed è pericoloso per il fegato. Nei bambini la dose si calcola sul peso e non sull'età, verificandola sul foglietto illustrativo.
- A bambini e adolescenti non si dà aspirina, perché nelle infezioni virali è legata a un danno raro ma grave di fegato e cervello. Nemmeno per l'adulto è la scelta migliore durante l'influenza.
- Gli antibiotici non agiscono su un virus. Servono soltanto quando sopra l'influenza si è innestata una complicanza batterica, e a stabilirlo è il medico.
- La gola si calma con bevande tiepide e gargarismi, il naso con lavaggi di soluzione fisiologica. Non serve inseguire la febbre fino all'ultimo decimo: si cura come sta la persona, non il numero del termometro.
Il farmacista può consigliare un prodotto da banco e controllare che non entri in conflitto con la vostra terapia abituale, cosa tutt'altro che formale se assumete farmaci per la pressione, per il cuore, per un glaucoma o un antidepressivo.
Quando non si può aspettare
Chiamate un'ambulanza, nei Paesi europei al numero unico 112, o recatevi subito al pronto soccorso se in un adulto compaiono:
- fiato corto a riposo, difficoltà a finire una frase, respiro rapido e superficiale;
- dolore o oppressione al petto;
- labbra e viso bluastri o grigi;
- confusione, parole impastate, sonnolenza profonda da cui è difficile risvegliarsi;
- svenimento o convulsioni;
- tosse con sangue abbondante;
- impossibilità di bere, vomito che non si ferma per un giorno, assenza di urina;
- un'eruzione che non impallidisce premendo con un bicchiere trasparente.
Nei bambini i segnali sono altri: rientramento degli spazi tra le costole e della fossetta sopra lo sterno a ogni respiro, respiro lamentoso, narici che si allargano, pelle pallida o marezzata, bambino floscio che non risponde come al solito e si sveglia a fatica, pannolino asciutto da molte ore, fontanella sporgente o infossata nel lattante. Un neonato dei primi mesi con febbre alta va sempre fatto vedere.
Tenete a mente anche la seconda ondata: la persona migliora, la febbre scende e uno o due giorni dopo risale, tornano i brividi, la tosse diventa grassa e compare dolore a un fianco nell'inspirare. Così si annuncia quasi sempre una polmonite batterica dopo l'influenza, e qui non si aspetta. Al pronto soccorso è meglio non guidare da soli: fatevi accompagnare o chiamate un'ambulanza, e portate l'elenco dei farmaci che assumete.
Per chi è più pericolosa e quando servono gli antivirali
Il decorso grave è più frequente in gravidanza e nelle settimane dopo il parto, nei bambini piccoli, negli anziani, in chi ha malattie croniche dei polmoni o del cuore, diabete, malattie renali o epatiche, obesità, malattie neurologiche che rendono difficile tossire, e in chi ha le difese indebolite da una terapia o da una malattia. Allo stesso gruppo appartengono le persone senza milza.
Proprio per loro esistono i farmaci antivirali contro l'influenza. Funzionano solo all'inizio: si prescrivono entro le prime quarantotto ore dalla comparsa dei sintomi, dopo non hanno quasi senso. Sono medicinali su ricetta con effetti indesiderati non trascurabili, quindi non conviene comprarli di propria iniziativa per ogni evenienza, dato che a un adulto sano accorciano la malattia di circa un giorno e il rischio non vale. Chi invece rientra in un gruppo a rischio dovrebbe contattare il medico già il primo giorno, senza aspettare di vedere se peggiora.
Come non contagiare gli altri
L'influenza si trasmette con le goccioline emesse tossendo, starnutendo e parlando, e anche attraverso le mani e gli oggetti, dove il virus resiste circa un giorno. Si diventa contagiosi già prima dei primi sintomi e si resta tali per circa una settimana, più a lungo nei bambini e in chi ha difese ridotte.
Perciò: restate in casa finché c'è febbre e per un altro giorno dopo che si è normalizzata senza antipiretici; tossite e starnutite in un fazzoletto o nell'incavo del gomito e non nel palmo; buttate subito il fazzoletto; lavatevi le mani con il sapone più spesso del solito, soprattutto prima di mangiare e al rientro; arieggiate la stanza. Se in casa vive una persona anziana, un lattante o qualcuno con una malattia cronica grave, è ragionevole mettere la mascherina e non condividere bicchieri e asciugamani.
Il vaccino antinfluenzale
La vaccinazione resta il modo più affidabile per non ammalarsi in forma grave. Il virus cambia, per questo la composizione viene rivista ogni anno e il vaccino si ripete annualmente, meglio prima dell'inizio della stagione, dato che la protezione si forma in circa due settimane.
Il vaccino non può causare l'influenza, perché non contiene virus vivo in grado di moltiplicarsi. La reazione abituale si limita a dolore nel punto dell'iniezione, un po' di indolenzimento e qualche linea di febbre per un giorno o due. Non garantisce al cento per cento di non ammalarsi, ma riduce nettamente il rischio di finire in ospedale e di morire, e chi è vaccinato la passa più leggera.
È raccomandato in primo luogo agli anziani, alle donne in gravidanza in qualunque periodo, ai bambini piccoli, a chi ha malattie croniche, agli operatori sanitari e a chi convive con una persona fragile. I limiti di età precisi, le categorie che lo ricevono gratuitamente e le date della campagna cambiano da Paese a Paese, quindi conviene consultare il calendario vaccinale nazionale. In gravidanza il vaccino non è soltanto sicuro: protegge anche il bambino nei primi mesi di vita, quando vaccinarlo direttamente non è ancora possibile.
Consulto online
A distanza si chiarisce bene l'essenziale: se il quadro somiglia a un'influenza, se gli antivirali vi riguardano viste le vostre altre malattie e i giorni trascorsi, e quali segni esattamente devono farvi chiamare un'ambulanza. Il medico indica dosi sicure di antipiretici e la compatibilità con le terapie fisse, spiega come aiutare un bambino e quando il bambino va assolutamente visto di persona, aiuta con il certificato di malattia e valuta la tosse che si trascina dopo l'influenza. Qui trovano posto anche le domande sul vaccino: quando farlo, se è possibile durante la riacutizzazione di un'altra malattia, che fare se la stagione è già cominciata. I segni dell'elenco precedente e qualunque peggioramento in un lattante non si affrontano da uno schermo e richiedono assistenza di persona senza indugio.
Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.
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