Sindrome da insensibilità agli androgeni

L'ormone viene prodotto, nel sangue ce n'è in abbondanza, eppure le cellule non rispondono: in questo consiste la sindrome da insensibilità agli androgeni.

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L'ormone viene prodotto, nel sangue ce n'è in abbondanza, eppure le cellule non rispondono: in questo consiste la sindrome da insensibilità agli androgeni. I cromosomi sono XY, i testicoli si sono formati e funzionano, ma la proteina che raccoglie il segnale del testosterone è alterata. Il messaggio si perde per strada e il corpo si sviluppa in un altro modo. È una condizione presente dalla nascita: non compare nel corso della vita e non dipende da ciò che la madre ha fatto o non ha fatto durante la gravidanza.

Perché le cellule non sentono l'ormone

A raccogliere il segnale è il recettore degli androgeni, una proteina all'interno della cellula. Il suo gene si trova sul cromosoma X. Quando quel gene è alterato, il recettore non funziona affatto oppure funziona a metà, e il testosterone smette di guidare ciò che dovrebbe guidare: la formazione dei genitali esterni nel feto, la crescita dei peli, il cambiamento della voce.

I testicoli, invece, si formano regolarmente e producono sia testosterone sia una sostanza che blocca lo sviluppo dell'utero e delle tube. Per questo utero e ovaie non si formano, la vagina resta corta e i testicoli non hanno dove scendere: rimangono nell'addome o nel canale inguinale.

Forma completa, parziale e lieve

Quanto più il recettore è compromesso, tanto più diverso è il risultato.

  • Completa. Il testosterone non agisce per nulla. I genitali esterni hanno aspetto femminile e la bambina cresce come tale. Alla pubertà il seno si sviluppa, perché una parte del testosterone viene convertita in estrogeno, ma le mestruazioni non arrivano e i peli pubici e ascellari sono scarsi o assenti.
  • Parziale. Il recettore risponde a metà e il quadro è intermedio: l'apertura dell'uretra non si trova sulla punta del pene, lo scroto può essere diviso, i testicoli non sono discesi. Alla pubertà spesso cresce tessuto mammario.
  • Lieve. All'aspetto un uomo senza particolarità; se ne viene a conoscenza per caso, per un aumento del seno o durante accertamenti per infertilità.

Quando ci si accorge

La forma parziale si nota di solito subito dopo il parto: i genitali non rientrano nello schema consueto e non c'è fretta di registrare un sesso prima di aver completato gli accertamenti.

La forma completa emerge per due strade. La prima è un'ernia inguinale in una bambina piccola: a quell'età le ernie nelle femmine sono rare e, durante l'intervento, il chirurgo trova a volte un testicolo dentro il sacco erniario. La seconda, la più frequente, è l'adolescenza: il seno è cresciuto, la statura pure, e le mestruazioni non arrivano. L'assenza del ciclo a quindici anni è motivo sufficiente per approfondire.

Che cosa mostrano gli accertamenti

  • L'analisi del corredo cromosomico, che in questa sindrome risulta maschile.
  • Gli ormoni nel sangue: testosterone nei valori maschili o superiore, ormone luteinizzante elevato, perché il cervello continua a chiedere una risposta che non riceve.
  • Ecografia o risonanza magnetica della pelvi: utero e ovaie non ci sono, e i testicoli si individuano nell'addome o nel canale inguinale.
  • Analisi del gene del recettore degli androgeni: conferma la diagnosi e spiega da dove arriva l'alterazione.

Come si trasmette e che cosa significa per la famiglia

Il gene alterato si trova sul cromosoma X e in circa due casi su tre arriva dalla madre. Lei sta bene: il secondo cromosoma X, quello normale, compensa. Nei casi restanti l'alterazione compare per la prima volta e per caso, e la madre non la possiede affatto. Ecco perché il test genetico conta: indica se abbia senso far controllare sorelle e altre parenti. Il rischio si calcola daccapo a ogni gravidanza e non diminuisce perché il figlio precedente è nato senza la sindrome. Il colloquio con il genetista conviene programmarlo prima della gravidanza, non dopo.

Segnali che non ammettono attesa

Quasi tutto, in questa sindrome, si affronta con calma e secondo un piano, ma alcune situazioni si misurano in ore.

  • Il rigonfiamento all'inguine è diventato duro e dolente, non rientra e compaiono vomito e addome gonfio: sembra un'ernia strozzata e serve il pronto soccorso.
  • Si palpa una massa dura nell'addome o all'inguine, cresce, tira e fa male. I testicoli lasciati all'interno del corpo comportano con gli anni un rischio di tumore, e ogni nuovo nodulo va valutato senza rinvii.
  • Dolore improvviso all'inguine con gonfiore e arrossamento.
  • Si è interrotto l'estrogeno dopo l'asportazione dei testicoli. Non è un'emergenza della giornata, ma non si può rimandare: senza l'ormone l'osso si assottiglia e le vampate arrivano presto.

Che cosa aiuta a convivere con questa diagnosi

Non esiste una cura che ripari il recettore, perciò l'assistenza si costruisce intorno a obiettivi concreti. Che cosa fare dei testicoli si decide insieme all'endocrinologo e al chirurgo: o si tengono sotto controllo, o si asportano, di norma a pubertà conclusa, perché fino a quel momento sono loro a fornire gli ormoni. Dopo l'asportazione si prescrive un estrogeno, che sostiene l'osso e il benessere generale. La vagina corta si riesce quasi sempre ad ampliare senza intervento chirurgico, con i dilatatori e la guida di uno specialista.

La seconda parte, e forse la principale, è il dialogo. Al bambino o alla bambina si racconta il proprio corpo a tappe e per tempo, non il giorno in cui le compagne cominciano a parlare di mestruazioni. Agli adulti servono il sostegno psicologico e il contatto con chi vive la stessa diagnosi. La maggior parte delle persone con la forma completa si sente donna e da adulta non cambia questo vissuto; nella forma parziale la varietà è maggiore, e il diritto di ciascuno a definire chi è qui non viene messo in discussione.

Consulto online: in che cosa aiuta il medico

In videochiamata si affronta tutto ciò che non richiede una visita. Il medico spiega il risultato dell'analisi cromosomica e degli ormoni quando il referto del laboratorio lascia più dubbi che certezze. Indica a chi rivolgersi dopo, se all'endocrinologo, al genetista, al ginecologo o all'urologo, e in che ordine, per non girare a vuoto. Aiuta con la terapia ormonale: come assumerla, che cosa controllare, che fare se si salta una dose. Prepara la conversazione con il figlio o la figlia e indica dove cercare sostegno psicologico. Un'ernia strozzata, un dolore acuto o una massa addominale che cresce non si risolvono a distanza: in quel caso si va direttamente dal chirurgo o al pronto soccorso.

Questo materiale ha finalità informativa e non sostituisce il consulto medico.

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