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Medicinali comunemente utilizzati per Laringite
Solo a scopo informativo. Consulta sempre un medico prima di assumere qualsiasi medicinale.
Forma farmaceutica: ORAL SOLUTION/SUSPENSION, 100 mg paracetamol/mlPrincipio attivo: paracetamolProduttore: Ferrer Internacional S.A.Prescrizione non richiestaForma farmaceutica: ORAL SOLUTION/SUSPENSION, 100 mg/mlPrincipio attivo: paracetamolProduttore: Laboratorios Normon S.A.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: TABLET, 650 mgPrincipio attivo: paracetamolProduttore: Laboratorios Combix S.L.U.Prescrizione non richiesta
Si chiama laringite l'infiammazione della laringe e, nella maggior parte dei casi, il gonfiore delle corde vocali. La voce cala, diventa roca e bassa, a volte sparisce del tutto, la gola pizzica e viene voglia di schiarirla in continuazione. La laringite acuta è quasi sempre virale e si risolve da sola in una o due settimane. Vale la pena capire due cose: come aiutare la voce a tornare più in fretta e quando dietro alla raucedine non c'è un raffreddore.
Che cosa succede alle corde vocali
Il suono nasce quando due pieghe sottili della laringe si avvicinano e cominciano a vibrare nel flusso d'aria che esce dai polmoni. Sono vibrazioni rapide e straordinariamente precise, e qualunque piccolo cambiamento le disturba. Quando si infiammano, le pieghe si gonfiano, diventano più pesanti e perdono elasticità: non si chiudono più bene, parte dell'aria se ne va senza produrre suono e la vibrazione diventa irregolare. Da qui il timbro caratteristico — basso, rauco, soffiato — e la sensazione di dover spingere fuori la voce.
Capire il meccanismo spiega anche il principio della cura. Un tessuto gonfio guarisce a riposo, e tutto ciò che fa sbattere le pieghe con più forza rimanda la guarigione. Per questo l'essenziale nella laringite non sono gli sciacqui né gli sciroppi, ma il riposo vocale e l'umidità.
Come si manifesta
La laringite comincia di solito all'improvviso, peggiora nei primi due o tre giorni e poi regredisce. Il quadro tipico è questo:
- voce roca e incrinata, che verso sera suona peggio;
- perdita completa della voce per un giorno o due: spaventa, ma di per sé non è pericolosa;
- tosse secca e stizzosa che non dà sollievo;
- bisogno continuo di schiarirsi la gola;
- secchezza, bruciore e lieve dolore in gola, soprattutto al risveglio;
- fastidio o fatica nel parlare e nel salire di tono.
La laringite arriva di rado da sola: il più delle volte fa parte di un comune raffreddore o di un'influenza, perciò si accompagna a naso chiuso, febbre e dolori diffusi. Se invece la voce resta squillante e fa male solo la gola, si tratta piuttosto di faringite o tonsillite: quadri vicini ma diversi, che si comportano in un altro modo.
La laringite del bambino e il croup
Nei bambini piccoli la laringe è stretta, e lo stesso gonfiore che in un adulto rovina soltanto la voce, in un bambino restringe la via respiratoria. Nasce così il croup, più frequente fra i sei mesi e i tre anni e quasi sempre di notte. Si riconosce facilmente: tosse abbaiante, «da foca», voce roca e inspirazione rumorosa e sibilante.
La prima cosa da fare è calmare il bambino e calmarsi: il pianto e lo spavento restringono ancora di più il passaggio. Lo si tiene in braccio in posizione verticale e gli si offre aria fresca e umida, vicino a una finestra socchiusa o in bagno con il vapore. La cura fondamentale del croup è un corticosteroide prescritto dal medico; una sola dose di solito interrompe l'attacco, e la decisione spetta a un professionista, non ai genitori.
Chiami un'ambulanza (in Spagna, Italia, Portogallo, Polonia e Ucraina con il numero unico europeo 112) se nel bambino o in un adulto compare uno di questi segni:
- inspirazione rumorosa e sibilante a riposo, non solo quando piange o si muove;
- rientramento della pelle fra le costole, sopra le clavicole e sotto lo sterno a ogni respiro, alitamento delle narici;
- labbra bluastre o molto pallide, torpore, confusione;
- il bambino sta seduto piegato in avanti, con la bocca socchiusa, sbava e non riesce a deglutire;
- dolore intenso alla gola con febbre alta e voce ovattata, mentre la faringe appare quasi pulita.
Gli ultimi due punti descrivono un'epiglottite, l'infiammazione dell'epiglottide. È un quadro raro ma davvero pericoloso, nel quale la via aerea può chiudersi nel giro di poche ore. Se lo si sospetta non si deve guardare in gola con un cucchiaio né sdraiare la persona sulla schiena: entrambe le manovre possono provocare uno spasmo. Si lascia il bambino nella posizione che sceglie da solo e si aspetta l'ambulanza.
Che cosa aiuta a casa
Un adulto con una laringite comune di solito non ha bisogno di una visita. Serve invece questo.
- Parlare poco e non sussurrare mai. Il sussurro affatica le pieghe quanto la voce normale, a volte di più. Parli piano, ma con voce normale, e faccia delle pause.
- Bere durante la giornata: acqua, bevande tiepide, qualunque cosa leggera. Una mucosa disidratata si ripara più lentamente.
- Umidificare l'aria: riscaldamento e condizionatore la seccano più di quanto sembri. Aiutano un umidificatore o semplicemente il respiro sul vapore.
- Rinunciare in questi giorni al fumo, anche a quello altrui, e agli ambienti polverosi o fumosi.
- Limitare il caffè forte e gli alcolici, che asciugano la mucosa.
- Per il mal di gola gli analgesici da banco abituali: paracetamolo e, se nulla lo controindica, un antinfiammatorio non steroideo. Caramelle e sciacqui con acqua tiepida e sale ammorbidiscono la faringe; alle pieghe non arrivano, ma rendono il bruciore più sopportabile. Nei bambini piccoli gli sciacqui non sono adatti.
- Perdere l'abitudine di schiarirsi la voce. Ogni raschio è un colpo di una piega contro l'altra. Al suo posto un sorso d'acqua o una deglutizione tranquilla.
Che cosa è meglio evitare: decongestionanti nasali e bustine «per il raffreddore» per più di un paio di giorni, perché seccano la mucosa e alla voce non fanno bene; pretendere un antibiotico, dato che la laringite acuta è quasi sempre virale e l'antibiotico non accorcia la guarigione di un solo giorno; e le inalazioni con qualsiasi prodotto o il calore sul collo in presenza di febbre alta.
Quando rivolgersi al medico e che cosa deve preoccupare
Conviene sentire il medico di famiglia se la voce non ha iniziato a riprendersi dopo due settimane, se la laringite ritorna più volte all'anno o se ogni mattina ci si sveglia con la voce rauca.
Esiste poi un gruppo di segni che impone di esaminare la laringe con l'endoscopio, non un ennesimo ciclo di sciacqui:
- raucedine che dura più di tre settimane, soprattutto in un fumatore oltre i quarant'anni;
- comparsa di un nodulo duro al collo;
- difficoltà o dolore a deglutire, sensazione che il cibo si impigli;
- dolore a un orecchio mentre quell'orecchio è sano;
- sangue nel catarro;
- calo di peso senza motivo.
Dietro a questo insieme può nascondersi un tumore della laringe, e le sue forme iniziali rispondono bene alle cure — ma solo finché vengono trovate presto. L'esame endoscopico dura un paio di minuti e si esegue in anestesia locale.
Durante la visita il medico guarderà la gola, chiederà dell'uso della voce, del reflusso e del lavoro, se serve eseguirà un tampone o prescriverà esami del sangue e, in caso di episodi ripetuti, invierà all'otorinolaringoiatra o al foniatra.
Perché la laringite ritorna
Quando la raucedine si ripresenta di continuo, in genere non è colpa di un'infezione ma di una causa che continua ad agire. Le più frequenti sono queste:
- Il carico vocale. Insegnanti, educatori, commessi, operatori di call center, allenatori, cantanti: giornate intere a volume alto, spesso in ambienti rumorosi. Qui non serve tacere dopo ogni crisi, ma impostare la voce e organizzare la giornata: pause, microfono, acqua a portata di mano.
- La risalita di acido dallo stomaco. Si riconosce dalla raucedine mattutina, dall'abitudine di schiarirsi la voce, dal senso di nodo in gola e dall'assenza di bruciore: l'acido arriva alla laringe senza provocare il tipico bruciore dietro lo sterno. Aiutano non mangiare subito prima di coricarsi, alzare la testiera del letto e la terapia prescritta dal medico.
- Il fumo. Anni di tabacco producono un gonfiore stabile delle pieghe, per cui nelle donne la voce diventa nettamente più bassa e ruvida. Dopo aver smesso si recupera in parte.
- Aria secca e allergia: stagione dei termosifoni, condizionatore, polvere, pelo di animali, pollini.
- I cortisonici inalatori per l'asma. La raucedine è un loro effetto collaterale noto. Il distanziatore e il risciacquo della bocca dopo l'inalazione di solito risolvono; il farmaco non si sospende di propria iniziativa.
- Più di rado: ipotiroidismo, noduli e polipi delle corde vocali, esiti di un intervento al collo.
Una menzione a parte merita il vaccino antinfluenzale: non cura la laringite, ma toglie di mezzo una delle cause che più spesso la scatenano.
Consulto online
Nel consulto online il medico, in base a come suona la voce, ai sintomi che l'accompagnano e a quanto durano, aiuta a distinguere una comune laringite virale da una situazione che richiede l'esame della laringe, e indica che cosa fare subito perché la voce torni prima. Ai genitori di un bambino con tosse abbaiante viene spiegato come comportarsi di notte, quali segni consentono di osservare a casa e quali impongono di chiamare l'ambulanza. Se gli episodi si ripetono, il medico ricostruisce la causa probabile — carico vocale, reflusso, inalatore, aria secca — propone che cosa cambiare e chiarisce quando serve un foniatra e con quali informazioni presentarsi.
Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.
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