Malattia renale cronica
La malattia renale cronica, o MRC, è una riduzione stabile del funzionamento dei reni che dura da più di tre mesi, oppure un danno accertato del loro tessuto.
In questa pagina
- Che cosa c'è dietro la diagnosi e come si misura la funzione renale
- Perché i reni cedono
- Perché per anni non disturba nulla
- Chi deve controllarsi senza aspettare i sintomi
- Quando non si può aspettare
- Che cosa rallenta davvero la malattia
- Complicanze che si curano a parte
- Quando i reni non bastano più
- Consulto online
Medicinali comunemente utilizzati per Malattia renale cronica
Solo a scopo informativo. Consulta sempre un medico prima di assumere qualsiasi medicinale.
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La malattia renale cronica, o MRC, è una riduzione stabile del funzionamento dei reni che dura da più di tre mesi, oppure un danno accertato del loro tessuto. Il nome spaventa, ma non è una condanna: solo una minoranza arriva a perdere del tutto la funzione renale, e la grande maggioranza delle persone con MRC conduce una vita normale. Il senso della diagnosi è cogliere la malattia mentre il suo cammino può ancora essere rallentato.
Che cosa c'è dietro la diagnosi e come si misura la funzione renale
I reni non si limitano a eliminare gli scarti del metabolismo e l'acqua in eccesso. Sostengono la pressione, regolano l'acidità e il livello dei sali, ordinano al midollo osseo di produrre globuli rossi e trasformano la vitamina D nella forma attiva senza la quale il calcio non viene assorbito. Per questo, quando cedono, non soffre un organo ma l'organismo intero in una volta sola.
Si valutano con due parametri, ed entrambi servono. Il primo è la velocità di filtrazione glomerulare, calcolata dalla creatinina nel sangue con una correzione per età e sesso. Un valore sano supera i 90 ml/min per 1,73 m²; man mano che scende si definiscono gli stadi: da 60 a 89 è una riduzione lieve, da 45 a 59 e da 30 a 44 moderata, da 15 a 29 grave, e sotto i 15 i reni hanno perso quasi tutta la funzione. La creatinina dipende dalla massa muscolare, perciò in una persona anziana molto magra il calcolo può abbellire il quadro, mentre in uno sportivo può peggiorarlo.
Il secondo parametro è l'albumina nelle urine, più precisamente il suo rapporto con la creatinina urinaria. La proteina comincia a filtrare prima che la filtrazione cali, quindi è spesso il primo segnale ed è anche quello che meglio prevede il peggioramento successivo. Il risultato si raggruppa in tre categorie: normale o lievemente aumentato, moderatamente aumentato e nettamente aumentato. Le unità di misura cambiano da un paese all'altro, perciò il riferimento sono i valori del proprio laboratorio.
Un esame solo non fa la diagnosi. I numeri si spostano con la disidratazione, la febbre, uno sforzo fisico intenso e alcuni farmaci, per cui l'alterazione va confermata ripetendo il controllo, di solito dopo tre mesi.
Perché i reni cedono
La MRC quasi mai è una malattia a sé: di norma è la conseguenza di un'altra, e le cause di solito sono più di una insieme.
- Diabete. La prima causa al mondo. Anni di glucosio in eccesso danneggiano i filtri più sottili, e il primo indizio è l'albumina nelle urine.
- Pressione alta. Seconda per frequenza e al tempo stesso conseguenza: dei reni malati alzano la pressione per conto loro e chiudono il cerchio.
- Glomerulonefrite. Infiammazione dei gomitoli filtranti, spesso di origine autoimmune; qui rientra anche l'interessamento renale del lupus e delle vasculiti.
- Rene policistico. Malattia ereditaria in cui nei reni crescono cisti. Se ce l'ha un genitore, conviene controllare anche i figli.
- Ostacolo al deflusso dell'urina. Calcoli che si ripetono, prostata ingrossata, restringimento dell'uretere.
- Cicatrici da infezioni dell'infanzia. Il reflusso dell'urina dalla vescica verso l'alto e le pielonefriti passate lasciano segni sul rene che si fanno sentire decenni dopo.
- Farmaci. Anni di antinfiammatori, litio, alcuni schemi di terapia; e anche i preparati erboristici e gli integratori «depurativi» di composizione ignota, una parte dei quali contiene acido aristolochico, che distrugge i reni in modo irreversibile.
- Un danno renale acuto già avvenuto. Anche dopo un recupero apparentemente completo il rischio di malattia cronica resta più alto, e quella persona viene poi seguita.
Perché per anni non disturba nulla
La riserva del rene è enorme: si può perdere più della metà del tessuto che filtra senza accorgersene. Per questo gli stadi iniziali saltano fuori quasi sempre per caso, in esami fatti prima di un intervento, a un controllo di routine o a proposito di un'altra malattia.
I disturbi arrivano quando la funzione è già scesa parecchio, e sono aspecifici: stanchezza che il sonno non toglie, caviglie gonfie e palpebre gonfie al mattino, affanno, risvegli notturni per urinare, perdita dell'appetito e del gusto, sapore metallico in bocca, nausea, prurito ostinato, crampi ai polpacci, gambe senza riposo, sonno cattivo, calo del desiderio sessuale. Sangue nelle urine, o urine che fanno schiuma come la birra, sono motivo per farsi vedere senza rimandare. Da soli questi segni non fanno diagnosi: ciascuno compare in una decina di altre situazioni, e a decidere è l'esame.
Chi deve controllarsi senza aspettare i sintomi
Il controllo costa poco e sta in una sola visita: esame del sangue per la creatinina e un singolo campione di urina per l'albumina. Ripeterlo con regolarità ha senso se vale anche una sola voce di questo elenco:
- diabete di qualsiasi tipo;
- pressione alta stabile;
- malattia del cuore o dei vasi, un infarto o un ictus già avuti;
- obesità, gotta;
- una malattia autoimmune;
- insufficienza renale o malattia renale ereditaria in parenti stretti;
- un episodio precedente di danno renale acuto;
- un solo rene funzionante;
- assunzione continuativa di farmaci che incidono sul rene;
- proteine o sangue trovati una volta nelle urine e mai spiegati.
Ogni quanto ripeterlo dipende dal risultato e da quanto è alto il rischio; con numeri stabili di norma basta una volta all'anno.
Quando non si può aspettare
Si chiama l'ambulanza — in Spagna, Italia, Portogallo, Polonia e Ucraina il numero è il 112 — se compaiono:
- affanno intenso e in aumento, impossibilità di stare sdraiati, respiro gorgogliante, espettorato rosato e schiumoso: così si manifesta l'edema polmonare da ritenzione di liquidi;
- dolore al torace, cardiopalmo e un polso molto lento o irregolare con debolezza marcata, che può indicare un potassio pericolosamente alto;
- confusione, convulsioni, impossibilità di svegliare la persona.
Farsi vedere in giornata, pur senza ambulanza, serve se l'urina ha quasi smesso di uscire, se il gonfiore è cresciuto di colpo in pochi giorni, se è iniziato un vomito incoercibile o se compaiono febbre e dolore lombare.
A parte tutto questo, conviene concordare in anticipo con il medico che cosa fare nei giorni di malattia. Con vomito abbondante, diarrea o febbre alta il corpo perde acqua, e una parte della terapia abituale in quei giorni si sospende temporaneamente: diuretici, ACE-inibitori e sartani, inibitori SGLT2 e metformina, mentre gli antinfiammatori non si prendono affatto. Si riprendono quando la persona torna a bere e a mangiare normalmente. Questo schema va chiesto al proprio medico in anticipo, non improvvisato nel pieno della malattia.
Che cosa rallenta davvero la malattia
I gomitoli filtranti persi non tornano, ma la velocità con cui si perdono quelli rimasti è del tutto governabile, e la differenza fra una gestione accurata e una trascurata si misura in decenni.
- Pressione. La leva più potente. Per la maggior parte il riferimento è intorno a 130/80 mmHg, e l'obiettivo esatto lo fissa il medico in base all'età e alla tolleranza. Aiuta un misuratore casalingo con annotazione dei valori.
- Farmaci che proteggono il rene. In presenza di albumina nelle urine si prescrive un ACE-inibitore o un sartano: abbassano la pressione dentro il gomitolo e riducono la perdita di proteine. Dopo l'avvio si controllano creatinina e potassio.
- Inibitori SGLT2. Una classe arrivata negli ultimi anni che rallenta la progressione della MRC e protegge il cuore, anche in chi non ha il diabete. Oggi è uno dei pilastri quando ci sono proteine nelle urine.
- Glicemia. Nel diabete un buon controllo si riflette direttamente sui reni.
- Colesterolo. Le statine non si danno per il rene, ma perché chi ha la MRC rischia più dal cuore e dai vasi che dall'arrivare alla dialisi.
- Sale. Circa cinque grammi al giorno, un cucchiaino contando quello già presente in pane, formaggio e salumi. I sostituti del sale qui non servono: contengono potassio.
- Fumo, peso, movimento. Smettere di fumare rallenta la perdita di funzione; il riferimento per l'attività è 150 minuti a settimana di intensità moderata; calare di peso riduce le proteine nelle urine.
- Antidolorifici. Ibuprofene, diclofenac e naprossene nella MRC si prendono solo su indicazione del medico e per poco. Per il dolore comune va bene il paracetamolo.
- Dosi di tutti i farmaci. Molti si eliminano attraverso il rene e con la filtrazione ridotta vanno diminuiti. Segnalate la malattia renale a qualsiasi medico e in farmacia, e anche prima di un esame con mezzo di contrasto.
Non tutti hanno bisogno di una dieta speciale. Negli stadi iniziali basta un'alimentazione sana ordinaria; limitare proteine, potassio o fosforo lo decide il medico sulla base degli esami, e conviene farlo con un dietista, altrimenti è facile ritrovarsi denutriti invece che migliorati.
Complicanze che si curano a parte
Con il calo della funzione compaiono problemi distinti, ciascuno con la sua risposta. L'anemia nasce perché il rene malato produce poco dell'ormone che comanda il midollo osseo; si cura con il ferro e con farmaci che stimolano la produzione di globuli rossi. L'eccesso di fosforo altera il metabolismo del calcio, rende fragili le ossa e rigide le arterie; aiutano ridurre gli additivi a base di fosfati nei cibi lavorati, i chelanti del fosforo e le forme attive della vitamina D. Il potassio alto è pericoloso per il cuore e impone di rivedere dieta e terapia, a volte con farmaci che lo eliminano. L'acidificazione del sangue si corregge con il bicarbonato e la ritenzione di liquidi con i diuretici e meno sale.
Un capitolo a sé è la protezione dalle infezioni: la malattia renale indebolisce le difese, perciò valgono le vaccinazioni previste per chi ha malattie croniche nel calendario nazionale. La gravidanza con MRC è possibile, ma si programma per tempo insieme al nefrologo: una parte dei farmaci che proteggono il rene è vietata in gravidanza e va sostituita prima del concepimento.
Quando i reni non bastano più
Una piccola parte delle persone arriva al punto in cui i propri reni non ce la fanno più. Succede di solito poco a poco, quindi il tempo per prepararsi c'è. Le opzioni sono tre e si discutono in anticipo, non nel mezzo di una crisi.
La dialisi sostituisce una parte del lavoro renale. L'emodialisi ripulisce il sangue con una macchina, di norma tre volte a settimana in centro o a domicilio; richiede di creare prima un accesso sul braccio, e lo si fa mesi prima di iniziare. La dialisi peritoneale si esegue a casa dalla persona stessa, usando come filtro il proprio peritoneo; concede più libertà ma esige precisione. Il trapianto di rene di solito offre migliore qualità di vita e più anni, pur comportando un intervento importante e farmaci a vita contro il rigetto; il donatore può essere vivente o deceduto, e l'attesa a volte dura anni. Le cure conservative senza dialisi sono una scelta ponderata di alcune persone anziane con altre malattie gravi, quando la dialisi non allungherebbe la vita ma si prenderebbe quello che ne resta. Non è rinunciare all'assistenza: i sintomi si controllano con i farmaci e la persona viene seguita fino in fondo.
Consulto online
Nel consulto online il medico esaminerà i vostri esami: che cosa significano il valore di filtrazione e l'albumina nelle urine, se l'alterazione è occasionale o stabile, quali accertamenti servono per trovarne la causa. Indicherà ogni quanto ripetere i controlli, aiuterà a rivedere l'elenco dei farmaci che prendete rispetto alla funzione renale che avete e discuterà che cosa fare nei giorni di malattia. Se la diagnosi è già posta, è l'occasione per rileggere la pressione annotata a casa, parlare di alimentazione e capire quali cambiamenti possono attendere il controllo programmato e quali richiedono di farsi vedere in giornata.
Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.
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