Malaria

La malaria è una malattia parassitaria trasmessa dalle zanzare nelle zone tropicali e subtropicali. Basta una sola puntura.

Valutazione prescrizione online

Valutazione prescrizione online

Un medico valuterà il tuo caso e rilascerà una prescrizione se medicalmente appropriato.

Parla con un medico online

Parla con un medico online

Discuti i tuoi sintomi e i possibili prossimi passi con un medico online.

Questa pagina fornisce informazioni generali e non sostituisce il parere di un medico. Se i sintomi sono gravi o in peggioramento, rivolgiti a un servizio medico di emergenza o chiama i servizi di soccorso.

La malaria è una malattia parassitaria trasmessa dalle zanzare nelle zone tropicali e subtropicali. Basta una sola puntura. Il parassita entra nel sangue, si moltiplica nel fegato e poi distrugge i globuli rossi, ed è a quel punto che compare la febbre. L'essenziale sta in una frase: curata in tempo la malaria guarisce senza lasciare traccia, trascurata uccide nel giro di pochi giorni. Fra il sentirsi poco bene e il trovarsi in pericolo di vita possono passare meno di ventiquattro ore, perciò la febbre in chi torna dai tropici non è un motivo per mettersi a letto e aspettare, ma per fare un esame del sangue in giornata. E ancora: prendere le compresse preventive riduce il rischio ma non lo azzera, quindi «ho fatto la profilassi» non esonera dal controllo.

Come si prende la malaria

L'agente è un parassita unicellulare, il plasmodio, trasportato dalla femmina della zanzara del genere Anopheles. Queste zanzare pungono al crepuscolo e di notte, non di giorno, e non ronzano in modo così evidente come quelle a cui siamo abituati. Da persona a persona la malaria non si trasmette per le vie consuete: né stringendo la mano, né condividendo le stoviglie, né per via aerea. Le eccezioni sono rare e precise: la trasfusione di sangue, la puntura con un ago già usato e il passaggio dalla madre al bambino durante la gravidanza.

Ci si contagia nell'Africa tropicale, nell'Asia meridionale e sudorientale, in Medio Oriente, in Oceania, in America centrale e meridionale, ad Haiti e nella Repubblica Dominicana. Il rischio varia moltissimo non solo fra paesi ma all'interno dello stesso paese: nella capitale o in un villaggio turistico può essere nullo, mentre nelle campagne durante la stagione delle piogge è alto. Perciò prima di partire non ci si chiede se il paese sia pericoloso, ma si guarda la regione precisa e il periodo dell'anno.

Merita un discorso a parte chi è nato in un paese dove la malaria è comune e vive in Europa da anni. L'immunità parziale che aveva da bambino con il tempo si perde. Un viaggio per andare a trovare i parenti è per lui e per i suoi figli rischioso quanto per qualunque altro turista, eppure sono proprio loro a prendere le compresse meno spesso.

Perché la malaria è pericolosa

L'uomo viene infettato da diverse specie di plasmodio, molto diverse fra loro per comportamento. La più pericolosa è la malaria da falciparum, che predomina nell'Africa subsahariana. In questa forma i globuli rossi infetti aderiscono alle pareti dei piccoli vasi e li ostruiscono, così a soffrirne sono il cervello, i reni e i polmoni. È la specie responsabile di quasi tutti i decessi ed è quella capace di trasformare «solo un po' di febbre» in un quadro grave nell'arco di un giorno.

Le specie vivax e ovale hanno un decorso più lieve, ma con una particolarità: una parte dei parassiti resta silente nel fegato e si risveglia dopo mesi, e talvolta dopo un anno o più dal viaggio. A quel punto la persona ha dimenticato la partenza e non la collega alla febbre, e il medico, senza quell'indizio, alla malaria non pensa. Perciò conviene raccontare da soli qualsiasi viaggio ai tropici dell'ultimo anno, anche se nessuno lo chiede.

C'è infine la specie knowlesi, presente nelle foreste del Sud-Est asiatico e proveniente dalle scimmie; si moltiplica molto rapidamente e può anch'essa dare forme gravi. La specie si riconosce con l'esame del sangue, e da essa dipende la scelta del farmaco.

Primi sintomi e quando aspettarseli

La malaria esordisce in modo aspecifico, e qui sta l'inganno: nei primi giorni assomiglia a un'influenza o a un'infezione intestinale. Compaiono febbre alta con brividi e sudorazioni profuse, mal di testa e dolori muscolari, spossatezza, nausea, dolore addominale e talvolta diarrea e tosse. I classici accessi a giorni alterni descritti sui libri all'inizio di solito mancano, quindi aspettarli è un errore.

Nei bambini il quadro è ancora meno riconoscibile: il piccolo diventa fiacco e sonnolento, rifiuta cibo e bevande, e può presentare solo vomito o solo mal di pancia senza febbre evidente.

La malaria da falciparum si manifesta di regola una o due settimane dopo la puntura, ma mai prima del settimo giorno: se la febbre arriva al terzo giorno dal rientro, quasi certamente dipende da altro. Le altre specie possono dare il primo accesso anche dopo mesi. La regola generale è semplice: qualsiasi febbre entro un anno dal ritorno da una zona malarica va considerata malaria finché l'esame non dimostra il contrario.

Quando serve aiuto urgente

Chiamate l'ambulanza (nei paesi europei con il numero unico 112) se in chi è stato ai tropici compaiono:

  • confusione, sonnolenza marcata, delirio, convulsioni, oppure non si riesce a svegliarlo;
  • respiro rapido, faticoso o rumoroso, affanno a riposo;
  • urine scure, color tè forte o cola, oppure quasi assenti;
  • colorito giallo della pelle e del bianco degli occhi;
  • sanguinamento delle gengive o dal naso, lividi comparsi senza urti;
  • debolezza estrema, pelle fredda e sudata, polso rapido e debole, impossibilità di alzarsi;
  • vomito incoercibile che impedisce di bere e di assumere i farmaci.

Un cenno a parte per i bambini piccoli e le donne in gravidanza: in loro il peggioramento è più rapido e non conviene attendere prima di chiedere aiuto.

Se invece ci sono soltanto febbre e dolori diffusi e nessuno dei segni elencati, non è comunque il caso di «aspettare lunedì»: bisogna farsi visitare ed eseguire l'esame del sangue in giornata. Dite chiaramente dove siete stati e quando, perché questo cambia tutto il percorso diagnostico.

Come si conferma la diagnosi

La diagnosi si fa su una goccia di sangue. Il metodo principale è la microscopia della goccia spessa e dello striscio: i parassiti si vedono, se ne identifica la specie e si conta quale quota di globuli rossi è infettata. Quella quota conta quanto il reperto stesso, perché da essa dipende se curare a casa o ricoverare.

Esistono anche i test rapidi, che danno la risposta in un quarto d'ora da una goccia di sangue dal dito. Sono comodi, ma perdono sensibilità quando i parassiti sono pochi e non sostituiscono la microscopia.

Il punto essenziale: un singolo risultato negativo non esclude la malaria. I parassiti entrano nel sangue a ondate e fra un'ondata e l'altra possono non vedersi. Perciò, se il sospetto resta, l'esame si ripete dopo 12-24 ore e la diagnosi si considera esclusa solo dopo più campioni negativi nell'arco di due giorni. Se vi hanno fatto un solo esame, vi hanno detto che era pulito e la febbre continua, tornate e insistete per ripeterlo.

Come si cura

La malaria è guaribile e i farmaci ci sono. Nella forma non complicata da falciparum si usano le combinazioni a base di artemisinina, per bocca, per alcuni giorni. Nella forma grave la cura inizia in ospedale con un farmaco per via endovenosa, perché con il vomito e la coscienza alterata le compresse non funzionano, e qui poche ore di ritardo si pagano care.

La scelta del farmaco dipende dalla specie e dal paese in cui è avvenuto il contagio: la resistenza del plasmodio ai vari medicinali non è uguale ovunque. Per questo la terapia la prescrive un medico e non si acquista di propria iniziativa, e per questo è importante descrivere con precisione l'itinerario del viaggio.

Con le specie che si nascondono nel fegato non basta ripulire il sangue: senza un secondo farmaco che uccida le forme silenti, la febbre tornerà dopo mesi. Prima di prescriverlo si controlla l'enzima G6PD, perché in caso di carenza quel medicinale distrugge i globuli rossi. Saltare questa seconda fase non è ammissibile, anche se ci si sente bene da tempo.

Come ridurre il rischio in viaggio

Conviene prepararsi per tempo, meglio un mese e mezzo prima della partenza, anche se una consulenza pochi giorni prima non è inutile. Il medico verifica la situazione della regione esatta in cui andrete e sceglie le compresse preventive. Si iniziano prima di partire e si proseguono obbligatoriamente dopo il rientro: per quanto tempo dipende dal farmaco, e interromperle in anticipo non si può, perché è proprio in quel periodo che i parassiti si risvegliano.

L'altra metà della protezione è non farsi pungere, e funziona a prescindere dalle compresse. Dormite sotto una zanzariera impregnata di insetticida se la stanza non ha aria condizionata né reti alle finestre. Dal tramonto indossate maniche lunghe e pantaloni lunghi. Sulla pelle scoperta applicate un repellente con DEET, rinnovandolo con la frequenza indicata sulla confezione; per i bambini e in gravidanza serve la concentrazione adatta, che conviene farsi indicare.

Devono prepararsi con particolare attenzione le donne in gravidanza, i bambini piccoli, le persone anziane, chi ha le difese immunitarie indebolite e chi non ha più la milza: in tutti loro la malaria è più grave. Alle donne in gravidanza di solito si sconsiglia proprio di recarsi nelle zone ad alto rischio. I vaccini antimalarici oggi disponibili si somministrano ai bambini dei paesi tropicali in cui la malattia è costantemente presente; per il viaggiatore non sostituiscono né le compresse né la protezione dalle punture.

Consulto online

A distanza si affrontano bene due cose. La prima è la preparazione del viaggio: il medico esamina l'itinerario, dice se nel vostro caso servono le compresse preventive e quali, tenendo conto di malattie croniche, gravidanza e altri farmaci assunti, spiega quando iniziare e quando finire il ciclo e verifica che cos'altro convenga fare prima di partire.

La seconda viene dopo il rientro. Se compare la febbre, il medico valuta in base ai sintomi e alle date del viaggio quanto è probabile la malaria e soprattutto indica dove andare e con quale rapidità per l'esame del sangue e che cosa chiedere di controllare. Quello che non si può fare per iscritto è gestire la febbre stessa in chi torna dai tropici: qui la diagnosi la dà il laboratorio, e serve oggi, non fra una settimana. Il medico indicherà inoltre i segni davanti ai quali non si scrive, si chiama l'ambulanza.

Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.

Rimani aggiornato su Oladoctor

Novità su nuovi servizi, aggiornamenti del prodotto e contenuti utili per i pazienti.