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Medicinali comunemente utilizzati per Naso rotto
Solo a scopo informativo. Consulta sempre un medico prima di assumere qualsiasi medicinale.
Forma farmaceutica: EFFERVSCENT ORAL SOLUTION/SUSPENSION, 600 mgPrincipio attivo: ibuprofenProduttore: Kern Pharma S.L.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: ORAL SOLUTION/SUSPENSION, 20 mg/mlPrincipio attivo: ibuprofenProduttore: Italfarmaco S.A.Prescrizione non richiestaForma farmaceutica: INJECTABLE PERFUSION, 600 mg/100 mlPrincipio attivo: ibuprofenProduttore: B Braun Medical S.A.Prescrizione richiesta
Il naso si rompe più di qualunque altro osso del viso: sporge in avanti e le sue ossa sono sottili. Nella maggior parte dei casi tutto si riduce a un livido, a un gonfiore e a un paio di settimane scomode, dopo le quali l'aspetto torna da solo quello di prima. Ma questo trauma apparentemente banale ha due svolte che impongono di prenderlo sul serio: il sangue che si raccoglie dentro il setto e va fatto uscire nel giro di pochi giorni, e i segni che il colpo ha danneggiato qualcosa oltre al naso. Di questo parla ciò che segue, ed è meglio leggerlo prima che il gonfiore scenda.
Come capire che il naso è rotto
Subito dopo il colpo il naso si gonfia e fa male, e spesso sanguina: succede anche senza frattura. Parlano di rottura:
- uno scricchiolio o la sensazione che qualcosa si muova toccando il dorso del naso;
- una forma visibilmente cambiata, con il naso spostato di lato o il dorso affossato;
- un naso che ha smesso di respirare da uno o da entrambi i lati e non si libera quando il gonfiore cala;
- lividi sotto tutti e due gli occhi comparsi il giorno dopo.
La difficoltà principale è che nei primi due o tre giorni il naso è comunque gonfio e la sua forma non può valutarla nessuno, né voi né il medico. Non serve quindi affrettare le conclusioni: la valutazione si fa di solito tra il terzo e il settimo giorno, quando il gonfiore se ne va. Trovare una propria fotografia precedente al trauma aiuta il medico più di quanto sembri.
E un'altra cosa che spesso sorprende: la radiografia delle ossa nasali di solito non serve. Quelle ossa sottili si vedono male e l'immagine non cambia la decisione, che si basa su come il naso appare e su come respira. La tomografia si riserva al sospetto di frattura delle altre ossa del viso o di un trauma cranico.
Che cosa fare nei primi giorni
Se il naso respira, la forma non è cambiata e non ci sono segnali di allarme, la cura è domestica.
- Applicate il freddo avvolto in un panno per dieci o quindici minuti più volte al giorno nelle prime quarantotto ore. Il ghiaccio non va messo direttamente sulla pelle e sul naso non si preme.
- Se sanguina, sedetevi, inclinate la testa in avanti e stringete la parte molle del naso appena sopra le narici per quindici minuti senza lasciare la presa per controllare. Non rovesciate la testa all'indietro: il sangue finirebbe in gola.
- Per il dolore vanno bene i comuni antidolorifici da banco; su quale scegliere chiedete al medico di famiglia o al farmacista, soprattutto se assumete già altri farmaci.
- Dormite con il cuscino alto, così il gonfiore scende prima.
- Non soffiate il naso e non toccatelo all'interno per almeno una settimana: è da lì che entra l'infezione.
- Lasciate gli occhiali finché dura il gonfiore, se potete farne a meno.
- Rimandate gli sforzi intensi di un paio di settimane e gli sport in cui si può prendere un colpo in faccia di circa sei.
L'ematoma del setto, quello che non si può ignorare
Il setto divide le due fosse nasali e si nutre dalla sottile membrana che lo riveste. Con il colpo il sangue si raccoglie tra i due, la membrana si stacca e la cartilagine resta senza nutrimento. Poi la cartilagine muore e qualche settimana più tardi il dorso del naso si affossa: una deformità che si corregge ormai solo con un intervento importante.
Sospettarlo è semplice se si sa dove guardare. Affacciatevi dentro il naso con una buona luce: con l'ematoma si vede un rigonfiamento molle, violaceo o bluastro, che restringe o chiude del tutto il passaggio, quasi sempre da entrambi i lati. Il naso non respira per niente, si avverte una pressione, il dolore aumenta invece di calmarsi e a volte compare la febbre, segno che il sangue si è già infettato.
Questa non è una cosa da tenere d'occhio a casa. Il sangue va evacuato nei giorni immediatamente successivi, prima è meglio è; è una procedura semplice e si esegue in anestesia locale. Controllate con particolare attenzione i bambini: si lamentano poco, la loro cartilagine si distrugge più in fretta e poi ne risente la crescita di tutto il naso.
Quando andare al pronto soccorso
Non rimandate se dopo un colpo al viso compare anche solo una di queste cose:
- l'emorragia non si ferma dopo venti minuti di compressione o il sangue cola abbondante lungo la parete della gola;
- dal naso esce un liquido trasparente e acquoso, soprattutto piegandosi in avanti, dal sapore leggermente salato: è liquido che fuoriesce dall'interno del cranio;
- visione doppia, un occhio che si muove peggio o appare infossato, calo della vista;
- intorpidimento della guancia, dell'ala del naso o del labbro superiore;
- i denti non combaciano più come prima, oppure è difficile aprire la bocca;
- mal di testa forte, vomito, confusione, perdita di coscienza anche di un minuto, convulsioni;
- dolore o rigidità al collo, formicolio o intorpidimento alle braccia;
- una ferita profonda con dentro vetro o terra.
Se c'è qualcosa di tutto ciò, non mettetevi al volante: fatevi accompagnare o chiamate il 112. Portate con voi l'elenco dei farmaci che assumete; degli anticoagulanti il medico deve sapere per forza.
Che cosa può fare il medico
Un naso storto non si raddrizza subito e non sempre. Il medico lo esamina fuori e dentro, valuta la respirazione e decide se serve una riduzione, la manovra con cui le ossa si rimettono a posto attraverso il naso, senza tagli.
Che cosa conta qui:
- la riduzione ha una finestra: negli adulti si esegue più o meno nelle prime due settimane dal trauma, nei bambini prima. Dopo le ossa consolidano nella nuova posizione e non si spostano più;
- si fa in anestesia locale o generale, a seconda del trauma, dell'età e della pratica del centro;
- il risultato è buono ma non garantito: il naso di solito diventa molto più dritto, anche se non sempre esattamente come era;
- se la finestra è passata, o se forma e respirazione non sono tornate, resta l'intervento programmato su naso e setto, che non si fa prima di qualche mese, quando tutto è guarito del tutto.
Le ferite del naso si suturano o si accostano con strisce adesive, e se sono sporche si controlla la vaccinazione antitetanica.
Come va a finire di solito
Per la maggior parte delle persone in nulla: il gonfiore se ne va in una o due settimane, i lividi in due o tre, l'osso consolida in circa sei e il naso torna com'era. Fra ciò che resta a una minoranza vale la pena nominare il naso chiuso per un setto deviato, la forma del dorso cambiata, le epistassi che tornano a ripetersi e l'olfatto attenuato.
Tutte cose risolvibili, ma con un tratto comune: più tardi ci si rivolge al medico, più grande è l'intervento necessario. L'atteggiamento «aspetto, magari si raddrizza da solo» trasforma in un mese una manovra di dieci minuti in un'operazione con la sua convalescenza. Se due o tre settimane dopo il trauma il naso non ha l'aspetto di prima o non respira, quello è già il momento di farsi vedere e non di continuare ad aspettare.
Consulto online
A distanza si risolve bene la domanda principale dei primi giorni: se si tratta di un trauma comune che si può curare in casa oppure se serve una visita di persona e con quanta urgenza. Il medico ripercorre come vi siete colpiti, che cosa si vede dentro il naso e come respira, spiega quali segni sorvegliare e quale scadenza conta se si parlerà di riduzione. È anche un modo comodo per discutere del naso ancora chiuso a un mese dal trauma. I segni urgenti dell'elenco precedente non si affrontano davanti a uno schermo: con quelli si va direttamente al pronto soccorso.
Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.
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