Punture di insetti
Quasi tutto ciò che punge d'estate lascia un pomfo che prude, se ne va in qualche giorno e non richiede altro che pazienza.
In questa pagina
Medicinali comunemente utilizzati per Punture di insetti
Solo a scopo informativo. Consulta sempre un medico prima di assumere qualsiasi medicinale.
Forma farmaceutica: INJECTABLE, 10 mgPrincipio attivo: somatropinProduttore: Ipsen PharmaPrescrizione richiestaForma farmaceutica: INJECTABLE, 12 mg somatropinPrincipio attivo: somatropinProduttore: Pfizer S.L.Prescrizione richiestaForma farmaceutica: INJECTABLE, 3.3 mg/mLPrincipio attivo: somatropinProduttore: Sandoz GmbhPrescrizione richiesta
Quasi tutto ciò che punge d'estate lascia un pomfo che prude, se ne va in qualche giorno e non richiede altro che pazienza. Vale la pena soffermarsi su tre cose che trasformano una puntura banale in qualcosa di diverso: la reazione allergica grave, che monta in pochi minuti; l'infezione, che comincia più tardi e peggiora; e le malattie trasmesse da zecche e zanzare. Qui sotto, come distinguerle e che cosa fare in ciascun caso.
Che aspetto ha una puntura normale e quando smette di esserlo
Ape, vespa e calabrone pungono subito e fa male; zanzare e pappataci passano inosservati e poi prudono. La reazione abituale è questa: un pomfo fino a un paio di centimetri, rosso o semplicemente sodo al tatto, con un alone rosato intorno, prurito e bruciore. Sulla pelle scura il rossore può non vedersi affatto, ma il gonfiore si sente bene al tatto. Tutto questo monta nel giro di ore e si placa in due o tre giorni.
Esiste poi la reazione locale estesa: il gonfiore si allarga per dieci centimetri e più, la mano si gonfia tutta dopo una puntura su un dito, la pelle è tesa e scotta. Fa impressione ma non è pericolosa, e significa soltanto che l'organismo risponde in modo vivace. Il suo segno distintivo sono i tempi: il gonfiore cresce nel primo giorno o due e poi comincia a calare.
L'infezione segue un calendario diverso. Il primo giorno non c'è: comincia il secondo o il terzo e da lì in poi non fa che peggiorare. Faccia attenzione se il dolore si era calmato ed è tornato, se il rossore si allarga oltre la macchia iniziale, se la pelle è calda, se esce pus, se compare febbre, se i linfonodi si gonfiano o se dalla puntura parte una striscia rossa verso il tronco. Con questi segni si va dal medico in giornata: si curano con antibiotici, non con creme.
Ci sono altre tre situazioni in cui si consulta senza pensarci: una puntura in un lattante sotto l'anno di vita; una puntura in bocca, sulla lingua o in gola, per esempio se una vespa è finita dentro una lattina, perché lì il gonfiore chiude le vie aeree anche senza alcuna allergia; e le punture multiple, quando si contano a decine, perché la sola quantità di veleno provoca vomito, febbre e debolezza.
Che cosa va tolto dalla pelle
Se qualcosa è rimasto nella pelle, prima si toglie e poi ci si occupa del prurito.
- Il pungiglione dell'ape. Lo raschi via di lato con l'unghia, con il bordo di una carta o con il dorso di un coltello. Meglio non afferrarlo con la pinzetta: schiacciando la sacca si spreme il veleno rimasto dentro la pelle. Qui conta la rapidità, non il metodo. Vespa e calabrone il pungiglione non lo lasciano.
- La zecca. Usi una pinzetta a punte sottili o un gancio apposito, la afferri aderente alla pelle e tiri dritto verso l'alto, senza ruotare né strattonare. Non le metta sopra nulla, né olio, né alcol, né colla, e non la bruci: così la zecca rigetta il contenuto dell'intestino nella ferita. Se la testa resta dentro, verrà fuori da sola come una scheggia; non serve scavare. Lavi la zona, disinfetti e annoti la data, che servirà se qualcosa comparirà a distanza di settimane.
- I peli del bruco. La processionaria del pino perde peluria urticante finissima, e basta fermarsi sotto l'albero. Non sfreghi la pelle: i peli entrano più a fondo. Li tolga con del nastro adesivo, sciacqui sotto acqua corrente, si tolga i vestiti e li lavi ad alta temperatura, e non si tocchi gli occhi con le mani. Se i peli finiscono negli occhi o respirare diventa difficile, vada subito dal medico.
Come togliere prurito e gonfiore
Lavi la zona con acqua e sapone. Da lì in poi le cose che aiutano sono poche, ma funzionano.
- Applichi del freddo avvolto in un panno per quindici o venti minuti, ripetendo se serve. Il ghiaccio non si mette direttamente sulla pelle.
- Tenga sollevato il braccio o la gamba punti: il gonfiore cala molto più in fretta.
- Tolga anelli, bracciali e orologio per tempo, prima che la mano si gonfi.
- Per il prurito servono gli antistaminici per bocca. La crema al cortisone in ciclo breve calma prurito e gonfiore, ma non si applica sulla pelle lesa né sulle palpebre senza aver chiesto.
- Se fa male vanno bene i comuni analgesici da banco; su quale scegliere chieda al medico di famiglia o al farmacista, soprattutto se assume già altro.
- Non si gratti: quasi tutte le infezioni nascono da una grattata. Ai bambini tagli le unghie corte e copra la zona per la notte.
- Bicarbonato, aceto, dentifricio e gli altri rimedi casalinghi non tolgono il prurito e rovinano la pelle già irritata.
Allergia grave: che cosa fare subito
La reazione pericolosa si sviluppa in pochi minuti e quasi sempre coinvolge ben più del punto della puntura. Chiami l'ambulanza, in Europa al numero unico 112, se compare anche uno solo di questi segni:
- si gonfiano labbra, lingua, gola o viso;
- il respiro è rapido o faticoso, sibilante, oppure manca l'aria;
- la gola sembra chiudersi, si fatica a deglutire o la voce diventa rauca;
- pelle, labbra o lingua diventano bluastre, grigie o pallide, cosa più visibile su palmi e piante se la pelle è scura;
- confusione improvvisa, debolezza marcata, capogiro o perdita di coscienza;
- in un bambino, spossatezza, corpo molle e assenza delle solite reazioni;
- compare su tutto il corpo un'eruzione pruriginosa in rilievo, spesso con dolore addominale e vomito.
In attesa dell'ambulanza l'ordine è questo. Se la persona ha in prescrizione un autoiniettore di adrenalina, lo si usa per primo, sulla faccia esterna della coscia e attraverso i vestiti se necessario; non si aspetta di vedere se peggiora, perché ritardare è più pericoloso di un'iniezione in più. Poi la si stenda supina con le gambe sollevate; se respirare è difficile la lasci seduta, e se è priva di coscienza o vomita la giri su un fianco. Non la si tiri in piedi di colpo né la si faccia camminare: è proprio in quel momento che il cuore si ferma più spesso. Se dopo cinque o dieci minuti non è migliorata, si somministra una seconda dose nell'altra coscia.
Anche se tutto passa da solo, in ospedale bisogna andare: la reazione può tornare dopo alcune ore. E dopo un episodio del genere chieda di essere inviato all'allergologo. Per il veleno di api e vespe esiste una terapia che per anni abitua l'organismo a non rispondere in modo violento, ed è fra le più affidabili di tutta l'allergologia. L'autoiniettore lo porti con sé e ne controlli la scadenza.
Che cosa trasmettono zecche e zanzare
Alle nostre latitudini le più pericolose sono le zecche, e non per la puntura in sé.
La borreliosi, cioè la malattia di Lyme, si fa notare dopo qualche giorno o settimana: nel punto della puntura compare una macchia rossa che si allarga lentamente ad anello e spesso schiarisce al centro. Di solito non fa male e non prude, per cui sfugge facilmente, e sulla pelle scura l'anello può apparire soltanto come una zona un po' più scura. A volte si aggiungono dolori diffusi, febbre e stanchezza. È un motivo per andare dal medico: la malattia risponde bene agli antibiotici all'inizio e molto peggio quando è già arrivata alle articolazioni e ai nervi. Il rischio di contagio è tanto minore quanto prima si toglie la zecca, perciò conviene controllarsi la sera stessa in cui si torna dal bosco.
L'encefalite da zecche si incontra nelle zone boschive dell'Europa centrale e orientale, comprese alcune aree alpine e del nordest italiano. Comincia come un raffreddore una o due settimane dopo la puntura, poi può dare mal di testa forte e rigidità del collo. Una cura non c'è, ma esiste il vaccino: se vive in una zona così o intende passarvi giorni all'aperto, ne parli per tempo.
Le zanzare in Europa trasmettono di rado febbri virali, e ai tropici malaria e dengue. La regola è semplice: qualsiasi febbre comparsa nei mesi successivi a un viaggio ai tropici impone di consultare in giornata e di dire dove si è stati. La malaria corre in fretta e nei primi giorni sembra una comune influenza.
Come rimediare meno punture
- Applichi sulla pelle scoperta un repellente con dietiltoluamide o icaridina e lo rinnovi secondo le istruzioni; per i bambini, un prodotto autorizzato per la loro età.
- Nel bosco e nell'erba alta indossi abiti chiari a maniche lunghe e infili i pantaloni nei calzini: così la zecca si vede sul tessuto e fatica ad arrivare alla pelle.
- Al rientro controlli sé stesso e i bambini dappertutto, soprattutto dietro le ginocchia, all'inguine, dietro le orecchie, sul cuoio capelluto e lungo l'elastico dei vestiti. Gli abiti vanno scossi e lavati.
- Contro le zanzare servono le zanzariere alle finestre e sul letto, e in cortile svuotare l'acqua da bidoni, secchi e sottovasi, che è dove si riproducono.
- Non scacci le vespe agitando le mani, perché i movimenti bruschi le provocano. Tenga coperte le bevande dolci all'aperto e non beva da una lattina senza guardarci dentro.
Consulto online
A distanza si risolve bene la domanda principale: è ancora gonfiore normale o è già infezione, e serve un antibiotico. Da una fotografia e dai tempi, cioè da che cosa è comparso e in quale giorno, il medico distingue la reazione locale estesa dall'infezione, guarda la macchia rimasta dopo una zecca e dice se somiglia a una borreliosi, e consiglia con che cosa calmare il prurito a un bambino o che cosa si può usare in gravidanza. È anche l'occasione per capire se le serva il vaccino contro l'encefalite da zecche e come prepararsi a un viaggio ai tropici. I segni di allergia grave non si affrontano a distanza: con quelli si chiama subito l'ambulanza.
Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.
Medici online per Punture di insetti
Parla con un medico di sintomi, possibili opzioni di trattamento e dei prossimi passi per Punture di insetti.














