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La parotite, conosciuta comunemente come orecchioni, è un'infezione virale che infiamma le ghiandole salivari. Il viso si gonfia davanti alle orecchie e sotto la mandibola, l'ovale si perde e il collo sembra più largo. Nella maggior parte dei casi si risolve da sola in due settimane, ma negli adolescenti e negli adulti dà complicanze molto più spesso, ed è per questo che conviene riconoscerla per tempo e non tirare avanti come se nulla fosse.
Che aspetto ha la parotite
Il segno principale è un gonfiore dolente della guancia davanti all'orecchio e sotto il lobo, che aumenta nell'arco di alcuni giorni. Di solito compare prima da un lato e dopo uno o due giorni anche dall'altro; in circa una persona su quattro resta da un lato solo. Il lobo dell'orecchio sembra sollevarsi e l'angolo della mandibola non si riesce più a palpare.
Per questo l'orecchio duole, masticare e deglutire diventa difficile e la parola risulta meno chiara. Tutto ciò che è acido fa scattare il dolore nella ghiandola: limone, succhi, aceto. L'acido aumenta la produzione di saliva, che però non ha via d'uscita.
Insieme al gonfiore, o un paio di giorni prima, possono comparire:
- febbre, di solito moderata;
- mal di testa e dolori muscolari;
- stanchezza e senso di spossatezza;
- bocca secca;
- calo dell'appetito.
Dal contagio ai primi segni passano in genere due o tre settimane, perciò non sempre si riesce a risalire alla fonte. Si diventa contagiosi qualche giorno prima del gonfiore e si resta tali per circa cinque giorni dopo la sua comparsa. Non di rado l'infezione decorre in forma lieve o del tutto senza sintomi, e contagia comunque.
Sembra parotite, ma potrebbe non esserlo
Il gonfiore in quella zona non ha una sola causa, e la differenza conta, perché alcune di queste situazioni richiedono un antibiotico o un intervento.
- Linfonodi infiammati per una tonsillite o un'infezione dentale: il linfonodo si palpa come una pallina dura e separata, sotto e dietro l'angolo della mandibola, non come un gonfiore diffuso davanti all'orecchio.
- Infezione batterica della ghiandola salivare: la pelle sopra è rossa e calda, la febbre è alta e premendo esce pus dal dotto all'interno della bocca. Qui gli antibiotici servono davvero.
- Calcolo nel dotto salivare: il gonfiore compare mentre si mangia e si riduce dopo, e si ripete ogni volta.
- Ascesso dentale, infezione dell'orecchio e, più raramente, un tumore della ghiandola se il gonfiore dura settimane e non fa male.
- Anche altri virus infiammano le ghiandole salivari, tra cui quelli dell'influenza e il virus di Epstein-Barr.
La parotite è poco probabile se avete ricevuto due dosi del vaccino contro morbillo, parotite e rosolia o se l'avete già avuta. Escluderla del tutto non si può: i vaccinati si ammalano di rado, ma con un decorso più lieve.
Che cosa fare se la si sospetta
Contattate il medico invece di presentarvi senza avvisare in una sala d'attesa piena: l'infezione si trasmette per via aerea e l'ambulatorio deve saperlo in anticipo. Spesso il primo colloquio si fa per telefono o online.
La diagnosi si conferma in laboratorio: un tampone dalla bocca vicino allo sbocco del dotto della ghiandola oppure un campione di saliva per la PCR, a volte un prelievo di sangue per gli anticorpi. Non è una formalità: nella maggior parte dei paesi la parotite è soggetta a notifica, e dalla conferma dipende se le persone vicine verranno controllate e vaccinate.
Gli antibiotici non agiscono sul virus. Si prescrivono solo quando l'infiammazione della ghiandola risulta batterica o si è aggiunta un'altra infezione.
Avvisate espressamente il medico se siete in gravidanza, se avete le difese basse per una malattia o una terapia, e anche se il gonfiore è comparso in un ragazzo adolescente o in un uomo adulto: in questi gruppi il decorso può essere più impegnativo.
Come alleviare i sintomi a casa
Non esiste un farmaco contro il virus in sé: la cura serve ad attraversare meglio questa settimana e mezza o due.
- Riposate e bevete spesso: acqua, tisane leggere, bevande non acide. La disidratazione arriva prima di quanto si pensi quando deglutire fa male.
- Mangiate cibi morbidi: puree, minestre, zuppe, yogurt. Evitate acido, piccante e tutto ciò che richiede una masticazione lunga.
- Appoggiate sulla guancia un asciugamano tiepido oppure, al contrario, un impacco fresco: conta quale dei due calma meglio il vostro dolore.
- Sciacquate spesso la bocca con acqua tiepida e non trascurate lo spazzolino: la saliva che ristagna favorisce l'infezione.
- Per febbre e dolore vanno bene paracetamolo o ibuprofene. L'ibuprofene e gli altri antinfiammatori dello stesso gruppo non si prendono in caso di ulcera, malattia renale o disidratazione marcata, né insieme a un altro farmaco della stessa classe; se avete malattie croniche o assumete già medicinali, concordate la scelta con il medico.
- Ai bambini e agli adolescenti non si dà l'aspirina: in loro è stata associata a un danno raro ma grave di fegato e cervello nel corso di un'infezione virale.
Come evitare di contagiare gli altri
Il virus si trasmette con le goccioline di saliva quando si tossisce, si starnutisce e si parla, e attraverso bicchieri e posate in comune.
- Restate a casa almeno cinque giorni dalla comparsa del gonfiore, non andate al lavoro e non mandate il bambino a scuola o all'asilo.
- Lavatevi le mani con il sapone, tossite e starnutite in un fazzoletto di carta e gettatelo subito.
- Non condividete bicchieri, cucchiai, bottiglie, asciugamani e biancheria da letto.
- Avvisate chi vi è stato vicino, soprattutto i non vaccinati, le donne in gravidanza e le persone con difese ridotte: potrebbero aver bisogno di un parere medico.
Quando la parotite diventa pericolosa
La maggior parte guarisce senza conseguenze, ma le complicanze esistono e quasi tutte sono più frequenti negli adolescenti e negli adulti che nei bambini piccoli.
- Infiammazione del testicolo, la complicanza più comune nei maschi dopo la pubertà. Comincia di solito qualche giorno dopo il gonfiore del viso: il testicolo fa male intensamente, aumenta di volume e sale la febbre. Di regola ne è colpito uno solo. Una riduzione evidente della fertilità è poco comune e la sterilità è rara, ma il quadro è molto doloroso e va visitato.
- Infiammazione dell'ovaio o della mammella nelle donne: dolore nella parte bassa dell'addome, seno dolente.
- Infiammazione delle membrane che avvolgono il cervello. Di solito è lieve e guarisce senza lasciare traccia, ma si manifesta come una vera meningite e richiede una valutazione urgente. L'infiammazione del cervello stesso è rara, ma pericolosa.
- Infiammazione del pancreas: dolore forte nella parte alta dell'addome che si irradia alla schiena, con vomito.
- Calo dell'udito, di solito da un orecchio e temporaneo; la sordità permanente da un lato è rara, ma non recupera.
- Nei primi tre mesi di gravidanza l'infezione aumenta il rischio di aborto spontaneo. La parotite non provoca malformazioni nel bambino.
Quando serve aiuto urgente
Chiamate un'ambulanza (in Italia e in gran parte d'Europa il 112) se la persona malata presenta:
- mal di testa fortissimo insieme a vomito;
- collo rigido e fastidio a guardare la luce;
- confusione, sonnolenza insolita o delirio;
- una crisi convulsiva;
- perdita di coscienza;
- macchie emorragiche sulla pelle che non impallidiscono premendo.
Non mettetevi alla guida: fatevi accompagnare o aspettate l'ambulanza. Portate con voi l'elenco dei farmaci che assumete.
Bisogna sentire il medico in giornata se compaiono dolore improvviso e gonfiore di un testicolo, dolore forte nella parte alta dell'addome con vomito, un calo improvviso dell'udito, se un bambino rifiuta di bere e urina pochissimo, e anche se la febbre dura più di una settimana o il gonfiore, invece di ridursi, diventa rosso e caldo.
Il vaccino è la protezione più sicura
Dalla parotite protegge il vaccino combinato contro morbillo, parotite e rosolia. Le prime dosi si somministrano nel primo o secondo anno di vita, poi segue un richiamo; le date precise le stabilisce il calendario nazionale del paese in cui vivete, ed è meglio verificarle con il proprio medico di famiglia.
Due dosi danno una protezione buona e duratura, anche se non assoluta: i vaccinati si ammalano di tanto in tanto, ma con una forma più lieve e con meno complicanze. Gli adulti che da bambini non sono stati vaccinati e non hanno avuto la malattia possono ricevere le dosi a qualsiasi età: è particolarmente sensato prima di un viaggio, all'inizio di un percorso di studi o se si lavora con i bambini o in sanità.
Il vaccino è a virus vivo, perciò non si somministra in gravidanza né in caso di immunodepressione marcata; chi programma una gravidanza si vaccina prima. Anche un'allergia a un componente del vaccino è un motivo per discuterne a parte con il medico.
Consulto online
La visita a distanza si adatta bene proprio a questa situazione: uscire di casa con un'infezione contagiosa non è opportuno, e le domande nascono dal primo giorno. Dalla descrizione e da una fotografia il medico valuterà se somiglia a una parotite oppure piuttosto a un linfonodo infiammato, a un'infezione dentale o a un calcolo del dotto, indicherà quale esame serve e come farlo senza contagiare la sala d'attesa, imposterà l'analgesia tenendo conto delle vostre malattie croniche ed elencherà i segni che impongono di andare subito in ospedale.
Vale la pena affrontare nello stesso colloquio anche le vaccinazioni: quali dosi avete fatto voi e i bambini, se serve una dose all'adulto, come devono comportarsi i contatti. Preparate le date di inizio dei sintomi, i valori della febbre, l'elenco dei farmaci e, se li avete, i documenti delle vaccinazioni. La visita di persona sarà necessaria in caso di dolore testicolare, segni di meningite o dolore addominale intenso.
Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.
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