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Medicinali comunemente utilizzati per Occhio nero
Solo a scopo informativo. Consulta sempre un medico prima di assumere qualsiasi medicinale.
Forma farmaceutica: TABLET, 1 gPrincipio attivo: paracetamolProduttore: Towa Pharmaceutical S.A.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: INJECTABLE PERFUSION, 600 mg/100 mlPrincipio attivo: ibuprofenProduttore: B Braun Medical S.A.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: TABLET, 400 mgPrincipio attivo: ibuprofenProduttore: Pharmaclan S.R.O.Prescrizione non richiesta
L'occhio nero è sangue uscito dai piccoli vasi sotto la pelle delle palpebre e attorno all'orbita dopo un colpo, una caduta o un intervento al viso. Di per sé è quasi sempre innocuo e si riassorbe in due o tre settimane senza alcuna cura. Conta però un'altra cosa: lo stesso colpo può avere raggiunto il bulbo oculare, le pareti dell'orbita o il cranio, e queste lesioni non aspettano. Perciò la domanda centrale davanti a un occhio nero non è «che cosa ci metto», ma «che altro si è danneggiato».
Perché la zona diventa scura così in fretta
La pelle delle palpebre è la più sottile del corpo e sotto di essa c'è un tessuto lasso privo di setti. Il sangue dei vasi rotti vi si distribuisce liberamente e segue la gravità: il colpo è arrivato al sopracciglio e al mattino a scurirsi è la palpebra inferiore. Per lo stesso motivo un livido da un lato può migrare in un paio di giorni verso la radice del naso e affacciarsi sotto l'altro occhio, anche se lì non ha preso nulla.
Il gonfiore cresce nelle prime ventiquattro o quarantotto ore e poi cala. Il colore cambia in modo prevedibile: rosso vinoso nelle prime ore, blu-violaceo dal secondo al quarto giorno, verdastro verso la fine della prima settimana, giallastro nella seconda. È l'emoglobina che si scompone, e l'ordine inverso non si verifica. La scomparsa completa richiede di norma due o tre settimane; negli anziani e in chi assume farmaci che fluidificano il sangue, di più.
Le palpebre possono gonfiarsi al punto che l'occhio non si apre. Questo di per sé non è pericoloso, purché la vista dietro la palpebra chiusa sia conservata: controllare la vista nelle prime ore è però indispensabile, un occhio per volta, coprendo l'altro con la mano.
Che cosa aiuta davvero nei primi giorni
- Freddo nelle prime ventiquattro o quarantotto ore: una borsa del ghiaccio o un sacchetto di verdura surgelata, sempre avvolto in un asciugamano, per 10-20 minuti più volte al giorno. Il ghiaccio non va appoggiato direttamente sulla pelle: le palpebre si congelano con facilità.
- Dormire con la testa sollevata, su due cuscini. Il gonfiore del mattino è nettamente minore.
- Tra gli antidolorifici il più semplice è il paracetamolo. L'ibuprofene e soprattutto l'aspirina ostacolano un poco la coagulazione e il livido può allargarsi; l'aspirina senza indicazione del medico è meglio non prenderla affatto con un trauma recente, e nei bambini e negli adolescenti è sconsigliata anche per altri motivi.
- Dal terzo giorno, quando il sanguinamento si è certamente fermato, aiuta il contrario: il calore. Un panno umido tiepido, non caldo, per qualche minuto più volte al giorno accelera il riassorbimento.
- Tolga subito le lenti a contatto e non le rimetta finché il gonfiore non si sgonfia e il bruciore non passa.
Che cosa non fare: premere sul livido, massaggiarlo, sfregare l'occhio, applicare calore il primo giorno, mettere di propria iniziativa colliri vasocostrittori «per il rossore». L'alcol nei primi giorni aumenta il gonfiore. Le pomate all'eparina e agli estratti vegetali non accorciano i tempi in misura apprezzabile, pur non facendo danni.
Quando a farsi male è l'occhio
Quanto segue significa che serve una visita oculistica urgente, nell'ora stessa e non «se domani non passa».
- si vede sangue dentro l'occhio, un livello di sangue nella camera anteriore, dietro la cornea e sopra l'iride;
- la pupilla è deformata, allungata, oppure non si restringe alla luce;
- la vista è calata, si vede doppio, compaiono corpi mobili, lampi o una tenda scura di lato;
- l'occhio fa male guardando la luce o muovendolo;
- l'occhio non si muove in una direzione, più spesso verso l'alto: così si manifesta una frattura del pavimento orbitario con un muscolo incarcerato;
- si è addormentata la pelle della guancia, dell'ala del naso o del labbro superiore dal lato del colpo;
- il bulbo appare infossato oppure, al contrario, sporgente;
- sotto la pelle delle palpebre scricchiola aria, soprattutto dopo essersi soffiati il naso: segno di una comunicazione tra orbita e seno paranasale;
- il trauma è avvenuto con un oggetto appuntito o è entrata una scheggia nell'occhio.
Guidare da soli in questa situazione non è accettabile: la vista e la valutazione delle distanze non sono affidabili. Si faccia accompagnare oppure chiami il 112. Porti con sé l'elenco dei farmaci che assume, soprattutto se qualcuno interferisce con la coagulazione.
Quando il livido parla di un trauma cranico
C'è una situazione a parte e molto più pericolosa: lividi attorno a entrambi gli occhi comparsi dopo un colpo alla testa e non al viso. Gli «occhiali» simmetrici senza un colpo diretto alle palpebre, soprattutto insieme a un livido dietro l'orecchio o alla fuoriuscita di liquido trasparente dal naso o dall'orecchio, fanno pensare a una frattura della base cranica. Questa condizione richiede il soccorso immediato.
Si chiamano i soccorsi anche se dopo il colpo alla testa la persona ha perso conoscenza, non ricorda il momento dell'urto, vomita ripetutamente, è sonnolenta o si comporta in modo strano, se il mal di testa aumenta o compaiono debolezza a un braccio o a una gamba e parola impastata. In chi assume anticoagulanti e dopo i 65 anni la soglia di allarme deve essere più bassa: l'emorragia dentro il cranio si sviluppa anche dopo un urto lieve, a volte a distanza di uno o due giorni.
Un capitolo a sé è il trauma del bambino: se la spiegazione dell'accaduto non combacia con l'aspetto della lesione, o se ci sono lividi di età diversa, il medico è tenuto ad approfondire, ed è una parte normale del suo lavoro.
Il livido che non dovrebbe esserci
Se le occhiaie scure sono comparse da sole, senza colpo, non si tratta più di un trauma e il ragionamento cambia.
- Lividi su tutto il corpo al minimo urto, gengive che sanguinano, mestruazioni lunghe, puntini rossi sulle gambe indicano una carenza di piastrine o un disturbo della coagulazione. Serve un emocromo, e non fra un mese.
- I lividi attorno a entrambi gli occhi senza trauma sono un segno raro ma noto di amiloidosi, in cui una proteina anomala si deposita nella parete dei vasi. Si vedono anche in alcune malattie del sangue.
- In un bambino, lividi attorno agli occhi senza colpo, soprattutto con occhio sporgente e pallore, impongono accertamenti rapidi: può manifestarsi così un neuroblastoma.
- Se la palpebra non si è solo scurita ma è calda, rosso acceso, il gonfiore cresce in fretta, c'è febbre e muovere l'occhio fa male, non è più un livido ma una cellulite orbitaria. Si cura in ospedale con antibiotici per via endovenosa e non ammette rinvii.
Se il livido non se ne va
Tre settimane sono un'attesa ragionevole. Se dopo tre settimane la macchia sulla palpebra è rimasta quasi uguale, conviene farsi vedere. Lo stesso vale se sotto la pelle si palpa un nodulo duro, se persistono la visione doppia o la sensazione che l'occhio non sia al suo posto, o se le occhiaie violacee tornano al minimo sfregamento. Nelle persone con diabete, in terapia ormonale o in terapia anticoagulante la guarigione è più lenta: va tenuto presente senza però attribuire tutto all'età.
Consulto online
Nel consulto online il medico valuta, dal racconto del colpo e da una fotografia, se ci sono segni di danno all'occhio stesso o alle ossa dell'orbita, pone le domande su vista e movimento oculare che da soli non ci si fa quasi mai, dice se servono una radiografia o una TAC e a quale specialista rivolgersi — oculista, chirurgo maxillo-facciale o ortopedico — e spiega come gestire il dolore senza interferire con la coagulazione. Se dal racconto emerge che il problema è nel bulbo oculare o nella testa, dirà senza giri di parole di andare al pronto soccorso subito.
Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.
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