Neuralgia del nervo pudendo
Il nervo pudendo governa la sensibilità del perineo, dei genitali esterni e della zona dell'ano, e comanda inoltre i muscoli che trattengono urina e feci.
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Medicinali comunemente utilizzati per Neuralgia del nervo pudendo
Solo a scopo informativo. Consulta sempre un medico prima di assumere qualsiasi medicinale.
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Il nervo pudendo governa la sensibilità del perineo, dei genitali esterni e della zona dell'ano, e comanda inoltre i muscoli che trattengono urina e feci. Quando quel nervo è danneggiato o intrappolato comincia a mandare dolore senza alcun motivo: nasce così la neuralgia del nervo pudendo. È una malattia rara ma riconoscibile, e il suo guaio maggiore non è la rarità bensì l'imbarazzo, perché di questo dolore si parla malvolentieri. C'è chi passa anni curando una prostatite, una cistite o le emorroidi, cambiando medico e sentendosi dire che «gli esami sono a posto». Qui di seguito, senza giri di parole: com'è fatto questo dolore, da che cosa lo si riconosce, perché non si vede in risonanza e che cosa si può fare.
Che dolore è
Il dolore si sente nel perineo, la striscia fra i genitali esterni e l'ano, e anche nei genitali stessi e attorno all'ano; a volte si irradia al gluteo e alla faccia interna della coscia. Nelle donne riguarda la vulva, il clitoride e l'ingresso vaginale; negli uomini il pene e lo scroto, soprattutto la zona della base.
Il carattere è quello tipico del dolore nervoso: bruciore come da scottatura, fitte simili a scariche elettriche, senso di scorticatura, formicolio, sensazione di tensione. La pelle del perineo può addormentarsi oppure, al contrario, diventare così sensibile che dà fastidio la cucitura della biancheria. Molti descrivono la sensazione di avere qualcosa dentro: come stare seduti su una pallina da golf, o come se qualcosa fosse rimasto incastrato nel retto o in vagina.
Di solito fa male da un lato solo, ma può interessare entrambi. Raramente arriva di colpo: più spesso cresce nell'arco di settimane e mesi. E quasi mai sveglia di notte: addormentarsi riesce, mentre la giornata diventa più dura di ora in ora.
Perché seduti fa male e in piedi o distesi passa
È il tratto più riconoscibile ed è quello da verificare su di sé. Nella neuralgia del pudendo il dolore aumenta stando seduti e si placa quando la persona si alza o si distende. Verso sera, dopo una giornata al volante o alla scrivania, è peggiore che al mattino.
C'è anche un indizio più sottile: sul water di solito non fa male. La spiegazione è semplice: su una sedia comune il peso grava sulle tuberosità ischiatiche, fra le quali passa il nervo, mentre su una seduta con apertura quella zona resta libera. Se vi siete sorpresi a sedervi solo sul bordo della sedia, a mettervi un cuscino, a guidare girati di lato o a preferire di stare in piedi sui mezzi, ditelo al medico: fa parte del quadro.
Per questo la malattia rompe la vita quotidiana più di quanto sembri: non si riesce a stare seduti una giornata di lavoro, un viaggio, un pranzo con gli amici, una visita ai parenti. Da qui la stanchezza, l'irritabilità e l'umore basso, che vale la pena nominare alla visita.
Che cos'altro cambia
Il nervo pudendo non serve soltanto la pelle, perciò i disturbi di rado si fermano al dolore:
- stimolo frequente a urinare, sensazione che la vescica non si sia svuotata del tutto, bruciore alla minzione;
- dolore durante e dopo l'evacuazione e stitichezza, in parte perché si comincia a rimandare il bagno per paura del dolore;
- senso di pienezza o di pressione nel retto o in vagina;
- dolore durante i rapporti sessuali e dopo;
- negli uomini difficoltà di erezione; in donne e uomini difficoltà a raggiungere l'orgasmo e orgasmo doloroso;
- a volte il contrario: una sensazione insistente di eccitazione senza desiderio, che non si risolve e sfianca.
Nulla di tutto ciò è comodo da dire ad alta voce, ma va elencato per intero al medico: senza questi dettagli la diagnosi è quasi impossibile da comporre, e metà di essi punta dritto al nervo.
Perché la diagnosi arriva tardi e come ci si arriva comunque
La diagnosi ritarda per due motivi. Il primo è che i disturbi coincidono con malattie molto più frequenti, alle quali il medico pensa per prime: negli uomini la prostatite cronica e la sindrome del dolore pelvico cronico, nelle donne la cistite, la vulvodinia e l'endometriosi, in tutti le emorroidi e la ragade. Il secondo motivo pesa di più: la neuralgia del pudendo non ha né un esame del sangue né un'immagine che la mostri.
Diciamolo chiaramente: in risonanza questa malattia non si vede. Risonanza magnetica, TAC ed ecografia servono qui non a trovare la neuralgia ma a escludere ciò che può comprimere il nervo o imitarlo: un tumore pelvico, alterazioni del sacro, un'ernia del disco, un'infezione. Un esame pulito non annulla la diagnosi e non significa che il dolore sia inventato. Nemmeno l'elettromiografia la conferma in tutti i casi.
La diagnosi si fonda su criteri clinici, cioè sull'insieme dei segni. Il medico cerca:
- dolore nel territorio di cui si occupa il nervo pudendo;
- aumento del dolore da seduti e sollievo in piedi o distesi;
- assenza di risvegli notturni per quel dolore;
- assenza di una perdita di sensibilità evidente alla visita, perché un vero deficit sposta la ricerca altrove;
- dolorabilità alla pressione di un punto preciso durante l'esplorazione vaginale o rettale;
- riduzione del dolore dopo un blocco diagnostico del nervo con anestetico locale.
Il blocco funziona qui come prova: se dopo l'iniezione il dolore sparisce per un certo tempo, è un argomento forte a favore della diagnosi e insieme un modo per dare sollievo. L'esplorazione vaginale o rettale non è un'umiliazione né una formalità: è con il dito che il medico trova quel punto dolente che nessun apparecchio mostra.
Quando serve il medico subito
La neuralgia in sé non mette in pericolo la vita, ma sensazioni simili le danno quadri che non possono aspettare. Chiamate un'ambulanza (in Italia, Spagna, Portogallo, Polonia e Ucraina vale il numero unico 112) se compare:
- intorpidimento del perineo e della faccia interna delle cosce, la zona che appoggerebbe su una sella, insieme all'impossibilità di urinare oppure, al contrario, alla perdita di urina o di feci;
- in aggiunta debolezza alle gambe, instabilità, sensazione di gambe molli;
- dolore perineale con gonfiore che cresce in fretta, arrossamento o scurimento della pelle e febbre alta, soprattutto in chi ha il diabete, perché un'infezione purulenta in questa zona avanza a grande velocità.
Serve il medico in giornata, e non fra una settimana, se il dolore è comparso all'improvviso e per la prima volta, se si accompagna a calo di peso, sangue nelle urine o nelle feci o a un nodulo palpabile, oppure se c'è stata di recente una frattura del sacro o del coccige. Non sono le cause più frequenti, ma è proprio per loro che la visita non va rimandata.
Come si cura
Una soluzione rapida qui non esiste, ed è meglio saperlo in anticipo. A un nervo che ha imparato a dolere serve tempo, e la cura si compone quasi sempre di più parti insieme.
- Fisioterapia del pavimento pelvico. È la prima linea e la parte più sottovalutata. Il professionista lavora sui muscoli del perineo contratti, insegna a rilasciarli, scioglie lo spasmo e regola posture e carichi. Un'avvertenza: i soliti esercizi di rinforzo del pavimento pelvico qui spesso peggiorano le cose, perciò serve chi sa trattare il dolore e non l'incontinenza.
- Farmaci per il dolore nervoso. Gli antidolorifici comuni su questo dolore quasi non incidono. Aiutano farmaci di altri gruppi: antidepressivi triciclici, antidepressivi ad azione duplice e anticonvulsivanti gabapentinoidi. La dose si costruisce per gradi e l'effetto si valuta dopo alcune settimane. Gli oppioidi non risolvono nel lungo periodo e con l'uso prolungato aumentano essi stessi la sensibilità al dolore.
- Blocchi del nervo. Iniezione di anestetico locale, a volte con cortisone, lungo il decorso del nervo sotto guida ecografica o TAC. Danno tregua e aiutano a confermare che si sta guardando nel posto giusto.
- Radiofrequenza e neuromodulazione. Si valutano quando i blocchi aiutano, ma per poco tempo.
- Chirurgia. Liberazione del nervo dalla compressione. Si prende in considerazione quando l'intrappolamento è dimostrato e la terapia conservativa è stata provata sul serio. Il miglioramento non arriva di colpo ma nell'arco di mesi.
- Lavoro con uno psicologo. Non perché il dolore sia «nella testa». Il dolore cronico riorganizza il sistema nervoso, e la terapia cognitivo-comportamentale è un modo dimostrato di abbassarne l'intensità e riprendersi la vita, non l'ammissione di essersi inventati tutto.
Che cosa potete fare da soli
- Riducete il tempo seduti: alzatevi ogni venti o trenta minuti, lavorate in piedi per una parte della giornata, spezzate i viaggi lunghi con delle soste.
- Procuratevi un cuscino con apertura sotto il perineo, rettangolare con una fessura oppure a forma di U. La classica ciambella di solito non aiuta e talvolta peggiora il dolore.
- Mettete da parte la bicicletta finché dura il dolore. Se rinunciarvi è impossibile, servono una sella con canale centrale e una posizione con schiena eretta, perché il peso vada sulle tuberosità ischiatiche.
- Evitate i carichi che peggiorano la situazione: accosciate profonde, flessioni con pesi, sollevamento di carichi e ore al volante.
- Non lasciate che si instauri la stitichezza: fibre, acqua e, se necessario, un lassativo delicato. Lo sforzo danneggia il nervo in modo diretto.
- Portate biancheria e pantaloni comodi e rinunciate ai capi stretti e alle cinture serrate.
- Un bagno tiepido e il calore locale danno a molti un'ora o due di sollievo: non è una cura, ma è una tregua.
- Tenete un breve diario di che cosa ha peggiorato e che cosa ha alleviato il dolore. Dopo un mese sarà il foglio più utile della visita.
Consulto online
Di questo dolore si parla a fatica, e una conversazione da casa è spesso la prima in cui una persona chiama le cose con il loro nome. Online si può descrivere tutto con calma e capire se il quadro rientra nella neuralgia del pudendo o assomiglia piuttosto ad altro; preparare l'elenco degli accertamenti davvero necessari per non girare a vuoto; rileggere insieme immagini e referti già fatti; discutere quale farmaco per il dolore nervoso proporre al medico e come giudicarne l'effetto; cercare un fisioterapista del pavimento pelvico e chiarire a quale specialista chiedere l'invio. La visita di persona servirà comunque, perché senza esplorazione interna la diagnosi non si conferma, e in caso di intorpidimento del perineo con ritenzione di urina o perdite serve l'ambulanza e non un appuntamento.
Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.
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