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Medicinali comunemente utilizzati per Malattia epatica alcolica
Solo a scopo informativo. Consulta sempre un medico prima di assumere qualsiasi medicinale.
Forma farmaceutica: TABLET, 1 mg sodium warfarinPrincipio attivo: warfarinProduttore: Laboratorio Aldo Union S.L.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: ORAL SOLUTION/SUSPENSION, 10 g lactulosePrincipio attivo: lactuloseProduttore: Cooper Consumer Health B.V.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: ORAL SOLUTION/SUSPENSION, 0.67 g lactulose/mlPrincipio attivo: lactuloseProduttore: Lainco S.A.Prescrizione richiesta
Sotto questo nome stanno tre quadri diversi con una causa sola: fegato grasso, epatite alcolica e cirrosi. Li unisce qualcosa in più dell'alcol, ed è una caratteristica scomoda: il fegato si distrugge per anni in silenzio. La persona si sente come sempre, gli esami possono risultare normali e la cicatrice all'interno del fegato continua a crescere. La notizia buona è che nei primi gradini tutto è reversibile, e a decidere non è un farmaco ma la rinuncia agli alcolici.
Che cosa succede al fegato
Il fegato scompone l'etanolo in sostanze intermedie, e ognuna di esse è tossica per le sue stesse cellule. Una parte di queste cellule muore, un'altra riorganizza il metabolismo accumulando grasso al proprio interno. Finché le pause fra un episodio e l'altro sono abbastanza lunghe, le cellule fanno in tempo a riprendersi. Se il carico prosegue per anni senza soste, al posto del tessuto perduto cresce la cicatrice.
La cicatrice non lavora e non si riassorbe. Non filtra il sangue, non produce proteine, non conserva riserve di energia e in più comprime i vasi che attraversano il fegato. Il sangue cerca allora vie alternative nelle piccole vene dell'esofago e dello stomaco: da lì nascono quasi tutte le complicanze gravi.
Non esiste una dose sicura che garantisca che questo non avvenga. Il rischio cresce con la quantità e con gli anni, e bere ogni giorno senza giornate di pausa danneggia più della stessa quantità distribuita nell'arco della settimana.
Tre gradini di un'unica malattia
- Fegato grasso. Compare in fretta: a volte bastano pochi giorni consecutivi di bevute abbondanti. Sintomi quasi non ne dà e si scopre per caso con un'ecografia. È il punto più importante di tutti, perché con qualche mese senza alcol il fegato di solito torna come prima.
- Epatite alcolica. È un'infiammazione del fegato senza alcun rapporto con le epatiti virali, per quanto il nome tragga in inganno. Si sviluppa su un consumo di anni e talvolta la innesca un singolo episodio pesante. Dà colorito giallo di occhi e pelle, debolezza, nausea, dolore sotto le costole destre, febbre. La forma leggera rientra smettendo di bere; quella grave mette in pericolo la vita e si cura in ospedale.
- Cirrosi. Buona parte del fegato è sostituita da cicatrice. Può restare muta per anni e poi presentarsi subito con una complicanza. La cicatrice in sé non torna indietro, ma smettere di bere arresta la distruzione e cambia radicalmente la prognosi.
Fra i gradini non c'è un confine netto: nella stessa persona convivono grasso, infiammazione e cicatrice.
Perché i sintomi arrivano per ultimi
Il fegato ha una riserva enorme e non possiede terminazioni dolorose al proprio interno: può fare male soltanto la capsula esterna, e solo quando viene stirata. Per questo i primi disturbi sono vaghi: stanchezza che il riposo non risolve, appetito spento, nausea al mattino, peso sotto le costole destre, intestino irregolare, peso corporeo che scende. Tutto questo si attribuisce facilmente all'età e al sonno scarso.
I segni evidenti dicono che il fegato non regge più: giallo del bianco degli occhi e della pelle, gonfiore di piedi e caviglie, addome che si gonfia mentre il resto del corpo si assottiglia, prurito ostinato, ecchimosi al minimo urto, gengive che sanguinano ed epistassi, capillari a ragnatela su torace e spalle, palmi rossi e chiazzati, perdita di muscolo, dita con le punte ispessite. Si aggiungono sonnolenza di giorno e insonnia di notte, dimenticanze, irritabilità, un carattere cambiato: è così che si manifesta l'accumulo di tossine nel cervello. Un altro segno parlante è il crollo della tolleranza all'alcol e ai farmaci, perché il fegato non li disintossica più.
Chi arriva prima alla cirrosi
- le donne, nelle quali il danno compare con quantità minori e in tempi più brevi;
- chi ha peso in eccesso, diabete o fegato grasso di origine metabolica: i due meccanismi si sommano;
- i portatori di epatite virale B e C, nei quali l'associazione con l'alcol accelera la cirrosi di diverse volte;
- chi ha in famiglia problemi con l'alcol o malattie del fegato;
- i fumatori;
- chi beve a stomaco vuoto e senza giorni di sosta, invece che nelle occasioni.
Un discorso a parte merita il paracetamolo: con un consumo regolare di alcolici il fegato diventa più sensibile e una normale confezione presa per il mal di testa può nuocere più del previsto.
Quando non si può aspettare
Chiamate subito i soccorsi se compare:
- vomito con sangue o con materiale scuro simile ai fondi di caffè;
- feci nere e catramose;
- confusione, disorientamento, sonnolenza improvvisa, tremore a mani protese, oppure la persona non riconosce i familiari;
- febbre e brividi in presenza di addome gonfio e dolore: così comincia l'infezione del liquido raccolto nell'addome;
- ittero che si accentua rapidamente.
Esiste anche un pericolo di segno opposto, di cui si avverte raramente. Dopo anni di bevute quotidiane non si può smettere di colpo senza un medico. Fra le 6 e le 48 ore successive può iniziare un'astinenza grave: tremori, sudorazione, sbalzi di pressione, convulsioni, allucinazioni, confusione. Quello stato uccide di per sé e richiede sorveglianza medica, a volte in ospedale. Rinunciare all'alcol è la scelta giusta, ma con un consumo di lunga data si pianifica insieme al medico.
Come si scopre il danno
La malattia salta fuori quasi sempre per caso, nel corso di accertamenti fatti per altro. Il discorso su quanto si beve non è una formalità: una risposta sincera evita esami inutili e fa risparmiare tempo.
I comuni esami del fegato possono restare normali anche in una cirrosi, quindi si guarda più largo: bilirubina, albumina, indici della coagulazione e piastrine, la cui discesa è spesso la prima traccia della cicatrizzazione. Seguono l'ecografia e l'elastografia, che misura la rigidità del fegato senza alcuna puntura ed è il modo più semplice di capire se la cicatrice c'è. La biopsia si riserva ai casi in cui il quadro non è chiaro o le cause possono essere più di una. Se si sospetta la cirrosi si programma una gastroscopia, per vedere le vene dilatate dell'esofago prima che sanguinino.
Una parte importante degli accertamenti serve a escludere altre cause. Epatiti virali, sovraccarico di ferro, danno autoimmune e fegato grasso metabolico si presentano anche in chi beve, e si curano in altro modo.
Che cosa cambia davvero l'esito
Non esiste un farmaco che ripari il fegato. Funziona una cosa sola, togliere completamente l'alcol, e vale la pena su qualunque gradino, cirrosi compresa.
La decisione da sola raramente tiene senza appoggio, e non è questione di carattere: la maggior parte delle persone con questa diagnosi ha una dipendenza. Aiuta l'insieme di psicoterapia, gruppi di sostegno e farmaci che riducono il desiderio di bere, prescritti dal medico e inefficaci se lasciati soli. Durante una disintossicazione sorvegliata si usano farmaci sedativi e vitamina B1, la cui carenza può provocare un grave danno cerebrale.
Il secondo elemento sottovalutato è l'alimentazione. La denutrizione in questa malattia è quasi la regola, e il muscolo se ne va perché il fegato non conserva riserve di energia fra un pasto e l'altro. Da qui le indicazioni pratiche: porzioni piccole quattro o cinque volte al giorno, sempre qualcosa prima di coricarsi, nessun taglio delle proteine senza indicazione medica e meno sale quando ci sono gonfiore e liquido nell'addome. Le vitamine del gruppo B si prescrivono quasi sempre.
L'epatite alcolica grave si cura in ospedale e in casi selezionati il medico aggiunge antinfiammatori ormonali. La cirrosi richiede controlli e prevenzione delle complicanze: ecografia ogni sei mesi per cogliere presto il tumore del fegato, gastroscopie programmate, diuretici quando il liquido si raccoglie. Conviene vaccinarsi contro le epatiti A e B e chiedere sempre prima di assumere antidolorifici, integratori o preparati di erbe. Il trapianto si valuta quando il fegato ha cessato del tutto di funzionare, e solo con un'astinenza mantenuta.
Consulto online
Nel consulto a distanza il medico esamina i vostri esami e il referto dell'ecografia, spiega che cosa misura l'elastografia e se serve, mette in ordine il percorso diagnostico, valuta il rischio di un'astinenza grave e indica come smettere di bere in sicurezza dopo anni di consumo, verifica la compatibilità dei vostri farmaci con lo stato del fegato e dice a quale specialista rivolgersi e con quale urgenza. Il seguito lo può poi tenere il medico di famiglia.
Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.
Medici online per Malattia epatica alcolica
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