In questa pagina
- Che cosa cambia nell'organismo quando gli ormoni sono in eccesso
- I segni da cui ci si accorge
- Perché la ghiandola comincia a lavorare troppo
- Quali esami confermano la diagnosi
- Come si cura
- Che cosa concordare con il medico durante la cura
- Gli occhi nella malattia di Graves
- A che cosa espone un ipertiroidismo non curato
- Consulto online
Medicinali comunemente utilizzati per Tiroide iperattiva (ipertiroidismo)
Solo a scopo informativo. Consulta sempre un medico prima di assumere qualsiasi medicinale.
Forma farmaceutica: TABLET, 10 mgPrincipio attivo: propranololProduttore: Kern Pharma S.L.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: TABLET, 5 mgPrincipio attivo: carbimazoleProduttore: Ferrer Internacional S.A.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: TABLET, 40 mgPrincipio attivo: propranololProduttore: Aurovitas Spain, S.A.U.Prescrizione richiesta
Nell'ipertiroidismo la tiroide riversa nel sangue più ormoni di quanti ne servano e il metabolismo accelera. La persona dimagrisce pur mangiando più del solito, sopporta male il caldo, sente il cuore correre e nota le mani tremare. Colpisce assai più spesso le donne e di norma comincia fra i venti e i quarant'anni, benché sia possibile a qualsiasi età. Risponde bene alle cure, ma da solo non passa: se trascurato logora il cuore e le ossa anno dopo anno.
Che cosa cambia nell'organismo quando gli ormoni sono in eccesso
La tiroide si trova sulla faccia anteriore del collo e abbraccia la trachea. Produce due ormoni, la tiroxina (T4) e la triiodotironina (T3), che stabiliscono la velocità con cui lavorano tutti i tessuti: quanto batte il cuore, quanto calore emette il corpo, come si spende l'energia, con che ritmo si muove l'intestino.
A comandare la ghiandola è l'ipofisi, una piccola struttura alla base del cervello. Libera l'ormone tireostimolante (TSH) e, quanto più ne rilascia, tanto più intensamente la tiroide lavora. La retroazione è severa: appena gli ormoni abbondano nel sangue, l'ipofisi chiude quasi del tutto il rubinetto del TSH. Ecco perché nell'ipertiroidismo l'esame mostra TSH basso con T4 o T3 alti: è questa combinazione a tradire la diagnosi.
I segni da cui ci si accorge
I sintomi crescono nell'arco di mesi e vengono di solito attribuiti allo stress o alla stanchezza. Vale la pena sospettare l'ipertiroidismo quando ne coincidono parecchi:
- nervosismo, ansia, irritabilità, sbalzi d'umore;
- difficoltà ad addormentarsi, sonno leggero;
- tremore delle dita, evidente a braccia tese;
- battito accelerato o irregolare, sensazione di tuffi al cuore;
- scarsa tolleranza al caldo, sudorazione, pelle calda e umida;
- calo di peso con appetito normale o addirittura aumentato;
- debolezza dei muscoli delle cosce: le scale costano fatica ed è difficile alzarsi da una poltrona bassa;
- scariche frequenti e poco formate;
- nelle donne mestruazioni scarse o rade e difficoltà a concepire;
- negli uomini calo del desiderio sessuale.
Il gonfiore del collo (gozzo) non compare in tutti e da solo non dice nulla sugli ormoni: una ghiandola ingrossata può funzionare normalmente o perfino poco. Negli anziani il quadro può risultare ingannevolmente povero: al posto dell'agitazione compaiono apatia e debolezza, e l'unica manifestazione è un'aritmia comparsa per la prima volta o un dimagrimento inspiegabile.
Perché la ghiandola comincia a lavorare troppo
La causa conta, perché da essa dipende la scelta della cura.
- Malattia di Graves: è una patologia autoimmune ed è la causa più frequente. Il sistema immunitario produce anticorpi che si legano al recettore del TSH e spronano la ghiandola scavalcando l'ipofisi. La predisposizione è familiare, e il fumo aumenta il rischio e peggiora in modo netto l'interessamento degli occhi.
- Noduli tiroidei. Uno o più noduli iniziano a produrre ormoni per conto proprio, senza obbedire all'ipofisi. Si osserva soprattutto in età avanzata e dove l'alimentazione è povera di iodio.
- Tiroidite, cioè infiammazione della ghiandola. Il tessuto si danneggia e la scorta di ormoni si riversa in blocco nel sangue. Qui l'eccesso è passeggero: di solito segue una fase di ridotta funzione e poi il recupero. Compare dopo un'infezione virale, e allora il collo è dolente, oppure nei primi mesi dopo il parto.
- Iodio e farmaci. Una dose elevata di iodio — dal mezzo di contrasto per la tomografia, dagli antisettici, dai farmaci contro l'aritmia — può destabilizzare la ghiandola. Rientrano qui anche l'eccesso di ormone assunto per l'ipotiroidismo e gli integratori dimagranti o «per l'energia», ai quali talvolta viene aggiunto estratto di tiroide.
- Cause rare: eccesso di gonadotropina corionica in gravidanza, soprattutto gemellare, e un tumore ipofisario che produce TSH.
Quali esami confermano la diagnosi
Si parte da un prelievo: TSH, FT4 e FT3. Un TSH basso con T4 o T3 elevati conferma l'ipertiroidismo. Se il TSH è basso ma gli ormoni rientrano nella norma si parla di forma subclinica, anch'essa da sorvegliare perché incide comunque su cuore e ossa.
Poi si cerca la causa, e per questo un solo esame non basta.
- Anticorpi contro il recettore del TSH. Trovarli conferma di fatto la malattia di Graves e risparmia ulteriori indagini.
- Scintigrafia: un esame con una piccola quantità di isotopo radioattivo che mostra con quanta avidità la ghiandola lo capta. Nella malattia di Graves la captazione è aumentata in modo uniforme in tutta la ghiandola; con un nodulo tossico si illumina soltanto il nodulo; nella tiroidite e nell'eccesso di ormone assunto dall'esterno la captazione è quasi assente. La differenza è decisiva: la tiroidite non si cura con i farmaci che bloccano la sintesi degli ormoni, perché lì non servono a nulla.
- L'ecografia valuta le dimensioni della ghiandola, la struttura del tessuto e i noduli, ma non dice se gli ormoni prodotti siano tanti o pochi. Con la sola ecografia la diagnosi non si fa.
Nell'occasione il medico controlla il polso e l'elettrocardiogramma: la fibrillazione atriale è spesso il primo reperto.
Come si cura
Le strade sono tre e la scelta dipende dalla causa, dall'età, dalle dimensioni della ghiandola, dai progetti di gravidanza e dallo stato degli occhi. Conviene deciderla con l'endocrinologo.
Farmaci antitiroidei. Bloccano l'assemblaggio degli ormoni dentro la ghiandola. L'effetto si vede dopo qualche settimana e il ciclo dura oltre un anno. In una parte dei pazienti alla sospensione segue una remissione duratura, in un'altra la malattia ritorna e allora si discutono le soluzioni definitive.
Betabloccanti. Sulla ghiandola non agiscono, ma in pochi giorni tolgono cardiopalmo, tremore e agitazione mentre la terapia di fondo prende forza.
Iodio radioattivo. Si beve una soluzione o si assume una capsula; l'isotopo si accumula nella ghiandola e spegne gradualmente il tessuto iperattivo. Di norma basta una sola somministrazione e l'effetto si sviluppa in settimane o mesi. Non si usa in gravidanza né durante l'allattamento e si impiega con cautela quando gli occhi sono molto interessati. Dopo la procedura si limita per qualche giorno il contatto ravvicinato con bambini piccoli e donne incinte e il concepimento viene rinviato di alcuni mesi; i tempi precisi li indica il centro che la esegue.
Chirurgia. L'asportazione della ghiandola si propone in presenza di un gozzo voluminoso che comprime trachea o esofago, di un nodulo sospetto per tumore, delle forme oculari gravi e quando i farmaci non hanno funzionato.
Dopo lo iodio radioattivo e dopo l'intervento la ghiandola non ce la fa più e subentra l'ipotiroidismo. Non è una complicanza ma l'esito atteso: si compensa con una compressa quotidiana di ormone tiroideo, per tutta la vita ma con una vita normale.
Che cosa concordare con il medico durante la cura
Gli antitiroidei hanno effetti indesiderati che è bene conoscere in anticipo.
Il più serio è un crollo improvviso dei globuli bianchi. È raro, ma si instaura di colpo e lascia la persona indifesa davanti alle infezioni. La regola è semplice: con febbre alta, mal di gola o afte in bocca sospendete subito il farmaco e fate un emocromo lo stesso giorno. Aspettare la visita già fissata non è un'opzione.
Un altro motivo per rivolgersi con urgenza al medico è l'ingiallirsi della pelle e del bianco degli occhi, l'urina scura, le feci chiare, un prurito intenso o un dolore sotto l'arcata costale destra: così si manifesta il danno al fegato.
I disturbi più comuni e meno pericolosi — eruzione cutanea, prurito, nausea, dolori articolari, alterazione del gusto — di solito passano da soli o richiedono soltanto il cambio del farmaco.
Parlate a parte della gravidanza. Alcuni antitiroidei sono poco indicati nel primo trimestre, perciò durante la cura serve una contraccezione affidabile e i progetti di concepire vanno annunciati per tempo: lo schema si cambia prima della gravidanza, non dopo. Un ipertiroidismo mal controllato in gravidanza aumenta il rischio di preeclampsia, parto pretermine, aborto e basso peso alla nascita, quindi la terapia non si abbandona: si aggiusta.
Gli occhi nella malattia di Graves
Circa una persona su quattro con malattia di Graves ha un interessamento oculare: gli stessi anticorpi agiscono sul grasso e sui muscoli dell'orbita, i tessuti si gonfiano e spingono in avanti il bulbo. È una manifestazione a sé della malattia e non sempre si placa quando gli ormoni rientrano.
I primi segni sono sensazione di sabbia e secchezza, fastidio alla luce, lacrimazione, palpebre gonfie e arrossate, senso di pressione dietro l'occhio. Più avanti gli occhi possono sporgere, le palpebre non si chiudono più del tutto e compare la visione doppia guardando di lato.
Non rimandate la visita oculistica se la visione doppia diventa costante, se l'occhio è rosso e dolente e soprattutto se la vista si appanna o i colori impallidiscono: è la compressione del nervo ottico, e in quel caso la cura si avvia subito. Aiutano le lacrime artificiali, il riparo dal vento e dalla luce forte, la testata del letto sollevata. Ma la cosa più efficace che dipende dalla persona stessa è smettere di fumare: nulla peggiora l'interessamento oculare quanto il fumo.
A che cosa espone un ipertiroidismo non curato
Anni di ormoni in eccesso sovraccaricano il cuore e impoveriscono le ossa. Da qui le complicanze principali:
- fibrillazione atriale, un ritmo irregolare e spesso accelerato che aumenta il rischio di ictus;
- scompenso cardiaco in chi ha già un cuore malato;
- osteoporosi: il calcio abbandona l'osso, che comincia a rompersi per carichi modesti.
La complicanza più temuta è la crisi tireotossica. Si verifica di rado: su una malattia non diagnosticata o dopo che il farmaco è stato sospeso di propria iniziativa, e la innescano un'infezione, un trauma, un intervento o il parto.
Chiamate l'ambulanza — in Italia, Spagna, Portogallo, Polonia e Ucraina il numero unico europeo è il 112 — se una persona con ipertiroidismo presenta:
- febbre salita bruscamente oltre i 39 °C;
- polso rapido e irregolare con affanno;
- vomito o diarrea abbondante con rapida disidratazione;
- forte agitazione, confusione, delirio oppure, al contrario, sonnolenza profonda;
- colorito giallo della pelle.
In attesa dei soccorsi si fa sdraiare la persona, la si rinfresca e le si dà da bere se è cosciente e non vomita.
Consulto online
Nell'ipertiroidismo gran parte del lavoro medico consiste nel leggere gli esami e nel regolare la dose, e questo si fa comodamente a distanza. Nel consulto online l'endocrinologo spiega che cosa significano i vostri valori di TSH, T4 e T3, quali accertamenti mancano per individuare la causa e ogni quanto ripetere gli esami durante la terapia.
Tenete pronti tutti gli esami tiroidei degli anni passati — conta l'andamento più del singolo valore —, i referti di ecografia e scintigrafia, l'elenco di farmaci e integratori con le dosi, un appunto su polso e peso. Dite esplicitamente se avete fatto una tomografia con mezzo di contrasto o se assumete farmaci contro l'aritmia: entrambe le cose cambiano la lettura dei valori.
A distanza si possono interpretare i risultati, valutare la scelta fra farmaci, iodio radioattivo e chirurgia, programmare una gravidanza. Ma davanti al sospetto di crisi tireotossica, a un'aritmia comparsa da poco con affanno e dolore al petto o a un calo rapido della vista il consulto online non è lo strumento giusto: lì serve assistenza di persona senza indugio.
Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.
Medici online per Tiroide iperattiva (ipertiroidismo)
Parla con un medico di sintomi, possibili opzioni di trattamento e dei prossimi passi per Tiroide iperattiva (ipertiroidismo).














