Osteoartrite
L'osteoartrite, comunemente chiamata artrosi, è la malattia articolare più diffusa. Procede lentamente: la cartilagine che riveste le estremità delle ossa…
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Medicinali comunemente utilizzati per Osteoartrite
Solo a scopo informativo. Consulta sempre un medico prima di assumere qualsiasi medicinale.
Forma farmaceutica: ORAL SOLUTION/SUSPENSION, 400 MG IBUPROFEN/SINGLE-DOSE PACKPrincipio attivo: ibuprofenProduttore: Laboratorios Cinfa S.A.Prescrizione non richiestaForma farmaceutica: ORAL SOLUTION/SUSPENSION, 40 mg/mlPrincipio attivo: ibuprofenProduttore: Laboratorios Cinfa S.A.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: TABLET, 600 mgPrincipio attivo: ibuprofenProduttore: Pharmaclan S.R.O.Prescrizione richiesta
L'osteoartrite, comunemente chiamata artrosi, è la malattia articolare più diffusa. Procede lentamente: la cartilagine che riveste le estremità delle ossa perde elasticità e si assottiglia, l'osso sottostante si rimodella e sui bordi dell'articolazione crescono sporgenze ossee. Chi ne soffre non percepisce il processo, ma le sue conseguenze: dolore dopo lo sforzo, articolazione rigida al risveglio, scricchiolii, scale diventate faticose. La malattia non scompare, ma non è nemmeno destinata a peggiorare anno dopo anno: in molte persone resta stabile a lungo e a volte il dolore addirittura si attenua.
Che cosa succede davvero nell'articolazione
L'osteoartrite viene spesso descritta come «usura», e l'immagine trae in inganno. L'articolazione non si consuma come il pezzo di una macchina: si rinnova di continuo, e nell'osteoartrite quel rinnovamento riesce male. La cartilagine perde acqua e si sfibra, l'osso sottostante si indurisce, ai margini compaiono escrescenze chiamate osteofiti e la membrana che riveste l'articolazione ogni tanto si infiamma e produce liquido. Da qui l'andamento a ondate: una settimana tranquilla e una difficile.
Ne discendono due conseguenze pratiche. La prima: l'articolazione ha bisogno di movimento, perché la cartilagine si nutre grazie all'alternanza di carico e scarico e nell'immobilità cede più in fretta. La seconda: la radiografia e i sintomi coincidono poco. Alterazioni vistose sulla lastra si trovano in persone che non lamentano nulla, e viceversa un dolore intenso può accompagnarsi a un quadro quasi normale. Si cura la persona, non l'immagine.
Come si manifesta
Il disturbo principale è un dolore che compare o aumenta caricando l'articolazione e si attenua con il riposo. Con gli anni può arrivare a svegliare di notte. Il secondo è la rigidità: l'articolazione si «blocca» dopo il sonno o dopo essere rimasti a lungo seduti e si scioglie in pochi minuti. Un dettaglio che interessa al medico: nell'osteoartrite la rigidità mattutina è breve, di solito inferiore a mezz'ora.
Che cos'altro si nota:
- scricchiolii, sfregamenti o scatti nel movimento;
- l'articolazione si allarga, appare più dura al tatto e cambia profilo;
- gonfiore e calore dopo lo sforzo, che si risolvono in un giorno o due;
- riduzione dell'escursione: il ginocchio non si estende del tutto, il braccio non arriva dietro la schiena;
- i muscoli intorno all'articolazione si indeboliscono e si riducono di volume;
- il ginocchio ogni tanto cede camminando in piano.
Le sedi più frequenti sono le ginocchia, le anche, le mani — la base del pollice e le piccole articolazioni delle dita, dove compaiono noduli duri e indolori — e la colonna. Di regola sono coinvolte una o due articolazioni, non tutte insieme.
Che cosa aumenta il rischio
Non esiste una causa unica: si sommano più circostanze.
- l'età, perché con gli anni la cartilagine ripara peggio i propri danni;
- un trauma articolare precedente: rottura del menisco o di un legamento, frattura che interessa l'articolazione. Dopo un episodio simile l'osteoartrite può iniziare anche a trent'anni;
- il peso in eccesso. Ogni chilo si moltiplica sul ginocchio a ogni passo, ma non è solo meccanica: il tessuto adiposo mantiene un'infiammazione di basso grado, e per questo il peso influisce anche sulle articolazioni delle mani;
- un lavoro che carica sempre le stesse articolazioni: ore in ginocchio, sollevamento di pesi, vibrazioni;
- muscoli della coscia deboli, che lasciano il carico direttamente sull'articolazione;
- la familiarità, soprattutto nell'osteoartrite delle mani;
- il sesso femminile, con una differenza che diventa evidente dopo la menopausa;
- un'altra malattia della stessa articolazione: artrite reumatoide, gotta, un'infezione passata, displasia congenita dell'anca.
Se l'osteoartrite compare presto e senza un trauma che la spieghi, vale la pena cercarne la causa: una displasia, un disturbo del metabolismo del ferro, gli esiti di una vecchia infiammazione.
Come si arriva alla diagnosi e che cosa va escluso
Nella maggior parte dei casi la diagnosi non richiede esami complicati. Il medico di famiglia si basa sull'età, sul carattere meccanico del dolore, sulla brevità della rigidità mattutina e sulla visita: forma dell'articolazione, escursione dei movimenti, dolorabilità lungo il margine articolare.
La radiografia conferma il quadro: riduzione dello spazio articolare, osteofiti, osso più denso, cisti. Non serve però a tutti: la si richiede quando la diagnosi non è evidente, quando si valuta un intervento o quando i disturbi non rientrano nel quadro consueto. La risonanza magnetica in un'osteoartrite tipica non è necessaria.
Un compito a parte è non scambiare per osteoartrite altre condizioni, che si curano in tutt'altro modo:
- artrite reumatoide: rigidità mattutina superiore a un'ora, piccole articolazioni delle mani gonfie in modo simmetrico, malessere generale;
- gotta: l'attacco si sviluppa in poche ore, più spesso nell'articolazione dell'alluce, con pelle rossa e calda;
- artrite psoriasica: manifestazioni cutanee o alterazioni delle unghie, un dito infiammato per intero;
- infezione dell'articolazione, la più pericolosa dell'elenco; se ne parla più avanti;
- dolore che non nasce dall'articolazione: tendiniti, borsiti, oppure un'anca malata che irradia il dolore al ginocchio.
Gli esami del sangue non mostrano l'osteoartrite: si eseguono proprio per escludere quanto sopra.
Quando non si può aspettare
Bisogna cercare aiuto subito, chiamando anche un'ambulanza (il 112 è il numero unico di emergenza in Italia e in altri Paesi europei), se:
- nel giro di poche ore l'articolazione diventa calda, molto arrossata e così dolente da non poter essere mossa, e compare la febbre: così si presenta un'infezione articolare, che si tratta d'urgenza e in ospedale;
- il dolore è insorto subito dopo un trauma, la gamba non regge il peso oppure l'articolazione si è bloccata;
- l'articolazione ha cambiato forma in modo evidente dopo una caduta.
Conviene invece farsi visitare nei giorni successivi, senza aspettare un appuntamento lontano, se al dolore articolare si accompagnano febbre inspiegata, sudorazioni notturne o calo di peso, se compaiono formicolii o debolezza a un braccio o a una gamba, oppure se il dolore abituale cambia bruscamente carattere.
Movimento, peso e appoggio
Questa è la base del trattamento, non un'aggiunta alle pastiglie. L'esercizio non consuma l'articolazione: la scarica, perché un muscolo più forte si prende parte del lavoro. Servono due tipi di attività, il rinforzo dei muscoli intorno all'articolazione malata e il lavoro aerobico generale: camminare, bicicletta, piscina. Nelle prime settimane il dolore può aumentare un poco, ed è previsto. Il riferimento è semplice: se il giorno dopo tutto è tornato al livello abituale, il carico è quello giusto. Meglio costruire il programma con un fisioterapista, perché partire di slancio o scegliere esercizi sbagliati fa danno.
Al secondo posto viene il peso. Nell'osteoartrite del ginocchio perdere circa un decimo del peso riduce il dolore in modo percepibile, tanto più quanto più la persona si muove nel frattempo.
Che cosa aiuta giorno per giorno:
- calzature con suola ammortizzante e contrafforte stabile;
- un bastone, tenuto nella mano del lato sano per scaricare quello malato;
- una ginocchiera o un tutore durante gli sforzi prolungati;
- calore per la rigidità e freddo per il gonfiore che segue lo sforzo;
- adattare la casa: sedia alta, maniglione nel bagno, manici ingrossati sugli utensili da cucina se sono colpite le mani;
- alternare sforzo e riposo invece di «stringere i denti e finire».
Farmaci e infiltrazioni
I farmaci alleviano il dolore, ma non fermano la malattia.
- Gel e creme con antinfiammatori non steroidei sono un punto di partenza ragionevole per ginocchio e mani: in circolo ne arriva poco e lo stomaco soffre meno.
- Il paracetamolo non funziona per tutti e allevia meno di quanto si creda. Si usa in cicli brevi, senza superare la dose indicata nel foglietto illustrativo.
- Gli antinfiammatori non steroidei in compresse sono più efficaci, ma richiedono cautele. Si assumono alla dose minima efficace e per il tempo più breve possibile, quasi sempre insieme a un farmaco che protegge la mucosa gastrica. Non sono indicati in presenza di ulcera, possono scatenare una crisi in alcune persone con asma, alzano la pressione e affaticano i reni, e dopo un infarto o un ictus, o in caso di angina e scompenso cardiaco, si prescrivono con grande prudenza. Avvisate sempre il medico se assumete anticoagulanti o aspirina a basso dosaggio: l'associazione aumenta nettamente il rischio di emorragia gastrica.
- La crema alla capsaicina è un'alternativa quando gli antinfiammatori locali non hanno funzionato. Agisce con lentezza e un lieve bruciore nei primi giorni è normale.
- L'infiltrazione di un cortisonico nell'articolazione spegne una riacutizzazione intensa per qualche settimana. Serve in vista di un impegno importante o per riuscire a iniziare l'esercizio, ma non va ripetuta di frequente.
- Su che cosa non contare: gli oppioidi non si usano in modo continuativo nell'osteoartrite, perché il beneficio è scarso mentre sonnolenza, stitichezza e dipendenza sono reali; condroitina e glucosamina non hanno mostrato un effetto convincente.
Quando si parla di intervento
L'operazione si valuta quando il dolore impedisce di dormire e limita la vita normale e movimento, peso e farmaci hanno già dato quanto potevano. Non ha senso arrivare al limite: più i muscoli sono deboli e la mobilità ridotta al momento dell'intervento, più difficile sarà il recupero.
Il più delle volte si tratta di una protesi d'anca o di ginocchio: le superfici consumate vengono sostituite con un'articolazione artificiale. Il dolore scompare nella grande maggioranza degli operati e una protesi moderna dura molti anni, ma tornare alla vita di sempre richiede mesi e un percorso riabilitativo. Meno spesso si ricorre ad altro: l'osteotomia, che taglia l'osso per ridistribuire il carico sul ginocchio di una persona ancora giovane, oppure la fusione dell'articolazione in posizione fissa, quando togliere il dolore conta più che conservare il movimento. Il «lavaggio» artroscopico del ginocchio artrosico, invece, non funziona e non viene eseguito.
Consulto online
L'osteoartrite è un buon motivo per cominciare a distanza. Nel consulto online il medico ripercorre com'è il dolore e quando compare, valuta se il quadro rientra nell'osteoartrite o se occorre escludere altro, e spiega quali accertamenti servono davvero e quali no.
Conviene preparare: quando è iniziato tutto, quali articolazioni danno fastidio, che cosa peggiora e che cosa allevia il dolore, quanto dura la rigidità mattutina, l'elenco dei farmaci che assumete e delle altre malattie, i referti di radiografie ed esami precedenti. Un breve video che mostri come vi alzate da una sedia e fate qualche passo è molto utile.
Il medico vi aiuterà a costruire un programma di esercizi realistico, adatterà la terapia del dolore alle vostre controindicazioni e vi dirà quando è il momento dell'ortopedico. Se dal racconto il quadro risulta preoccupante — articolazione calda e gonfia con febbre, trauma recente, formicolii — sarete indirizzati a una valutazione di persona in giornata.
Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.
Medici online per Osteoartrite
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