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Medicinali comunemente utilizzati per Disturbi dell'eiaculazione
Solo a scopo informativo. Consulta sempre un medico prima di assumere qualsiasi medicinale.
Forma farmaceutica: TABLET, 100 mgPrincipio attivo: sildenafilProduttore: Laboratorios Combix S.L.U.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: CAPSULE, 60 mgPrincipio attivo: duloxetineProduttore: Teva B.V.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: TABLET, 100 mgPrincipio attivo: sildenafilProduttore: Tecnimede España Industria Farmaceutica S.A.Prescrizione richiesta
L'eiaculazione sembra una faccenda semplice e automatica esattamente fino al giorno in cui smette di funzionare come dovrebbe. In realtà è una catena in cui entrano i nervi, i muscoli del pavimento pelvico, la prostata, il collo della vescica e la testa, e può incepparsi in qualunque anello. Gli uomini incontrano soprattutto tre situazioni: tutto finisce troppo presto, non finisce affatto, oppure l'orgasmo arriva senza la consueta emissione di liquido seminale. Nessuna delle tre dice qualcosa sulla forza di carattere e quasi mai significa che qualcosa sia finito. La maggior parte di queste storie si chiarisce in una sola visita, e buona parte si risolve senza una sola compressa. A ostacolare di solito non è il problema in sé, ma gli anni di silenzio che gli stanno intorno.
Tre guasti diversi che si confondono di continuo
Conviene distinguerli in base a che cosa esattamente non va.
- Troppo presto. L'eiaculazione arriva prima di quanto l'uomo o la partner vorrebbero e quasi non risponde al controllo. È la più frequente delle tre.
- Troppo tardi, o mai. L'eccitazione c'è, l'erezione è normale, e la conclusione non arriva né dopo dieci minuti né dopo quaranta. A volte è raggiungibile solo in un modo preciso, e con la partner non arriva affatto.
- Orgasmo senza seme. Le sensazioni sono al loro posto, eppure fuori esce poco o niente, perché il liquido seminale va all'indietro, in vescica. È la cosiddetta eiaculazione retrograda.
Vale la pena chiarire anche che cosa non rientra qui. Erezione ed eiaculazione sono meccanismi distinti e non vanno confusi: esiste l'erezione normale senza conclusione ed esiste la conclusione con un'erezione debole. Un legame però c'è e merita attenzione: l'uomo che teme di perdere l'erezione tende ad affrettare la conclusione, e quella che sembra un'eiaculazione precoce si rivela in fondo una disfunzione erettile mascherata. In quel caso è la disfunzione a dover essere curata.
Quando tutto finisce troppo presto
Gli episodi isolati capitano a chiunque: dopo una lunga astinenza, con una partner nuova, dopo aver bevuto, in un luogo insolito, con l'emozione di mezzo. Non sono una diagnosi e non richiedono cure.
Si parla di disturbo quando coincidono tre cose: l'eiaculazione arriva sistematicamente pochissimo dopo l'inizio, rimandarla è quasi impossibile, e la cosa fa soffrire davvero l'uomo o la coppia. La terza è quella decisiva. Esistono coppie in cui tutto avviene in fretta e nessuno se ne lamenta: lì non c'è nulla da curare. E viceversa: dei minuti che un manuale definirebbe normali possono avvelenare la vita a una persona, e questo basta per chiedere aiuto.
Bisogna distinguere due scenari. Se è sempre stato così, fin dall'inizio della vita sessuale, dietro ci sono di solito una sensibilità del sistema nervoso di nascita e un'abitudine alla fretta acquisita molto presto. Se invece prima non succedeva e adesso sì, quasi sempre c'è una causa concreta e rimediabile:
- ansia, stress, spossatezza, depressione;
- tensioni nella relazione oppure, al contrario, aspettative altissime in una nuova;
- una disfunzione erettile iniziale e la paura di non reggere l'erezione;
- infiammazione della prostata, soprattutto se c'è dolore al perineo o fastidio quando si urina;
- un eccesso di ormoni tiroidei;
- alcol e sostanze, compresi gli stimolanti;
- la sospensione brusca di un farmaco che fino a quel momento rallentava la conclusione.
Che cosa aiuta davvero a togliere la fretta
Si comincia dalle cose semplici, e molto spesso lì si finisce.
- Tecniche di controllo. Le più note sono lo stop and start e il metodo della compressione. L'idea è la stessa: imparare a riconoscere il punto oltre il quale il processo non torna indietro, e fermarsi prima di arrivarci. Si esercitano prima da soli e poi in coppia. È noioso e richiede settimane di costanza, ma funziona e non costa nulla.
- Allenamento del pavimento pelvico. Sono gli stessi muscoli che trattengono l'urina. Rinforzarli aiuta una quota consistente di uomini; la tecnica conviene impararla con un professionista, perché alla cieca metà delle persone contrae la cosa sbagliata.
- Ridurre la sensibilità. Un preservativo spesso, un cambio di posizione, un rapporto breve poco prima di quello principale. Accorgimenti elementari che per qualche ragione si ha imbarazzo a chiedere.
- Anestetici locali. Spray e creme con anestetico si applicano sul glande in anticipo e poi si rimuovono, oppure si usa il preservativo: altrimenti il prodotto passa alla partner e le riduce la sensibilità. Non vanno usati senza controllo, e in caso di gravidanza della partner o di ricerca di una gravidanza è bene chiedere al medico.
- Farmaci per bocca. Ritardano l'eiaculazione gli antidepressivi del gruppo degli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina; per questo scopo vengono spesso prescritti al di fuori delle indicazioni registrate, e a sceglierli è soltanto il medico. Esiste inoltre un farmaco della stessa famiglia, a breve durata d'azione, creato proprio per questo: si assume qualche ora prima e mai più di una volta al giorno. Non va bene per tutti, ha limitazioni nelle malattie di cuore, fegato e reni e non si combina con diversi altri medicinali. Fra gli effetti indesiderati i più comuni sono nausea, mal di testa e capogiro.
- Curare l'erezione. Quando alla radice c'è la paura di perdere l'erezione, aiutano gli inibitori della fosfodiesterasi-5, gli stessi impiegati nella disfunzione erettile. Si dispensano su ricetta e le regole cambiano da paese a paese.
- Psicoterapia. Soprattutto se il problema è recente ed è legato all'ansia o alla relazione. Unire le tecniche alla terapia dà un risultato più stabile delle compresse da sole, perché le compresse smettono di agire nel momento in cui si sospendono.
Quando l'eiaculazione non arriva
L'eiaculazione ritardata è meno frequente ma si sopporta peggio: il rapporto si allunga, diventa un lavoro, entrambi si stancano e il piacere è la prima cosa a sparire. Si parla di disturbo quando la conclusione non si raggiunge in più della metà delle occasioni, pur essendoci desiderio ed erezione conservata.
Le cause si dividono in due grandi gruppi e vanno esaminati entrambi.
Fisiche. Danno ai nervi da diabete, sclerosi multipla, lesione del midollo spinale, interventi sulla prostata o sulla vescica. Testosterone basso. E i cambiamenti di sensibilità legati all'età: oltre un certo momento l'eiaculazione richiede naturalmente più tempo, e di per sé questo non è una malattia.
Farmacologiche e di stile di vita. Ritardano l'eiaculazione molti antidepressivi, in particolare quelli del gruppo già citato, alcune terapie per la pressione alta, gli antipsicotici, i farmaci per l'ingrossamento della prostata e gli antidolorifici oppioidi. Alcol e sostanze pesano parecchio. C'è poi una causa molto frequente di cui quasi mai si parla ad alta voce: il modo abituale di masturbarsi. Se differisce nettamente da ciò che accade con la partner per ritmo, per pressione, o è legato a immagini molto particolari, il corpo semplicemente non riconosce l'altra stimolazione. Si corregge e non richiede farmaci.
Di qui l'impostazione. Prima si rivedono i farmaci, ma nulla di prescritto si sospende di propria iniziativa: con il medico si valuta se abbassare la dose, cambiare molecola o aspettare. Si controllano la glicemia, in mg/dL, e gli ormoni. Poi entra la terapia sessuale, che aiuta a rieducare le abitudini, a togliere la pretesa del risultato e a restituire all'incontro un senso diverso dal raggiungere il traguardo. Un farmaco che acceleri l'eiaculazione in modo affidabile oggi non esiste, e a chi promette il contrario conviene non credere.
Quando il seme finisce in vescica
Normalmente, al momento dell'orgasmo, un anello muscolare situato nel collo della vescica si chiude saldamente e al liquido seminale resta una sola strada, verso l'esterno. Se quell'anello è danneggiato o ha smesso di chiudersi in tempo, il seme segue la via di minor resistenza e va all'indietro. La sensazione dell'orgasmo rimane, ma l'emissione è scarsa o assente.
Due elementi insieme fanno sospettare la cosa: un orgasmo asciutto o quasi e un'urina torbida alla prima minzione dopo il rapporto. Confermarlo è semplice: si analizza l'urina raccolta subito dopo l'eiaculazione e vi si trovano gli spermatozoi.
Le cause sono le solite: interventi sulla prostata e sul collo della vescica, diabete con danno nervoso, sclerosi multipla, lesione midollare, e alcuni farmaci, soprattutto gli alfabloccanti prescritti per l'ingrossamento della prostata e talvolta per la pressione alta. La variante da farmaco è di regola reversibile: l'eiaculazione torna dopo il cambio della terapia, ma a deciderlo è il medico, non il paziente.
Per la salute l'eiaculazione retrograda non comporta rischi, e se non ci sono progetti di paternità non è obbligatorio curarla. Quando entra in gioco il concepimento le strade ci sono: sospendere o sostituire il farmaco responsabile, usare medicinali che aumentano il tono del collo della vescica (si indicano con prudenza per pressione e cuore, e non a tutti) e, se nulla di questo funziona, recuperare gli spermatozoi dall'urina o direttamente dal testicolo per un'inseminazione intrauterina o una fecondazione in vitro. Quando il danno nervoso è grave l'eiaculazione normale non si recupera, ma la paternità resta possibile.
Segnali che non riguardano più l'eiaculazione
A volte un'anomalia in questo ambito non è un problema a sé, ma il primo avviso visibile di qualcos'altro. Queste situazioni si affrontano a parte e senza rinvii.
- Impossibilità improvvisa di eiaculare insieme a intorpidimento del perineo e della faccia interna delle cosce, debolezza alle gambe, ritenzione di urina o incontinenza. Può significare una compressione dei nervi nella parte bassa della colonna. Chiamate un'ambulanza (in Spagna, Italia, Portogallo, Polonia e Ucraina è attivo il numero unico europeo 112): qui si conta in ore e aspettare lascia danni permanenti.
- Dolore all'eiaculazione con febbre alta, brividi, dolore al perineo e difficoltà a urinare. Somiglia a un'infiammazione acuta della prostata e richiede un medico in giornata.
- Sangue nel liquido seminale. Nei giovani deriva quasi sempre da un'infiammazione e passa da solo in qualche giorno. Ma se ricompare, se dura più di un paio di settimane, se si accompagna a dolore o se si osserva in un uomo di età matura, va approfondito: così a volte si manifestano per la prima volta le malattie della prostata, tumore compreso, ed è anche un motivo per misurare la pressione arteriosa.
- Il disturbo è comparso insieme a molta sete, urine abbondanti e calo di peso. Il quadro fa pensare a un diabete all'esordio: conviene controllare la glicemia.
- Il desiderio è sparito, la stanchezza aumenta, i peli sul corpo si sono diradati. Vale la pena dosare il testosterone.
- Tutto è iniziato subito dopo una nuova prescrizione. Collegate le due cose e ditelo al medico: cambiare farmaco risolve spesso l'intera questione.
Perché da soli si risolve peggio
I disturbi dell'eiaculazione riguardano quasi sempre due persone, e provare a sistemare le cose di nascosto tende ad allungare la storia. La partner raramente pensa ciò che l'uomo teme: molto più spesso si spiega quel che accade a modo suo — «non gli piaccio più», «c'è un'altra» — e nella coppia si accumula una tensione che da sola peggiora il problema.
Parlarne aiuta anche per un'altra ragione: una parte della difficoltà risulta essere comune. Molte donne non raggiungono l'orgasmo con la sola penetrazione, e una volta detto ad alta voce la domanda su quanti minuti bisogna resistere perde di colpo il suo peso. A volte emerge che è la partner ad avere le proprie difficoltà, ed è più sensato affrontarle insieme. Per questo il medico propone spesso di venire in due, e non è un formalismo: una coppia avanza molto più in fretta di una persona sola con lo stesso problema.
E un'ultima cosa, da dire senza giri di parole. L'età, la stanchezza e gli anni di convivenza cambiano la velocità e l'intensità delle risposte, ed è fisiologia normale, non un guasto. Si cura ciò che impedisce di vivere, non ciò che ha smesso di somigliare alle immagini che girano in rete.
Consulto online
Per domande di questo genere la visita a distanza è particolarmente comoda: non c'è uno sportello a cui spiegare il motivo né una sala d'attesa in cui sedersi. Il medico chiederà nel dettaglio da quanto tempo accade, se è sempre stato così o è cominciato di recente, se il quadro cambia da soli e con la partner, quali medicinali si assumono, come vanno erezione, minzione, umore e sonno, e già da questa conversazione separerà un problema dall'altro. Poi indicherà da quali esami partire — glicemia, ormoni tiroidei, testosterone e, se serve, urina dopo l'eiaculazione — spiegherà come si eseguono gli esercizi, verificherà quale delle terapie in corso possa aver prodotto l'effetto e, se indicato, proporrà uno schema di cura oppure invierà all'urologo o al sessuologo. Online è del tutto legittimo anche solo chiedere se quello che succede sia normale: molto spesso è proprio quella risposta a mancare. Le situazioni dell'elenco precedente non si valutano da uno schermo: davanti a quelle si cerca subito assistenza urgente.
Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.
Medici online per Disturbi dell'eiaculazione
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