In questa pagina
- Che cos'è la commozione cerebrale e come si manifesta
- Segnali per cui si chiama l'ambulanza
- Che cosa va mostrato al medico in giornata
- Il primo giorno e la prima settimana a casa
- Come tornare al lavoro, alla scuola e allo sport
- Se i sintomi si prolungano oltre due settimane
- Il colpo di cui ci si ricorda un mese dopo
- Consulto online
Medicinali comunemente utilizzati per Lesione alla testa e commozione cerebrale
Solo a scopo informativo. Consulta sempre un medico prima di assumere qualsiasi medicinale.
Forma farmaceutica: ORAL SOLUTION/SUSPENSION, 100 mg paracetamol/ mlPrincipio attivo: paracetamolProduttore: Laboratorios Ern S.A.Prescrizione non richiestaForma farmaceutica: TABLET, 500 mgPrincipio attivo: paracetamolProduttore: Kern Pharma S.L.Prescrizione non richiestaForma farmaceutica: TABLET, 1 gPrincipio attivo: paracetamolProduttore: Laboratorio Stada S.L.Prescrizione non richiesta
Battere la testa può capitare ovunque: sul ghiaccio, su una rampa di scale, contro lo spigolo di un'anta aperta. Quasi sempre la cosa si esaurisce in un bernoccolo e in un paio di giorni di mal di testa. La difficoltà sta altrove: perché il cervello soffra non serve neppure un graffio all'esterno, e un sanguinamento dentro il cranio non si manifesta sempre subito, tanto che una persona può apparire perfettamente a posto per un'ora, per due, perfino per un giorno intero. Tutto ciò che segue si riduce quindi a due cose: riconoscere i segnali davanti ai quali non si può aspettare e concedere alla testa qualche giorno tranquillo quando quei segnali non ci sono.
Che cos'è la commozione cerebrale e come si manifesta
La commozione è un'alterazione temporanea del funzionamento del cervello dopo un colpo o uno scossone brusco della testa. Non è necessario perdere i sensi: la maggior parte delle commozioni avviene senza un solo secondo di incoscienza. Si riconosce da un insieme di disturbi, alcuni dei quali compaiono non al momento dell'urto ma qualche ora dopo:
- mal di testa, di solito sordo e diffuso, capogiri, nausea;
- sensazione di nebbia mentale, lentezza, fatica a trovare una parola o a seguire un discorso;
- un vuoto di memoria che riguarda l'urto stesso e i minuti intorno;
- fastidio per la luce intensa e per i rumori forti;
- irritabilità, pianto facile e ansia insoliti;
- sonno modificato: difficoltà ad addormentarsi oppure, al contrario, si dorme il doppio del normale;
- stanchezza che arriva in fretta leggendo, davanti a uno schermo o in una stanza rumorosa.
In un bambino piccolo il quadro è diverso: piange più a lungo e si consola meno del solito, rifiuta il cibo, perde interesse per i giochi, diventa spento oppure, al contrario, non riesce a calmarsi. Un cambiamento del comportamento in un bambino è un sintomo a pieno titolo, come il mal di testa in un adulto.
Conviene saperlo in anticipo: la commozione in sé non si vede alle immagini. La tomografia non cerca lei, ma il sanguinamento e la frattura. Un esame normale significa soltanto che non c'è sangue dentro il cranio, e non annulla né i sintomi né la necessità di riposare.
Segnali per cui si chiama l'ambulanza
Chiamate l'ambulanza (in Europa il numero unico 112) se dopo un colpo alla testa compare anche solo uno di questi elementi:
- la persona non ha ripreso conoscenza oppure è difficile svegliarla e si addormenta in mezzo a una conversazione;
- una crisi convulsiva;
- vomito che si ripete;
- un mal di testa che non solo persiste, ma aumenta;
- dal naso o dall'orecchio esce un liquido chiaro e acquoso, oppure dall'orecchio esce sangue;
- lividi attorno a entrambi gli occhi o dietro le orecchie, pur non essendo arrivato lì il colpo;
- debolezza o formicolio in un braccio o in una gamba, viso storto, parola impastata, oppure non comprende ciò che gli si dice;
- pupille di dimensioni diverse, visione doppia, calo della vista;
- confusione: non riconosce i familiari, non capisce dove si trova, ripete la stessa domanda in continuazione;
- non riesce ad alzarsi, a camminare, a mantenere l'equilibrio;
- ferita con infossamento dell'osso, osso visibile o un oggetto conficcato;
- urto ad alta velocità: un incidente stradale, un investimento, una caduta da un'altezza superiore alla propria statura o da una scala, un tuffo finito male.
Nell'attesa dell'ambulanza non lasciate la persona da sola, non datele da bere né da mangiare e, se sospettate una lesione del collo, non giratele né sollevatele la testa. Se è incosciente ma respira, mettetela su un fianco ruotando insieme il tronco e sostenendo il collo. Non trasportate voi l'infortunato in auto: lungo la strada può peggiorare.
Che cosa va mostrato al medico in giornata
L'ambulanza non serve sempre, ma nemmeno conviene aspettare lunedì. Una valutazione in giornata è necessaria se:
- c'è stata perdita di coscienza, anche di pochi secondi;
- resta un vuoto di memoria, per quanto breve;
- ha vomitato almeno una volta;
- il mal di testa persiste e non passa con un comune antidolorifico;
- assumete farmaci che fluidificano il sangue oppure avete un disturbo della coagulazione;
- a battere la testa è stata una persona anziana: in lei un sanguinamento è possibile anche dopo un colpo modesto;
- al momento dell'urto c'erano di mezzo alcol o droghe, perché diventa impossibile distinguere l'ebbrezza dal danno cerebrale;
- c'è stato in passato un intervento al cervello o è presente una derivazione;
- la ferita richiede punti oppure si forma un gonfiore ampio che cresce rapidamente;
- il bambino non si comporta come al solito;
- la lesione è stata inflitta di proposito da un'altra persona.
Il primo giorno e la prima settimana a casa
Se non ci sono segnali di allarme, il resto si gestisce a casa e le regole sono poche.
- Nelle prime ventiquattro ore è bene che ci sia vicino un adulto in grado di accorgersi di un peggioramento.
- Applicate del freddo avvolto in un panno, a intervalli brevi: riduce il gonfiore e il dolore nel punto colpito.
- Per il mal di testa, nei primi giorni è più prudente il paracetamolo. L'aspirina e gli antinfiammatori ostacolano la coagulazione, cosa superflua con un trauma cranico recente; chiedete al medico di famiglia quando potrete tornare a usarli.
- Dormire si può e si deve. Svegliare la persona ogni ora è un consiglio superato che sfinisce soltanto entrambi. Conta un'altra cosa: che la si riesca a svegliare nel modo consueto.
- Niente alcol, sonniferi o tranquillanti finché dura il recupero.
- Non mettetevi alla guida finché ci sono capogiri, nebbia mentale o riflessi rallentati.
Una nota sul riposo. Restare in una stanza buia oltre i primi due giorni non accelera la guarigione, la rallenta. La regola sensata è un paio di giornate di calma e poi il ritorno graduale alle attività di sempre, con un po' di movimento leggero come una passeggiata lenta, regolandosi sui sintomi. Se peggiorano in modo evidente si riduce e si riprova il giorno dopo.
Come tornare al lavoro, alla scuola e allo sport
Il rientro procede per gradini e si sale di uno solo quando i sintomi non sono ricomparsi. Prima le normali faccende domestiche, poi un'attività aerobica leggera come camminare o pedalare senza resistenza. Poi esercizi più impegnativi, ma senza rischio di scontro. Quindi allenamenti con la squadra senza contatto e solo alla fine la partita vera.
Agli sport di contatto — arti marziali, calcio, hockey, rugby, qualsiasi attività in cui la testa possa incassare un altro colpo — si torna quando non resta alcun sintomo né a riposo né sotto sforzo, e dopo che il medico lo ha confermato. La fretta qui è più pericolosa di quanto sembri: un urto su un cervello non ancora guarito provoca di rado, soprattutto negli adolescenti e nei giovani atleti, un rigonfiamento cerebrale fulminante dall'esito gravissimo. Per una partita saltata non vale la pena rischiare.
A uno studente conviene accorciare la giornata nei primi giorni, ridurre il tempo davanti agli schermi e rinviare le verifiche: lo sforzo mentale accentua i sintomi esattamente come quello fisico.
Se i sintomi si prolungano oltre due settimane
Nella maggior parte degli adulti tutto si risolve in una o due settimane; nei bambini e negli adolescenti spesso ci vuole di più. In una parte delle persone resta però una scia: mal di testa, stanchezza rapida, irritabilità, ronzio alle orecchie, capogiri ai movimenti bruschi del capo, distrazione, sonno cattivo, ansia. Non vuol dire che nella testa sia stato trovato qualcosa di terribile: è così che il cervello si riprende, e quasi in tutti questi disturbi si spengono poco a poco.
Non serve aspettare da soli. Se dopo due settimane nulla migliora o i sintomi impediscono di lavorare e studiare, rivolgetevi al medico: aiutano un sonno regolare, un'attività dosata al posto del riposo assoluto, una terapia mirata del mal di testa, la riabilitazione vestibolare per i capogiri e un sostegno psicologico per l'ansia. Anche il bambino i cui disturbi non passano entro un mese va portato dal medico.
Il colpo di cui ci si ricorda un mese dopo
C'è uno scenario che sfugge più di ogni altro. Negli anziani, in chi assume farmaci che fluidificano il sangue e in chi beve molto, le vene che collegano il cervello alle sue membrane si strappano con facilità e il sangue si raccoglie lentamente, nell'arco di settimane. Questo ematoma cronico non si fa sentire il giorno del trauma, ma due-otto settimane dopo, quando l'urto è ormai dimenticato e sembra una sciocchezza: la persona ha sbattuto contro una mensola e ha proseguito la sua giornata.
Devono insospettire un mal di testa che aumenta di giorno in giorno, sonnolenza, confusione, un carattere cambiato, debolezza del braccio e della gamba dello stesso lato, andatura incerta, perdita del controllo delle urine. Tutto questo viene attribuito con facilità all'età o a una demenza iniziale, ed è qui la trappola principale. Il sangue raccolto viene evacuato e dopo l'intervento le persone di solito tornano come prima, ma più tardi lo si fa, peggiore è il risultato.
Il secondo scenario corre più veloce. A volte, dopo il colpo, la persona sta meglio, dice che è passato tutto e poche ore dopo peggiora di colpo: mal di testa violentissimo, vomito, sonnolenza. Così si comporta un sanguinamento da un'arteria sotto l'osso del cranio. Proprio per questo chi ha subito un trauma cranico viene sorvegliato per una giornata intera, anche se subito dopo l'urto sembrava in piena forma.
Consulto online
A distanza si risolve facilmente la domanda che viene per prima: quanto è successo è un colpo ordinario da curare in casa oppure un motivo per farsi visitare di persona, e con quanta urgenza? Il medico ripercorrerà le circostanze del trauma, i vostri farmaci e le malattie croniche, peserà i sintomi e indicherà che cosa sorvegliare nelle ore successive. Online è comodo discutere anche del seguito: come impostare il ritorno agli allenamenti, che fare con un mal di testa alla terza settimana, se il bambino ha bisogno di alleggerimenti a scuola. I segnali dell'elenco per l'ambulanza non si valutano a distanza: davanti a essi si chiama subito aiuto.
Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.
Medici online per Lesione alla testa e commozione cerebrale
Parla con un medico di sintomi, possibili opzioni di trattamento e dei prossimi passi per Lesione alla testa e commozione cerebrale.














