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Medicinali comunemente utilizzati per Prostata ingrossata
Solo a scopo informativo. Consulta sempre un medico prima di assumere qualsiasi medicinale.
Forma farmaceutica: MODIFIED-RELEASE TABLET, 0.4 mgPrincipio attivo: tamsulosinProduttore: Sandoz Farmaceutica S.A.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: CHEWABLE TABLET, 50 mgPrincipio attivo: sildenafilProduttore: Farmalider S.A.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: TABLET, UnknownPrincipio attivo: sildenafilProduttore: Upjohn EesvPrescrizione richiesta
Con gli anni la prostata cresce in quasi tutti gli uomini, e di per sé questo non è una malattia. Diventa un problema quando il tessuto cresciuto comprime l'uretra e urinare si fa faticoso: il getto perde forza, bisogna aspettare che parta e di notte tocca alzarsi. I medici lo chiamano ipertrofia benigna, e la parola «benigna» è qui quella decisiva: la condizione non ha niente a che vedere con il tumore della prostata e non ne aumenta il rischio. In compenso è capace di rovinare il sonno e molto altro per anni e, di tanto in tanto, porta la vescica a non svuotarsi più affatto.
Perché la prostata si ingrossa
La prostata è una ghiandola grande come una noce, sta sotto la vescica e circonda l'inizio dell'uretra. Produce la parte liquida dello sperma, quella in cui gli spermatozoi vivono e si muovono; gli spermatozoi stessi si formano nei testicoli, non nella prostata.
Con il passare degli anni, sotto l'effetto degli ormoni maschili, la parte interna della ghiandola prolifera. Preme sull'uretra dall'interno e costringe il muscolo della vescica a lavorare sotto sforzo finché quel muscolo perde potenza. Da qui una conclusione che sorprende molti: la dimensione della prostata e la gravità dei disturbi coincidono poco. Una ghiandola piccola con noduli mal posizionati dà più fastidio di una grande che cresce verso l'esterno.
La crescita comincia dopo i quarant'anni circa, verso i settanta si trovano modificazioni nella maggior parte degli uomini e la probabilità è più alta se è andata così anche al padre e ai fratelli. Alimentazione, astinenza sessuale, bicicletta e freddo non ingrossano la prostata.
Come si manifesta
I disturbi si dividono in due gruppi, e la terapia dipende da quale dei due dà più noia.
Difficoltà a svuotare:
- occorre aspettare qualche secondo prima che l'urina parta;
- il getto è debole, si interrompe e richiede più tempo di prima;
- alla fine gocciola, e la biancheria si bagna quando si è già usciti dal bagno;
- resta la sensazione di non aver svuotato del tutto la vescica.
Irritazione della vescica:
- stimolo frequente durante il giorno;
- stimolo difficile da trattenere;
- risvegli notturni, a volte l'unica cosa che disturba.
Tutto procede lentamente e gli uomini si adattano ai sintomi per anni senza considerarli una malattia. Vale la pena sapere anche il contrario: alzarsi di notte può non dipendere dalla prostata ma da uno scompenso cardiaco, dal diabete, dalle apnee nel sonno o semplicemente dall'abitudine di bere molto la sera. Non attribuite tutto in anticipo alla ghiandola: il medico esamina insieme tutte le cause.
Segnali che richiedono cure urgenti
Andate in ospedale senza indugio se:
- non riuscite a urinare per nulla e nel basso ventre crescono dolore e senso di tensione: è la ritenzione acuta di urina, una condizione dolorosa che impone di svuotare subito la vescica con un catetere;
- nell'urina compaiono sangue o coaguli, cosa che non si attribuisce mai alla prostata ingrossata senza accertamenti;
- sale la febbre con brividi e compaiono bruciore alla minzione e dolore al perineo o in zona lombare, il quadro di un'infezione che peggiora in fretta;
- avete smesso di urinare pur bevendo come sempre e sono comparsi nausea, gonfiore alle gambe o confusione.
Merita una nota a parte la versione che non fa male. La vescica può passare anni senza svuotarsi bene, distendersi e traboccare senza alcun dolore; allora l'urina cola in continuazione, soprattutto di notte, mentre i reni perdono funzione in silenzio. Un gocciolamento costante in un uomo con disturbi urinari di vecchia data non è «vescica debole», ma un motivo per accertamenti nel giro di pochi giorni.
Non è un tumore, ma del PSA bisogna parlare
Ipertrofia benigna e tumore della prostata sono malattie diverse. La prima non si trasforma nel secondo e non lo rende più probabile. L'inconveniente è che un tumore prostatico iniziale dà esattamente gli stessi disturbi oppure nessuno, perciò un uomo con questi sintomi viene studiato in modo da distinguere l'uno dall'altro.
Il dosaggio del PSA fa parte di questo percorso, ma non è né una condanna né un lasciapassare. Il valore viene alzato dall'ipertrofia stessa, da un'infiammazione, dalla bicicletta, da un rapporto recente e da un catetere, quindi il prelievo non si fa in un giorno qualsiasi ma seguendo regole che il medico spiegherà. Che cosa fare poi si decide insieme, soppesando benefici e svantaggi.
Un dettaglio pratico spesso dimenticato: i farmaci del gruppo degli inibitori della 5-alfa-reduttasi dimezzano all'incirca il valore del PSA. Se il medico non sa che li state assumendo, un risultato «normale» può risultare falsamente rassicurante. Dichiarate sempre questi farmaci quando eseguite l'esame.
In che cosa consistono gli accertamenti
Gli accertamenti sono semplici e quasi tutti ambulatoriali.
- Colloquio e questionario. Il medico chiederà di assegnare un punteggio a ciascun disturbo: si ottiene così un riferimento con cui confrontare in seguito il risultato della terapia.
- Diario minzionale di tre giorni: quanto si beve, a che ora si urina e quanto. Una tabella semplice che spiega più di molti esami, soprattutto quando il problema sono le notti.
- Visita. Addome, genitali ed esplorazione rettale con un dito: dura mezzo minuto, indica dimensione e consistenza della ghiandola e non dovrebbe far male.
- Esami. Urine, per escludere infezione e sangue; creatinina, per controllare i reni; PSA quando indicato e dopo averne parlato.
- Ecografia di reni e vescica con misura del residuo subito dopo la minzione.
- Uroflussometria: si urina in un apparecchio che disegna la curva della velocità del getto. Se serve si aggiunge uno sguardo dentro la vescica con una telecamera.
Il medico rivedrà inoltre tutti i farmaci che assumete. Peggiorano la minzione gli antiallergici e i rimedi per il raffreddore con effetto vasocostrittore, alcuni farmaci contro gli spasmi e contro i disturbi dell'umore, i diuretici e gli antidolorifici oppioidi. A volte basta cambiarne uno.
Che cosa potete cambiare da soli
Con disturbi lievi si comincia proprio da qui, e non di rado è quanto basta.
- Ridurre caffè, tè forte, bibite gassate e soprattutto alcol: producono più urina e irritano la vescica.
- Bere il grosso dei liquidi nella prima metà della giornata e limitarli tre o quattro ore prima di coricarsi. Non tagliate la quantità complessiva: un'urina concentrata irrita ancora di più la vescica e favorisce le infezioni.
- Imparare la doppia minzione: finito, aspettate mezzo minuto e riprovate, perché spesso esce un residuo apprezzabile.
- Non spingere e non avere fretta: urinare rilassati è più efficace che sforzarsi.
- Curare la regolarità intestinale, perché un intestino pieno preme sulla vescica.
- Perdere peso e muoversi di più, cosa che incide in modo evidente sui sintomi.
- Passare in bagno prima di un viaggio lungo o di una riunione.
Gli integratori vegetali per la prostata si vendono ovunque, ma non hanno prove convincenti di efficacia e possono interferire con i farmaci prescritti. Prima di spenderci dei soldi, parlatene al medico.
Farmaci e intervento
La terapia si sceglie in base a ciò che dà fastidio, a quanto, e a ciò che gli accertamenti hanno mostrato.
- Gli alfa-bloccanti rilassano la muscolatura liscia del collo vescicale e agiscono nel giro di pochi giorni. Possono dare capogiri quando ci si alza e un orgasmo «secco», con lo sperma che passa in vescica. Non è pericoloso ed è reversibile, ma è meglio saperlo prima. Avvertite senza fallo l'oculista che assumete uno di questi farmaci se dovete operarvi di cataratta: modificano il comportamento dell'iride durante l'intervento e il chirurgo deve esservi preparato, anche se avete smesso da tempo.
- Gli inibitori della 5-alfa-reduttasi riducono la ghiandola stessa, ma lavorano lentamente e l'effetto si valuta dopo circa sei mesi. Si prescrivono quando la prostata è davvero grande e abbassano il rischio di ritenzione e di intervento. I loro effetti indesiderati riguardano la sfera sessuale e conviene chiedere di questi a parte.
- I farmaci rivolti alla vescica si aggiungono quando in primo piano ci sono stimoli frequenti e incontenibili. In presenza di un residuo abbondante si usano con prudenza e sotto controllo.
- L'intervento serve se i farmaci non hanno funzionato, se i sintomi sono gravi o se ci sono già stati ritenzione, calcoli, sanguinamenti, infezioni ripetute o sofferenza dei reni. L'operazione classica asporta parte del tessuto attraverso l'uretra, senza tagli esterni; esistono anche tecniche più delicate con laser, vapore o un impianto, ciascuna con i suoi limiti. Ponete al chirurgo la domanda pratica principale: che cosa comporterà per l'eiaculazione. L'orgasmo «secco» dopo l'intervento più diffuso è più la regola che l'eccezione, mentre l'erezione di norma non ne risente.
A volte la cosa giusta è non prescrivere nulla e osservare: se i disturbi sono lievi e non impediscono di vivere, il medico proporrà un controllo una volta l'anno. È una strategia a pieno titolo, non un rifiuto di aiutare.
Consulto online
Molti rimandano per anni il discorso sulla minzione per imbarazzo, e qui la visita a distanza aiuta: chiedere da casa è più facile. Il medico ripercorre con voi il punteggio del questionario e il diario, spiega quali esami servono, se il PSA ha senso nel vostro caso e come prepararsi, e aiuta a rivedere i farmaci che già assumete. Online è comodo parlare di tolleranza ai farmaci, degli effetti indesiderati che imbarazza nominare e di come affrontare con l'urologo il discorso sull'intervento. I segnali urgenti dell'elenco precedente non si valutano a distanza: l'impossibilità di urinare, il sangue nelle urine o la febbre con brividi richiedono una visita di persona lo stesso giorno.
Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.
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