Labirintite e neurite vestibolare
Sono due malattie molto simili dell'orecchio interno, nelle quali si perde di colpo il senso della stabilità: la stanza comincia a girare, arriva la nausea…
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Medicinali comunemente utilizzati per Labirintite e neurite vestibolare
Solo a scopo informativo. Consulta sempre un medico prima di assumere qualsiasi medicinale.
Forma farmaceutica: TABLET, 16 mgPrincipio attivo: betahistineProduttore: Bluefish Pharmaceuticals Ab (Publ)Prescrizione richiestaForma farmaceutica: TABLET, 24 mgPrincipio attivo: betahistineProduttore: Tarbis Farma S.L.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: TABLET, 24 mgPrincipio attivo: betahistineProduttore: Neuraxpharm Spain S.L.Prescrizione richiesta
Sono due malattie molto simili dell'orecchio interno, nelle quali si perde di colpo il senso della stabilità: la stanza comincia a girare, arriva la nausea, stare in piedi e camminare diventa impossibile. La crisi non dura secondi né minuti, ma ore e giorni interi, ed è questo che la distingue dalla maggior parte delle vertigini. Entrambi i quadri si risolvono quasi sempre da soli, ma i primi giorni si affrontano male. Il compito principale, in quel periodo, è non lasciarsi sfuggire i casi, non frequenti, in cui dietro lo stesso quadro non c'è l'orecchio ma il cervello.
Che cosa succede nei primi giorni
L'esordio è brusco. La vertigine può sorprendere al mattino, appena la testa si stacca dal cuscino, oppure montare nel giro di qualche ora, spesso una o due settimane dopo un raffreddore. La sensazione è molto particolare: a girare è la stanza, non la testa, e qualsiasi movimento del capo peggiora la situazione.
Insieme alla rotazione compaiono di solito:
- nausea intensa e vomito, a volte ripetuto;
- instabilità: la persona viene spinta da un lato e riesce a camminare solo appoggiandosi ai muri;
- la sensazione che lo sguardo non riesca a fissare gli oggetti e che tutto sobbalzi;
- nella labirintite, calo dell'udito da un orecchio e ronzio o fischio nello stesso.
Il periodo peggiore sono i primi uno-tre giorni. Poi la rotazione acuta si spegne, ma resta un'incertezza che aumenta in mezzo alla gente, in un supermercato dalle corsie lunghe, nei movimenti rapidi della testa. Questa parte se ne va in due-sei settimane, a volte di più: il cervello impara di nuovo ad appoggiarsi ai segnali del lato sano e ad attenuare la differenza fra i due orecchi. È in questo che consiste la guarigione, non nella riparazione del nervo infiammato, e per questo restare a letto finché ogni sintomo non è scomparso non è soltanto inutile, ma dannoso.
Che differenza c'è fra le due
La differenza sta in quale parte dell'orecchio interno è colpita. Il labirinto è il sistema dei canali semicircolari pieni di liquido insieme alla coclea, e si occupa sia dell'equilibrio sia dell'udito. Il nervo vestibolare porta al cervello soltanto i segnali sulla posizione della testa; il suono non passa da lì.
Ne deriva una regola semplice: se l'udito non è cambiato si tratta di neurite vestibolare; se alla vertigine si aggiungono sordità e rumore nell'orecchio, è una labirintite. La distinzione non è formale. Di fronte a qualsiasi calo dell'udito il medico deve verificare che non si tratti delle situazioni che richiedono un trattamento urgente, delle quali si parla qui sotto.
Quando il problema non è l'orecchio
Una vertigine intensa e improvvisa può essere l'unica manifestazione di un ictus del cervelletto o del tronco encefalico. Distinguerlo da un'infiammazione dell'orecchio interno in base a come ci si sente è impossibile: lo fa il medico durante la visita, soprattutto guardando i movimenti degli occhi. Nelle prime ventiquattro ore conviene quindi peccare di prudenza.
Chiamate un'ambulanza (in Spagna, Italia, Portogallo, Polonia e Ucraina, al numero unico europeo 112) se insieme alla vertigine compare anche solo una di queste cose:
- visione doppia o perdita di una parte del campo visivo;
- parola impastata, difficoltà a deglutire, cibo o bevande che vanno di traverso;
- debolezza o formicolio persistente a un braccio, a una gamba o a metà del viso;
- mal di testa forte e diverso dai soliti, oppure dolore al collo e alla nuca, in particolare dopo un trauma o una torsione brusca del collo;
- impossibilità di stare in piedi o seduti senza sostegno: non barcollare, ma cadere;
- confusione o perdita di coscienza.
Il rischio di ictus è più alto in chi ha ipertensione, diabete o fibrillazione atriale, nei fumatori e dopo i sessant'anni. Ma capita anche ai giovani, e in quel caso la causa è più spesso una dissecazione dell'arteria vertebrale, proprio quella che si accompagna al dolore cervicale.
Ci sono altre due situazioni che impongono di rivolgersi al medico lo stesso giorno, senza rimandare a domani. La prima è un calo improvviso dell'udito da un orecchio: l'ipoacusia neurosensoriale improvvisa si tratta con i cortisonici, e il risultato dipende dall'aver iniziato nei primi giorni; dopo due o tre settimane non resta quasi nulla da fare. La seconda è una vertigine preceduta da mal d'orecchio, secrezione dall'orecchio o un'otite cronica di vecchia data. È allora possibile una labirintite batterica, che può evolvere in meningite e ascesso cerebrale. Richiedono soccorso immediato la febbre alta, il mal di testa che aumenta, il fastidio alla luce e la rigidità del collo.
Perché l'orecchio interno si infiamma
La causa più frequente è virale. Una parte dei casi segue i comuni virus respiratori, un'altra deriva dal risveglio di un virus del gruppo herpes rimasto per anni in silenzio in un ganglio nervoso. La labirintite in sé non si trasmette da persona a persona: a passare è il raffreddore, e che da questo nasca o meno un'infiammazione dell'orecchio non dipende da chi lo ha trasmesso.
Più di rado l'infiammazione arriva dall'orecchio medio: otite media acuta purulenta, otite cronica, colesteatoma o mastoidite. È la forma batterica, la più pericolosa, e richiede un trattamento a sé. Nei bambini l'orecchio interno può essere danneggiato da una meningite, e in quel caso ne risente l'udito. Cause molto più rare sono le malattie autoimmuni e i traumi.
Vale la pena dire chiaramente che cosa non c'è in questo elenco: né le correnti d'aria, né lavarsi i capelli, né pulire le orecchie con i bastoncini provocano una labirintite. Nemmeno la stanchezza, il sonno insufficiente e lo stress sono cause, benché peggiorino in modo evidente una vertigine già iniziata e rallentino il recupero.
Che cosa fa il medico
La diagnosi si pone con il colloquio e la visita, senza esami. Al medico interessa quanto dura un singolo episodio di vertigine, se l'esordio è stato improvviso, se l'udito è cambiato e che cosa è accaduto nei giorni precedenti. Poi osserva i movimenti oculari, controlla coordinazione e cammino e con manovre specifiche separa la causa auricolare da quella cerebrale. Se l'udito è cambiato si richiede un esame audiometrico; se si sospetta un ictus, una risonanza magnetica: la comune tomografia computerizzata vede male cervelletto e tronco encefalico e nelle prime ore risulta normale anche in presenza di un infarto.
Contemporaneamente si escludono i quadri che più spesso si confondono con la neurite: la vertigine posizionale benigna (crisi brevi di pochi secondi girandosi nel letto), la malattia di Ménière (episodi ripetuti con orecchio ovattato e udito fluttuante) e l'emicrania vestibolare.
I farmaci servono soltanto ad attraversare i primi giorni. Il medico può prescrivere qualcosa che smorzi nausea e vertigine, un antistaminico o un antiemetico, ma per un ciclo breve, di circa tre giorni. Non si prolungano di proposito: spengono proprio quei segnali sui quali il cervello si sta ritarando e allungano il recupero di mesi. Gli antibiotici in un'infiammazione virale non servono a nulla e si danno solo nella forma batterica. I cortisonici non si usano sempre nei primi giorni: nella neurite il loro beneficio è discusso, mentre nell'ipoacusia improvvisa sono il trattamento principale.
Come attraversare i primi giorni a casa
- Nelle ore peggiori restate immobili in una stanza buia e silenziosa; a molti riesce più sopportabile la posizione semiseduta che quella distesa.
- Bevete poco e spesso. Se il vomito è ripetuto e non riuscite a trattenere nemmeno l'acqua, serve il medico: qui la disidratazione arriva in fretta.
- Appena il vomito cessa, cominciate ad alzarvi e a camminare, anche appoggiandovi al braccio di qualcuno. Aggiungete un po' ogni giorno. Il riposo a letto oltre il necessario è la prima causa di un decorso che si trascina.
- Fuori casa tenete lo sguardo su un punto fermo davanti a voi invece di guardarvi intorno.
- Dormite a sufficienza: la carenza di sonno peggiora la vertigine più di quanto si creda.
- Non guidate, non andate in bicicletta, non lavorate in quota né con macchinari, e non fino a quando starete un po' meglio, ma fino a un equilibrio stabile.
- Rinunciate all'alcol per questo periodo.
- Le persone anziane e chi vive da solo dovrebbero togliere tappeti e cavi dal pavimento, lasciare una luce notturna accesa e tenere il telefono a portata di mano: in questi giorni la caduta è un rischio concreto.
Quando l'equilibrio non torna
Se dopo qualche settimana la sicurezza sulle gambe non è tornata, è utile la riabilitazione vestibolare: esercizi per occhi, testa e cammino impostati da un fisioterapista o da un audiologo. Sono costruiti in modo poco intuitivo, perché i movimenti provocano di proposito una lieve vertigine ed è esattamente su questo che si fonda l'assuefazione. Vanno fatti con regolarità e conviene non cominciare senza un professionista, per non allenare un compenso sbagliato.
Una trappola a parte è l'evitamento. La persona smette di girare la testa, cammina piano e si tiene ai muri, e al cervello non resta materiale su cui ritararsi. Così si instaura la vertigine posturale percettiva persistente: una sensazione di ondeggiamento che non cede per mesi, aumenta nei supermercati, sulle scale mobili e davanti a uno schermo, e si accompagna quasi sempre all'ansia. Non è un'invenzione né una questione di nervi, ma una diagnosi riconosciuta con un trattamento proprio, la riabilitazione e a volte anche i farmaci.
Le crisi ripetute indicano che la diagnosi va rivista: la neurite, per definizione, capita una volta sola. Abbastanza spesso dopo compare una vertigine posizionale benigna, con crisi brevi nel rigirarsi a letto, che una manovra specifica del medico risolve in una sola visita. Il calo dell'udito della labirintite a volte resta per sempre; in quel caso si valuta un apparecchio acustico e, in caso di sordità completa da un orecchio, altre soluzioni di aiuto.
Consulto online
Nel consulto online il medico affronta prima di tutto ciò che decide il caso: quanto dura l'episodio, che cosa lo ha preceduto, se l'udito è cambiato, se ci sono segni che impongono l'ambulanza. Già da questa descrizione in molti casi si capisce se si tratta di neurite vestibolare, di vertigine posizionale o di una situazione che richiede una visita urgente di persona. Vi spiegherà con quali farmaci e per quanti giorni si può contenere la nausea e perché non vanno proseguiti oltre, come iniziare a muovervi e con che ritmo aumentare l'attività, quando potrete tornare alla guida e al lavoro. Se il recupero si sta allungando, vi indicherà a quale professionista rivolgervi per la riabilitazione vestibolare e quali accertamenti abbia senso fare prima.
Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.
Medici online per Labirintite e neurite vestibolare
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