Malattia di Bowen
La malattia di Bowen è lo stadio più precoce del carcinoma squamocellulare della pelle. Le cellule alterate ci sono già, ma restano confinate nello strato…
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Medicinali comunemente utilizzati per Malattia di Bowen
Solo a scopo informativo. Consulta sempre un medico prima di assumere qualsiasi medicinale.
Forma farmaceutica: INJECTABLE, 50 mg/mLPrincipio attivo: fluorouracilProduttore: Accord Healthcare S.L.U.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: CREAM, 40 mg/gPrincipio attivo: fluorouracilProduttore: Pierre Fabre Iberica S.A.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: OINTMENT, 10 mg/gPrincipio attivo: tirbanibulinProduttore: Almirall S.A.Prescrizione richiesta
La malattia di Bowen è lo stadio più precoce del carcinoma squamocellulare della pelle. Le cellule alterate ci sono già, ma restano confinate nello strato superficiale e non possono raggiungere il sangue né la linfa, quindi non danno localizzazioni in altri organi. Si presenta come una chiazza rossastra e desquamante, persistente e dal bordo netto, che da mesi non guarisce e non risponde alle creme. Il trattamento è semplice e quasi sempre risolutivo. La vera difficoltà non sta nel curarla, ma nel fatto che per anni la si scambia per un eczema o una psoriasi.
Che aspetto ha la chiazza e dove compare
La chiazza cresce molto lentamente, a volte per anni, e da una settimana all'altra non cambia quasi. Di solito è:
- piatta o poco rilevata, coperta di squame o di una crosta sottile;
- da pochi millimetri a diversi centimetri, con un margine netto e ben definito;
- rossa o rosata sulla pelle chiara; sulla pelle olivastra e scura tende al brunastro o al violaceo grigio, ed è molto più difficile da notare;
- a volte lievemente pruriginosa, anche se il più delle volte non dà alcun disturbo.
Non di rado le chiazze sono più d'una. Compaiono dove il sole ha battuto per decenni: sulle gambe, sul viso, sulle orecchie, sul collo, sul cuoio capelluto degli uomini con capelli radi e sul dorso delle mani.
Merita un discorso a parte la forma che nasce all'inguine e sui genitali esterni, glande compreso: lì la chiazza è spesso umida, rosso vivo e lucida, e la causa abituale è un'altra, il papillomavirus umano. Un'altra variante poco comune interessa la pelle attorno a un'unghia e si confonde facilmente con un'infiammazione che non passa.
Quanto è pericolosa
Di per sé questa chiazza non mette in pericolo la vita e non impone di correre. Il pericolo è un altro: se non viene trattata, le cellule alterate possono col tempo penetrare in profondità, e a quel punto si tratta di un vero carcinoma squamocellulare, capace di diffondersi. Succede in circa tre-cinque persone su cento con malattia di Bowen non trattata, e di norma dopo anni.
Il rischio è più alto per le chiazze genitali e nelle persone con immunità depressa. E per togliere un timore diffuso: la malattia di Bowen non ha nulla a che vedere con il melanoma, sono cellule diverse e una prognosi del tutto diversa.
Quando non si può aspettare
Si faccia visitare senza rinvii se una chiazza già nota comincia a comportarsi diversamente:
- al suo interno compare un nodulo duro o un ispessimento;
- inizia a sanguinare oppure si trasforma in un'ulcera che non si chiude;
- compare dolore o fastidio al tatto;
- inizia a crescere in modo evidente dopo anni in cui era rimasta uguale;
- si ingrossa un linfonodo vicino.
Sono segni che il processo ha superato lo strato superficiale della pelle, e vanno affrontati più in fretta.
C'è poi una situazione che spiega perché la malattia venga scoperta tardi così spesso. Se una zona di pelle trattata come eczema o psoriasi non risponde alla crema con cortisone in quattro-sei settimane, mentre le altre lesioni hanno risposto, quella chiazza va mostrata al dermatologo a parte.
Che cosa porta alla malattia di Bowen
La causa principale è il sole accumulato nell'arco della vita, non una singola scottatura. Per questo la malattia compare soprattutto dopo i sessant'anni, nelle persone di carnagione chiara, in chi ha lavorato all'aperto per anni e in chi ha usato le lampade abbronzanti.
Che cosa aumenta ancora la probabilità:
- l'immunità depressa: i farmaci assunti dopo un trapianto d'organo, le terapie che frenano il sistema immunitario, l'infezione da HIV;
- la radioterapia effettuata in passato, con la chiazza che compare anni dopo nella zona irradiata;
- il papillomavirus umano, per le chiazze inguinali e genitali.
Esiste inoltre una causa rara che vale la pena conoscere: il contatto avvenuto molto tempo prima con l'arsenico, attraverso farmaci di altre epoche, acqua di pozzi contaminati, alcune lavorazioni o pesticidi. Quelle chiazze compaiono dopo decenni, sono spesso multiple e si trovano anche dove il sole non arriva, mentre sui palmi e sulle piante si vedono spesso piccoli noduli duri. Se il quadro corrisponde, è importante dirlo al medico: l'arsenico aumenta il rischio non solo di tumori cutanei ma anche interni, e allora gli accertamenti devono essere più ampi.
La malattia di Bowen non è contagiosa e non si eredita.
Perché conta una diagnosi esatta
La chiazza si confonde facilmente con un eczema, una psoriasi, un'infezione da funghi, una verruca seborroica, una cheratosi attinica o un carcinoma basocellulare superficiale. La differenza fra queste cose è sostanziale e a occhio nudo non sempre si coglie: perfino un dermatologo esperto guarda una chiazza simile con il dermatoscopio.
La risposta affidabile la dà solo la biopsia: in anestesia locale si preleva un piccolo frammento di pelle e lo si studia al microscopio. È una procedura breve, e il suo esito determina tutto il resto.
Da qui un avvertimento: non conviene curare per mesi una chiazza poco chiara con una crema al cortisone comprata su consiglio. Attenua il rossore e confonde il quadro senza agire minimamente sulle cellule alterate, mentre il tempo passa.
Come si cura
Le possibilità sono diverse e tutte efficaci. La scelta dipende dalle dimensioni della chiazza, da dove si trova e da quanto bene guariscono le ferite in quel punto.
- Crioterapia: applicazione di azoto liquido. È rapida, ma durante la seduta fa male; si forma poi una crosta che cade in qualche settimana.
- Creme a base di fluorouracile o imiquimod, applicate per alcune settimane. La pelle arrossa e si infiamma immancabilmente: è il decorso atteso del trattamento, non una complicanza, e non è un motivo per interromperlo.
- Curettage con cauterizzazione in anestesia locale: l'area alterata viene raschiata via e la ferita guarisce sotto una crosta.
- Terapia fotodinamica: si applica un preparato fotosensibile e, alcune ore dopo, si illumina la pelle con una lampada dedicata. Il risultato estetico è buono.
- Asportazione chirurgica: si usa quando la diagnosi lascia dubbi o si sospetta un'infiltrazione in profondità.
A volte la scelta giusta è semplicemente osservare. In una persona anziana con una chiazza a lenta crescita sulla gamba il medico può concludere che il danno del trattamento supererebbe il beneficio: è una decisione ragionata, non un rifiuto di aiutare.
Le gambe meritano una nota a parte. Lì la pelle guarisce male, soprattutto in presenza di gonfiore, diabete o cattiva circolazione, e un trattamento troppo insistente può lasciare un'ulcera che non si chiude. Per questo sulle gambe il metodo si sceglie con più prudenza che sul viso o sulle mani.
Che cosa fare dopo il trattamento
Il medico fisserà un controllo per verificare che la pelle sia guarita e che non serva proseguire. I punti, se c'è stato un intervento, si tolgono dopo una o due settimane; a volte se ne usano di riassorbibili. La medicazione si cambia secondo le indicazioni ricevute.
Senza aspettare l'appuntamento fissato, torni dal medico se nel punto della vecchia chiazza compare un ispessimento, se sanguina o cambia aspetto, e anche se nota chiazze nuove e simili in altre zone della pelle.
Che compaiano chiazze nuove è possibile e non significa che il trattamento sia fallito: il sole non ha danneggiato un punto solo, ma tutta la pelle esposta. Da qui in avanti contano due cose.
- La protezione dal sole: abiti coprenti e cappello, ombra nelle ore centrali, un solare con fattore non inferiore a 30 su viso, orecchie, collo e mani tutto l'anno. Le lampade abbronzanti sono da escludere.
- L'autocontrollo della pelle ogni mese o mese e mezzo, con uno specchio, senza dimenticare orecchie, cuoio capelluto, dorso delle mani e gambe. Qualsiasi chiazza che dura più di un mese va fatta vedere.
Consulto online
Nel consulto online il medico chiederà da quanto tempo c'è la chiazza e come è cambiata, valuterà dalle fotografie quanto il quadro sia tipico, esaminerà i fattori di rischio — sole, farmaci che deprimono l'immunità, radioterapia in passato — spiegherà quando serve la biopsia e a quale specialista rivolgersi, e aiuterà a interpretare un referto già ottenuto e a curare la pelle dopo il trattamento.
Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.
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