In questa pagina
La miopia è vedere bene da vicino e sfocato da lontano: i volti si riconoscono a fatica, le scritte dei cartelli si impastano, al cinema si finisce per strizzare gli occhi. Nei bambini compare di solito negli anni della scuola e cresce insieme all'occhio; negli adulti tende a restare ferma. Occhiali o lenti a contatto restituiscono la nitidezza subito, ma ci sono altre due cose che vale la pena sapere e di cui si parla poco: nei bambini la miopia si può frenare, e una miopia elevata lascia per tutta la vita un segnale che non si deve ignorare.
Che cosa succede all'occhio
L'occhio funziona come una macchina fotografica: la cornea e il cristallino piegano la luce perché l'immagine cada esattamente sulla retina. Nella miopia si forma un po' prima, davanti alla retina, e ci arriva già sfocata. La causa è quasi sempre un bulbo oculare troppo lungo; meno spesso una cornea troppo curva.
Si capisce così perché la miopia sia una storia dell'infanzia. L'occhio cresce insieme al bambino, e se cresce in lunghezza più del dovuto le diottrie aumentano anno dopo anno. Di solito comincia tra i sei e i tredici anni; alla fine dell'adolescenza l'occhio smette di crescere e i numeri di regola si fermano. Può comparire anche in un adulto, ma allora raramente avanza altrettanto in fretta.
L'ereditarietà si vede: se entrambi i genitori sono miopi la probabilità per il figlio è la più alta, se lo è uno solo è intermedia. Ma l'ereditarietà non è una condanna né l'unica cosa che decide.
Il numero di diottrie non è solo «quanto sono spesse le lenti». Più l'occhio è lungo, più i suoi strati interni sono stirati e più alto è il rischio di complicanze nel corso della vita. Per questo nei bambini non si punta soltanto a correggere la vista, ma a contenere l'aumento.
Come si riconosce in un bambino
I bambini non si lamentano quasi mai di vedere male: non sanno che possa essere diverso e considerano normale che il lontano sia sfocato. Bisogna quindi guardare al comportamento:
- strizza gli occhi quando guarda lontano, o inclina un po' la testa di lato;
- si siede attaccato al televisore, avvicina tablet o telefono al viso;
- non legge la lavagna dagli ultimi banchi ma dai primi sì; l'insegnante racconta che chiede in continuazione o copia dal compagno;
- lamenta occhi stanchi e mal di testa dopo le lezioni;
- si sfrega spesso gli occhi, sbatte le palpebre più del solito;
- non riconosce più da lontano le persone per strada, è diventato più prudente al parco o nei posti nuovi;
- il rendimento scolastico è calato senza un motivo chiaro: a volte è il primo segno visibile.
Vale la pena anche coprire un occhio del bambino e poi l'altro. Se un occhio vede peggio, l'altro compensa e dall'esterno sembra tutto a posto; una miopia di un occhio solo si scopre unicamente con un controllo.
I controlli della vista servono anche senza disturbi: prima della scuola e poi con regolarità, e a maggior ragione se in famiglia c'è miopia. Un adulto senza disturbi fa bene a controllarsi ogni uno o due anni.
Che cosa influisce davvero sull'aumento
Qui abbondano le spiegazioni popolari e scarseggiano quelle verificate. Andiamo con ordine.
Il tempo all'aperto con la luce del giorno. È il dato più solido che si conosce. I bambini che passano circa due ore al giorno all'aperto diventano miopi più di rado, e in chi lo è già le diottrie salgono più lentamente. Conta l'intensità della luce naturale, non il movimento: sotto il cielo aperto c'è decine di volte più luce che nella stanza più luminosa, e questo influenza la crescita dell'occhio. Anche una passeggiata in una giornata nuvolosa vale. La luce di una lampada non la sostituisce.
Le lunghe sessioni da vicino. Ore di lettura e di schermo senza pause sono associate a un aumento più rapido, soprattutto se il libro o il telefono si tengono troppo vicini. La conclusione pratica è semplice: non avvicinare il testo più della distanza tra gomito e nocche, alzare gli occhi ogni venti-trenta minuti e guardare qualche secondo fuori dalla finestra, e non spegnere la luce della stanza.
Che cosa non funziona. Carote e mirtilli non restituiscono la vista. La ginnastica oculare non riduce le diottrie: l'occhio si è allungato, e nessun esercizio lo accorcia. Gli occhiali non «rovinano gli occhi» e non li rendono «pigri»; al contrario, occhiali volutamente sottocorretti non frenano la miopia e secondo alcuni dati la accelerano. Vanno portati gli occhiali prescritti, e portati come ha indicato lo specialista.
Come si può frenare la miopia in un bambino
Quasi nessuno lo sa, ed è la parte più utile dell'argomento. Occhiali e lenti a contatto comuni fanno una cosa sola: restituire la nitidezza. Non contengono l'aumento delle diottrie. Esistono però metodi il cui scopo è proprio rallentare la progressione:
- lenti da occhiale per il controllo della miopia: da fuori sono occhiali normali, ma oltre alla zona principale hanno una periferia costruita in modo particolare, che modifica il segnale di crescita dell'occhio;
- lenti a contatto morbide di disegno specifico, a doppio fuoco o multifocali, che funzionano sullo stesso principio;
- ortocheratologia: lenti rigide che si indossano di notte; modificano temporaneamente la forma della cornea e di giorno il bambino vede senza occhiali;
- collirio all'atropina a bassa concentrazione, instillato la sera; a quella dose non dilata la pupilla al punto da dare fastidio, ma rallenta l'allungamento dell'occhio.
Negli studi questi metodi rallentano la progressione all'incirca di un terzo o della metà, con differenze da bambino a bambino. Non sono una cura e non restituiscono vista: le diottrie continueranno a salire, ma più piano, e il valore finale da adulto sarà più basso. E più è basso, minore è il rischio di complicanze nel corso della vita: è per questo che si fa tutto il resto.
Il metodo lo sceglie l'oculista, valutando l'età, quanto sono salite le diottrie nell'ultimo anno, la lunghezza dell'occhio e se il bambino è pronto per le lenti. Ha senso iniziare finché la miopia cresce, cioè nell'infanzia, e non quando ormai si è stabilizzata. Se tra due controlli l'aumento è stato evidente, è il momento di chiedere di queste possibilità.
Il controllo della vista, gli occhiali e la chirurgia
In ambulatorio si misura l'acutezza visiva con la tavola ottotipica e poi si provano le lenti finché le lettere non diventano nitide. Ai bambini di solito si mette un collirio che rilassa temporaneamente il muscolo della messa a fuoco: senza, il bambino aggiusta l'occhio senza volerlo e il risultato viene impreciso. Dopo il collirio la pupilla resta dilatata per qualche ora, da vicino si vede peggio e la luce dà fastidio; passa da sé, ma quel giorno non si guida. Il medico esamina anche il fondo dell'occhio e, in caso di miopia, guarda con particolare attenzione la periferia della retina.
In base al risultato si prescrivono occhiali o lenti a contatto. Gli occhiali vanno bene a ogni età; le lenti a contatto ai ragazzi più grandi e agli adulti, purché la persona rispetti le regole di igiene, altrimenti è facile arrivare a un'infezione della cornea. Se le diottrie stanno salendo, conviene mettere subito sul tavolo non la semplice correzione ma uno dei metodi di controllo del paragrafo precedente.
Agli adulti la cui miopia non cambia più si può proporre la chirurgia: la correzione laser rimodella la cornea, mentre nelle miopie elevate si impianta una lente aggiuntiva dentro l'occhio o si sostituisce il cristallino. Non tutti sono candidati: contano lo spessore e lo stato della cornea, la stabilità della correzione e altre malattie oculari. E c'è un'avvertenza importante: l'intervento toglie il bisogno degli occhiali, ma non accorcia l'occhio. Una retina stirata resta stirata, quindi tutti i rischi della miopia elevata e i controlli dall'oculista restano tali e quali anche dopo un intervento riuscito.
Segnali che richiedono l'oculista subito
È questo che rende utile leggere la pagina fino in fondo. Bisogna andare dall'oculista con urgenza, in giornata, se compaiono all'improvviso:
- lampi di luce: brevi lampi o scintille di lato, più evidenti al buio;
- nuovi corpi mobili: puntini, filamenti o una specie di fuliggine che prima non c'erano, soprattutto se ne arrivano molti in una volta;
- una tenda o un'ombra scura che avanza dal bordo del campo visivo;
- un calo improvviso della vista o la perdita di una parte del campo visivo;
- linee dritte che appaiono storte, o una macchia al centro dell'immagine.
Così si manifesta il distacco di retina. La retina si stacca dal suo appoggio e smette di essere nutrita; il tessuto rimasto senza circolo muore nel giro di ore e giorni, e non si recupera. Un distacco operato in tempo di solito finisce con la vista conservata; uno tardivo no. Nella miopia questo rischio è più alto che in chi non ce l'ha, e cresce con le diottrie, perché un occhio allungato stira e assottiglia la retina.
Perciò con la miopia non si aspetta un appuntamento fra due settimane e non ci si tranquillizza pensando che «sarà la stanchezza». I corpi mobili presenti da anni e che non cambiano di solito sono innocui; a preoccupare è la comparsa improvvisa o un brusco aumento del loro numero, soprattutto insieme ai lampi.
Che cos'altro comporta una miopia elevata
Nella maggior parte delle persone con poche diottrie tutto si ferma agli occhiali e non c'è di che preoccuparsi. Ma nella miopia elevata l'occhio stirato col tempo dà anche altri problemi, che è meglio conoscere in anticipo: non per averne paura, ma per controllarsi in tempo.
- glaucoma: pressione elevata dentro l'occhio che per anni danneggia il nervo ottico senza farsi sentire; si trova solo alla visita;
- cataratta: opacizzazione del cristallino, che nei miopi arriva spesso a un'età più giovane;
- alterazioni della parte centrale della retina nelle miopie molto elevate, che rovinano proprio la visione centrale, quella con cui si legge.
Nei bambini piccoli c'è un capitolo a parte: se la miopia resta a lungo non corretta, l'occhio non riceve un'immagine nitida e la sua vista non si sviluppa come dovrebbe. Nasce così l'ambliopia, l'«occhio pigro», e a volte anche lo strabismo. Correggerlo più avanti è molto più difficile che nei primi anni: è per questo che i controlli oculistici saltati nell'infanzia costano tanto cari.
Da qui la conclusione pratica: sia il glaucoma sia le rotture retiniche all'inizio sono muti, perciò nella miopia elevata un esame periodico del fondo oculare con la pupilla dilatata vale più di quanto sembri.
Consulto online
Il consulto online non sostituisce la misura dell'acutezza visiva né l'esame del fondo oculare: per quelli servono gli strumenti. Ma buona parte dei motivi per cui si prende appuntamento dall'oculista si risolve parlando, e qui si guadagna tempo.
Online è comodo rivedere i risultati di un controllo già fatto e capire che cosa significano i numeri della prescrizione; valutare quanto in fretta salgono le diottrie di un bambino; discutere i metodi di controllo della miopia e quale sia adatto a lui; capire se e quando abbia senso pensare a un intervento.
Tieni a portata di mano tutte le prescrizioni degli occhiali e i referti dei controlli che hai conservato: non conta l'ultimo numero, ma come è cambiato. Annota quanto tempo il bambino passa all'aperto e quanto davanti a uno schermo, e se i genitori sono miopi.
In presenza di lampi, corpi mobili comparsi all'improvviso, un'ombra nel campo visivo o un calo brusco della vista, però, non perdere tempo con un consulto online: qui serve un oculista con la strumentazione, e serve oggi.
Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.
Medici online per Miopia (vista corta)
Parla con un medico di sintomi, possibili opzioni di trattamento e dei prossimi passi per Miopia (vista corta).













