In questa pagina
- Quando contano i minuti
- Sostanza chimica nell'occhio: prima l'acqua, poi tutto il resto
- Mi è entrato qualcosa nell'occhio
- L'abrasione corneale: perché una cosa così piccola fa così male
- Un colpo all'occhio
- Bruciatura da luce
- Cosa non fare
- Le cose rare che conviene conoscere prima
- Come non arrivare alla lesione
- Consulto online
Medicinali comunemente utilizzati per Lesioni agli occhi
Solo a scopo informativo. Consulta sempre un medico prima di assumere qualsiasi medicinale.
Forma farmaceutica: EYE DROP, 1% sodium carboxymethylcellulosePrincipio attivo: artificial tears and other indifferent preparationsProduttore: Abbvie Spain, S.L.U.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: OPHTHALMIC OINTMENT, 10 mgPrincipio attivo: chloramphenicolProduttore: Omnivision GmbhPrescrizione richiestaForma farmaceutica: EYEDROP, 5.5 mg sodium chloride; 3 mg hypromellose/mlPrincipio attivo: artificial tears and other indifferent preparationsProduttore: Alcon Healthcare S.A.Prescrizione non richiesta
Quasi tutto quello che capita a un occhio in casa o al lavoro finisce in nulla: il granello se ne va con una lacrima, lo shampoo brucia per mezz'ora e smette, l'occhio arrossa e verso sera si calma. La difficoltà sta altrove. Alcune lesioni davvero gravi all'inizio sembrano tranquille e fanno appena male, eppure il margine per intervenire è di minuti oppure di ore. Uno schizzo di sgrassatore per forni, una scheggia minuscola partita dalla smerigliatrice, una pallonata: tutte possono ingannare. Qui si spiega come distinguere la sciocchezza da ciò che impone di uscire di casa subito, e cosa fare nei primi minuti.
Quando contano i minuti
Non rimandi e non aspetti il mattino se dopo un incidente all'occhio compare anche solo una di queste cose:
- è entrata una sostanza caustica: detergente per forni o per scarichi, candeggina, ammoniaca, calce, cemento, gesso, acido della batteria; cominci a lavare con acqua adesso e non si fermi lungo la strada;
- una scheggia, un filo di ferro o un frammento sono conficcati nell'occhio: non li tolga;
- qualcosa è arrivato ad alta velocità: martello sullo scalpello, smerigliatrice, decespugliatore, tosaerba, arma ad aria compressa, petardo;
- la vista è cambiata dopo il trauma: è calata, si è annebbiata, si vede doppio, compaiono lampi, uno sciame di mosche volanti o una tenda scura da un lato;
- dentro l'occhio si vede sangue, come livello rosso davanti all'iride o come campo interamente rosso;
- la pupilla ha perso la forma rotonda e si allunga a goccia, oppure dalla ferita sporge tessuto scuro;
- dall'occhio esce pus o un liquido trasparente e il globo risulta molle;
- l'occhio non si muove, non si apre o fa molto male; compaiono vomito, fastidio alla luce, mal di testa o febbre alta.
In quelle condizioni non si guida: chieda a qualcuno di accompagnarla oppure chiami un'ambulanza (in Europa vale il numero unico 112). Porti con sé l'elenco dei farmaci che assume e la confezione del prodotto chimico o una foto dell'etichetta. Se la faccenda va verso la sala operatoria, non mangi e non beva finché il medico non lo permette.
Sostanza chimica nell'occhio: prima l'acqua, poi tutto il resto
È l'unica lesione oculare in cui cinque minuti di ritardo cambiano l'esito. L'acido brucia la superficie e in buona parte si ferma da solo, perché la proteina coagulata gli sbarra la strada verso l'interno. L'alcali si comporta in modo diverso: scioglie il tessuto e continua a penetrare finché non lo si porta via con l'acqua. Per questo i prodotti per forni e scarichi, la calce spenta, il cemento e l'impasto di gesso sono più pericolosi dell'aceto o di un anticalcare, per quanto facciano meno paura.
Bisogna lavare per almeno venti minuti, orologio alla mano, e ancora più a lungo se il prodotto è alcalino. Va bene qualsiasi acqua pulita e fresca: del rubinetto, della doccia, in bottiglia. Tenga le palpebre aperte con le dita, altrimenti l'occhio si chiude per riflesso e l'acqua scivola sulla guancia. Diriga il getto dal naso verso la tempia, per non bagnare l'occhio sano. La pressione deve restare debole. Tolga la lente a contatto se non è uscita da sola. E guardi sotto la palpebra superiore: i granelli di calce e di cemento si fermano proprio lì e continuano a bruciare la cornea finché qualcuno non li rimuove.
Non c'è nulla da neutralizzare. Sull'acido non si versa bicarbonato e sull'alcali non si versa aceto: la reazione libera calore sull'occhio stesso e peggiora soltanto la situazione. Acqua, molta acqua e tempo: qui finisce la parte che si fa a casa.
Mi è entrato qualcosa nell'occhio
Un ciglio, un granello di sabbia, una pellicina, una briciola di intonaco. La prima cosa da non fare è strofinare: così il corpuscolo raschia la cornea e trasforma un fastidio in una lesione. Sbatta le palpebre e lasci che la lacrima lo porti via. Se non basta, lavi l'occhio con acqua pulita o soluzione fisiologica. La palpebra superiore si può tirare piano per le ciglia e far scendere sopra quella inferiore: le ciglia di sotto spesso spazzano via ciò che si è fermato in alto.
Pinzette, fiammiferi, l'angolo di un fazzoletto e i cotton fioc non entrano mai in un occhio. Se dopo il lavaggio resta la sensazione di corpo estraneo, o la particella è annidata sotto la palpebra superiore, oppure se n'è già andata lasciando un graffio: entrambe le cose le risolve il medico. Rovescia la palpebra e mette una goccia di colorante che rende visibile la zona danneggiata della cornea.
L'abrasione corneale: perché una cosa così piccola fa così male
La cornea ha terminazioni nervose più fitte di qualunque altro tessuto del corpo, perciò un graffio minuscolo si sente come una scheggia di vetro. Il quadro tipico è bruciore acuto, lacrimazione continua, occhio che alla luce non si apre, rossore e vista un po' offuscata. L'abrasione guarisce in fretta, di solito in uno o due giorni, e il medico può prescrivere un collirio antibiotico perché nel frattempo non si insedi un'infezione. Non serve alcuna benda stretta.
Capitolo a parte per le lenti a contatto. La lente va tolta e non va rimessa finché l'occhio non è guarito e il medico non dà il via libera. Sotto una lente un'abrasione superficiale diventa un'ulcera corneale nel giro di ventiquattro ore: lì è caldo, umido e manca l'ossigeno. La più rapida in questo è la pseudomonas, e l'ulcera che lascia è una cicatrice opaca proprio al centro della vista. Un occhio rosso e dolente in chi porta le lenti significa sempre oggi, mai domani.
Un colpo all'occhio
Un pallone, un gomito, un pugno, il tappo di una bottiglia, l'elastico di un ragno che si sgancia. Il livido intorno all'occhio non è pericoloso di per sé, ma il bulbo che sta sotto va controllato, perché un urto contundente schiaccia l'occhio e lo lacera dall'interno. Preoccupano queste cose:
- sangue nella camera anteriore: si deposita e forma un livello rosso orizzontale davanti all'iride. La vista si annebbia e l'occhio duole sordamente. Spesso si riassorbe da solo, ma va sorvegliato, perché la pressione interna può salire e il sanguinamento può ripartire dopo qualche giorno;
- frattura del pavimento dell'orbita: si vede doppio guardando in alto, si addormenta la pelle della guancia e del labbro superiore, l'occhio sembra affondato. Dopo una lesione così non ci si deve soffiare il naso, perché l'aria del seno passa sotto la pelle e nell'orbita;
- distacco di retina: lampi al buio, una pioggia improvvisa di puntini fluttuanti, una tenda scura che avanza dal bordo del campo visivo. Può comparire settimane dopo il colpo e non lo stesso giorno, motivo per cui vale la pena tenere a mente questi segni;
- rottura delle tuniche oculari: pupilla allungata a goccia, globo molle, vista persa di colpo. Qui serve la chirurgia e fino ad allora l'occhio si protegge soltanto, senza toccarlo.
Se si sospetta una perforazione, contro l'occhio non si appoggia nulla: né ghiaccio, né un batuffolo di cotone, né la mano. Lo si copre con qualcosa di rigido, va bene il fondo di un bicchiere di plastica, fissandolo allo zigomo e alla fronte senza gravare sul bulbo.
Bruciatura da luce
Saldare senza maschera, il sole riflesso dalla neve o dall'acqua, una lampada abbronzante senza occhiali. L'ultravioletto brucia la superficie della cornea, e la parte insidiosa è il ritardo: all'inizio non dà fastidio nulla e sei o dodici ore dopo, quasi sempre di notte, entrambi gli occhi cominciano a bruciare come se fossero pieni di sabbia. Le palpebre non si staccano, le lacrime scendono, la luce è insopportabile.
Questa bruciatura guarisce in uno o due giorni e non lascia traccia, ma conviene farsi vedere, perché dietro lo stesso quadro si nascondono cose più serie. A casa aiutano una stanza in penombra, impacchi freschi, un comune antidolorifico da banco e le lenti lasciate fuori. Il collirio anestetico con cui il medico esamina l'occhio non si porta a casa e non si compra di propria iniziativa: toglie il dolore ma blocca la guarigione. Prevenire tutto questo è semplice: maschera da saldatore e, sulla neve e sull'acqua, occhiali con filtro ultravioletto.
Cosa non fare
- strofinare l'occhio o premerlo;
- estrarre l'oggetto che vi è rimasto conficcato;
- applicare una benda stretta quando si sospetta una perforazione;
- mettere il primo collirio che si trova in casa, soprattutto quelli vasocostrittori, che cancellano il rossore e con esso un segno di malattia;
- lavare l'occhio con tè, latte, infusi di erbe o saliva;
- portare le lenti o truccarsi prima che l'occhio sia guarito;
- aspettare che passi da sé quando la vista è cambiata, anche di poco.
Le cose rare che conviene conoscere prima
Dopo una ferita penetrante esiste l'oftalmia simpatica. Il sistema immunitario, che attraverso la ferita incontra per la prima volta i tessuti interni dell'occhio, comincia a considerarli estranei e attacca entrambi gli occhi, compreso quello sano. Succede di rado, ma l'inganno sta nei tempi: l'infiammazione arriva settimane o addirittura mesi dopo, quando il trauma è ormai dimenticato. Per questo una ferita oculare non si lascia seguita a metà, e chi dopo un po' vede l'altro occhio arrossarsi, dolere alla luce o vedere peggio deve farsi visitare con urgenza.
La seconda disgrazia rara è molto più vicina nel tempo. L'infezione entra dentro l'occhio insieme all'oggetto che lo ha ferito e si sviluppa nei primi giorni: il dolore aumenta invece di calmarsi, la palpebra si gonfia, la vista scende e all'interno si vede pus. È un'emergenza e si cura in ospedale.
Come non arrivare alla lesione
Un paio di occhiali protettivi costa meno di una sola visita oculistica ed evita la maggior parte dei casi gravi. Li indossi quando usa la smerigliatrice, il trapano, il martello e lo scalpello, quando taglia l'erba col decespugliatore, quando prepara calce o cemento e quando travasa acidi e prodotti alcalini. Per il gioco con la palla e gli sport con la racchetta esistono occhiali sportivi, particolarmente sensati per i bambini. Fuochi d'artificio e armi ad aria compressa meritano una riga a parte: da lì arriva buona parte delle lesioni oculari gravi dell'infanzia. E il lato domestico: tolga le lenti per la notte, non le sciacqui mai con l'acqua del rubinetto e tenga i flaconi dei detersivi dove un bambino non arriva.
Consulto online
A distanza si risolve bene la domanda che viene per prima: si tratta di un'irritazione che passa da sola oppure di un caso che richiede una visita in presenza, e con quale urgenza. Il medico ripercorre cosa è entrato nell'occhio e in quali circostanze, guarda l'occhio attraverso la videocamera e spiega come lavarlo correttamente e quali segni sorvegliare nei giorni successivi. È anche un modo comodo per discutere di quella sensazione di sabbia che dura ormai da due giorni o del rossore in chi porta le lenti. I segni urgenti del primo elenco non si valutano a distanza: con quelli si va direttamente da un medico di persona.
Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.
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