Tiroide ipoattiva (ipotiroidismo)
La tiroide è una piccola ghiandola posta nella parte anteriore del collo che produce gli ormoni con cui viene regolata la velocità del metabolismo di tutto…
In questa pagina
- Sintomi che non indicano nulla di preciso
- Perché la diagnosi la dà l'esame del sangue
- Da dove nasce la carenza di ormone
- Come assumere la levotiroxina perché funzioni
- La dose la stabilisce l'esame, e la terapia non si abbandona
- Gravidanza e sua programmazione
- Che cosa succede senza terapia e un'emergenza rara
- Consulto online
Medicinali comunemente utilizzati per Tiroide ipoattiva (ipotiroidismo)
Solo a scopo informativo. Consulta sempre un medico prima di assumere qualsiasi medicinale.
Forma farmaceutica: TABLET, 88 microgramsPrincipio attivo: levothyroxine sodiumProduttore: Aristo Pharma GmbhPrescrizione richiestaForma farmaceutica: TABLET, 200 mcg sodium levothyroxinePrincipio attivo: levothyroxine sodiumProduttore: Merck S.L.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: TABLET, 112 µgPrincipio attivo: levothyroxine sodiumPrescrizione richiesta
La tiroide è una piccola ghiandola posta nella parte anteriore del collo che produce gli ormoni con cui viene regolata la velocità del metabolismo di tutto l'organismo. Quando questi scarseggiano, il corpo passa a una marcia più bassa: il cuore batte più lentamente, l'intestino si fa pigro, il pensiero rallenta. Questa condizione si chiama ipotiroidismo ed è molto diffusa, soprattutto fra le donne. Fra tutte le malattie croniche è una delle più gratificanti: la terapia è semplice, poco costosa e restituisce la persona per intero alla vita di sempre. La difficoltà non sta nel curarla, ma nel pensare per tempo a fare l'esame del sangue.
Sintomi che non indicano nulla di preciso
La caratteristica principale dell'ipotiroidismo è che non produce nemmeno un segno suo, riconoscibile. Tutto ciò con cui si manifesta compare anche in una decina di altre situazioni, e semplicemente in chiunque sia stanco.
- stanchezza continua che non passa dopo un fine settimana né dopo le ferie;
- freddo: si ha freddo dove gli altri stanno bene;
- aumento di peso mangiando come sempre e difficoltà a perderlo;
- stitichezza;
- pelle secca e desquamata, capelli fragili, caduta dei capelli, unghie che si spezzano;
- umore basso, apatia, difficoltà di concentrazione e di memoria;
- voce rauca e come ispessita;
- gonfiore del viso, delle palpebre, delle mani;
- mestruazioni abbondanti o irregolari;
- dolori e rigidità muscolare, polso lento.
Tutto questo si installa lentamente, nell'arco di mesi e anni, e per questo non viene quasi mai percepito come una malattia. Le persone lo attribuiscono all'età, al lavoro, all'inverno, allo stress, al parto, al poco sonno, e ogni spiegazione appare plausibile. Ecco perché l'ipotiroidismo resta per anni non riconosciuto e viene scoperto più spesso per caso, durante accertamenti fatti per tutt'altro motivo.
Dalla stessa caratteristica discende anche il contrario: la presenza di questi disturbi non significa di per sé che ci sia un ipotiroidismo. Stanchezza e peso in eccesso hanno molto più spesso altre cause. La conclusione delle due metà è la stessa: non tirare a indovinare, ma verificare.
Perché la diagnosi la dà l'esame del sangue
L'ipotiroidismo si diagnostica con un esame del sangue, non da come ci si sente né dalla visita. Nessun medico può riconoscerlo a occhio e nessuna persona può avvertire «è la tiroide». Serve un normale prelievo venoso, di quelli che esegue qualunque laboratorio.
Si guarda soprattutto il TSH, l'ormone tireostimolante. Non lo produce la tiroide, ma l'ipofisi, e funziona da regolatore: se nel sangue c'è poco ormone tiroideo, l'ipofisi alza il TSH per sollecitare la ghiandola. Perciò nell'ipotiroidismo il TSH è alto: è il parametro più sensibile e il primo a muoversi. Insieme a esso si dosa di solito la FT4, cioè l'ormone tiroideo vero e proprio. Se il TSH è alto e la FT4 è normale si parla di ipotiroidismo subclinico: segni evidenti ancora non ce ne sono, e il medico sceglie fra osservare e iniziare subito la terapia in base all'età, ai progetti di gravidanza e ad altre circostanze. Per capire se si tratta di una forma autoimmune si dosano inoltre gli anticorpi contro il tessuto tiroideo, e se la ghiandola è ingrossata o presenta noduli si richiede un'ecografia.
Un dettaglio pratico. L'interpretazione dei valori va lasciata al medico: le cifre sul referto dipendono dall'età, dalla gravidanza, dal laboratorio e dai farmaci già assunti, e «leggermente fuori range» in un caso significa «teniamo monitorato» e in un altro «iniziamo la terapia oggi».
Da dove nasce la carenza di ormone
La causa più frequente è la tiroidite autoimmune, nota anche come tiroidite di Hashimoto. Il sistema immunitario scambia il tessuto tiroideo per estraneo e lo distrugge poco a poco; il processo dura anni, senza dolore e senza farsi notare, finché l'ormone non comincia a mancare. È più comune nelle donne e in chi ha già in famiglia malattie tiroidee o altre malattie autoimmuni.
Le altre cause sono meno frequenti, ma vale la pena conoscerle perché sono prevedibili. L'ipotiroidismo compare in modo del tutto atteso dopo l'asportazione della tiroide o di una sua parte, dopo il trattamento con iodio radioattivo e dopo la radioterapia sul collo: in tutti questi casi gli ormoni vengono monitorati fin dall'inizio. Possono provocarlo anche alcuni farmaci, fra cui il litio e l'amiodarone. Una situazione a sé è la tiroidite post partum: nell'anno successivo al parto la ghiandola può prima lavorare troppo e poi passare alla carenza, e a volte tutto si normalizza da solo. Infine, in alcune persone la causa è la scarsità di iodio nell'alimentazione; dove questo è diffuso aiuta il sale iodato, ma assumere iodio in integratori di propria iniziativa quando una malattia tiroidea è già presente non è opportuno: ne parli con il medico di famiglia.
Come assumere la levotiroxina perché funzioni
La terapia consiste nel fornire l'ormone mancante sotto forma di compressa di levotiroxina, copia esatta di ciò che produce la ghiandola stessa. È un farmaco molto studiato, non dà assuefazione e, alla dose giusta, non provoca effetti indesiderati, perché si limita a ripristinare la normalità. Ma è esigente sul modo in cui viene assunto, e gran parte degli insuccessi terapeutici dipende proprio da questo.
La compressa si prende a digiuno, di solito al mattino, da mezz'ora a un'ora prima di mangiare, con acqua. Se il mattino è scomodo, va bene anche la sera tardi, non prima che siano passate diverse ore dall'ultimo pasto. L'essenziale è farlo allo stesso modo tutti i giorni: la costanza conta più dell'orario preciso.
E ora ciò di cui quasi mai si viene avvertiti. La levotiroxina si assorbe male se vicino nel tempo si assume calcio o ferro, e lo stesso vale per i farmaci contro il bruciore di stomaco, gli antiacidi e alcuni medicinali per abbassare il colesterolo. Vanno distanziati dalla levotiroxina di almeno quattro ore. Fra gli alimenti peggiorano nettamente l'assorbimento il caffè, il latte e i prodotti a base di soia, perciò è meglio prendere il caffè mezz'ora o un'ora dopo la compressa anziché insieme. Se inizia un qualsiasi farmaco o integratore nuovo, lo dica al medico: potrebbe essere necessario distanziare le assunzioni o ripetere l'esame. Una compressa dimenticata si prende appena ce ne si ricorda, ma se è già arrivato il giorno seguente non si assume una dose doppia.
La dose la stabilisce l'esame, e la terapia non si abbandona
La dose iniziale viene stabilita dal medico in base all'età, al peso e alle condizioni del cuore; qualche settimana dopo controlla il TSH e la corregge. Questo può ripetersi due o tre volte, finché il valore non si colloca dove serve. Poi l'esame si ripete all'incirca una volta l'anno, oppure a ogni cambiamento dei disturbi o della terapia. Il benessere non torna all'istante: perché la stanchezza si attenui e la mente si schiarisca servono di solito diverse settimane e a volte un paio di mesi.
La dose non si cambia da soli. La tentazione si capisce: la stanchezza resta, il peso non scende, viene voglia di aggiungere mezza compressa. Ma l'eccesso di ormone è dannoso quanto la carenza: dà cardiopalmo, alterazioni del ritmo cardiaco, sudorazione, ansia, insonnia, tremore alle mani e, sul lungo periodo, assottigliamento delle ossa e maggior rischio di aritmie, specie negli anziani. Nulla di tutto ciò si valuta dalle sensazioni: lo mostra solo l'esame.
E il punto più importante: nell'ipotiroidismo la terapia è per tutta la vita, e lo schema «faccio un ciclo e poi smetto» qui non vale. La compressa non ripara la ghiandola, sostituisce ciò che la ghiandola non produce più. Qualche mese dopo la sospensione torna tutto, solo che ora la persona è convinta che «la cura non abbia funzionato». Non sospenda il farmaco di sua iniziativa nemmeno sentendosi perfettamente bene: sentirsi bene è esattamente il segno che la dose è corretta.
Gravidanza e sua programmazione
Gli ormoni tiroidei servono al bambino per lo sviluppo del sistema nervoso, e la ghiandola del feto non entra subito in funzione: nei primi mesi riceve tutto dalla madre. Per questo in gravidanza il fabbisogno di ormone aumenta e la dose ormai consolidata diventa insufficiente.
Ne discendono alcune cose. Se assume levotiroxina e sta programmando una gravidanza, lo dica prima al medico: è sensato accertarsi che i valori siano a posto già prima del concepimento. Appena la gravidanza è confermata, si metta subito in contatto senza aspettare la visita programmata: la dose va quasi sempre aumentata, e questo va fatto nelle primissime settimane. In gravidanza i controlli sono più frequenti del solito, e dopo il parto la dose torna a quella precedente, sempre guidata dall'esame. L'ipotiroidismo non trattato in gravidanza aumenta il rischio di ipertensione, parto prematuro e aborto spontaneo, mentre corretto per tempo non comporta praticamente questi rischi. Assumere levotiroxina in gravidanza e durante l'allattamento è sicuro: non è uno di quei farmaci che si sospendono.
Che cosa succede senza terapia e un'emergenza rara
L'ipotiroidismo trascurato a lungo colpisce anzitutto cuore e vasi: sale il colesterolo, sale la pressione, aumenta il rischio di cardiopatia ischemica e di scompenso cardiaco. Ne risentono la memoria e l'umore, e nelle donne il ciclo si altera e la capacità di concepire si riduce.
Esiste inoltre una condizione rara ma mortale: il coma mixedematoso. Si sviluppa negli ipotiroidismi molto gravi, di norma a lungo trascurati, soprattutto negli anziani, e a innescarlo sono in genere un'infezione, un trauma, un intervento chirurgico, l'esposizione al freddo o certi farmaci. Segni davanti ai quali si chiama l'ambulanza (in Spagna, Italia, Portogallo, Polonia e Ucraina è attivo il numero unico 112):
- rallentamento improvviso, sonnolenza crescente, confusione, difficoltà a risvegliare la persona;
- temperatura corporea insolitamente bassa, in particolare in un anziano che non si riesce a riscaldare;
- polso molto lento, pressione bassa, respiro lento e superficiale;
- viso marcatamente gonfio, con pelle secca e fredda.
È una situazione rara e non bisogna viverla come uno spauracchio; il senso è saperla riconoscere se dovesse accadere. Vale soprattutto per le famiglie in cui c'è un anziano con una malattia tiroidea: in lui la sonnolenza crescente e il freddo che non passa d'inverno non sono «è solo stanco» o «ha preso freddo», ma un motivo per chiedere aiuto immediatamente.
Consulto online
L'ipotiroidismo si gestisce quasi interamente con gli esami e con il colloquio, il che ne fa uno degli argomenti più adatti all'assistenza a distanza. Il consulto online è utile per esaminare disturbi poco definiti come stanchezza, freddo e aumento di peso e capire quali esami convenga fare, e altrettanto per commentare referti già disponibili: che cosa significa un TSH alto, se l'ipotiroidismo subclinico vada trattato, a che cosa servono gli anticorpi.
A distanza si risolvono bene anche le domande quotidiane di chi è già in terapia: perché dopo l'inizio non si sente subito la differenza, come distanziare la levotiroxina dal calcio, dal ferro o da un farmaco appena prescritto, che fare se si dimentica una compressa, quando ripetere l'esame e come comportarsi appena una gravidanza è confermata. Se il medico riscontra qualcosa che richiede una visita in presenza o cure urgenti, glielo dirà chiaramente.
Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.
Medici online per Tiroide ipoattiva (ipotiroidismo)
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