Mollusco contagioso
Il mollusco contagioso è un'infezione virale della pelle che produce piccoli rilievi lucidi con una fossetta al centro.
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Medicinali comunemente utilizzati per Mollusco contagioso
Solo a scopo informativo. Consulta sempre un medico prima di assumere qualsiasi medicinale.
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Mollusco contagioso
Il mollusco contagioso è un'infezione virale della pelle che produce piccoli rilievi lucidi con una fossetta al centro. È frequentissimo nei bambini, non è pericoloso e se ne va da solo, anche se impiega mesi o perfino un paio di anni. È proprio questa lentezza a far perdere la pazienza alle famiglie, e per questo conviene capire subito che cosa vale la pena di fare e che cosa no.
Che aspetto ha
- papule a cupola di 2-5 mm, lucide, color perla o del colore della pelle;
- fossetta centrale caratteristica: è il dettaglio che permette di riconoscerle;
- da una sola a decine, spesso raggruppate;
- non fanno male; ogni tanto danno un prurito leggero;
- sedi tipiche nel bambino: tronco, ascelle, faccia interna delle braccia, cavo popliteo, viso;
- negli adulti spesso ai genitali, all'inguine e sul basso addome, perché lì la trasmissione è per via sessuale;
- si dispongono in fila lungo le righe dove il bambino si è grattato;
- a volte intorno alle lesioni compare un eczema;
- prima di sparire di solito si infiammano e diventano rosse: è il segno che l'organismo le sta eliminando, non che si siano infettate.
Come si trasmette
- contatto diretto pelle contro pelle;
- asciugamani, spugne, vestiti e giochi usati in comune;
- piscine e bagni condivisi, soprattutto attraverso teli e materassini;
- autoinoculazione: grattandosi, il bambino se le diffonde addosso da solo. È il modo più frequente in cui compaiono nuove lesioni;
- per via sessuale negli adulti;
- il periodo di incubazione va da 2 settimane a 6 mesi;
- si resta contagiosi finché ci sono lesioni visibili.
Quando rivolgersi al medico
- per avere conferma della diagnosi, se restano dubbi;
- le lesioni sono sulle palpebre o molto vicino all'occhio;
- sono numerose e si estendono in fretta;
- sono arrossate, calde, con pus: si è aggiunta un'infezione batterica;
- sono comparse ai genitali di un adulto: conviene valutare lo screening per altre infezioni sessualmente trasmissibili;
- sono comparse ai genitali di un bambino e non ce ne sono altrove: merita una valutazione;
- il bambino ha una dermatite atopica: le lesioni si diffondono di più e la gestione cambia;
- le difese immunitarie sono ridotte: in quel caso le lesioni sono più numerose, più grandi e più tenaci;
- non spariscono nel giro di due anni.
Trattamento
La prima opzione onesta è non trattare. Le lesioni se ne vanno da sole senza lasciare traccia, mentre molti trattamenti lasciano una cicatrice o una macchia dove l'organismo non avrebbe lasciato nulla. In un bambino con poche lesioni, aspettare è di solito la decisione migliore.
Si valuta di trattare quando le lesioni sono molte, quando stanno in punti visibili o fastidiosi, quando in un adulto sono coinvolti i genitali, oppure quando pesano dal punto di vista psicologico.
- curettage: raschiamento delle lesioni dopo anestetico locale in crema; è rapido ed efficace;
- crioterapia con azoto liquido;
- idrossido di potassio in soluzione, applicabile a casa seguendo indicazioni rigorose;
- cantaridina, applicata in ambulatorio;
- imiquimod: nel mollusco l'efficacia reale è limitata, per quanto sia molto usato;
- tretinoina topica in casi selezionati;
- antibiotico soltanto se si è sovrapposta un'infezione batterica;
- cura dell'eczema intorno alle lesioni, che riduce il grattamento e con esso la diffusione.
Che cosa si può fare a casa
- impedire al bambino di grattarsi: unghie corte e prurito tenuto sotto controllo;
- coprire le lesioni con i vestiti o con un cerotto quando è previsto un contatto ravvicinato;
- asciugamano personale, niente spugne o indumenti in comune;
- doccia al posto del bagno condiviso fra fratelli;
- non radersi né depilarsi sulla zona interessata: è il modo più rapido di moltiplicarle;
- idratare la pelle, soprattutto in caso di dermatite atopica;
- non schiacciare le lesioni: il virus si sparge e può restare una cicatrice.
Scuola, piscina e vita normale
Il bambino può andare a scuola e all'asilo come sempre: isolarlo non serve. Può anche fare il bagno in piscina, coprendo se possibile le lesioni con un cerotto impermeabile e usando un asciugamano solo suo. Limitare per mesi la vita sociale di un bambino a causa di un disturbo benigno fa più danni del mollusco stesso.
Domande frequenti
Quanto dura? In media da 6 a 18 mesi, a volte fino a 2 anni. La singola lesione dura circa 2 mesi.
Lascia cicatrici? Se le si lascia evolvere, no. Possono lasciarne i trattamenti aggressivi e il grattamento.
Si può riprendere? Sì, anche se l'immunità che resta lo rende meno probabile.
Perché all'improvviso sono diventate rosse? Di solito è il segnale che il sistema immunitario le sta eliminando e che stanno per sparire.
In un adulto con lesioni genitali si tratta di un'infezione sessualmente trasmissibile? Sì, in quel contesto la trasmissione è sessuale, e conviene valutare lo screening per altre infezioni.
Consulto online
Nel consulto online il medico conferma la diagnosi dalle fotografie, aiuta a decidere se nel caso specifico convenga trattare o aspettare, spiega come evitare che si diffondano, riconosce una sovrainfezione e dà indicazioni su scuola, piscina e vita di tutti i giorni.
Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.
Revisionato dal punto di vista medico da
Revisionato il 4 lug 2026
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